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Si alza il vento (風立ちぬ Kaze tachinu?) è un film d'animazione del 2013 scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. È una sorta di film biografico sull'ingegnere aeronautico Jirō Horikoshi (1903-1982), inventore del Mitsubishi A5M e del suo successore Mitsubishi A6M Zero, utilizzati dall'Impero giapponese durante la seconda guerra mondiale ed è tratto dal manga Kaze tachinu, sceneggiato e disegnato dallo stesso Miyazaki nel 2009, a sua volta ispirato al romanzo Si alza il vento di Tatsuo Hori. Rappresenta l'ultimo film del regista prima del suo definitivo ritiro dalle scene.
 
Uscito nelle sale giapponesi il 20 luglio 2013 e presentato in concorso alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, fu il più grande successo del 2013 al botteghino giapponese e venne acclamato dalla critica cinematografica mondiale. Inoltre venne candidato a numerosi e prestigiosi riconoscimenti, come l'Oscar al miglior film d'animazione, il Golden Globe per il miglior film straniero e il premio della Japanese Academy nella categoria animazione dell'anno. Fonte
 
Trama
Spoiler

 

Jiro Horikoshi, si presenta al pubblico in sogno, a bordo di un aereo di fantasia in un idillio minacciato da un bombardiere, è un ragazzo con la passione degli aeroplani che nelle sue proiezioni oniriche incontra il proprio idolo, il conte Caproni, grande progettista italiano, a cui confida di voler diventare anch'egli progettista. Durante l'università assisterà al terribile terremoto del '22 e poi troverà lavoro alla Mitsubishi. Studiando la più avanzata tecnologia tedesca cercherà di mettere a punto qualcosa di ancora più innovativo, in grado non solo di colmare il gap che separa il Giappone dagli altri paesi ma anche di superarli. In questi viaggi incontrerà l'amore della sua vita, la donna che lo accompagnerà nel processo creativo.
Nonostante siano evidenti i temi che da sempre dominano il suo cinema è una trama insolita, impegnativa e coraggiosissima quella che Hayao Miyazaki imbastisce nel suo decimo lungometraggio, un biopic sul grande progettista di aerei che diede vita ai rivoluzionari modelli Mitsubishi A6M Zero, tristemente noti per essere stati utilizzati dai kamikaze durante la seconda guerra mondiale. Un film il cui linguaggio e la cui grammatica audiovisiva ricordano più la messa in scena dal vivo che quella animata.
Le contraddizioni non sono certo una novità nel cinema del regista che ha superato il concetto di buono e cattivo, che ama i motori ma è un fervente ecologista e che adora gli aerei da guerra pur inneggiando alla pace, ma stavolta le affronta di petto. The Wind Rises mostra che le contraddizioni non sono barriere ed è possibile al tempo stesso amare e odiare. La sua forza è farlo senza usare le parole ma con la forma di uno straordinario cartone di due ore, un film-fiume che racconta attraverso un uomo l'epica di una nazione e del suo spirito, la sua dignità, la sua etica del lavoro, in un tour de force che segna il ritorno del maestro a una produzione per nulla pigra o ripiegata sui soliti topoi, lontana dai grandi capolavori del passato e audace.
C'è un'evidente identificazione tra il progettista di aerei e il disegnatore, il creatore di macchine e il creatore di sogni, un binomio che in Miyazaki, figlio di un ingegnere aereo, è particolarmente forte (spesso nei suoi cartoni vediamo meccanismi o veicoli volanti da lui inventati) e che trova momenti di rara bellezza nel sogno di Jiro e del conte Caproni (avendo le stesse aspirazioni i due si incontrano sempre nei medesimi sogni) ma forse anche dell'autore, di poter camminare liberamente sugli aerei mentre sono in volo. Jiro Horikoshi, è probabilmente il miglior personaggio maschile mai scritto dal regista, e non a caso appare come un alter ego di Miyazaki (a doppiarlo in originale è Hideaki Anno, l'autore di Neon Genesis Evangelion), amante del volo ma schifato dalla guerra, sostenitore del fatto che gli aerei non debbano avere mitragliatrici ma autore dei modelli poi affidati ai kamikaze, un uomo che sogna un bombardiere caricato con famiglie invece che armi.
Eppure è quando nella seconda parte The Wind Rises scivola dolcemente nel melò che il maestro dà il meglio, con una storia d'amore lieve e commovente come suo solito ma anche più matura che in passato (per la prima volta si vede un bacio francese e addirittura si suggerisce un atto sessuale). Quando la linea sentimentale accelera, tutto il film sembra volare ancora più in alto, specie nella maniera in cui la realtà è trasfigurata dalle visioni di Jiro, l'espediente con il quale Miyazaki sceglie di raccontare il processo creativo attraverso il sogno, il crescere di un'idea alimentata dalla passione, un misto di abnegazione e fantasia, intuizione e fatica.
Miyazaki torna a descrivere le emozioni più elevate, a raccontare lo splendore di essere vivi in questo pianeta, unito all'esigenza di continuare a vivere nonostante tutto (alla fine in un trionfo di linguaggio filmico non ci sarà nemmeno bisogno di dirlo basterà l'alzarsi del vento a scatenare l'emozione nel pubblico), utilizzando uno stile che rifiuta il tratto grosso e si ostina a dimostrare come si possano toccare le corde più profonde e stimolare gli stordimenti emotivi più vertiginosi attraverso lo stile più delicato e sottile possibile. Fonte
 
