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I Baustelle sono un gruppo musicale alternative rock italiano, formatosi nel 1996 a Montepulciano, in provincia di Siena. Dal 2005 la formazione del gruppo si è stabilizzata a tre elementi: Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini.

Il gruppo ha all'attivo sei album in studio (Sussidiario illustrato della giovinezza del 2000, La moda del lento del 2003, La malavita del 2005, Amen del 2008, I mistici dell'Occidente del 2010 e Fantasma del 2013), una colonna sonora (Giulia non esce la sera, 2009) e un album live (Roma Live) uscito lo scorso 13 novembre, contenente 14 tracce riarrangiate tra cui 2 cover inedite.

 

Esordi e pubblicazione del Sussidiario

 

Francesco Bianconi e Claudio Brasini da adolescenti facevano i chitarristi nello stesso gruppo musicale dalle influenze anni sessanta, The Subterraneans, insieme ad altri due ragazzi di Abbadia di Montepulciano. Nel 1997, sulla scia di gruppi come Sonic Youth e Smashing Pumpkins, Bianconi decide di inserire una presenza femminile nel gruppo, provinando una giovanissima Rachele Bastreghi. Del gruppo faceva parte anche il tastierista e arrangiatore elettronico Fabrizio Massara. La sezione ritmica del gruppo (batteria e basso) non resterà mai la stessa nel corso della storia della band.

Il gruppo cambia nome in Baustelle, termine tedesco che significa "cantiere", "lavori in corso", scelto sfogliando un dizionario italiano-tedesco dopo una lunga ricerca su diversi testi stranieri. Lo stesso Bianconi riferirà che il nome è stato scelto per alcune curiose caratteristiche: contiene la parola "stelle", l'ironica onomatopea "bau" ed "elle", che in lingua francese significa "lei".

Dopo una lunga serie di demo, nel 1999 registrano in due diversi studi a Cascina e a Mondovì l'album d'esordio. A causa di alcune vicissitudini relative all'etichetta discografica, l'album Sussidiario illustrato della giovinezza vedrà la luce solo nel 2000. Il disco, coprodotto dalla band insieme ad Amerigo Verardi e pubblicato dall'etichetta discografica indipendente Baracca & Burattini, è stato scritto da Bianconi e riarrangiato con la band e suscita grande curiosità e apprezzamenti fra pubblico e addetti ai lavori per la contemporanea presenza di molteplici stili musicali (canzone d'autore, musica elettronica, new wave, bossa nova). Riguardo alle tematiche, si tratta di una specie di "concept album" incentrato sulla descrizione di un'adolescenza romantica e tormentata al tempo stesso. In esso spiccano Le vacanze dell'83, Gomma e La canzone del riformatorio. Al disco partecipa anche una giovane Camilla Filippi, che recita in Cinecittà.

Il disco ottiene il premio "Fuori dal Mucchio" (patrocinato dalla rivista Il Mucchio Selvaggio) come "Miglior debutto indipendente".

Nel 2003 Francesco Bianconi e Rachele Bastreghi partecipano al terzo album dei Virginiana Miller La verità sul tennis facendo da coristi.

 

La moda del lento

 

Il 23 maggio 2003 esce La moda del lento, registrato e mixato in tre diversi studi a Montepulciano, a Gattatico e alle Officine Meccaniche di Mauro Pagani a Milano. Anche per questo nuovo lavoro la band si avvale della produzione artistica di Amerigo Verardi. La moda del lento prosegue ampliando e amplificando il percorso intrapreso con il disco precedente. L'obiettivo è anche questa volta la canzone d'autore nel senso più nobile del termine. Il primo singolo estratto dall'album è Love affair, il cui videoclip, diretto da Lorenzo Vignolo, è trasmesso frequentemente da MTV durante il palinsesto diurno. Nella primavera del 2004 consolidano la loro notorietà con il secondo singolo, Arriva lo ye ye.

Contemporaneamente viene pubblicato un CD singolo contenente la traccia I ragazzi venuti dallo spazio, canzone estratta da un vecchio demo del 1997.

Sempre nel 2003, in novembre, i Baustelle si aggiudicano la prima edizione del Premio per la musica indipendente organizzato dal Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza come "Miglior gruppo/solista" dell'anno.

