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Princess Mononoke (もののけ姫 Mononoke-hime?, lett. "principessa degli spiriti vendicativi") è un film d'animazione giapponese del 1997, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Il film è ambientato nel periodo Muromachi e s'impernia sulla lotta tra i guardiani sovrannaturali che proteggono la foresta e gli umani, bisognosi di risorse, che quella stessa foresta vogliono distruggere.
 
Il film è stato proiettato per la prima volta in Giappone il 12 luglio 1997 e ha riscosso subito un enorme successo, così come in molti altri paesi, nei quali è stato spesso interpretato come un film sull'ambiente, raccontato in forma di mito giapponese. Lo dimostra il fatto che, fino all'uscita di Titanic qualche mese più tardi, era il film che aveva guadagnato di più ai botteghini delle sale giapponesi.
 
In Italia venne distribuito dalla Buena Vista Pictures il 19 maggio 2000 con il titolo Princess Mononoke. L'8 maggio 2014 è stato rieditato nelle sale con il titolo Principessa Mononoke e un nuovo doppiaggio.
 
Trama
Spoiler

 

In seguito allo scontro con un animale posseduto da un demone il principe Ashitaka viene contaminato da una maledizione mortale. Si mette dunque in viaggio per scoprirne l'origine e chiedere una cura al grande Dio Bestia, l'unico in grado di guarirlo. Arrivato nelle regioni da cui proveniva la bestia scopre una guerra tra uomini e una forma primitiva di animali della foresta, giganti, senzienti e aiutati da quella che chiamano la Principessa Spettro, una ragazza cresciuta dai lupi che ha rinnegato gli uomini. Dall'altra parte gli uomini, capitanati da Lady Eboshi che gestisce con amore, giustizia e pietà il suo villaggio di fabbri, vogliono lavorare la montagna e abbattere gli alberi per poter estrarre il ferro (fonte di ricchezza). In mezzo un gruppo di monaci cerca di fomentare gli uomini ad uccidere il Dio Bestia e rubarne la testa perchè, si dice, fornisca l'eterna giovinezza.
Il più avventuroso e apparentemente il più canonico film di Hayao Miyazaki è stato quello che l'ha reso definitivamente famoso in Occidente anche presso il grande pubblico, il primo distribuito in America da una grande major. Arrivò in Italia in un'edizione tradotta molto male che ne modificava il senso, la lingua e alcune frasi semplificandolo per renderlo più comprensibile ai bambini. Ora che i diritti li ha acquisiti la Lucky Red ritorna al cinema ritradotto e ridoppiato. Il risultato è oltre ogni immaginazione e si può parlare per molti versi di un altro film, lontano da molte cose che pensiamo appartenere a Miyazaki (certi dialoghi impressionano per efferatezza) e dotato di un'aulicità nel registro parlato che ne modifica l'aria generale.
Anche in italiano dunque possiamo finalmente apprezzare questo film d'avventura in cui la morte sembra essere continuamente pronta ad arrivare per colpire con grande violenza e nel quale il concetto di conflitto viene declinato in tutte le sue possibilità (uomini contro uomini, uomini contro natura, animali contro animali).
Però là dove La principessa Mononoke impressiona è nella maniera in cui si allontana da tanti luoghi comuni dell'animazione stessa (gli animali parlano ma senza essere antropomorfi, non hanno espressioni umane nè muovono la bocca come farebbero in un film Disney, mantengono la dignità dei loro veri movimenti), travalicando la propria endemica immaterialità e riuscendo a donare pesantezza e concretezza ad ogni persona, come si capisce quando San è colpita da un fucile sulla maschera o vedendo la massa in movimento dei cani selvatici o infine dalla spettrale leggerezza dei guerrieri travestiti da cinghiali. Si tratta a tutti gli effetti dell'equivalente animato del miglior uso possibile dei corpi nel cinema dal vero. Ma ancora più fuori dai canoni in questa storia ci sono due protagonisti uniti da un sentimento strano, intenso ed improvviso eppure diverso e superiore al consueto "amore da film" cui siamo abituati.
San e Ashitaka potrebbero unirsi (come suggerisce a lei la madre-lupo) ma non è mai chiaro se accadrà, perchè uno rappresenta la razza umana e l'altra è la natura, il loro rapporto è di inevitabile amore ma di difficile unione. 
Più in profondità però La principessa Mononoke fonde mitologie differenti tra loro cercando di mettere a frutto ad un livello superiore di scrittura l'importanza che il contesto esotico ha nel cinema d'avventura. In questa grande storia di un conflitto epico nel quale due individui si incontrano e cercano disperatamente di rimanere uniti, la natura di luoghi remoti (fondamentale nei racconti avventurosi) è parte in causa, diventa una fazione con sue volontà e sue idiosincrasie (si veda la follia dei cinghiali che mette in pericolo tutti). Dall'altra parte Ashitaka è un eroe solitario che viene dalla tradizione americana e western (ampiamente imparentata con quella giapponese del cinema di samurai): arriva da un altro luogo e cerca di risolvere tutto senza parteggiare per nessuno. Sono quindi profondamente diversi tra loro i due protagonisti e il film non ne fa mistero, sembra volerli unire rendendosi conto però della loro intima lontananza, risultato che forse è la più profonda e clamorosa conquista della narrazione audiovisiva miyazakiana. È infatti a partire dalle immagini che il film li avvicina (la rivelazione dell'amore da parte di Ashitaka in fin di vita) e li allontana (mostrandoli sempre ad una certa distanza l'uno dall'altro).
Capace come suo solito di non parteggiare per nessuno, spiazzando nella maniera in cui nega le consuete contrapposizioni granitiche che conosciamo tra buoni e cattivi, questa volta l'unione di un dinamismo non comune nell'animazione (la vera conquista e lo specifico irripetibile del cinema di Hayao Miyazaki sono i movimenti dei suoi personaggi) e di una narrazione che rifiuta di dare allo spettatore ciò che si aspetta è così travolgente da riuscire nell'ardua impresa di empatizzare con tutte le parti in causa senza peccare mai in coerenza. Fonte
 
