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Brezza dell'est

Saggistica Essere nel Sogno di Florinda Donner

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Autore: Florinda Donner

Spoiler

Florinda Donner (originally Regine Margarita Thal, later Florinda Donner-Grau) is a Venezuelan writer and anthropologist known as one of Carlos Castaneda's "witches" (the term for three women who were close followers and lovers of Castaneda).
She studied anthropology at UCLA but did not complete her degree, letting her graduate studies lapse in 1977, after having advanced to doctoral candidacy.While studying she met Castaneda and worked with him on developing his thinking.
In addition to working on Castaneda's books, she has written several books about indigenous healing, sorcery and lucid dreaming. She disappeared in 1998, the day after Castaneda died. [fonte: wikipedia]

Titolo: Essere nel Sogno

Casa editrice: Il punto d'incontro

Genere: Esoterismo

Pagine: 320

Prezzo: 14,90 €

Trama: Florinda Donner è una discepola di don Juan Matus, un maestro stregone messicano dello stato di Sonora, e da più di vent'anni è una mia compagna in questo apprendimento. Dati i suoi talenti naturali, don Juan e due streghe sue compagne si presero cura di Florinda in modo particolare, allenandola come sognatrice e portandola a sviluppare la sua attenzione di sogno a un grado di controllo straordinario. Secondo gli insegnamenti di don Juan, gli stregoni dell'antico Messico praticavano due arti: l'arte di sognare e l'arte dell'agguato. La scelta della pratica di una o dell'altra arte veniva determinata dall'innata attitudine di ogni praticante di stregoneria. Sognatori erano coloro che possedevano l'abilità di fissare negli elementi dei sogni normali l'attenzione di sogno, un aspetto speciale della coscienza. Per loro, i sogni sono stati unici di coscienza, varchi verso altri mondi, reali, ma estranei alla mente razionale dell'uomo moderno. [Carlos Castaneda]

"Secondo gli insegnamenti di don Juan, gli stregoni dell'antico Messico praticavano due arti: l'arte di sognare e l'arte dell'agguato. La scelta della pratica dell'una o dell'altra veniva determinata dall'innata attitudine di ogni praticante. I sognatori erano coloro che possedevano l'abilità di fissare negli elementi dei sogni normali l'attenzione di sogno, un aspetto speciale della coscienza. Per queste persone i sogni rappresentano stati unici di coscienza, varchi verso altri mondi reali, sebbene estranei alla mente razionale dell'uomo moderno." [Carlos Castaneda]

Opinione personale sul testo: Dato che le donne (checchè se ne dica) son molto diverse (e con la parola diverse intendo il senso letterale del termine) dagli uomini come indole e predisposizioni, nella via del guerriero questa differenza richiede un'apprendistato particolare, quindi è per questo motivo che le due apprendeste, Florinda con questo testo e Taisha (col libro Il Passaggio degli Stregoni), aiutano la comprensione dei lettori interessati alla via sciamanica, raccontandoci le loro esperienze ed il loro apprendistato, partendo dall'incontro con Carlos Castaneda fino ad arrivare a quello con gli altri stregoni. Florinda, essendo una Sognatrice ci rivelerà l'apprendistato per questa particolare arte. Testo affascinante, sconcertante, divertente.

Pareri sull'edizione: Libro maneggevole, copertina flessibile, rilegato incolla.

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Capitolo 14

Spoiler

 

[...]In quei momenti interrogavo Isidoro Baltazar sulla conoscenza intuitiva, su quell’improvviso lampo d’intuizione, di comprensione, che gli stregoni dovrebbero coltivare più di qualunque altra cosa.

In quei momenti mi diceva sempre che conoscere qualcosa solo intuitivamente non ha significato.

I lampi d’intuizione devono essere trasformati in un pensiero coerente, altrimenti sono senza scopo.
Paragonava un lampo d’intuizione a visioni di fenomeni inesplicabili.
Entrambi svaniscono tanto rapidamente quanto sono comparsi.

Se i lampi non sono costantemente rinforzati, subentrano il dubbi o la dimenticanza, poiché la mente è stata condizionata ad essere pratica e ad accettare soltanto ciò che è verificabile e quantificabile.
Spiegò che gli stregoni sono uomini di conoscenza più che di ragione.

Come tali, sono un passo avanti rispetto agli intellettuali occidentali che presumono che la realtà - che viene spesso usata come sinonimo di verità - sia conoscibile attraverso la ragione.

Lo stregone afferma che tutto ciò che è conoscibile attraverso la ragione è il nostro processo pensante, ma che è soltanto comprendendo il nostro essere totale, al suo livello più sofisticato e complesso, che possiamo finalmente cancellare i limiti con cui la ragione definisce la realtà.
lsidoro Baltazar mi spiegò che gli stregoni coltivano la totalità del loro essere.

Cioè, gli stregoni non fanno necessariamente una distinzione fra il nostro aspetto razionale e quello intuitivo.

Usano entrambi per raggiungere il livello di consapevolezza che chiamano conoscenza silenziosa, che giace al di là del linguaggio, al di là del pensiero.
Ripetutamente, Isidoro Baltazar enfatizzò che affinché uno sia in grado di rendere silenzioso il proprio lato razionale, deve prima comprendere il suo processo pensante al livello più sofisticato e complesso.

