Fabi_92

Storie di certi amori e giocatori...

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Visto che grazie a @zemanstyle ma sopratutto alla pagina Romanzo Calcistico ho scoperto certe perle...

Vorrei accumulare in questa discussione tutto ciò che riguarda ricordi, racconti calcistici di giocatori e sfide. solitamente ne parlavamo in minchiate varie .. e no,non mi sta bene, questa è STORIAH.

 

PS: ricordatevi le fonti in caso :susu: (va beh, romanzo calcistico l'ho messa in prima pagina perchè merita :look: )

 

---------------------------------------

 

Oggi volevo ricordare un certo Manuel Rui Costa.

Se qualche pazzo si chiedesse ancora come faceva a vincere il Milan di un tempo, io sputo fuori dalla bocca anche Rui Costa.

Un giocatore umile, spesso quasi sottovalutato, con la mania di passare la palla e giocare semplice pur facendo cose difficili.

Rui costa in realtà non era sottovalutato secondo me; tutti noi che lo abbiamo visto giocare, sapevamo cosa aspettarci da lui tanto da farla passare quasi in secondo piano.

Sapevi che le palle giuste durante la partita, sicuro che arrivavano; sapevi che difficilmente sbagliava con quella visione di gioco e classe... sapevi sopratutto, che quel giocatore era lì per crespo, sheva, inzaghi, tomasson ... non per firmare autografi, ma per far segnare e vincere con quella fottuta ed epica squadra.

E anche quando arrivò kakà, il suo carattere fù comunque da campione quale era.

 

Spoiler

 

Si può essere uno dei trequartisti più forti che abbiano mai giocato in serie A e allo stesso tempo uno dei più umili?

Stiamo per raccontarvi la storia di un Maestro portoghese, che amava andare in giro per i campi di calcio a raccontare “poesie”. Quelle poesie erano piene di assist al bacio, palloni accarezzati, dribbling soavi. Si mostrava umile ed elegante, sinuoso e aggraziato, innamorato di quel pallone che portava a spasso a testa in su, quasi danzandoci sopra. Lui è Manuel Cesar Rui Costa, e credetemi signori, di “assist-man” così, non se ne sono visti molti nella storia del calcio.

Gli inizi nel suo Benfica da predestinato, poi Fiorentina. Tanta Fiorentina. Lui e il suo gemello Bati rianimeranno una piazza malinconica, trasformandola in allegria pura. Momenti esaltanti quelli, Firenze è ai suoi piedi, l’affetto della gente è un qualcosa di eccezionale.

“Quando andavo a fare allenamento, lasciavo la macchina (una umile Mitsubishi rossa n.d.r.) davanti al Bar Marisa, fuori dal Franchi, per poter godere del calore dei tifosi una volta uscito dagli spogliatoi…”

E che calore! Era uno di loro, amava Firenze, si sentiva come a casa. Non vincerà tanto, ma rimarrà per sempre nella storia della Fiorentina e di tutti i suoi appassionati tifosi. Per sempre. PoiCecchi Gori romperà il giocattolo. Quel giocattolo che tanto piaceva a Rui e a cui non voleva rinunciare. Il presidente l’ha ceduto due volte, prima al Parma, poi alla Lazio. Ma lui di andarsene non ne voleva proprio sapere. Sono momenti drammatici, voleranno insulti, scenderanno lacrime, annullerà persino la festa del settimo anniversario di matrimonio con Rute, la ragazza storica sin dall’adolescenza. Oramai ha capito: deve andarsene per salvare la sua Fiorentina.

