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Laputa - Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta, lett. "Laputa, il castello dei cieli"), è il terzo lungometraggio d'animazione diretto da Hayao Miyazaki. Il titolo del film è un esplicito riferimento all'isola immaginaria Laputa, descritta nel romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift.

 

Titolo originale 天空の城ラピュタ-Tenkū no shiro Rapyuta

Lingua originale giapponese

Paese di produzione Giappone

Anno 1986

Durata 124 min

Colore colore

Audio sonoro

Rapporto 1.85:1

Genere animazione

Regia Hayao Miyazaki

Soggetto Hayao Miyazaki

Sceneggiatura Hayao Miyazaki

Produttore Isao Takahata

Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma

Casa di produzione Studio Ghibli

Distribuzione (Italia) Buena Vista Home Entertainment (edizione DVD 2004) Lucky Red (edizione 2012)

Art director Toshio Nozaki, Nizou Yamamoto

Animatori Tsukasa Tannai, Yasuko Tachiki, Yoshinori Kanada

Montaggio Yoshihiro Kasahara, Hayao Miyazaki, Takeshi Seyama

Musiche Joe Hisaishi

Scenografia Toshio Nozaki, Nizou Yamamoto

Sfondi Katsu Hisamura, Kazuhiro Kinoshita, Iijima Kumiko, Noriko Takaya, Masaki Yoshizaki

 

Trama:

Un'aeronave viene attaccata da un gruppo di pirati dell'aria, comandati da una combattiva megera di nome Dola. A bordo dell'aeronave c'è una ragazzina prigioniera, Sheeta, circondata da uomini vestiti di nero. I pirati mirano al ciondolo della ragazza, che chiamano gravipietra. Durante l'arrembaggio Sheeta riesce a liberarsi dai suoi carcerieri, ma per sfuggire ai pirati esce dal finestrino dell'aeronave e precipita. Prodigiosamente, la pietra al suo collo si accende di una luce azzurra e la fa posare dolcemente fino ad atterrare tra le braccia di un ragazzo, Pazu, operaio in una miniera.

Dopo averla soccorsa, Pazu la porta a casa sua, dove vive da solo coi suoi colombi. I due fanno amicizia, e Pazu racconta alla ragazza di Laputa, una leggendaria città-castello volante che viaggia nel cielo da centinaia di anni nascosta dalle nuvole. In pochi credono alla esistenza del castello, ma Pazu ne è convinto perché suo padre, anni addietro, riuscì a fotografare parte dell'imponente struttura durante una rischiosa manovra aerea. In quel momento Pazu cita il romanzo di Jonathan Swift I viaggi di Gulliver con la descrizione del castello. Tuttavia i pirati scoprono il nascondiglio di Sheeta e i due ragazzi riescono a salvarsi scappando verso il villaggio di minatori, dove nasce una rissa tra i pirati e le maestranze, determinate a difendere il ragazzino e la sua amica. Pazu e Sheeta continuano a scappare su un piccolo treno inseguiti continuamente da Dola ed i suoi, fino al sopraggiungere dell'esercito, che scaccia i pirati, ma che si rivela al servizio dello stesso uomo, il capitano Muska, che teneva prigioniera la ragazza sull'aeronave all'inizio della storia.

Ostacolandosi a vicenda, pirati ed esercito consentono a Pazu e Sheeta di fuggire. I ragazzi si nascondono nelle miniere dove incontrano un vecchio minatore, Nonno Pon, il quale racconta loro l'origine della gravipietra: soltanto il popolo di Laputa era capace di estrarre e lavorare il minerale e quindi è da lì che la pietra proviene. Sheeta rivela a Pazu il suo nome completo, un nome segreto: Lusheeta Toel Ul Laputa. All'uscita dalle miniere tuttavia Muska riesce a far arrestare i due ragazzi che vengono internati in una fortezza dell'esercito.

Rinchiuso Pazu in una segreta, i militari si consultano con Muska su come ottenere la collaborazione della ragazza. I primi sarebbero per le maniere forti, ma l'agente, che rivela di avere protettori molto in alto nel governo, ritiene di poter ottenere da Sheeta le informazioni di cui sono in cerca sfruttando l'amicizia fra lei e Pazu. Viscidamente, Muska mostra a Sheeta un robot-soldato precipitato da Laputa, che possiede lo stesso marchio inciso sul ciondolo della ragazza: lei, infatti, è l'erede al trono di Laputa. A quel punto capisce che alcune "formule magiche" imparate da bambina in realtà sono comandi coi quali la gravipietra mostra il suo potere, assieme a una terribile parola di distruzione. Muska convince Sheeta a collaborare offrendole in cambio la libertà di Pazu. La ragazza accetta e il giovane, affranto e abbattuto, fa ritorno al villaggio, dove trova la casa occupata dai pirati. Mentre in un confronto con la vecchia piratessa Dola il ragazzo si risolve a seguire i pirati per riprendersi indietro Sheeta, questa attiva involontariamente la gravipietra, che richiama il robot-soldato. La macchina da guerra si scatena e spazza via ogni ostacolo per raggiungere la sua padroncina. La manifestazione dell'enorme potere tecnologico di Laputa viene accolta dai militari con terrore, ma da Muska con entusiasmo. Pazu e i pirati nel frattempo accorrono alla fortezza, che trovano in fiamme per la terribile reazione del robot ai tentativi di catturare Sheeta. I pirati e Pazu, sui flapper (piccole macchine volanti biposto dotate di ali simili a quelle di una libellula) riescono a salvare la ragazza che però perde la pietra, mentre il robot viene alla fine abbattuto dall'esercito, resistendo stoicamente nel tentativo di salvare Sheeta, inizialmente terrorizzata dalla macchina, ma poi commossa dal sacrificio del robot.

