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Spawnez

Teoria musicale

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Visto che nel forum ci sono anche musicisti, perchè non condividere questa nostra passione parlando/discutendo di tutto quello c'è dietro al suonare uno strumento, ovvero la teoria!

 

Teoria generale: il suono

 

Il suono nasce dalla vibrazione dei corpi elastici; questo, trasmesso dall'aria sotto forma di onde acustiche, viene percepito dall'orecchio umano e trasmesso al cervello, che ne esegue da decodifica. Il suono ha tre caratteristiche principali:

 

Altezza: è il numero di cicli completi che la vibrazione esegue in un'unità di tempo, e si misura in hertz; con l'aumentare della frequenza i suoni diventano più acuti, viceversa con la diminuzione diventano più gravi. L'orecchio umano puà percepire frequenze da 16Hz a 20000Hz, al di sotto si trovano gli infrasuoni, al di sopra gli ultrasuoni.

Per convenzione viene fatto riferimento al LA, corrispondente a 440Hz

 

Intensità: è l'ampiezza della vibrazione, e si misura in decibel (dB). Se si preme piano un tasto di un piano o di una chitarra, si avrà un suono di bassa intensità, viceversa si avrà un'intensità elevata. L'intensità massia udibile è intorno ai 120/140dB, la cosidetta soglia del dolore, oltre la quale possono verificarsi danni all'apparato uditivo.

 

Timbro: è la qualità del suono. Una nota suonata da una chitarra è diversa da una suonata da un violino, nonostante sia la stessa nota: i due strumenti hanno un timbro diverso. Il timbro si presenta come una particolare forma dell'onda che, a parità di altezza e intensità, risulta diversa.

 

Le scale

 

Gli intervalli pt.1

L'intervallo è la distanza tra due note, intesa come rapporto.

Considerando la nota DO come frequenza f, se si raddoppia si ottiene la frequenza 2f: queste due note sono chiamate con lo stesso nome (DO) ma ad ottave diverse; si possono avere quindi DO ad una o più ottave sopra o sotto (una chitarra ha un'estensione di 4 ottave, un pianoforte di 8 ottave).

Nella musica occidentale per ottenere la suddivisione di un'ottava si una il sistema temperato, ovvero nella suddivisione in 12 intervalli uguali, chiamati semitoni, quindi:

1 ottava = 12 semitoni

1 tono = 2 semitoni

1 ottava = 6 toni

 

Le distanze tra le note sono così suddivise:

DO - RE = 1 tono

RE - MI = 1 tono

MI - FA = 1 semitono

FA - SOL = 1 tono

SOL - LA = 1 tono

LA - SI = 1 tono

SI - DO = 1 semitono

 

La scala maggiore

Premessa: in Italia viene utilizzata la notazione italiana delle note, ovvero DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI. In molti casi viene utilizzata la denominazione alfabetica, ovvero:

DO = C

RE = D

MI = E

FA = F

SOL = G

LA = A

SI = B

 

Una scala è una serie di note fra le 12 disponibili nell'ottava; essa viene utilizzata sia per la costruzione di accordi sia per la creazioni di linee melodiche. La scala maggiore è composta da 7 note così strutturate:

 

TONO - TONO - SEMITONO - TONO - TONO - TONO - SEMITONO

 

Questa sequenza vale per la costruzione di qualsiasi scala, quindi conoscendo la distanza tra le note, la scala maggiore di DO sarà così composta:

 

DO  RE  MI   FA  SOL  LA   SI

    1t    1t   1st   1t     1t    1st

 

Alterazioni

Come si è visto nella scala di DO maggiore tutti gli intervalli rispettano la distanza tra le note, ma cosa succede quando questo non accade? In questo caso ci serviamo delle alterazioni bemolle (b) e diesis (#): esse non vogliono significare altro che, rispettivamente, mezzo tono indietro e mezzo tono avanti. Come si è visto tra SOL e LA c'è un tono, ovvero due semitoni, quindi SOLb sarà la nota di SOL mezzo tono indietro, SOL# sarà quella di SOL mezzo tono avanti. Così facendo il SOL# e LAb sono la stessa nota: in realtà nell'armonia non è così, ma il tasto sulla chitarra o sul piano forte di queste due note è lo stesso.