 

Il successo de La malavita

 

A questo punto diventa inevitabile per la band l'interesse di una major, la Warner. Il gruppo quindi, dopo aver firmato con la Warner, ed essere quindi passati da una etichetta discografica indipendente ad una multinazionale, pubblica nel settembre 2005 il suo terzo album, La malavita. Il disco è stato registrato a Torino da Carlo Ubaldo Rossi, produttore storico del rock italiano. L'album è l'ultimo prodotto insieme al tastierista Fabrizio Massara, uscito dal gruppo poco prima della pubblicazione. Si tratta di un concept album non dichiarato in cui si descrive il "male di vivere". I singoli La guerra è finita e Un romantico a Milano, forti anche degli efficaci videoclip condotti ancora da Lorenzo Vignolo, accrescono enormemente la popolarità dei Baustelle e l'album ottiene il disco d'oro.

L'album sarà certificato disco d'oro (il primo per la band) e sarà anche tra i finalisti della Targa Tenco 2006 nella categoria "Miglior album".

Il 2007 vede Bianconi cimentarsi per la prima volta come autore "conto terzi": suo è il testo del brano Bruci la città di Irene Grandi, singolo con cui la cantante fiorentina vince il "Premio Radio" al Festivalbar. In seguito, il frontman dei Baustelle scriverà per altre interpreti, ossia Paola Turci (La mangiatrice di uomini, 2009), Noemi (Per colpa tua, 2009), Anna Oxa (La tigre, 2010), di nuovo Irene Grandi (La cometa di Halley, in gara al Festival di Sanremo 2010), Chiara (Il futuro che sarà, in gara al Festival di Sanremo 2013) e Musica Nuda (Le cose, 2013).

 

Vittoria della Targa Tenco con Amen

 

Anticipato di tre settimane dal vigoroso singolo Charlie fa surf, cui si accompagna un videoclip diretto da Stefano Poletti e Mauro Pittarello, il 1º febbraio 2008 vede la luce il quarto album dal titolo Amen. Questo disco è coprodotto dalla band (diventata un trio dopo l'addio del batterista Claudio Chiari) e da Carlo Ubaldo Rossi. L'album si avvale di prestigiose collaborazioni; partecipano infatti alle registrazioni l'etiope Mulatu Astatke, la cantautrice e polistrumentista Beatrice Antolini, il Maestro Alessandro Alessandroni, Beatrice Martini, la poetessa Francesca Genti e i musicisti Sergio Carnevale e Alessandro Maiorino, con questi ultimi due che continueranno a collaborare coi Baustelle nelle successive produzioni. Inoltre partecipano un'orchestra d'archi e una sezione di fiati.

Il 1º maggio partecipano al concerto del Primo Maggio a Roma. Nell'estate seguente si esibiscono, tra l'altro, all'Heineken Jammin' Festival, al Festival teatro canzone Giorgio Gaber e all'MTV Day.

Amen, che sarà certificato disco di platino, in novembre si aggiudica la Targa Tenco come "Miglior album dell'anno" avendo la meglio sugli altri finalisti: Jovanotti con Safari, Afterhours con I milanesi ammazzano il sabato, Roberto Vecchioni con Di rabbia e di stelle e Francesco De Gregori con Per brevità chiamato artista.

L'album quindi consacra i Baustelle come una delle band più apprezzate nel panorama musicale, grazie anche ai numerosissimi riferimenti cinematografici e letterari, oltre che musicali. Amen contiene i singoli Charlie fa surf, Colombo e Baudelaire (il cui videoclip è una specie di documentario sulla morte girato in Sicilia) e altri pezzi di livello come L'aeroplano e Il liberismo ha i giorni contati.

 

La colonna sonora di Giulia non esce la sera

 

Nel gennaio 2009 hanno rappresentato l'Italia alla decima edizione del festival Eurosonic, svoltosi nei Paesi Bassi, a Groninga. La loro partecipazione è stata curata da Rai Radio 1.

Nell'aprile dello stesso anno pubblicano Giulia non esce la sera, colonna sonora del film omonimo di Giuseppe Piccioni, uscito nelle sale poche settimane prima. L'album contiene un inedito duetto con l'attrice, protagonista del film, Valeria Golino dal titolo Piangi Roma, che viene pubblicato anche come singolo. Il pezzo con la Golino vince il Nastro d'argento alla migliore canzone originale.

