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Kin

Scioglilingua

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Uno scioglilingua è una frase studiata appositamente per essere difficile da pronunciare (per esempio, "sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa"). Molti scioglilingua presentano una ripetizione di uno stesso suono o di un ristretto insieme di suoni, generando una sorta di tiritera.

Alcuni scioglilingua hanno l'intento aggiuntivo di rendere probabile uno specifico lapsus con caratteristiche umoristiche, talvolta imbarazzanti per chi lo pronuncia, e così via.

Fonte

 

Credo servano anche da esercizio per chi deve leggere ad alta voce o parlare in pubblico con più disinvoltura :soso:

 

 

Scioglilingua corti
  • Apelle figlio d'Apollo fece una palla di pelle di pollo, tutti i pesci vennero a galla per vedere la palla di pelle di pollo fatta da Apelle figlio d'Apollo.
  • Chi seme di senapa secca semina sempre seme di senapa secca raccoglie.
  • Centottantotto lire più cinque-cento-cinquanta-cinque centesimi.
  • Tito, tu m'hai ritinto il tetto, ma non t'intendi tanto di tetti ritinti.
  • In un coppo poco cupo, poco pepe pesto cape.
  • Chi ama chiama chi ama, chiamami tu che chi ami chiami. Chi amo chiamerò se tu non chiami.
  • Tre stecchi secchi in tre strette tasche stanno.
  • Sette scettici sceicchi sciocchi con la sciatica a Shanghai.
  • La ruota rotonda ruotava rovente, restando rasente la rete.
  • Se scii senza scienza sei solo scema.
  • L'amata Mita a metà ammattita mise metà matita e la matita in tasca.
  • Chi porta in porto le porte, parta dai porti e porti in porto le porte aperte.
  • Sette acciughette se ne stavano strette strette nelle scatolette ... poverette.
  • Sopra un sasso messo stava su se stesso un sasso stava.
  • Nel giardin di Frate Andrea, Fra' Simon foglion cogliea.

    Nel giardin di Fra' Simon, Frate Andrea cogliea foglion.

  • In via dell'agnolo c'era un pizzicagnolo che aveva un frignolo sul dito mignolo.
  • Tre tozzi di pan secco in tre strette tasche stanno.
  • Sul mare ci sono nove navi nuove una delle nove non vuole navigare.
  • Tu che attacchi i tacchi, attaccami i tacchi. Io? attaccare i tacchi a te che attacchi i tacchi? Ma attaccateli tu i tuoi tacchi!
  • Ho un campo di lupini da diradare; chi me li diraderà?
  • Due dadi Dado ha avuto in dono ma Ida e Ada gelose sono.
  • Chi tocca di zucca la zucca di Checca fa zucca barucca e la zucca si ammacca. Che pacca che schiocca!
  • Scopo la casa, la scopa si sciupa, ma se non scopo sciupando la scopa, la mia casetta con cosa la scopo?
  • Prendi questa barca e impegolamela e quando l'avrai impegolata disimpegolamela senza impegolarmi.
  • Caro conte chi ti canta tanto canta che t'incanta.
  • In una conca nuotano a rilento tre trote, cinque triglie e tinche cento.
  • No, non ho un nonno.
  • Lucio e Decio lisciano dodici gatti felici.
  • È passato lo stracciatoppe e non m'ha stracciatoppato. Quando ripasserà mi stracciatopperà.
  • Filo fine dentro il foro se l'arruffi non lavoro, non lavoro e il filo fine fora il foro come un crine.
  • Pio Pietro Paolo Pula, pittore palermitano pinse pittura per poco prezzo. Prepotente popolo, pagate presto Pio Pietro Paolo Pula per partire per Palermo propria patria.
  • Il cuoco cuoce in cucina e dice che la cuoca giace e tace perché sua cugina non dica che le piace cuocere in cucina col cuoco.
  • O schiavo con lo schiaccianoci, che cosa schiacci? Schiaccio sei noci del vecchio noce con lo schiaccianoci.
  • Sotto un uscio tutto liscio cadde a striscio un grosso guscio.
  • Sotto un cespo di rose scarlatte offre il rospo té caldo con latte. Sotto un cespo di rose paonazze tocca al rospo sciacquare le tazze.
  • Pisa pesa e pesta il pepe al papa, il papa pesa e pesta il pepe a Pisa.
  • "Buona sera, buona sera. Ha il Corriere della Sera di ieri sera?".

