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LadyCross

Racconti di LadyCross - Birdie

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Birdie sbatté la porta dell'abitazione, l'abitazione che le era appartenuta. Adesso era solo del suo ragazzo, appena diventato ex.

Non ne poteva più di doversi fare in cento (altro che quattro) per tutti e due. Lavorare, pulire e rassettare la casa, cucinare, fare la spesa...ovviamente c'erano pure le esigenze del ragazzo da soddisfare. Lei si illudeva che sarebbe cambiato, prima o poi; ma anche se non aveva un minimo di sanità mentale (per ostinarsi tanto a stare con lui) o amore per sé stessa, quel briciolo di buonsenso che possedeva la fece finalmente fuggire da quel ragazzo che invece si amava troppo, prima che fosse troppo tardi.

Fiera, irosa e impulsiva come poche persone abbandonò l'appartamento col minimo necessario e pochissimi soldi. Lasciò a quell'imbecille un bel po' di roba, tra oggetti e mobilio; cose che non si era di certo fatta regalare in giro. Ma non le importava più di tanto, voleva andarsene e basta.

Andarsene pure da Londra probabilmente, voleva cambiare assolutamente aria, e non era in discussione di tornare in Grecia, dove era nata. Una volta che uno spirito libero inizia a girare il mondo e assapora la bellezza del nuovo, del diverso...difficilmente riesce a smettere.

Gli alloggi costano cari a Londra, e molto raramente ti puoi permettere di vivere da sola. Per un po' Birdie dovette quindi coabitare con colleghi di lavoro, amici, sconosciuti.

Questa fase ovviamente durò ben poco.

La sempre-triste aria di Londra, il lavoro misero, la paga ancora più misera, e soprattutto le profonde ferite all'anima, ancora pulsanti e grondanti di sangue la fecero fuggire via a gambe levate dalla città che una volta amava.

 

Decise di spostarsi grazie ad un'amica in Olanda, il cui clima più temperato, la presenza del mare a cui era tanto abituata e i bellissimi paesaggi la rendevano la meta perfetta per iniziare una nuova vita, una vita migliore.

O almeno, Birdie, così credeva e sperava.

Non ci volle molto a scoprire che la sua amica lavorava in uno di quei famosissimi bordelli, cosa che a Birdie non dava poi nessun fastidio, anzi. Aveva la casa in comune quasi sempre tutta per lei e la cosa le dava tutt'altro che dispiacere, per natura coabitare con qualcuno non le piaceva a prescindere dall'inquilina/o. Solo col suo ex si era trovata bene...i primi 3 mesi. Il problema fu che dovette presto diventare collega dell'amica, sapeva bene solo l'inglese e non poteva tirare tutta la vita avanti dando ripetizioni ai ragazzini del quartiere, soprattutto dopo che le loro madri cominciavano a capire con chi vivesse.

Poteva tornare a casa, ma si sarebbe sentita reduce da una guerra di sconfitte e fallimenti e non ce la faceva.

Era talmente orgogliosa che preferiva vendersi piuttosto che vivere alle spalle dei suoi.

 

I soldi facili, il potersi fare tanto deliberatamente del male, come per punirsi dei finti fallimenti della sua vita, le diedero quanto bastava per decidere.

Iniziò quindi a fare la squillo.

La sua amica doveva essere un pezzo grosso al posto di lavoro, Birdie si era informata e sapeva fosse impossibile intraprendere facilmente quella carriera, soprattutto se non sei del posto. E non fu solo il fascino raro di Birdie a convincere i suoi nuovi datori di lavoro ad assumerla tanto presto, bensì la volontà di rinunciare ad una ingente parte di percentuale pur di poter lavorare il prima possibile. Dopo gli opportuni controlli medici e sbrigata la poca burocrazia, nel giro di tre settimane iniziò il suo particolare lavoro.

 

Il suo primo cliente arrivò al bordello, alquanto nervoso, con degli occhi affranti che teneva sempre bassi.