Muska riesce a recuperare la pietra, con la quale può individuare la posizione di Laputa e fa mobilitare all'esercito un'enorme corazzata volante, Goliath. Dal canto loro i pirati si uniscono ai due ragazzi nella corsa per arrivare a Laputa. Sheeta e Pazu entrano nell'equipaggio della nave pirata, la Tiger Moth, guadagnandosi la stima dei malviventi, che si dimostrano essere dei buoni diavoli.

Finalmente le due navi giungono in vista dell'isola nel cielo, nascosta da una gigantesca tempesta. Pazu e Sheeta vi arrivano in un incidente con l'aliante-coffa su cui stavano in osservazione, che viene strappato alla nave-madre Tiger Moth. I due scoprono che la città è oramai deserta, ed è diventata un giardino con al centro un immenso albero, il tutto manutenuto da un solitario robot-giardiniere, ultimo sopravvissuto della sua categoria, una macchina gentile che cura animali e piante e onora la tomba degli ultimi abitanti di Laputa.

Poco dopo però i due ragazzi, avvertiti dal rumore di esplosioni, scoprono che sull'isola volante sono attraccati anche la Goliath e la nave pirata, il cui equipaggio è stato arrestato. Nel tentativo di liberarli Muska riesce a catturare Sheeta e la conduce nelle viscere dell'isola volante, dove rivela d'essere anch'egli un discendente della casta reale di Laputa. Mentre i soldati si danno al saccheggio delle immani ricchezze dell'isola, Muska trova il centro di comando e scatena le tecnologie perdute di Laputa con la pietra. Una dimostrazione della potenza delle armi di Laputa convince il Generale che Muska intende effettuare un colpo di stato, e, tardivamente, cerca di eliminarlo, ma questi, nel suo delirio d'onnipotenza, lo precipita nel vuoto assieme a decine di soldati, contro i quali poi scaglia i robot da combattimento. Sheeta allora strappa la pietra al folle Muska, ma non può evitare l'insensata orgia di distruzione in cui tutti i militari vengono massacrati e la Goliath affondata.

Pazu finalmente raggiunge Muska e Sheeta, in fuga nel labirinto delle viscere di Laputa, e la ragazza le consegna la pietra. Muska minaccia di uccidere Sheeta se Pazu non dovesse dargli la gravipietra ma il giovane riesce a metterla in mano alla ragazza che pronuncia la terribile parola di distruzione con cui il cuore tecnologico di Laputa di disintegra. Muska precipita coi frammenti dell'isola volante mentre i ragazzi si salvano protetti dalle radici del gigantesco albero al centro di Laputa. Persi per sempre i suoi terribili segreti tecnologici, Laputa, liberata da quel peso, vola via con l'ultimo robot-giardiniere, mentre Pazu e Sheeta vengono recuperati dai pirati di Dola.

 

Doppiatori italiani:

Edizione Buena Vista 2004:

Gabriele Patriarca: Pazu
Eva Padoan: Sheeta
Sonia Scotti: Dola
Danilo De Girolamo: Muska
Carlo Valli: Shalulu
Luca Dal Fabbro: Lui
Nanni Baldini: Anli
Paolo Buglioni: Daffi

Edizione Lucky Red 2012:

Alex Polidori: Pazu
Eva Padoan: Sheeta
Sonia Scotti: Dola
Tony Sansone: Muska
Carlo Valli: Shalulu
Luca Dal Fabbro: Lui
Gianluca Crisafi: Anli
Fabrizio Temperini: Daffi
Dante Biagioni: Nonno Pom
Ambrogio Colombo: Genenerale Mouro
Valeria Vidali: Madge

 

 

Fonte: Wikipedia

 

Collegamenti:

Hayao Miyazaki

Studio Ghibli

 

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Molto carino, probabilmente non uno dei migliori di Miyazaki, risulta un pò più infantile, comunque consigliatissimo a chi non l'abbia mai visto :addoct: 

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