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Ed è lì che la sua anima se la prenderà il Diavolo, lì pronto ad afferrare una preda più che appetitosa. Questo Diavolo, dai tratti rossoneri, si chiamava Milan, che pagherà Rui 85 miliardi, facendogli vincere tutto quello che uno della sua classe meritava. L’epopea in terra milanese sarà piena di trionfi, è una volta sazio, dopo cinque amorevoli anni, il “Musagete” potrà finalmente far ritorno nel suo Benfica, per chiudere la sua meravigliosa, romantica, emozionante carriera da “dez vintage”, un “dieci” d’altri tempi, tanto umile quanto forte. Lui era una cascata di diamanti, era una stella polare, semplicemente O’ Maestro. Obrigado Rui…

Scritto da Romanzo Calcistico

 

 

 

 

 

Se volete parlarci di qualche giocatore, volete postare qualche clip che merita o segnalare qualche post o articolo figo, vi prego di condividere :ok:

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sai che non volevo più commentare e infatti è una toccata e fuga

però se mi tagghi in questo momento come si può ignorare l'attuale storia di Gattuso al Pisa? e soprattutto che come al solito nessun interviene? e il bello è che poi certi allenatori vengono squalificati per omessa di denuncia... più di cosi che deve dire?! per chi non l'avesse capito parla di situazioni che vanno avanti già dall'anno scorso... anno in cui il Pisa è risalito in B....e dove molti sapevamo...

 

se non funziona il codice lo trovi in questa pagina, quindi incorpora tu il video che io non sono capace

https://www.facebook.com/ChiamarsiIbra/?fref=ts

 

edit: infatti non ha funzionato :asd: quindi mettilo tu il video integrale da 10 minuti

 

 

edit da Kin: corretto codice del video facebook, se non vi funziona ecco il video di youtube

 

 

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23 minuti fa, Mukenin dice:

@Fabi_92 vanno bene pensieri personali (tipo: mi sono appassionato al calcio grazie a...*spiegone*) o bisogna copincollare quelle storie inedite dalle pagine facebook?

va benissimo..  (anche meglio)

come vedi l'ho fatto anche io ;) 

 

Spoiler

sai che non volevo più commentare e infatti è una toccata e fuga

però se mi tagghi in questo momento come si può ignorare l'attuale storia di Gattuso al Pisa? e soprattutto che come al solito nessun interviene? e il bello è che poi certi allenatori vengono squalificati per omessa di denuncia... più di cosi che deve dire?! per chi non l'avesse capito parla di situazioni che vanno avanti già dall'anno scorso... anno in cui il Pisa è risalito in B....e dove molti sapevamo...

<iframe src="https://www.facebook.com/plugins/video.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2FChiamarsiIbra%2Fvideos%2F1848689738696330%2F&show_text=0&width=400" width="400" height="400" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" allowFullScreen="true"></iframe>

 

se non funziona il codice lo trovi in questa pagina, quindi incorpora tu il video che io non sono capace

https://www.facebook.com/ChiamarsiIbra/?fref=ts

 

edit: infatti non ha funzionato :asd: quindi mettilo tu il video integrale da 10 minuti

Sorry zeman, forse non ho capito io... ma non mi sembra centri molto con il topic, no? :grat: 

Tra l'altro non sapevo non volessi più commentare xD

Su quel post se mi dici che era solo uno sfogo e basta, per me si può anche spostare in una discussione apposita che qui siamo off topic.

 

 

 

EDIT: ho finito di vedere il video. sai che ti dico che è più in tema di quanto pensassi? gattuso uomo vero. amore per il calcio e una storia che andava raccontata :sasa:

però io ne parlerei comunque nel topic apposito :mmm:

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Manuel Cesar Rui Costa un 10 come non se ne vedono più, classe cristallina e colpi da vero maestro, con Bati ci ha fatto sognare :sasa: lacrimoni quando fu ceduto per evitare la bancarotta ma contento per lui che è andato a vincere ciò che finalmente meritava e che ahimè, con la Viola non avrebbe mai vinto:crypeo:

Sicuramente presente nella mia "formazione tipo" Viola.

