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Nel 1989 Francis Ford Coppola si trovò in una grave crisi finanziaria, causata dall'insuccesso di alcune sue pellicole precedenti, e fu questa la ragione che lo convinse ad accettare la richiesta della Paramount a realizzare il terzo film della saga, nonostante avesse precedentemente dichiarato che essa sarebbe terminata col secondo capitolo. Per la sceneggiatura venne riconfermato, oltre a Coppola, anche Mario Puzo, mentre per le musiche arrivò Carmine Coppola padre del regista.

Al Pacino venne riconfermato nel ruolo di Michael, e come lui tornarono nei loro rispettivi ruoli anche Diane Keaton e Talia Shire, mentre Robert Duvall, inizialmente previsto nella sceneggiatura, rifiutò di tornare per ragioni legate al compenso. Al suo posto arrivò Andy Garcia che interpreta il figlio illegittimo di Sonny, fratello di Michael, che diventerà anche il nuovo padrino alla fine del film. Si aggiunsero al cast anche Sofia Coppola, figlia del regista, e Franc D'Ambrosio, entrambi nel ruolo dei rispettivi figli di Michael. Quest'ultimo capitolo è più incentrato verso i rapporti della mafia con la Chiesa Cattolica e la politica. Rispetto ai primi due film Il padrino - Parte III ricevette minori consensi da parte della critica, ma fu comunque un successo al botteghino, incassando in tutto il mondo 136,7 milioni di dollari.
 

INFO


Titolo originale The Godfather: Part III
Paese di produzione USA
Anno 1990
Durata 170 min
Genere thriller, drammatico
Regia Francis Ford Coppola
Soggetto Francis Ford Coppola, Mario Puzo
Sceneggiatura Francis Ford Coppola, Mario Puzo
Produttore Francis Ford Coppola
Casa di produzione Paramount Pictures, Zoetrope Studios
Fotografia Gordon Willis
Montaggio Lisa Fruchtman, Barry Malkin, Walter Murch
Effetti speciali Industrial Light & Magic
Musiche Carmine Coppola
Tema musicale Nino Rota
Scenografia Dean Tavoularis


Interpreti e Personaggi


Al Pacino: Michael Corleone
Andy García: Vincent Mancini
Diane Keaton: Kay Adams
Eli Wallach: don Altobello
Talia Shire: Connie Corleone
Sofia Coppola: Mary Corleone
Joe Mantegna: Joey Zasa
Richard Bright: Al Neri
Franc D'Ambrosio: Anthony Corleone
George Hamilton: B.J. Harrison
Bridget Fonda: Grace Hamilton
Enzo Robutti: Licio Lucchesi
Donal Donnelly: arcivescovo Gilday
Raf Vallone: cardinale Lamberto/papa Giovanni Paolo I
Al Martino: Johnny Fontane
Helmut Berger: Frederick Keinszig
Don Novello: Dominic Abbandando
John Savage: padre Andrew Hagen
Franco Citti: Calò
Mario Donatone: Mosca
Vittorio Duse: don Tommasino
Valeria Sabel: suor Vincenza
Sal Borgese: guardia del corpo di Licio Lucchesi
Dado Ruspoli: Vanni
John Cazale: Fredo Corleone (immagini d'archivio)
Michele Russo: Spara
Al Martino: Johnny Fontane
Robert Cicchini: Lou Pennino
Rogerio Miranda: Armand
Carlos Miranda: Francesco
Vito Antuofermo: Anthony Squigliaro detto "la formica"
Robert Vento: padre John
Willie Brown: politico
Jeannie Linero: Lucy Mancini
Remo Remotti: cardinale
Jeanne Savarino Pesch: Francesca Corleone
Janet Savarino Smith: Kathryn Corleone
Tere L. Baker: Theresa Hagen
Carmine Caridi: Albert Volpe
Don Costello: Frank Romano
Al Ruscio: Leo Cuneo
Mickey Knox: Matty Parisi
Rick Aviles: Maschera #1
Michael Bowen: Maschera #2
Brett Halsey: Douglas Michelson
Gabriele Torrei: Enzo il panettiere
John Abineri: banchiere di Hamilton
Brian Freilino: azionista
Gregory Corso: azionista allo scoperto
Marino Masé: Lupo
Luigi Laezza: killer di Keinszig
Beppe Pianviti: killer di Keinszig
Santo Indelicato: guardia del corpo
Simonetta Stefanelli: Apollonia
Francesco Paolo Bellante: autista di don Tommasino
Paco Reconti: Gesù
Mimmo Cuticchio: marionettista narratore
Richard Honigman: giornalista alla festa
Nicky Blair: Nicky
Anthony Guidera: Anthony
Frank Tarsia: Frankie
Diane Agostini: donna con figlio alla fiera
Jessica DiCicco: bambina
Catherine Scorsese: donna nel café
Ida Bernardini: donna nel café
Joseph Drago: guardia del corpo alla festa
David Hume Kennerly: fotografo alla festa
James D. Damiano: bambino calciatore
Michael Boccio: padre del bambino calciatore
Anton Coppola: attore nella "Cavalleria Rusticana"
Elena Lo Forte: Santuzza nella "Cavalleria Rusticana"
Madelyn Renée Monti: Lola e voce di Santuzza nella "Cavalleria Rusticana"
Corinna Vozza: Lucia nella "Cavalleria Rusticana"
Angelo Romero: Alfio nella "Cavalleria Rusticana"
Paolo Gavanelli: voce di Alfio nella "Cavalleria Rusticana"