    "No, non ho il Corriere della Sera di ieri sera, ma ho il Corriere della Sera di stasera!".

Sciolilingua lunghi
  • Eva dava l'uva ad Ava;

    Ava dava l'uova ad Eva;

    ora Eva è priva d'uva,

    mentre Ava è priva d'uova.

  • Sedendo carponi

    cogliendo foglioni,

    foglioni cogliendo

    carponi sedendo.

  • Nel muro c'è un buco

    e un bruco nel buco

    scaccia il bruco

    e tura il buco.

  • Filastrocca sciogligrovigli

    con la lingua ti ci impigli

    ma poi te la sgrovigli

    basta che te la pigli.

  • Un limone, mezzo limone

    due limoni, mezzo limone

    tre limoni, mezzo limone

    quatro limoni, mezzo limone

    etc.

  • Verso maggio con un paggio vo in viaggio.

    Non vaneggio, nè motteggio; forse è peggio!

    Se mi seggo, più non reggo: mangio o leggo.

    Se non fuggo qui mi struggo,

    ma se fuggo vado al poggio e un alloggio là mi foggio,

    sotto un faggio, con coraggio.

  • Pietro Perrone, pregiato pittor perugino,

    pinse pittura per poco prezzo.

    Poi, pentitosi pel poco prezzo percepito,

    partì per Perugia, proseguì per Palestrina, però per perfidia pagana.

    Pregategli perpetua pace.

  • Avevo una graticola da ringraticolare.

    La portai dal capo

    ringraticolatore delle graticole,

    ma il capo ringraticolatore

    delle graticole non c'era.

    Allora me la ringraticolai da me

    e me la ringraticolai meglio

    del capo ringraticolatore delle graticole.

  • Sotto le frasche del capanno

    quattro gatti grossi stanno;

    sotto quattro grossi sassi,

    quattro gatti grossi e grassi.

  • Vedo un ragno nel suo regno,

    che lavora con impegno;

    e uno gnomo che fa il bagno

    con un cigno nello stagno.

  • La marmotta, quando annotta,

    nella grotta già barbotta

    che la pappa non è cotta!

    Quando è cotta

    ribarbotta, perché scotta!

  • Ho in tasca l'esca

    ed esco per la pesca,

    ma il pesce non s'adesca,

    c'è l'acqua troppo fresca.

    Convien che la finisca,

    non prenderò una lisca!

    Mi metto in tasca l'esca

    e torno dalla pesca.

  • Il re Serse scorse un orso,

    lo rincorse con le sferze,

    lo percosse a tutta forza.

    L'orso insorse con un morso,

    Serse andò fuori di Serse

    e si perse dietro l'orso.

    Quanto all'orso, senza forse,

    lui si perse nel discorso,

    a soccorso del re Serse.

  • Il mondo è fatto a scale

    chi scende e chi sale,

    chi le scende troppo in fretta

    si sciupa la scarpetta;

    la scarpa ha il laccio sciolto,

    collo scialle scalda molto;

    lo scialle non è sciarpa,

    la sciarpa non è scarpa,

    il furbo non è sciocco,

    tira il laccio è sciolto il fiocco.

Scioglilingua classici
  • Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré di tratto in tratto trotterellando.
  • Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa.
  • Se oggi seren non è, doman seren sarà, se non sarà seren si rasserenerà.
  • Tre tigri contro tre tigri.
  • Tre asini vennero dalla Sardegna

    carichi di fischi, fiaschi e legna.

Scioglilingua zen
  • Quanti rami di rovere roderebbe un roditore se un roditore potesse rodere rami di rovere?
  • A che serve che la serva si conservi la conserva, se la serva quando serve non si serve di conserva?
  • Sa chi sa se sa chi sa

    che se sa non sa se sa,

    sol chi sa che nulla sa

    ne sa più di chi ne sa.

  • "C'è il questore in questura a quest'ora?"

    "No, non c'è il questore in questura a quest'ora, perché se il questore fosse in questura a quest'ora, sarebbe questa la questura."

  • Ciò che è, è;

    ciò che non è, non è;

    ciò che è, non è ciò che non è;

    ciò che non è, non è ciò che è.