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:1boh: è una storia notevole che dà ancora più onore all'uomo Gattuso (oltre al fatto che alcuni passaggi fanno troppo ridere :asd: )

inoltre mi pare sia la prima volta che in diretta tv vengano dette certe cose.

cmq se ritieni sia meglio un topic a parte o semplicemente nelle notizie metti il video lì, anche perchè tipo sull'articolo della gazzetta il video dura solo 2 minuti, non so se si trova facilmente quello da 10 minuti

 

cmq Rui Costa top 

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Quando nasci a Napoli, che ti piaccia o no, sei costretto a vivere il calcio come qualcosa che sconfina dallo sport e si riversa in tanti fenomeni sociali.
Già da piccolo vieni introdotto alla religione calcistica e al suo profeta: Maradona.

 

Io non sono stato risparmiato da questo trattamento, ormai praticamente una tradizione.

 

La realtà è che io da bambino non solo non ci capivo niente di calcio ma non mi piaceva e Maradona, Careca e co. non mi hanno mai emozionato.

 

Erano personaggi che dovevi amare per forza perchè così la tradizione voleva.

Poi cosa successe?

 

Ogni maledetta domenica (cit.) andavo a mangiare a casa dei nonni. I miei zii, tifosi del napoli ma amanti dello sport, seguivano su Rai 2 "Quelli che il calcio" ed altri programmi televisivi, tipo quelli che mostravano le repliche dei gol.

 

C'era un goal, su punizione, di questo tizio vestito in bianco e nero. Mi piacque.

La domenica dopo questo tizio fece un altro gol e mi piacque pure quello. Aveva pure un nome buffo ma facile da ricordare: Del Piero.

Domenica dopo domenica continuavo a guardare i suoi gol e ci trovavo tanta bellezza.


C'era qualcosa nei suoi movimenti che lo contraddistingueva dagli altri. Lui non calciava solo la palla, semplicemente gli ordinava dove andare.
Gol agli incroci, su punizione, i rigori e quelli dalle angolazioni strane mi hanno fatto diventare appassionato di questo calciatore.

 

Mi feci comprare la maglietta, di quelle false che vendono nelle bancarelle abusive. Però c'era il suo nome e mi bastava, ero contento.

Un annetto dopo circa successe un fatto strano. Del Piero segnò un gol importantissimo contro l'udinese e nello studio di Quelli che il calcio si tenevano dei festeggiamenti. Cos'era successo? Scudetto? Cos'è? Non lo sapevo e me ne fregavo, Del Piero aveva fatto uno dei suoi gol e anche quello mi piaceva.

 

hqdefault.jpg

 

Tutto il resto lo capii dopo.

Altri calciatori affiancavano Del Piero. Trezeguet lo riconoscevo perchè la buttava dentro di testa anche dalla luna, c'era Buffon che parava di tutto e poi quando in campo c'era Pavel Nedved era tutto ancora più perfetto. Le fucilate da fuori aria ancora fanno tremare le porte.

 

Questi qua facevano parte di una squadra, la Juventus, manco a farlo apposta la squadra più odiata dai napoletani.
Ma a me questa cosa non importava, io mi divertivo a vederli giocare e quando perdevano ci rimanevo pure male. Ancora oggi ricordo la doppietta di Baggio col Brescia.

Salto temporale ed arriviamo ad un paio di mesi dopo.

 

- "La Juventus contro il Real Madrid?"
- "Si, se passa va in finale di champions"
- "Non so cosa sia la champions, ma col Real Madrid non si può passare"

 

Solo il nome Real Madrid ai tempi faceva paura. Non che ai giorni d'oggi non lo faccia, ma quella squadra era una macchina da guerra e tutti, ma proprio tutti, non facevano altro che ripetere quanto grande fosse la storia di quel club.


Ritorno di semifinale di champions league, la juve all'andata perde per 2-1 e nonostante il gol fuoricasa era ugualmente difficile.