Nello stesso periodo (aprile 2009) partecipano al progetto musicale "Artisti Uniti per l'Abruzzo", per raccogliere fondi per il conservatorio ed il teatro de L'Aquila, con il pezzo Domani 21/04.2009.

 

I mistici dell'occidente e il Cofanetto illustrato della giovinezza

 

Il 26 marzo 2010 esce un nuovo album di inediti, a due anni di distanza dal precedente Amen, dal titolo I mistici dell'Occidente. L'album è prodotto dall'irlandese Pat McCarthy, già noto produttore di Madonna, U2 e R.E.M., e da Francesco Bianconi.
L'11 marzo 2010 esce il primo singolo estratto dal nuovo album, Gli spietati. Seguirà il 21 maggio la pubblicazione del secondo singolo, Le rane. Spiccano all'interno dell'album anche i pezzi La canzone della rivoluzione e Il sottoscritto.

L'album, certificato disco d'oro dopo due mesi di permanenza in classifica, è secondo classificato tra i finalisti della Targa Tenco 2010 nella categoria "Album dell'anno".

Segue un mini tour di 4 date a Torino (headliner del concerto del 25 aprile in Piazza Castello), Milano, Firenze e Roma chiamato "Baustelle e l'orchestra dei mistici dell'occidente", che vede i Baustelle sul palco con la band che li seguirà poi nel tour estivo, lo GnuQuartet, 4 fiati e un coro di 4 voci, per un totale di 21 elementi sul palco.

Il 1º maggio 2010 partecipano al Concerto del Primo Maggio in piazza San Giovanni a Roma.

Nel corso del tour estivo in tutta Italia si ha l'uscita dei videoclip de Gli spietati (diretto da Daniele Persica) e de Le rane (regia di Lorenzo Vignolo). Il primo, che ha visto la partecipazione di numerosi attori italiani tra i quali Carolina Crescentini, Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini, ottiene il "Premio Clip Music 2010 - categoria senior", un progetto speciale del Ravello Festival.

Nel novembre 2010 esce la ristampa rimasterizzata del primo album Sussidiario illustrato della giovinezza (datato 2000), per festeggiare i dieci anni dalla pubblicazione dell'album d'esordio, la cui prima edizione nel frattempo aveva raggiunto prezzi esorbitanti nel mercato dei collezionisti.

Nello stesso periodo è partito nei club "Il tour del sussidiario 2010", una serie di concerti incentrati sul vecchio repertorio, ed è stato pubblicato il Cofanetto illustrato della giovinezza, un box in tiratura limitata acquistabile sul sito della band e contenente, tra l'altro, i brani La canzone del parco e Gomma (di cui è stato prodotto anche il videoclip) reincisi con un diverso arrangiamento.

Dal 19 gennaio 2011 è disponibile il libro-storia sul gruppo musicale intitolato I Baustelle mistici dell'Occidente: libro di 208 pagine a cura di Paolo Jachia e Davide Pilla per la casa editrice Àncora. Il libro conta sette capitoli: Sussidiario illustrato della giovinezza, La moda del lento, La Malavita, Amen, I mistici dell'Occidente, La "strategia artistica" dei Baustelle e Dal male di vivere alle domande sul silenzio di Dio. L'opera contiene due allegati: Intervista immaginaria ai Baustelle, antologia dalle interviste 2000-2010; e Le altre donne dei Baustelle che tratta delle collaborazioni con le donne della musica quali Irene Grandi, Noemi, Anna Oxa, Syria, Paola Turci e Valeria Golino.

 

Fantasma

 

A maggio 2012 cominciano le registrazioni del sesto album in studio, che avvengono in parte in Polonia e in parte nella Fortezza Medicea del borgo di Montepulciano, luogo d'origine della band (alcune registrazioni eseguite anche con l'organo a canne della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Montepulciano Stazione). Il lavoro, il primo in cui lo stesso gruppo assume il ruolo relativo alla direzione artistica, si avvale, inoltre, del contributo di un'orchestra sinfonica di 60 elementi, la Film Harmony Orchestra di Breslavia (Polonia) e della collaborazione tecnica e artistica di Enrico Gabrielli. La data di pubblicazione dell'album, inizialmente fissata in maniera indicativa per gennaio 2013, viene ufficializzata il 13 novembre 2012. Dopo la pubblicazione di alcuni teaser trailer, vengono infatti comunicati il titolo e la data di pubblicazione del nuovo album. Il sesto disco in studio si intitola Fantasma e viene pubblicato il 29 gennaio 2013, sempre da Warner Atlantic.