- Buonasera Monsieur, benvenuto nella miglior casa di piacere della città. Le posso assicurare che una volta provate le nostre ragazze, non vorrà passare il suo tempo da nessun'altra parte!
E non si preoccupi, essere i migliori non significa affatto essere i più cari! - L'anziano e simpatico portinaio gli strizzò amabilmente un occhio. - Mi chiamo Richard...Mi dica cosa sta cercando, e sarà mio dovere trovare esattamente quel che cerca! -

- Ehm...sisi, buonasera a lei signore...veramente non ho la benché minima idea di cosa stia cercando...voglio solo distrarmi e dimenticarmi dei miei problemi. -

- Nessun problema, è nel posto perfetto! Mi dica, sa fino a che punto vuole arrivare? Qui le nostre ragazze sanno fare anche dei massaggi sublimi! Si figuri che alcune di loro hanno lavorato a lungo in rinominati centri benessere...sono venute poi a lavorare qui perché come trattiamo e noi le nostre dipendenti non le tratta nessuno! Per non parlare delle paghe poi! Ha delle preferenze? Non si vergogni a parlarne, mi creda, ormai non c'è nulla che mi possa stupire in quel senso. - Altro occhiolino ammiccante. - Può dirmi tutto. Ha preferenze sul colore della pelle o dei capelli? Sa, sono convinto che infondo infondo quelle voci popolari che si sentono sulle donne che hanno questo o quel colore di capelli non siano completamente false. -

Questa volta al portinaio scappò una genuina e dolce risata, sembrava un ragazzino che si esalta perché fa discorsi da adulti.

- Signore, le ripeto che onestamente è la prima volta che vengo in un bord...in posti come questi. -

- Aaah...questo spiega il suo atteggiamento nervoso e la sua poca voglia di guardare in faccia un non più affascinante ragazzo. - Sorrise. - Stia tranquillo allora, credo proprio di avere quello che fa per lei. È nuova, ed è la prima volta che fa questo lavoro, proprio per questo le costerà molto meno rispetto alle altre ragazze...l'imbarazzo e la novità che vi accomunano dovrebbe aiutarvi a rilassarvi e non sentirvi tanto a disagio. C'è solo un problemino, se può ritenersi tale...la ragazza parla solo inglese e greco.

- Perfetto...credo. Si, mi porti da lei per favore...parlo bene l'inglese, non è un problema...no aspetti...che diavolo sto facendo?! Mi scusi ma non credo proprio di dover stare qui, mi perdoni per averle fatto perdere del tempo, arrivederci. -

- Monsieur, non è costretto a fare nulla che non voglia con le nostre ragazze, solo perché le paga. Si vede benissimo che è sconvolto per qualcosa. Sa...sono dietro questo bancone da più di vent'anni ormai...e lavori del genere permettono a chi li svolge di imparare a leggere gli animi della gente, come fossero trasparenti, con una sola occhiata; diventando col tempo bravi quanto degli psicologi...e modestamente, io difficilmente mi sbaglio ormai! Sembra una brava persona e le voglio confessare questo: lei non sa quanta gente, quanta gente ricca venga qui anche solo per parlare, per potersi sfogare. Per avere la madre, l'amica, la moglie, che fuori da qui non riescono a trovare. Sa bene quanto sia difficile per noi parlare dei nostri problemi, soprattutto a chi vogliamo bene, a chi amiamo...per timore di non essere compresi o di essere visti come dei deboli preferiamo confessarci con delle perfette sconosciute! Poi le donne sono creature eccezionali. A differenza nostra, parlano sempre e bene, con e all'anima. È meraviglioso vedere quanto maschi e femmine siano complementari. -

- Beh, onestamente signore, non credo che il suo discorso sia totalmente disinteressato. -

- Non ci perdo nulla se lei adesso se ne va, non sarebbe di certo il primo. Le posso solo giurare che una notevole parte dei nostri clienti non viene qui per lo scopo “principale” di questa attività. Alla fine, anche se si fanno solo una bella chiacchierata, la gente esce di qui soddisfatta..non in quel senso, ma soddisfatta lo stesso. Voglio dirle inoltre che può stare tranquillo, qui la sua privacy è rispettata ed obbligatoria non solo per quello che fa con le ragazze, ma anche per quel che le dice...ovviamente se questo non fa loro alcun male. -