 
 
Titolo originale 風立ちぬ-Kaze tachinu
Paese di produzione Giappone
Anno 2013
Durata 126 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione, storico, drammatico, sentimentale, biografico
Regia Hayao Miyazaki
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Koji Hoshino
Casa di produzione Studio Ghibli, Toho
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Character design Katsuya Kondo
Animatori Kitarō Kosaka
Fotografia Atsushi Okui
Montaggio Takeshi Seyama
Musiche Joe Hisaishi
Tema musicale Hikōki Gumo (ひこうき雲?) di Yumi Matsutoya
Sfondi Yōji Takeshige

 

http://youtu.be/zgnVCFjhQTg

 

Opinione personale: ed eccoci al film d'addio di Miyazaki, l'ho visto di recente e son rimasta un tantino delusa. La storia è bella, colma di sogni e delicatamente toccante. Gli scenari e le architetture son spettacolari. La scena della scossa di terremoto lascia col fiato sospeso anche solo per la realizzazione. Mi manca la magia, l'assurdo, l'essere deliziata dai personaggi fantastici di Miyazaki. E' una storia matura e seria che rispecchia probabilmente lo stato attuale del regista che da anziano e dopo tutta una vita di mondi meravigliosi e fantastici ci riporta (in parte) coi piedi per terra narrandoci una storia biografica di un ingegnere aeronautico ai tempi della seconda guerra mondiale. Sono un tantino dispiaciuta.

 

Collegamenti:

Hayao Miyazaki

Studio Ghibli

Il regno dei sogni e della follia

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:woh:

Avrei aperto stasera il topic :yesyoucan:

 

:fonzie2:

 

:fonzie2: facci sapere il tuo parere :zizi:

 

A me è piaciuto molto. Sicuramente non il suo più grande capolavoro, but still.

 

per me è impossibile classificarlo come un suo capolavoro xD però è pur sempre nato da miyazai e la qualità c'è :sasa:

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L'animazione come sempre è spettacolare, comunque secondo me dopo i suoi grandi capolavori era nella fase calante e poi anche il paragone con gli altri che sminuisce questo film. Comunque anche io preferivo l'atmosfera magica delle opere precedenti :sasa:.

Magari lo riguarderò con aspettative diverse e lo rivaluterò :sasa:

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Be' è sicuramente più simile per esempio a I sospiri del mio cuore o a Una tomba per le lucciole, rispetto agli altri film dello Studio Ghibli, in cui è presente una componente fantastica e magica.

Visto l'argomento trattato io l'ho trovato un po' pesante in alcuni punti, ma allo stesso tempo molto interessante. Quello che mi è piaciuto poco è stata la gestione dei salti temporali attraverso la vita del protagonista, che all'inizio non è molto immediata e si deve ricavare dai dialoghi.

C'è molto di Miyazaki in questo film, che ha da sempre avuto la passione per l'aviazione e l'aveva già fatto vedere in molti dei suoi lavori precedenti (Porco Rosso, Laputa, Nausicaa, Kiki), e ha dato inoltre un'ottima visione del Giappone a cavallo delle due guerre mondiali.

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