Lo stesso 13 novembre 2012 viene pubblicata la compilation Per Gaber... io ci sono (distribuita da Sony Music), tributo a Giorgio Gaber a cui partecipano anche i Baustelle con il brano Latte 70.

Il 28 dicembre 2012 viene pubblicato il primo singolo estratto da Fantasma. Si tratta di La morte (non esiste più), il cui videoclip, realizzato da Cosimo Alemà, viene diffuso l'8 gennaio 2013.

Tra il 21 gennaio e il 1º febbraio 2013 Radio 2 trasmette un format di 10 puntate dal titolo Storie di fantasmi, a cui partecipano i Baustelle insieme a Andrea Gentile, Alcide Pierantozzi, Giuseppe Genna, Antonio Riccardi, Massimiliano Viel, Enrico Gabrielli e Sebastiano De Gennaro.

Nel frattempo Fantasma entra direttamente alla seconda posizione nella classifica FIMI degli album più venduti.

Tra il 18 e il 25 febbraio 2013 i Baustelle hanno presentato in anteprima le nuove canzoni attraverso cinque concerti in altrettanti grandi teatri italiani, accompagnati dall'orchestra sinfonica Ensemble Simphony Orchestra diretta dal maestro Enrico Gabrielli. Precisamente si sono esibiti a Cosenza, Bari, Roma, Firenze e Milano. Dal marzo 2013 intraprendono un tour teatrale in Italia.

Il 5 giugno 2013 è stato diffuso in anteprima sul sito de La Repubblica il video del brano Nessuno, diretto da Gianluca Moro e Daniele Natali. Dall'8 giugno seguente la band riprende il tour, portando il proprio repertorio in antiche piazze e altri luoghi suggestivi. Il 12 luglio seguente viene pubblicato come terzo singolo tratto da Fantasma il brano Monumentale, accompagnato da un videoclip diretto da Paoloreste Gelfo e diffuso tre giorni dopo.

Il 24 luglio viene pubblicato il secondo libro sui Baustelle, intitolato I Baustelle e la canzone (Atmosphere Libri) e scritto dal critico musicale Andrea Bernardini.

Il 27 luglio il loro concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma viene trasmesso in diretta streaming sul sito di Telecom Italia nell'ambito dell'iniziativa Luglio suona Web.

Nel settembre 2013 l'album Fantasma viene inserito nella rosa dei cinque finalisti della Targa Tenco nella categoria "album dell'anno". I Baustelle giungono secondi dietro a Niccolò Fabi con Ecco.

Due brani in versione strumentale tratti da Fantasma, ossia Radioattività e Il futuro, vengono scelti per la colonna sonora del film I corpi estranei di Mirko Locatelli (Il futuro è presente anche nel trailer ufficiale del film), in concorso al Festival internazionale del film di Roma 2013. Inoltre lo stesso regista Locatelli dirige anche un videoclip de Il futuro, che verrà pubblicato all'inizio del 2014. Dal 17 novembre 2013 i Baustelle intraprendono un tour acustico chiamato Minimal Fantasma Tour in cui presentano anche alcune cover: Signora ricca di una certa età (versione italiana del brano A Lady of a Certain Age dei The Divine Comedy), Il mio autunno (adattamento di My Autumn's Done Come di Lee Hazlewood), Col tempo sai di Léo Ferré e Stranizza d'amuri di Franco Battiato.

Il 3 dicembre 2013 l'album La moda del lento (2003) viene reso nuovamente disponibile nel suo formato originale in digipak e in una versione in vinile a tiratura limitata.

Nei primi mesi del 2014 Rachele partecipa alla ristampa dell'album Hai paura del buio? degli Afterhours, contribuendo al rifacimento del brano Mi trovo nuovo.