Scioglilingua difficili
  • Li vuoi quei kiwi?
  • Se l'arcivescovo di Costantinopoli si disarcivescoviscostantinopolizzasse, tu ti disarcivescoviscostantinopolizzeresti come si è disarcivescoviscostantinopolizzato l'arcivescovo di Costantinopoli?
  • Ti ci stizzisci? E stizziscitici pure!
  • Chi troppo in alto sal, cade sovente - precipitevolissimevolmente.
  • Pietre sopra prato, pietra trita pietra, pietre dietro siepe, treno dietro treno, stretto tratto dritto, prete prega prete, tronco contro tronco, otre tra tre otri, spreco scopre spreco, topo dopo topo, odio diete idiote, date tedio a Diego, dipingo finto dipinto, tingo dipinto finto.
  • C'era una volta una cincibiriciaccola,

    che aveva centocinquanta cincibiriciaccolini.

    Un giorno la cincibiriciaccola disse

    ai suoi centocinquanta cincibiriciaccolini:

    "Smettetela di cincibiriciaccolare sempre,

    altrimenti un giorno non cincibiriciaccolerete più".

  • Prese dove Mise mise mise mise misero misero mise misero Prese prese tre.
Scioglilingua con tante erre
  • Orrore, orrore! Un ramarro verde su un muro marrone.
  • Tigre intriga tigre.
  • Una rana nera e rara sulla rena errò una sera.
  • Sei tu quel barbaro barbiere

    che barbaramente barbasti

    la barba a quel povero

    barbaro barbone

    in piazza Barberini?

  • Remo rema sul Reno con remi di rame.
  • Pure Pelé partì per il Perù però perì per il puré.
  • Per Robespierre, instauratore del terrore era un terribile errore irrorare col verderame un raro ramarro marrone.
  • Nell'anfratto della grotta trentatré gretti gatti si grattano.
  • Un empio imperator di un ampio impero scoppiar fece una guerra per un pero;

    credeva conquistare il mondo intero l’imperator, ma perse l’ampio impero.

  • Tre strane timbratrici stringono stringhe a tre timbratrici streghe.
  • Treno troppo stretto e troppo stracco stracca troppi storpi e stroppia troppo.
Scioglilingua con tante esse
  • Una platessa lessa lesse la esse di Lessie su un calesse fesso.
  • Sessantasei assassini andarono ad Assisi tutti e sessantasei assassinandosi.
  • Sono un setacciasassi, ho un setaccio di sassi setacciati e un setaccio di sassi non setacciati, perché sono un setacciasassi.
  • O postino che porti la posta,

    dimmi postino che posta portasti.

Scioglilingua con tante zeta
  • Sopra al terrazzo, c'è un cane pazzo, te' pazzo cane, sto pezzo di pane.
  • Nel castello di Mister Pazzino de' Pazzi

    c'era una pazza che lavava

    una pezza di pizzo nel pozzo.

    Mister Pazzino de' Pazzi diede

    una pizza alla pazza che lavava

    la pezza di pizzo nel pozzo.

    La pazza rifiutò la pizza, così

    Mister Pazzino de' Pazzi buttò

    la pazza, la pizza e la pezza nel pozzo

    del castello di Mister Pazzino de' Pazzi.

Scioglilingua con tante gli
  • Se il coniglio gli agli ti piglia,

    togligli gli agli e tagliagli gli artigli.

  • Andavo a Lione cogliendo cotone, tornavo correndo cotone cogliendo.
  • Stiamo bocconi cogliendo cotoni, stiamo sedendo cotoni cogliendo.
  • Sotto l'albero del tiglio

    ho veduto grano e loglio

    e un grazioso quadrifoglio.

    Io cercavo l'erba-voglio,

    tra le foglie, sotto il tiglio,

    ma ho trovato solo miglio,

    un cespuglio di cerfoglio,

    fiori rossi di trifoglio.

    Ma non c'era l'erba-voglio!

  • Sul tagliere taglia l'aglio, non tagliare la tovaglia: la tovaglia non è aglio e tagliarla è un grave sbaglio.
  • Guglielmo coglie ghiaia dagli scogli scagliandola oltre gli scogli tra mille gorgogli.
  • Figlia, sfoglia la foglia sfoglia la foglia, figlia.