- E va bene, e va bene. Anche perché visto l'orario o resto qua o finirò sicuramente in qualche buco a trangugiare alcool fin quanto potrò! E giunto a quel punto nemmeno iddio sa cosa potrei fare...preferisco rimanere lucido questa sera. Mi porti da questa ragazza, per favore. -

- Subito signore, la prego di seguirmi. -

 

La casa era arredata in maniera impeccabile, lo stile era dei primi novecento ed i colori predominanti erano ovviamente il cremisi e l'oro, il materiale il legno, di qualsiasi tipo.

Si vedeva proprio che era un bordello, ma aveva una bizzarra aria familiare, come se una volta entrato non c'era nulla per cui valesse la pena di preoccuparsi....un po' quando torni a casa dopo una giornata pesante, appunto.

Il cliente ne rimase quasi incantato, cominciava già a rilassarsi un pochino.

 

Dopo un paio di rampe di maestose scale e qualche svolta intrapresero un vasto corridoio pieno di porte e si fermarono davanti una di queste.

- Eccoci qui, Monsieur. Mi dia pochi minuti per avvisare la ragazza, la prego di accomodarsi su quella poltrona laggiù intanto. -

Mentre il portinaio educatamente bussava, ed entrò dopo pochi secondi, annunciandosi, il cliente obbedì. Era un po' teso per l'incontro adesso, e il suo cervello gli urlava cosa diavolo gli stesse passando per la stessa calotta cranica per fargli venire in mente queste assurde trovate.

Per distrarre l'ospite della suddetta calotta cranica cominciò ad osservare attentamente la sfarzosa carta da parati ed i mobili, tutt'altro che economici che lo circondavano. Per non parlare dei tappeti e del parquet perfettamente tenuti. Roba del genere difficilmente l'avrebbe rivista al di fuori di posti come quello.

Aveva poi notato un'altra cosa: non aveva incrociato una sola persona da quando aveva messo piede alla “casa”. Eppure i clienti non dovevano di certo mancare in questo posto, era inoltre l'ora buona per le “improvvise riunioni in ufficio” o i famosi “straordinari”.

Mentre si chiedeva come poteva essere possibile una cosa simile il portinaio uscì dalla stanza, facendolo alzare di scatto.

- È tutto pronto, Monsieur. La nostra ragazza è pronta a riceverla. Mi sono permesso di anticiparle con chi avrebbe avuto a che fare...non me ne voglia per questo...e non le nascondo che è alquanto felice e sollevata. Credo proprio che vi troverete benissimo – Occhiolino. - Per il pagamento si dovrà rivolgere a me all'uscita. -

Il cliente indugiò un poco, si guardò perplesso intorno.

- Monsieur le ricordo che siamo la migliore “casa” in città. Non riuscirà a vedere un altro cliente nemmeno se lo volesse. La lascio sola adesso, le auguro una piacevole serata. -

Con un caldo sorriso si congedò. Lasciando il cliente davanti la porta in legno di noce socchiusa.

 

Bussò e chiese permesso, entrando fu colpito dal fascino di Birdie che, seduta su un magnifico letto, indossava una vestaglia di seta rossa che stava a pennello con la sua carnagione chiarissima e coi suoi capelli ramati, e che ben poco lasciava immaginare. Aveva un bellissimo corpo.

- Entra pure e chiudi la porta a chiave. - Disse con un caldo sorriso.

- Ehm...si, grazie mille.

- Di nulla, poggia l'impermeabile e la valigetta dove ti pare.

Così fece. Si tolse la giacca, si sfilò la cravatta e li gettò sulla poltrona di quella camera infinitamente intima, accogliente, e perfetta.

Poi si scagliò su Birdie. Si sentiva una belva piena di rancore, e baciandola rabbiosamente iniziò a spogliarla.