In contemporanea con l'uscita nelle sale cinematografiche del film I corpi estranei di Mirko Locatelli, il 2 aprile 2014 viene diffuso il videoclip del brano Il futuro, diretto dallo stesso regista e interpretato da Filippo Timi.

Nel settembre 2014 esce l'album Il tramonto dell'Occidente del cantautore Mario Venuti, al quale collabora Francesco Bianconi nei ruoli di produttore, esecutore, interprete e autore. Nel dicembre 2014 Rachele Bastreghi pubblica il singolo Mon petit ami du passé, primo estratto dall'EP realizzato da solista Marie, che viene pubblicato nel gennaio 2015.

 

 

Roma Live!

 

Nell'ottobre 2015 il gruppo comunica la pubblicazione del suo primo album dal vivo. Si tratta di Roma Live!, disco che esce il 13 novembre seguente. L'album è stato registrato durante tre tappe tenutesi a Roma nel corso del tour di Fantasma e presenta due cover: la versione italiana di A Lady of a Certain Age dei The Divine Comedy e Col tempo sai di Léo Ferré.

 

 

Membri attuali

Francesco Bianconi: voce, chitarre, synth, organo.
Rachele Bastreghi: voce, piano elettrico, percussioni, synth, clavinet, organo.
Claudio Brasini: chitarre.

Membri live

Ettore Bianconi: tastiere
Alessandro Maiorino: basso
Sergio Carnevale: batteria
Paolo Inserra: batteria
Diego Palazzo: chitarre
Sebastiano De Gennaro: percussioni
Roberto Romano: sassofono, flauto traverso
Paolo Raineri: tromba

Ex-Membri

Fabrizio Massara: tastiere, programmazioni (1996-2005)
Claudio Chiari: batteria (2002-2007)
Stefano Vivaldi: basso (2002-2004)
Michele Angiolini: batteria (1996-2002)
Mirko Cappelli: basso (1996-2002)
Samuele Bucelli Martinozzi: batteria (membro live 2003-2004)
Nicola Manzan: chitarre (membro live 2008-2009)

 

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Baustelle

 

"ROMA LIVE!" La tracklist raccontata dai Baustelle.

1 - LA GUERRA E' FINITA
E' il brano che per i Baustelle ha coinciso con un cambio di passo: andavamo in radio e a breve con "Un romantico a Milano" ci saremmo passati ancora di più. Ho bei ricordi anche del video, girato tra i vicoli di Genova con Lorenzo Vignolo.
È il primo brano che ci ha davvero cambiato la vita e ancora oggi uno dei più amati. Per questo abbiamo deciso di metterlo all'inizio del nostro primo disco live. Suonare il riff iniziale da solo, sopra il palco con un'orchestra al completo è un'emozione unica e una soddisfazione incredibile.

(Claudio)

 

 

2 - LA MODA DEL LENTO
Molte delle canzoni de "La moda del lento" sono scritte sotto l'influenza della lettura di "Le sens du combat" di Michel Houellebecq e in seguito a una disastrosa esperienza sentimentale (o almeno così mi parve al tempo). Cominciai a soffrire di attacchi di panico e a curarli con farmaci. Scrivevo decine di canzoni di astio e rancore nei confronti dell'amore e del mondo. Parecchie molto brutte, cariche di un senso stupido di "oddio come sto male, misero me". "La moda del lento" è una delle migliori di queste, non la buttai nel cesso e la canto ancora volentieri, soprattutto col vestito jingle jangle che gli abbiamo dato nell'ultima tournée.
(Francesco)

 

 

3 - SIGNORA RICCA DI UNA CERTA ETA'
Meravigliosa canzone di Neil Hannon dei Divine Comedy, di cui abbiamo fatto l'adattamento in italiano. Del testo non c'è niente da spiegare, parla da solo. È un incredibile piccolo film sul passare del tempo. Abbiamo mantenuto abbastanza intatto anche l'arrangiamento da camera originario, perché anche lui ci è parso perfetto e bellissimo. Il pezzo è un esempio di fusione completa fra complessità armonica, linearità della melodia e profondità delle parole. Roba da Francia, roba da Chico Buarque. Chi scrive più in Italia canzoni del genere? I cantautori vecchia scuola? Forse. Ma quasi mai con la stessa attenzione nei confronti del suono e dell'arrangiamento. I cantautori nuovi? Sì, dai, alcuni.
(Francesco)