Credeva che la filosofia, a partire dal pensiero greco classico, fornisse il modo migliore per gettare luce su questo processo pensante.

Non si stancava mai di ripetere che, eruditi e uomini comuni, siamo tuttavia membri ed eredi della nostra tradizione intellettuale occidentale.

E questo significa che, indipendentemente dal nostro livello di istruzione e raffinatezza, siamo prigionieri di quella tradizione intellettuale e del modo in cui essa interpreta ciò che è la realtà.
Solo superficialmente, affermava Isidoro Baltazar, siamo propensi ad accettare che quella che chiamiamo realtà è un costrutto determinato culturalmente.

E ciò di cui abbiamo bisogno è accettare il più profondamente possibile che la cultura è il prodotto di un lungo processo di cooperazione, altamente selettivo e sviluppato e, per
ultimo, ma non meno importante, altamente coercitivo, che culmina in una convenzione che ci preclude altre possibilità.
Gli stregoni si sforzano attivamente di smascherare il fatto che in realtà è dettata e sostenuta dalla nostra ragione; che le idee e i pensieri che originano dalla ragione diventano regimi di conoscenza che prescrivono come viviamo ed agiamo nel mondo; e che su di noi viene esercitata un’incredibile pressione affinché certe ideologie vengano accettate.
Enfatizzò che gli stregoni sono interessati a percepire il mondo in modi diversi da quelli culturalmente determinati.

Ciò che è culturalmente determinato è che le nostre esperienze personali, sommate a un accordo sociale condiviso su ciò che i nostri sensi sono capaci di percepire, dettano quello che percepiamo.

Qualunque cosa sia fuori da questo regno di percezione sensorialmente convenzionale, viene automaticamente incapsulato e scartato dalla mente razionale.

In questo modo, la fragile coltre delle convinzioni umane non viene mai danneggiata.
Gli stregoni insegnano che la percezione avviene in un posto esterno al regno sensoriale.

Gli stregoni sanno che esiste qualcosa di più vasto rispetto a ciò che abbiamo stabilito che i nostri sensi possono percepire.

La percezione avviene in un punto esterno al corpo, al di fuori dei sensi, dicono.

Ma non è sufficiente credere semplicemente a questa premessa.

Non è solo questione di leggere qualcosa su di essa o di sentirne parlare da qualcun altro.

Per farla propria, bisogna sperimentarla.
Isidoro Baltazar disse che gli stregoni si sforzano attivamente, per tutta la vita, di rompere quella fragile coltre delle convinzioni umane.
Tuttavia, gli stregoni non si tuffano ciecamente nell’oscurità.

Sono preparati.

Sanno che ogni volta che saltano nell’ignoto hanno bisogno di avere un lato razionale ben sviluppato.

Soltanto allora saranno in grado di spiegare e dare un senso a qualunque cosa potrebbero portare dai loro viaggi nell’ignoto.
Aggiunse che non dovevo comprendere la stregoneria attraverso la lettura delle opere dei filosofi.

Piuttosto, dovevo capire che sia la filosofia che la stregoneria sono forme altamente sofisticate di conoscenza astratta.

Sia per lo stregone che per il filosofo, la verità del nostro essere nel mondo è oggetto di un profondo pensare.

Uno stregone, comunque, va un passo più in là.

Agisce sulla base delle sue scoperte che sono già, per definizione, al di là delle nostre possibilità culturalmente accettate.
Isidoro Baltazar riteneva che i filosofi fossero stregoni intellettuali.

Comunque, le loro ricerche e i loro perseguimenti rimangono sempre imprese mentali.

I filosofi non possono agire sul mondo che comprendono e descrivono così bene, se non nel modo che viene stabilito culturalmente.

I filosofi aumentano la già esistente massa di conoscenza.

Interpretano e reinterpretano testi filosofici esistenti.

Nuovi pensieri e idee che derivano da questo intenso studio non li cambiano, eccetto forse in senso psicologico.

Possono diventare più gentili, persone più comprensive o, forse, l’opposto.

Comunque, nulla di ciò che fanno filosoficamente cambierà la loro percezione sensoriale del mondo, poiché i filosofi lavorano dall’interno dell’ordine sociale.

Sostengono l’ordine sociale, anche se intellettualmente non sono d’accordo con esso.

I filosofi sono stregoni mancati.
Anche gli stregoni costruiscono sulla base di una massa preesistente di conoscenza.

Tuttavia, non costruiscono su questa conoscenza accettando ciò che è già stato stabilito e provato da altri stregoni.

Gli stregoni devono provare a loro stessi, di nuovo, che ciò che è già stato accettato in effetti esiste.

Per realizzare quest’impresa monumentale, gli stregoni hanno bisogno di uno straordinario ammontare di energia che ottengono distaccandosi dall’ordine sociale senza ritirarsi dal mondo.

Gli stregoni infrangono la convenzione che ha delineato la realtà, senza rompersi a loro volta nel processo.

 

 

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