Fonte

 

Li ho provati tutti, solo quello dell'arcivescovo di Costantinopoli non mi riesce, e ho difficoltà con le timbratrici streghe :rotfl:

 

Ne conoscete altri, anche nei vostri dialetti? :margherita:

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C'era tra gli scioglilingua classici, solo che le tigri erano tre :soso:

 

Ecco una raccolta di scioglilingua siciliani

 

 

Cu lu tuppu un t'appi, senza tuppu t'appi, cu lu tuppu o senza tuppu, basta chi t'appi e comu t'appi t'appi.
Con i capelli raccolti sulla nuca non ti ho avuta,senza capelli raccolti sulla nuca ti ho avuta.Con i capelli raccolti o senza capelli raccolti, basta che ti abbia avuta,comunque ti abbia avuta.

 

C'era na vota un re befè viscuottu e minè,c'avia na figghia befigghia viscuottu e minigghia;sta figghia befigghia viscuottu e minigghia,aveva n'aceddhu befeddhu viscuottu e mineddhu;st'aceddhu befeddhu viscuottu e mineddhu un jornu vulò. U re iccò u bannu:
- A cu trova l'aceddhu befeddhu viscuottu e mineddhu,ci rugnu a me figghia befigghia viscuottu e minigghia!
Passò un tignusu bafusu viscuottu e minusu e ci rissi:
- Maestà aceddhu è cca!
- "Vattinni tignusu bafusu viscuottu e minusu,vasinnò cu un cavuciu ti fazzu vulari rintra un pirtusu."

C'era una volta un re befè biscotto e minè,che aveva una figlia befigghia biscotto e minigghia;questa figlia befigghia biscotto e minigghia,aveva un uccello befeddhu biscotto e mineddhu;quest'uccello befeddhu biscotto e mineddhu,un giorno volò (scappò dalla gabbia). Il re fece un proclamo:
- "A chi trova l'uccello befeddhu biscotto e mineddhu,gli dò in sposa mia figlia befigghia biscotto e minigghia!"
Passò un calvo bafusu biscotto e minusu e gli disse:
- "Maestà l'uccello è qui(l'ho trovato)!"
- "Vattene via!calvo bafusu biscotto e minusu,altrimenti con un calcio ti faccio entrare dentro un buco."

 

Apru u stipu e pigghiu u spicchiu, poso u spicchiu e chiu u stipu.
Apro la mensola e piglio lo spicchio, poso lo spicchio e chiudo la mensola.

Sasà savia a susiri e sei, sunnu i sei e sei, sa si sasà si susiu e sei.
Rosario si doveva alzare alle sei, sono le sei e sei, chissà se Rosario si alzato alle sei.

 

"Acchiana u patri cu tutti i so figghi..."
"...Quattru e quattru uottu, scarrica lu buottu, l'acieddhu cu li pinni, scarrica e vattinni."

"Sale il padre con tutti i suoi figli..."
"...Quattro e quattro otto, scarica il botto, l'uccello con le penne, scarica e vattene."

 

Tirituppiti e pani grattatu, consami u lettu ca sugnu malatu,
sugnu malatu ri malincunia, consami u lettu ca vegnu cu tia.

Tirituppiti e pane grattato, fammi il letto che sono malato,
sono malato di malinconia, fammi il letto che vengo con te.

 

Rumani è duminica, ci tagliamu a tiesta a Minicu, Minicu un c'è,
ccià tagghiamu o re, u re è malatu, ccià tagliamu o surdatu,
u surdatu è a guerra, tutti cu culu 'nterra!

Domani è domenica, gli tagliamo la testa a Domenico, Domenico non c'è,
gliela tagliamo al re, il re è malato, gliela tagliamo al soldato,
il soldato è andato in guerra, tutti con il sedere per terra!

 

Setti cunigghia 'nta cunìgghiaria, iu nccunigghiavu a iddhi
e iddhi nccunigghiavanu a mia.

Sette conigli erano nella conigliera (gabbia), io volevo acchiapparli ad uno ad uno, mentre io ne prendevo uno, mi scappavano tutti gli altri.

 

Mamma, Ciccu mi tocca! Ciccu un tuccari a picciotta!
Toccami Ciccu, toccami.

Mamma, Francesco (Ciccio) mi disturba! Francesco non disturbare la ragazza! Francesco non è vero quello che ha detto mamma.

 

Mamma, Ciccu mi tocca! Tocchimi Ciccu cca a mamma non c'è!
Mamma, Francesco (Ciccio) mi tocca! Toccami Ciccu perchè la mamma non c'è!