 

Nedved sulla fascia, cross in mezzo per Del Piero che di testa la appoggia per Trezeguet che la butta dentro.
Del Piero dal limite dell'aria balla e fa sedere due difensori e con un destro basso infila Casillas proprio sul suo palo.
Rigore per il Real Madrid. Buffon la para e salva tutto.
Se c'è un modo semplice di spiegare in fisica il moto parabolico è quello dell'esempio del cross di Zambrotta per Nedved. Palla perfetta, sui piedi, Nedved al volo la butta dove nemmeno Superman può arrivare. La juve va sul 3-0 e Nedved va a festeggiare sotto i tifosi. Per la prima volta piansi per un gol, l'emozione era troppo forte.

 

Questa gente è rimasta, insieme al grande Camoranesi, a prendersi le peggio schifezze e le peggio calunnie quando furono mandati in B.

Del Piero, il capitano, era ancora lì e io tifavo juve ugualmente perchè se sei cresciuto con certi campioni sai che Farsopoli è il vero nome di Calciopoli.

Il capitano ha continuato ad emozionarmi negli anni successivi, quando tutto sembrava bello ma rimanevano sogni. Quando vincere al Bernabeu con la sua doppietta significava entrare nella storia perchè il pubblico di quel temutissimo Real Madrid si era tutto alzato in piedi.

 

Il capitano c'è stato negli anni dei settimi posti, quando volevano mandarlo via perchè è così che funziona, non importa la passione.

Il capitano c'è stato contro la sua ultima partita contro l'Inter, nell'anno dello scudetto.

E quando è salito lassù con quella coppa mi son detto "Mai più nessuno come lui, mai più".

 

Qual è il mio sogno?
Che Del Piero alleni la Juve.

 

Cosa rispondi ai napoletani che "tu sei nato a Napoli ma tifi Juve?!"
Storia lunga e non capiresti.

 

Ma il pallone d'oro?
Va bene così, è icona anche per questo.

 

___________________________________
Scusate la lunghezza, nessuno lo leggerà ma se qualcuno lo farà e capirà di cosa sto parlando...Sarebbe il bello del calcio.

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Anche se scontato (lo accennasti comunque con molti meno particolari) è apprezzatissimo.
Del piero è stata una leggenda calcisticamente parlando...

Sia per la juve che per la nazionale che per i propri rivali.
Difficilmente senti parlare male di questo calciatore e i motivi ci sono tutti

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Non voglio ripetere la stessa solfa, che non esistono più le bandiere, che nessuno ci tiene alla maglia o cose simili.

Lui, come Maldini per il Milan, sono stati calciatori che hanno reso il calcio uno sport migliore perchè quella sensazione di invincibilità che ti davano diventava spesso lo spirito di quella squadra.

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faccio altre 2 capatine in sezione

 

la prima perchè ho letto questa storia... non può essere vera :ommio: :asd: 

 

da pettinarsi come pandev per fare strage di gnocche

Roberto Carlos:  "Era il 2002 ed eravamo in ritiro pre Mondiale a Rio se Janeiro. Stavo a bere un Capirinha con Ronaldo e confesso che con lui era impossibile tornare a casa sani.
Al 4º mi disse "dai nano, vai a pagare tu stavolta e torniamo in hotel che poi andiamo al Saxao che c'è l'after", quando ad un certo punto mi bloccó.
Vide un gruppo di bambini giocare a pallone con una palla fatta di stracci ricoperta di escrementi. Mi guardó e disse "vieni in hotel che prendiamo scarpe, palloni e una valigia e andiamo a rendere felice qualcuno".
Mise in una valigia 10 paia di Tiempo, 2 palloni Nike e un intera divisa originale della nazionale brasiliana.
Andó sulla spiaggia col suo pick up, legó la valigia come Ringhio in tre uomini e una gamba ed aspettó che i bimbi arrivassero vicino per poi accelerare. Quei poveretti si fecero 8 chilometri per poi vedere il sorridente Ronnie buttare tutto quanto in mare aperto.
Fece il gesto dell'ombrello, entró in macchina e mi disse "sai Robi che ti parlavo di rendere felice qualcuno? Ero io quel qualcuno"
Ronnie era così, un matto, ma sotto sotto aveva un cuore d'oro."