 

 

4 - EN
Una delle mie preferite, scritta più di 10 anni fa, non mi annoierò mai di ascoltarla né di suonarla, ed è stato ottimo riprenderla per inserirla in questi concerti. E’ una di quelle canzoni 100% Baustelle, lontane dai nostri riferimenti più tipicamente anglosassoni e più vicine ad un genere exotica pieno di citazioni retrò, eppure ugualmente contemporanee. Armonicamente è una canzone molto ricca, il testo di Francesco è perfetto, penso sempre a Jackie Kennedy, Brigitte Bardot e Marilyn infilate nella stessa canzone. In questa versione orchestrale poi è ancora più magica e sensuale.
(Claudio)

 

 

5 - LA CANZONE DI ALAIN DELON
Se non ricordo male, scrissi abbastanza di getto questa canzone, e si sente. Armonicamente banale, il pezzo snocciola in libertà parole di astio contro la donna che mi aveva appena lasciato. Non c'è nulla di male, per carità; in fondo anche "Like a Rolling Stone" è così. Ma questa è assai più brutta è stupida. Eppure, funziona. E per me rimane un classico senza tempo dei Baustelle. Ringrazio il nostro fido bassista Alessandro Maiorino per aver scritto l'ottimo e bacharachiano arrangiamento della sezione fiati della versione che potete ascoltare in questo disco.
(Francesco)

 

 

6 - LA CANZONE DEL PARCO
“La canzone del Parco” mi porta lontano e molto vicino.
Ero giovanissima e probabilmente non sapevo nemmeno cosa stessi cantando, ma sembrava veramente scritta per me. "Se mi ami ora domani è lontano". Ricordo le registrazioni di Prato, il nostro primo demo professionale, il foglietto tenero di Fabrizio Massara in cui mi ringraziava per l’emozione che gli avevo fatto vivere cantandola in studio. Ricordo il luccichio agli occhi, la mia cara timidezza, l'energia, la nostra contentezza di fare quello che stavamo facendo. "Ho di nuovo i brividi e mi lascio prendere da domande inutili". La canzone del parco è uno di quei brani che ti si attaccano addosso e non ti lasciano più. Non vedo l'ora di cantarla durante i concerti anche in questa versione più movimentata e velocizzata, arricchita di fiati, synth, marimba, ritmo e delay.
(Rachele)

 

 

7 - LE RANE
E’ una delle canzoni più popolari, nel senso bello del termine, dei Baustelle. E’ una canzone che parla di noi, dei nostri luoghi, di rituali che chiunque sia cresciuto vicino alla campagna può riconoscere e sentire propri. Mi ricorderò per sempre quando appena ultimata la registrazione in studio, nel momento del riascolto con Francesco e Rachele, ci siamo commossi all'inizio dello strumentale finale; grandi ricordi, gran momento di unione. Un finale che peraltro viene esaltato da un bellissimo arrangiamento di fiati nella versione che troverete su Roma Live!.
(Claudio)

 

 

8 - NESSUNO
E’ una canzone di cui sono molto orgogliosa. Respira l’aria delle campagne toscane, da dove è partita prima di approdare in città. In quel periodo ero in fissa con il disco “Rome” di Danger Mouse e Daniele Luppi, in cui cantavano Jack White, Norah Jones e la mia tanto amata Edda dell’Orso. Anche io ho voluto omaggiare il genio di Morricone, le emozioni che mi provoca ogni volta, i viaggi mentali che faccio e che ho potuto fare lasciandomi trasportare dalla bellezza della sua musica. La collaborazione con gli altri è stata speciale e l‘intesa artistica profonda che ci lega, ha dato vita ad un meraviglioso fiore emotivo. "Non ho amato mai nessuno come te". Il testo è un pugno nello stomaco, bellissimo.
(Rachele)

 

 