Detto ciò, la scala maggiore di SOL maggiore sarà così composta:

 

SOL  LA  SI   DO  RE  MI  FA#

      1t    1t  1st   1t   1t   1st

 

Gli intervalli pt.2

Dopo aver costruito la scala maggiore si può procedere al calcolo degli intervalli. Gli intervalli sono così classificati:

 

DO = Prima (Giusta)

RE = Seconda (Maggiore)

MI = Terza (Maggiore)

FA = Quarta (Giusta)

SOL = Quinta (Giusta)

LA = Sesta (Maggiore)

SI = Settima (Maggiore)

 

Gli intervalli giusti e maggiori hanno queste caratteristiche:

  • Un intervallo giusto più mezzotono diventa aumentato o eccedente
  • Un intervallo giusto meno mezzotono diventa diminuito
  • Un intervallo maggiore più mezzotono diventa autmentato o eccedente
  • Un intervallo maggiore meno mezzotono diventa minore

Diminuito <-- Giusto --> Aumentato

Minore <-- Maggiore --> Aumentato

 

DO - RE = 2 maggiore

DO - SOL = 5 giusta

DO - REb= 2 minore

DO - SOL# = 5 aumentata

 

PS: Si inizia sempre a contare dalla tonica (ovvero dal primo grado).

...continua

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@Spawnez

mi consigli qualche esercizio per allenarmi con le scale e memorizzarle?

magari non uno dei soliti esercizi noiosi a ritmo costante ma qualcosa che sia divertente da suonare :asd:

non sono un totale incompetente con la chitarra ma di teoria non so praticamente nulla e credo che questa cosa mi limiti parecchio :)

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Ho un casino di idee, e altrettanti pezzi che devo finire.. poi avrò da lavorare su colonne sonore per i progetti videoludici, quindi sicuramente posterò qualcosa..

Non so quando però per ora :supeo:

 

Sto andando OT, perdonatemi :susu:

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Beh cercavate a gran voce qualche musicista che potesse essere attivo in queste sezioni del forum...eccomi qui :lol:

Parlando di teoria musicale inizio affrontando il tema dell'interpretazione sulla batteria.

Quando si suona la batteria leggendo uno spartito ma soprattutto quando si studia bisogna sempre tenere in considerazione quella che viene chiamata interpretazione ogni volta che viene eseguito un esercizio "ritmico" ossia che preveda l'esecuzione di un tempo complesso eseguito con tutta la batteria(ovviamente da questa considerazione vanno esclusi tutti gli esercizi di didattica chiusi ossia quelli che vanno eseguiti così come sono in quanto finalizzati a sviluppare specifiche capacità tecniche ed esecutive come ad esempio i paradiddles e tutte le loro varianti e gli esercizi per l'indipendenza degli arti). Ovviamente questo va tenuto in considerazione anche nel caso si debba suonare a spartito od eseguire una trascrizione di un brano.

Quando si parla di interpretazione si intende una differenza specifica fra il modo in cui viene scritta una partitura ed il modo in cui essa viene eseguita.

Esistono tre principali tipi di interpretazione sulla batteria e sono:

 

L'interpretazione "swing" - quando si parla di swing ci si rivolge più genericamente a quasi ogni forma di jazz che preveda un'esecuzione swingata ma questa non si applica esclusivamente alle forma puramente jazz. La caratteristica fondamentale dello swing è che gli accenti vengono normalmente portati sui tempi deboli(il II ed il IV) e la notazione viene scritta abitualmente in 2/2(con una scansione metronomica quindi di tipo - u-no - du-e - ). La particolarità dell'interpretazione nello swing è che le coppie di crome vengono eseguite come se facessero parte di una terzina dando il caratteristico portamento swing

InterpretazioneSwing01.JPG

viene eseguito come

InterpretazioneSwing02.JPG

 

L'interpretazione nella musica leggera invece è una caratteristica che viene applicata di solito in tutte quelle situazioni dove l'andamento ritmico e l'impronta del brano risulterebbe troppo piatta se eseguita "alla lettera" quindi si tende a privilegiare l'inserimento di piccole sincopi per dare colore e movimento all'esecuzione di seguito un esempio

InterpretazioneMusicaLeggera01.JPG

viene eseguito

InterpretazioneMusicaLeggera02.JPG

 

L'interpretazione funk invece consiste nell'eseguire un'accentuazione ritmica per dare maggiore risalto ed aumentare il "tiro" sulle frasi portanti di un arrangiamento. Di seguito un esempio

InterpretazioneFunk01.JPG

viene eseguito

InterpretazioneFunk02.JPG

 

Spero il contributo sia stato gradito ed utile ma soprattutto spero che si aggiunga anche qualcun'altro in queste sezioni povere e desolate popolate da pochi inossidabili ed agguerriti musicisti :asd:

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