Trama

New York, 1979: Michael Corleone, da anni tornato a New York, è ormai miliardario e gode della fama di una persona rispettabile. Indebolito dal diabete, è impegnato in una sincera attività volta a guadagnarsi onorabilità sociale e ad estraniare definitivamente la propria famiglia dal mondo della mafia. L'ex-boss è impegnato a garantire la sicurezza di sua figlia Mary, presidente onorario della Fondazione Vito Andolini Corleone, impegnata nell'opera di rinascita culturale e sociale della Sicilia, e nella scelta di un successore. Cerca invano di convincere il figlio Anthony Vito a lavorare con lui, ma il figlio, con l'appoggio della madre, sceglie di intraprendere la carriera di cantante lirico. Appoggiato dalla zia Connie, sorella di Michael, il bel Vincent Mancini, figlio illegittimo di Sonny, irascibile e violento come il padre, entra al servizio dello zio Michael.

Ricevuta dall'Arcivescovo Gilday una bolla papale con un titolo onorifico conferitogli da Papa Paolo VI in virtù delle sue opere benefiche, Michael investe seicento milioni di dollari nella Banca Vaticana, per entrare nella Internazionale Immobiliare ed assumerne il controllo. La società è controllata dal Vaticano insieme ad altri ed è un affare assai lucroso che gli assicurerebbe un enorme patrimonio. Tale investimento serve all'Arcivescovo Gilday per evitare il rischio di una bancarotta fraudolenta causata dalle manovre di un gruppo di avidi uomini d'affari cattolici, guidati dal potente Licio Lucchesi, un influente uomo politico italiano, che guida la maggior parte dei clan mafiosi in Italia. L'uomo è anche alla guida del corrotto banchiere svizzero Frederick Keinszig.

Michael scopre ben presto di trovarsi in un brutto impiccio. Forze occulte pongono ostacoli alla sua presa di controllo dell'Internazionale Immobiliare di Lucchesi e, mentre è ad una riunione ad Atlantic City con altri quattro boss nel New Jersey, la capitale del gioco d'azzardo, annuncia di volersi ritirare dal gioco per dedicarsi ai suoi nuovi affari completamente legali e puliti: ma proprio in quel frangente arriva Zasa che uccide i quattro boss, ma fallisce su Michael.

Mentre quest'ultimo ha una grave crisi diabetica, Vincent, con l'approvazione della zia Connie, uccide Joey Zasa e la situazione della malavita newyorkese precipita nel caos. Giunto a Palermo per assistere al debutto nell'opera di Anthony, Michael scopre tramite Vincent, che ha finto di volerlo tradire, che Don Altobello era complice di Zasa e che tutto era in realtà manipolato da Lucchesi, il quale vuole impedirgli di entrare nella Internazionale Immobiliare per mantenerne il controllo. Il Papa è l'unico che può esprimere il voto decisivo che permetta a Michael di assumere il controllo della società controllata dal Vaticano e alla morte di Paolo VI Michael scopre che il nuovo papa, Giovanni Paolo I, ha deciso di ratificare il contratto con la famiglia Corleone, ma che nel contempo è in previsione un suo assassinio a breve termine. Infatti, poco tempo dopo, Lucchesi e l'Arcivescovo Gilday fanno avvelenare il suo tè.

Anche la vita di Michael è in pericolo, poiché Altobello si reca nel paese di Montelepre, dove assolda un sicario siciliano (Mosca) per ucciderlo. Quando Don Tommasino, suo vecchio amico e protettore, viene assassinato dal sicario, Michael comprende che tutto il suo operato per estraniarsi dal crimine è stato vano. Non potendo proseguire, cede il comando al nipote, che per l'occasione assume il nome di Don Vincenzo Corleone. La sera del debutto di Anthony al Teatro Massimo di Palermo, Vincent manda sicari a eliminare Frederick Keinszig (che viene soffocato e impiccato ad un ponte) e l'Arcivescovo Gilday (che viene crivellato), mentre Connie Corleone avvelena Don Altobello con dei cannoli. La sera stessa il mafioso Calò uccide Lucchesi conficcandogli i suoi stessi occhiali nel collo. All'uscita del Teatro Massimo, il sicario di Don Altobello quasi riesce a uccidere Michael, colpendo per errore la figlia Mary.

Il film termina mostrando la fine di Michael, ormai anziano, molti anni dopo la morte di Mary, in una villa in Sicilia. Il boss, come suo padre prima di lui, si spegne sereno, ma completamente solo e abbandonato da tutti mentre è nella quiete del giardino della meravigliosa villa.

 
 

Fonte

 

Collegamenti:

Il Padrino

Il Padrino Parte II

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