9 - ALFREDO
Avevo un giro armonico che non trovava sbocco, ero bloccata e senza soluzioni, ero arrabbiata e avvilita. Capita. Parlando un giorno con Francesco viene fuori che anche lui aveva scritto una musica adatta per le strofe di una canzone, ma non riusciva a trovare il ritornello giusto. Magicamente scoprimmo che le due parti si incastravano alla perfezione, erano nate per stare insieme. E poi il testo. Un tuffo nel passato. Mi sono rivista piccolissima in casa di mia nonna, almeno questo credo di ricordare, con la televisione in sottofondo che trasmetteva l’orrore mentre io spensierata correvo qua e là, probabilmente all’oscuro di tutto o comunque persa nella mia incosciente innocenza. C’è poco da dire, quel pianoforte e quelle parole scandiscono ogni singola lacrima. Alfredo mi commuove ad ogni ascolto.
(Rachele)

 

 

10 - L'AEROPLANO
“L’aeroplano” nasce in una notte inquieta, a Milano, quando ancora non era la città in cui vivevo. Ero ospite di Francesco, sicuramente ero salita al Nord per qualche affare di lavoro. Dividevo la camera con Ettore (Bianconi), lui stava dormendo in santa pace, io invece ero sveglissima, immersa nel buio e nei pensieri. Mi sono alzata, ho acceso il computer di Francesco e ho iniziato a suonare il piano e qualche arco su Garageband. Ho visto l’alba e ovviamente non ho chiuso occhio, ma da quello che ho lasciato sul mac, è nata una canzone che porto nel cuore e che non mi stancherò mai di cantare. Questa versione live poi, più minimale rispetto a quella del disco, con la chitarra di Claudio in stile "Bang bang" di Nancy Sinatra, con l'arrangiamento bellissimo di archi (grazie a quel geniaccio di Gabrielli), i silenzi e una specie di vento in sottofondo, diventa ancora più struggente. Vola l'aeroplano ed è emozione pura.
(Rachele)

 

 

11 - COL TEMPO
Pietra miliare della storia della canzone. Di fronte a mostri così sacri, bisogna svicolare e nascondersi, oppure inchinarsi con devozione. Con Enrico Gabrielli abbiamo trascritto l'arrangiamento originario, che è così bello da divenire importante quanto accordi e note della melodia della voce (vedi la tromba che entra in scena dopo la prima strofa e pur restando in sottofondo, dietro parole pesanti come macigni, ti trascina nel più grande paradiso di tristezza mai immaginato). L'adattamento del testo, magnifico, è di Enrico Medail. Ringrazio tanto il mio amico Piero Baricci per avermi portato a casa, tanti anni fa, una copia di "Ferrè in italiano" e avermi detto: "senti un po' questo".
(Francesco)

 

 

12 - IL CORVO JOE
Una delle canzoni dei Baustelle che ancora mi piace molto suonare dal vivo. In questa versione è arricchita dal suono magniloquente dell'orchestra, e questo vestito la avvicina molto a certe canzoni sinfoniche scritte, più di recente, per "Fantasma". Continuo dopo dieci anni a pensare che sia stata una buona idea far giudicare gli uomini da un corvo, e a commuovermi un po' cantando il verso "vivete un morire".
(Francesco)

 

 

13 - ANDARSENE COSI'
Uno dei miei pezzi preferiti dei Baustelle. È una canzone semplice, quattro accordi alla Neil Young, ma con un arrangiamento molto ricco e stratificato. Il testo è breve, denso, senza ironia. Funziona alla grande come chiusura di concerto. Cantarla mi manda spesso in una specie di stato di trance, e sempre, puntualmente e magicamente, arriva Natale anche in estate.
(Francesco)

 

 

14 - CHARLIE FA SURF
Come Smell Like Ten Spirits dei Nirvana, con le debite proporzioni, ci divertiamo a cambiarla in continuazione, a stravolgerla, forse perché quello con questo brano è un rapporto "difficile". Nonostante tutto è probabilmente il pezzo più conosciuto dei Baustelle. Nel testo c’è questa cosa geniale di dare vita ad un personaggio protagonista di un’opera d’arte. Musicalmente, nella sua versione originale, ci sono alcuni momenti esaltanti da suonare. In questa versione l’abbiamo adattata per il concerto orchestrale e devo dire che il risultato ci ha piacevolmente stupito. Era l'ultimo brano nei concerti ed è anche il brano che chiude questo disco.
(Claudio)

 

 

Fonte: https://www.facebook.com/baustelleofficial/?fref=ts

 

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