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Mi spiace che nessun altro posti ... 

ho fame di ricordi calcistici :soso:

 

beh, tranquilli che ci penso io :trollface:

 

5 Maggio 2002

 

Questa non è solo una data storica per lo Juventino (e gli intertristi ovviamente).

è una data storica anche per me rossonero cugino.

Forse quella è stata una delle prime partite dove ho goduto veramente parecchio. 

Dove nasceva lo sfottò. del sano e incredibile sfottò.

 

Quel giorno, se ricordo bene, mi stavo cresimando.

Ed eravamo proprio in un agriturismo quando c'era questa grande partita: inter - lazio

 

Io non amavo questi riti/feste già dai tempi e vedere a tavola tutti gli occhi puntati sulla partita con tanto di tensione ... mi aveva reso davvero felice.

Cavolo invece di farmi foto e rompermi le palle, ci potevamo vedere in santa pace una bella partita con lo zio juventino, il cugino interista, il bisnonno de mi nonno tifoso del pizzighettone etc. :blah:

 

In realtà non erano gli occhi puntati sulla partita ma le orecchie dritte dritte; questo perchè in quel fottuto agriturismo non c'era la televisione.

Tra l'altro non mi ricordo nemmeno se a quei tempi mostravano le partite in tv :rotfl:

 

Dunque...

Da quella radiolina usciva musica per le nostre orecchie: poborsky.

Il telecronista lo ripeteva almeno 20 volte al secondo... era probabilmente indemoniato ci dicevamo tra di noi.

Non vi dico le risate a vedere lo zio juventino (tutti calabresi eh.. figuratevi) passare dalla persona più incazzata e silenziosa della giornata a guest star.

Non vi dico i poveri interisti come sono tornati a casa...

 

Insomma, una partita che forse è stato meglio ascoltare che guardare. wow.

Ai tempi odiavo molto di più l'inter che la juve e quel giorno rimasi troppo contento :asd: ERAVAMO TUTTI CONTENTI!

Tranne i cuginastri.

e la fiorentina di @Cannavaro:ops:

 

 

 

 

 

Bonus:

Questo post lo volevo dedicare anche a 2 cimeli che mi hanno influenzato decenni fà.

Non se ne parla mai ma: vi ricordate 90esimo minuto e Quelli Che.. il calcio?

 

Preferivo le sintesi del primo e non me ne perdevo una! ero fissato... altro che ora. 

Mentre quelli che il calcio lo seguivo meno, quando non potevo proprio seguire la mia squadra ma anche di quello ho vari ricordi: quando si coloravano le bande nere in alto e in basso del colore della squadra partiva il boato che manco Boccelli...

 

Già che ci siamo, postiamo appunto due sintesi del tutto casuali :trollface:

Da segnalare che tornando a casa questa di 90esimo minuto la vidi subito; quel ronaldo lacrimante mi prese molto e un po' tranquillizzò i miei spiriti bollenti

 

 

 

@Taliten Crow guardati il segno della croce di Moratti :risata:

 

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Non posso aprire video in lab :asd: però in settimana mi dovrebbe arrivare il router. Condizionale d'obbligo... :giupeo: 

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6 ore fa, Fabi_92 dice:

Insomma, una partita che forse è stato meglio ascoltare che guardare. wow.

Ai tempi odiavo molto di più l'inter che la juve e quel giorno rimasi troppo contento :asd: ERAVAMO TUTTI CONTENTI!