 
Titolo originale もののけ姫 ; Mononoke-hime
Lingua originale Giapponese
Paese di produzione Giappone
Anno 1997
Durata 134 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85:1
Genere animazione, fantastico, sentimentale
Regia Hayao Miyazaki
Soggetto Hayao Miyazaki
Sceneggiatura Hayao Miyazaki
Produttore Toshio Suzuki
Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma
Casa di produzione Studio Ghibli
Distribuzione (Italia) Buena Vista International (edizione 2000) Lucky Red (edizione 2014)
Art director Kazuo Oga, Nizō Yamamoto, Satoshi Kuroda, Naoya Tanaka, Yōzō Takeshige
Character design Hayao Miyazaki
Animatori Yoshifumi Kondō, Masahi Ando, Kitaro Kisaka
Fotografia Atsushi Okui
Musiche Joe Hisaishi
Sfondi Sadayuki Arai, Masako Osada, Kiyomi Ota, Hisae Saito, Hiroaki Sasaki, Seiki Tamura, Noboru Yoshida
 
 
 
 
 
 
Opinione personale: Principessa Mononoke è il terzo film di Miyazaki che preferisco :sasa: è diverso dagli altri, si discosta dalla "fiaba" e diventa sempre più realistico, pur non mancando la magia e le creature fantastiche, il tema narra del conflitto tra la natura e l'umanità, ognuno con le loro ragioni assolutamente valide e difficilmente riusciremo a trovare un vero cattivo , ti pone un po' il quesito: da che parte sto? Anche la parte che tocca l'aspetto sentimentale del film è atipica: qui non troveremo il classico lieto fine e neanche un non lieto fine xD perfettamente in linea col resto della narrazione...I disegni e i personaggi godono dell'originalità e della fluidità di espressioni o movenze tipiche dello stile di Miyazaki. Scelgo di classificarlo al terzo posto perchè seppur tratti temi più profondi e realistici della città incantata e del castello errante di Howl, secondo me si distacca un po' dall'aspetto meraviglioso e fiabesco degli altri film e ti porta in un mondo fin troppo conflittuale e combattuto, il nostro quotidiano in un certo senso, e a me da Miyazaki piace essere accompagnata al di fuori della realtà xD E' cmq tra i migliori suoi film e va assolutamente visto :addipea:

 

Collegamenti:

Hayao Miyazaki

Studio Ghibli

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Hai detto tutto quello che volevo dire io su questo film :asd:

Anche questo l'ho rivisto non molto tempo fa al cinema, quando è uscita la versione ridoppiata.. non ricordo la versione vecchia, ma un mio amico dice che secondo lui quella nuova è molto meglio :boh:

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sì dicono appunto che nella prima versione i dialoghi siano stati molto travisati, resi idonei ad una visione per bambini :tsk: e quindi snaturano il senso del film, anche io ho visto la versione più recente, coi dialoghi fedeli :sasa:

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È il film di Miyazaki che ho forse più amato, il primo che ho visto, uno dei preferiti forse di tutta l'animazione giapponese che conosco (poca in confronto a ciò che è arrivato qui)

Lo consiglio a tutti :sasa:

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