pxz°

La fenice

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In depressione post-esame ho disegnato questo

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e mentre lo disegnavo mi è venuta in mente questa storia, visto che non volevo rimanesse relegata nel block notes eccola:

 

Mi risvegliai in una città morta da secoli, il puzzo mi inondava le narici, quel puzzo veniva da cadaveri deformemente putrefatti che suscitavano nel mio subconscio una paura ed un disgusto senza eguali. Quando stavo per abbandonarmi al terrore, una fiamma dai colori indescrivibili si accese nel cielo, tra i palazzi di roccia erosa. Nelle fiamme si intravedeva qualcosa, vi era un uccello dalle dimensioni mastodontiche, spiegò le immense ali fiammeggianti, in quel momento provai un angoscioso sentimento di morte. Ma non avrei mai potuto prevedere a cosa i miei occhi avrebbero assistito. L'uccello di fiamme cangianti col suo becco malefico prese a beccare e mangiare i cadaveri orrendamente putrefatti, mentre nell'erosa città morta divampava un incendio senza alcun controllo. Il puzzo opprimente si era immischiato al fumo violaceo e io tossivo senza sosta, i miei polmoni si rifiutavano di accogliere quell'aria fetida e venefica. Provavo sensazioni mai provate prima, senza sapere se fossero positive o negative, mi ritrovai circondato da quelle innaturali fiamme, le mie membra ardevano, ma io non provavo alcun dolore, forse avevo superato la soglia del dolore che un umano può sentire o forse quelle affascinanti e grottesche fiamme non facevano alcun male. Non ebbi il tempo di capirlo che mi ritrovai con l'uccello davanti a me e mi fissava con i suoi occhi neri e vuoti, mi rispecchiavo in quell'abisso nero che erano i suoi occhi. Poi tutto nero, era come se fossi sospeso nel tempo e nello spazio immerso in un nero abisso di nulla.

Mi risvegliai nel mio letto, era mattina, nulla era cambiato, ero a casa mia e nel mondo nulla di che era accaduto, poi mi guardai allo specchio ed ero io, fisicamente, ma il vecchio me non vi era più, ero un uomo nuovo, diverso, risorto dalla depressione auto-inflittami per la noia di vivere. Dovevo molto a quel misterioso uccello, per avermi distrutto e riplasmato, come una fenice ero rinato dalle mie stesse ceneri.

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bel racconto pxz! Ma mi sarebbe piaciuto sapere di più del protagonista  e da quale improvviso fattore è spuntata la fenice in cielo :mki:

 

Grazie per averlo postato :flower:

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