Tranne i cuginastri.

e la fiorentina di @Cannavaro:ops:

 

Me la ricordo bene vai :crow: ma a quel dannato Perugia l'abbiamo fatta pagare due anni dopo, tornati in B dalla serieC battendoli allo spareggio per la promozione in A..."Dio perdona, Riga-no!" :hero: anche se più che Riganò il mattatore della partita fu Enrico "testa a ginocchio" Fantini :evviva: 

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8 ore fa, Kin dice:

alla buon'ora, ho fatto :asd:

spero di non aver sbagliato video :look:

 

 

si è quello giusto

però dicevo a Fabi, fallo lavorare un pò :asd:

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Hanno un espressione una più intelligente dell'altra :mhm: 

 

Io voglio ricordare una delle partite più memorabili della storia del calcio: Brescia-Atalanta 3-3 del 30/09/2001 

 

Credo che tutti sappiano come sia andata, caso contrario, godetevela :zaza: 

 

 

 

 

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la storia che c'è dietro quella corsa l'ho scoperta pochi mesi fà... tanta roba mazzone :pawa:

la corsetta invece me la ricordo come se fosse ieri :rotfl:


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C'eravamo tanto odiati...
«Caro Roberto, non mi sei mai piaciuto. Si, proprio così, non è un mistero, lo sanno tutti. Quando arrivai alla Juventus nel 1994 tu eri all'apice del successo, eri stato croce e delizia di quella sfortunata spedizione mondiale a USA '94, avevi da poco vinto il Pallone d'Oro, insomma non te la passavi di certo male.
Ma io non riuscivo a trovare spazio per uno come te nella mia squadra. Eri "scomodo". La tua fantasia, il fatto di non poterti ingabbiare in dettami tattici mi infastidiva.
Fortuna volle che in bianconero stava crescendo un piccolo campioncino, e quando dissi alla dirigenza che volevo puntare su quella giovane promessa piuttosto che su un navigato ed affermato campione trovai parere positivo.
Fuori Baggio, dentro Del Piero.
Le nostre strade si separarono. Fino al 1999, quando ti ritrovai in nerazzurro.
In rosa avevo già Ronaldo e Christian Vieri, quindi mi riuscì facile considerarti dopo di loro nelle gerarchie.
Certo, più complicato fu gestire il fatto che nei miei piani prima di te toccava a Zamorano, Mutu, Recoba e anche il buon Nello Russo.
Ma ci riuscì, per me eri il settimo attaccante in quella rosa.»

«Vero mister, ricordo tutto. Ricordo la sofferenza provata per dover guardare i miei compagni dalla panchina e non poter giocare. Ricordo il tuo ostracismo solo perchè mi rifiutai di fare la spia nello spogliatoio nerazzurro per scoprire chi era a remare contro di te. Ricordo quella volta che in allenamento feci un gran bel lancio per Vieri, che segnò e mi applaudì, e tu lo stroncasti all'istante, perchè non potevi permettere alcuna forma di elogio verso la mia persona.
Ricordo anche che prima di Verona mi dicesti che per me non c'era spazio in quell'Inter e avrei fatto meglio ad andarmene.
Poi però, poche ore dopo quelle parole, alla fine del primo tempo stavi sotto 1-0 e mi dicesti: "Roberto c'è bisogno di te, scaldati."
E allora io entrai, cambia la partita, e segnai il gol della vittoria.
A fine partita ti strinsi anche la mano, lo ricordo bene. Perchè io, a differenza tua mister, non provo rancore.
Come quando ci fu lo spareggio per la Champions col Parma. Moratti disse che senza qualificazione europea tu saresti andato via: e questo voleva dire che io sarei potuto rimanere e magari tornare a giocare.
E ti ricordi come finì quella partita? Certo che te lo ricordi.
3-1 per noi, con doppietta mia. La Gazzetta mi diede 10 in pagella.
E non sapevano quello che provavo dentro me. Con quella doppietta praticamente salvai il mio carnefice e firmai il mio addio.
Ma nel cuore di Roberto Baggio, non c'è spazio per il rancore...»

[Ipotetico dialogo a distanza tra Roberto Baggio e Marcello Lippi]

La leva calcistica della classe '68

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ah, quindi è tutto ipotetico... pensavo fosse una qualche biografia. che puttanata...


anche io all'inizio LOL
comunque ci sono molte dichiarazioni di uno e dell'altro...
è una storia risaputa

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