Birdie rimase stupefatta e spaventata, si fidava ciecamente di Rick e non riusciva a capire perché il cliente la stesse letteralmente aggredendo, al contrario di quanto le fu anticipato.

Così istintivamente si ritrasse di scatto.

Il cliente, come riportato alla realtà da un mondo infido e oscuro impallidì.

- Ti prego...perdonami...non volevo farti del male. -

- Tranquillo – Sussurrò lei scossa.

Il cliente si sedette al bordo del letto, piantando i gomiti sulle ginocchia ed affondando la testa tra le mani. - Non volevo spaventarti... – Si scusò.

Birdie aveva già capito e si era ripresa. - Non c'è nessun problema davvero...Non dovrei dirtelo, mi è proibito qui...ma il mio nome è Birdie. -

Quell'atto di pura fiducia da parte di quella dolce ragazza che non aveva mai visto lo scosse a tal punto da farlo crollare, gli occhi si inumidirono presto, ma Birdie essendo alle sue spalle non se ne accorse. Gli poggiò una mano sulla spalla.

- Cosa c'è che non va? - Gli chiese. - Te la senti di parlare? -

- C'è che mi porterete alla tomba, voi donne. Se non prima al manicomio! -

- Chi ti ha fatto del male? -

- Una donna che credevo di amare...accidenti, ancora la amo come un folle...ma lei ha preferito gettarsi nelle braccia di un altro. -

- E sei sicuro che abbia un altro? -

- Scherzi? Li ho visti con i miei occhi! È vero che da qualche mese non sono stato molto presente in casa, non ero molto attento e premuroso né con lei né coi bambini. Ma stavo lavorando sodo per poter ottenere una bella promozione che ci avrebbe permesso di condurre una vita da re! E cosa ricevo in segno di gratitudine? Un bel paio di enormi corna!

- Dannazione, mi spiace davvero tanto... -

- Credimi, dispiace più a me. Iniziavo già a dispiacermi quando ho iniziato a corteggiare solo il lavoro ed il mio capo (il secondo non letteralmente, che sia ben chiaro) per poter ottenere questa maledettissima promozione; piuttosto che continuare a corteggiare mia moglie, che mi è sempre stata accanto, fedele ed estremamente dolce, paziente e premurosa...fino a qualche giorno fa.

Poi iniziarono le litigate e le cose precipitarono. Ci vuole poco a immaginare il resto. Non le dò del tutto torto, ma non meritavo di certo tanto! -

- Beh, ripeto, mi dispiace tanto...ma confido che ne troverai un'altra migliore. Le persone si rivelano per quello che sono quando le cose vanno male, soprattutto in una coppia. Evidentemente non era l'angelo che ti è sembrato all'inizio. Mi dispiace più che altro che tu l'abbia scoperto tanto tardi...e che ci siano dei bambini in mezzo. -

- Tranquilla, non sanno ancora nulla. Ci vedono troppo poco spesso assieme per capire che tra me e mia moglie è cambiata qualcosa. Adesso non so che fare...lasciarla, perdonarla...ma non ce la faccio. Non riesco a fare nessuna delle due cose...Sto impazzendo! Si vede già dal fatto che sono in un bordello di lusso a parlare con una prostituta delle corna che mi ha messo mia moglie! -

 

Birdie non si era mai sentita definire in quel modo. Soprattutto ora che di fatto era una prostituta, quindi abbassò gli occhi e ammutolì, diventando seria e lasciando scivolare via la mano.

Il cliente capì e si girò immediatamente, scusandosi. - Non volevo offenderti...oggi ti ho già trattata malissimo, e nemmeno ti conosco! Che persona orribile che sono a quanto pare, forse mi merito quello che mia moglie mi ha fatto. -

Gli occhi cerulei di Birdie agganciarono i suoi, e non li lasciò più andare. - Sei uno stupido. - Disse soltanto.

Il cliente rimase immobile e stupito. Non sapeva cosa rispondere e lasciò la bocca a prendere un po' d'aria.