 

Camurria, avia na figlia ca si vulia maritari, e siccomi era senza rota, camurria natra vota!
Scocciatura, aveva una figlia che si voleva sposare, e siccome era senza dote, scocciatura un'altra volta!

 

Passiannu a Marina, sciddhicò na signurina. 
Sciddhicò cu l'anchi aperti e si cci vitti u trentasetti!
Passeggiando alla Marina, scivolò una signorina.
Scivolò con le gambe aperte e le si vide il 37!

 

Comu faciemu? - Faciemu comu ficiru l'antichi, ca si livaru i panzi e si misiru i viddhichi.
Come facciamo? - Facciamo come hanno fatto le persone antiche, che si sono tolte le pance e si sono messi gli ombelichi.

 

Rosa pitosa, fimmina ri casa, veni to maritu, ti pizzica e ti vasa.
Rosa pitosa, sei donna di casa, viene tuo marito, ti da pizzichi e ti bacia.

 

Chiovi, chiovi, a pasta chi fasoli, Sisiddha si vagna, ca coppula i so nanna.
Piove, piove, la pasta con i fagioli, Elisa si bagna, con la cuffia di sua nonna.

 

Addhinucchiuni, cugghiennu cuttuni, essennu cu tia, cuttuni cugghia.
Stando in ginocchio, raccoglievo il cotone, mentre ero con te, il cotone raccoglievo.

Pippineddha ru ncincirinciò, quantu pampini ci su nnò basilicò.
E tu re 'ncurunatu, cunta li stiddhi ri lu stiddhatu.

Giuseppina del ncincirinciò, quante foglie ci sono nel tuo basilico.
E tu re incoronato, conta le stelle nel cielo stellato.

 

Affaccia la luna, affaccia la stiddha, abballa Rusiddha ca è picciriddha.
Spunta la luna, splende la stella, balla Rosina che è una bambina.

 

Vicè, Vicè, vicè, rapi a puorta e viri cu cc'è.
Cc'è mastru Rusulinu, ca ni sona u viulinu.

Vincenzo, Vincenzo, Vincenzo, apri la porta e vedi chi c'è.
C'è mastro Rosalino, che suona il suo violino.

 

Rintra un palazzu c'è un cani pazzu.Tè pazzu cani stu cuozzu ri pani!
Dentro un palazzo c'è un cane pazzo. Tieni pazzo cane questo cozzo di pane!

 

Haiu un cappiddhuzzu ma tantu sapuritu. Quannu mi lè miettiri?
Quannu mi fazzu zitu. Passu pi lu Cassaru, passu pi via Banniera
e tutti mi salutanu buongiornu cavalieri.

Ho un cappellino molto grazioso. Quando lo devo mettere?
Quando mi fidanzo. Passeggio per il Cassero, passeggio per via Bandiera
e tutti mi salutano buongiorno cavaliere.

 

O ti pigghi o t'arripigghi...s'un t'arripigghi, sai unni a pigghi?...
O ti prendi o ti riprendi...se non ti riprendi, sai dove la prendi?...
(Il detto significa: "Datti una smossa o ti finirà male!")

 

Mi n'acchianassi 'ncelu si putissi, cu na scaliddha ri triccientu passi, un m'interiessa siddhu si rumpissi, basta ca ti strincissi e ti vasassi.
Salirei in Cielo se potessi, con una scala di trecento gradini, non m'interessa se si rompesse, basta che potrei stringerti e baciarti.

 

Beddha ru pipiriddhu, ti manna a salutari Peppi u addhu, e ti vuoli addhumannari si vuoi a iddhu.
Bella del pipiriddhu, ti manda i saluti Peppe il gallo, e ti chiede se ti fidanzi con lui.

 

Cummari vuliti abballari? Chi nicchi e nacchi abballari cu vui!
A Napuli fannu i strummula, e a Palermu i vannu a vinniri.

Comare volete ballare? Che c'entra ballare con voi!
A Napoli fanno le trottole, e a Palermo li vanno a vendere.

 

Fonte

 

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Ah :ehm:

Uno molto popolare della mia città:

fugg da fogg' no pè fogg ma pe i fugg'n c stann a fogg'

Fuggi da Foggia non per Foggia ma per i foggiani che stanno a Foggia

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