- Ti dico io ora quello che devi fare con tua moglie. La devi lasciare. -

- Non ci riesco Birdie...la amo troppo. -

- Smetti allora. C'è una sola persona che devi amare prima di tutte, e quella persona sei proprio tu. Solo amandoti potrai imparare a voler bene agli altri...ad amare gli altri.

Ma presta attenzione: se non sai amarti nella giusta dose sarà sempre qualcuno a rimetterci.

Se ti ami troppo poco (ed è questo il tuo caso) sarai disposto a sacrificare te stesso oltre ogni limite accettabile. Lascerai, senza accorgertene che tutti gli altri facciano di te ciò che vogliono, portandoti inevitabilmente a soffrire come un cane.

Se ti ami troppo invece non potrai fare a meno di mettere te stesso anche al secondo, terzo, quarto posto, e potrei continuare con l'elenco. Questo porterà a far soffrire da matti invece le persone che ti vogliono bene o che ti amano, perché ci metterai ben poco a dimostrare loro quanto poco valore abbiano per te. Ed alla fine soffrirai anche tu lo stesso, perché la solitudine è l'unica amante possibile, per chi si ama troppo.

Serve la giusta dose: non troppo poco, così da non diventare l'umile e misera ombra dell'altra, e nemmeno troppo e basta, per non diventare il sole che la eclisserebbe e brucerebbe.

In una coppia ci si perfeziona ed eleva a vicenda. Ci si completa, senza sopraffare se stessi o l'altra/o. -

Il cliente sorrise, si sentiva leggero ed inerme, come il fumo di una sigaretta. Adesso sapeva cosa doveva fare. Non aveva nessuna paura. Non avrebbe mai più permesso a se stesso di volersi tanto male.

- Birdie, ti devo molto più di quanto tu possa immaginare! Corro subito a sistemare le cose...Non prima di averti lasciato giù un bel po' di grana! Ti devo davvero molto...grazie. -

Sorrise.

La baciò forte sulla fronte e rivestendosi in fretta andò via.

A Birdie rimase dell'amaro in bocca. - Certo che hai una bella faccia tosta a fare queste prediche, quando non ti tratti nemmeno come una persona. - Si disse.

 

Il cliente pagò molto più del dovuto e si precipitò in strada, non guardando nemmeno l'ora prese il primo taxi che l'avrebbe portato dal suo amico Robert, il miglior divorzista su piazza. Stava già pianificando tutto: i dettagli burocratici, economici, come dirlo ai bambini, come dividere con la ormai ex moglie il loro tempo...arrivò davanti al grattacielo con un sorriso che non finiva più.

Si spense ben presto. L'intero edificio, per quanto illuminato fosse, aveva tutte le porte sbarrate. Guardò l'orologio.

- Cazzo, che idiota che sono! Cosa diavolo credevo di fare alle tre di notte?! -

Sconsolato chiamò un altro taxi.

- Dove la porto, signore? - Disse con poca gentilezza e convinzione l'autista.

Il cliente rimase per un po' interdetto...ripensò a Birdie...alla sua dolcezza, al suo fascino, e soprattutto alle sue sagge parole. Voleva tirarla fuori da quel postaccio, non meritava di starci. Voleva regalarle una vita migliore. Lo aveva salvato, lo aveva salvato davvero. Era da tre giorni che nel suo cervello strisciava la possibilità di farla finita...

- Allora? - Fece spazientito il tassista.

- Mi porti al Rosse Buurt per piacere. -

- Ah-ah! Il signore è in vena di divertirsi 'sta notte... - Ammiccò e partì.

Durante tutto il viaggio il cliente rimase in preda all'agitazione più disturbante. Aveva voglia di fare mille, milioni di cose, ed invece stava seduto su un taxi semi imbottigliato nel traffico, con l'autista che bestemmiava peggio di tutti i turchi della Turchia e tutti quelli sparsi nel mondo messi assieme.

Una volta arrivato pagò di corsa e non salutò nemmeno il conducente, che gli stava facendo i migliori auguri per il resto della notte.

Ci volle poco per arrivare alla “casa”, ed entrando chiamò Richard urlando.

- Monsieur, per piacere si contenga! Cosa desidera? Ha dimenticato qualche oggetto di sopra per caso? O vuole un'altra ragazza forse? Magari non ne vuole esattamente un altra... -

- Esatto Rick, esatto! Devo assolutamente rivedere Birdie! La prego, mi dica che non c'è nessuno con lei adesso! Devo parlare!

- Faccio finta di non aver sentito quel nome – Lo guardò severo. Poi divenne serio, con un velo leggero di preoccupazione. - Monsieur, sono mortificato...ma Birdie se n'è andata pochi istanti dopo il vostro incontro, ha preso quanto le spettava e ha detto di non voler tornare più. Ha detto che avrebbe preso il primo volo per la Grecia, diceva che con la bella stagione che si stava avvicinando non si sarebbe persa un bagno nel Mediterraneo per nulla al mondo. La sua amica l'ha seguita, sbraitando che le serviva una vacanza. Quella pazza fa sempre così, poi dopo qualche mese però torna sempre. -

Se il soffitto della struttura fosse caduto in quel momento tutto in testa al cliente nemmeno se ne sarebbe accorto...rimase catatonico.

- Monsieur sono dispiaciutissimo, ho pensato appena l'ho vista che poteva venirne fuori qualcosa di buono facendovi incontrare. Anche se rischio il posto e probabilmente la galera posso tentare tutto il possibile per poterla rintracciare in qualche modo... -

- Lasci stare, Rick...è meglio così. -

- Come desidera Monsieur. Se è questo che vuole... -

 

Il cliente uscì. Tetro come se avesse appena assistito ad un funerale, e chiamò un taxi per andare al primo albergo gli fosse capitato a tiro.

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@AnnaTakumi

Non è un racconto con una particolare morale, è semplicemente una sequenza di fatti, diciamo.

Può portare a qualche misera riflessione come può essere un semplice passatempo :ehm:

 

 

 

@Sakura

Ok carissima :abbracc:

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Ecco, è qualcosa che può essere cucito sulle menti a seconda delle esigenze. C'è chi leggendolo si sentirà un po' come Birdie, chi invece un po' come il cliente...

Comunque grazie millemillemille :grazie::flower:

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Appena letto tutto

La storia ha qualche  stonatura ma la descrizione dell'attimo di vita che hai dato è buono. Hai giocato con i pg ponendo birdie in ombra rispetto al coprotagonista però alla fine hai fatto l'errore di fare del coprotagonista proprio il protagonista.

Questo è un errore su cui devi prestare attenzione

Altro errore è il far comparire di punto in bianco il vecchietto, rick necessitava di un introduzione

Ultimo errore è che concludi lasciando troppe domande aperte.

Se sei del partito "evitiamo i finali così possiamo scrivere un seguto" ti avviso da subito che è un errore grossolano (anche se i modernisti non lo reputano tale) poichè  dalle regole più antiche dis crittura  si sa che una storia necessita di un finale suo. Aperto va bene ma almeno deve concludere un ciclo; Tu qui lo hai fatto ma èmolto aperto e confuso e inoltre lasci completi vuoti sulla vita e gli scopi della protagonista.

Nel complesso è ben fatto ma devi ritoccarlo e aggiungere dei pezzi. ti coniglio di lasciarlo per un periodo lì dimentricandotene, poi vaia riprenderlo, lo rileggi e annoti le mmodifiche e ela ggiunte e lo riscrivi.

Purtroppo quel che si vuole davvero narrare in un racconto non si riesce ad esprimerlo con la prima stesura ma solo con una corretta e lenta riscrittura.

Per il resto ho capito su che concetti tis ei ispirata per la storia e non sono certo tematiche facili; quindi ti direi di prenderti i tuoi tempi e tornarci su quando te la senti e ti ritrovi ispirata.

Ciao e buon lavoro :ciao:

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Grazie infinite per i consigli :grazie:

Non lo faccio tanto per giustificarmi, ma questo scritto è stat il frutto di un impilso, quindi per questo è un po' sfasato ed incompleto...ma le tue dritte sono giuste e le seguirò ;)

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