Sakura

La letteratura nell'era moderna

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Negli ultimi anni; vittima di un degrado sociale senza precedenti e una riduzione dell'inteleltto a causa di comodità, programmi tv rimbecillenti e  di aggeggi elettronici siamo giunti ad un punto tale che anche la narrativa così come la tv e la rete tratta argomenti di minor valore intellettuale e fatti in maniera molto più aprossimativa rispetto al passato.

Al riguardo nel settore c'è  una vera " guerra di cervelli" non dichiarata, chi sostiene la tecnologia  incondizionatamente asserendo che la letteratura moderna con i suoi argomenti copiati e preconfezionati è " un evoluzione della scrittura" e chi manda questi cosidetti modernisti a "Cagare" asserendo invece che La letteratura si fonda sulle regole sancite dagli scrittori classici e che ogni evoluzione narrativa deve tener conto di queste vecchie regole.

Non pretendo di fare il professore e la guerra la lascio agli addetti del settore ma; reputo che un occhio alla questione valga buttarlo.

Personalmente per mio unico parere personale mi ritengo dalla parte di chi dice che le regole dellla narrativa classica vanno rispettate, senza cedere a mode e altre idiozie  delle case editrici e a moderne regole narrative di dubbia costituzione.

Perchè di questo mio parere?

Perchè ritengo la lettura di un libro un piacere e prendo il libro come un viaggio in un mondo alternativo.

Io come sapete amo leggere il fantasy  ma non solo anche gialli o saggi storici e scientifici e per me riuscire a penetrare in questi mondi vederne i paesaggi, aspirare profumi e odori di quel mondo, immergermi nelle avventure e nei dubbi di coscienza dei personaggi la trovo la cosa più bella della narrativa.

Ma per riuscire in questo;  come dicono anche molte guide per aspiranti narratori, servono una buona costruzione del testo, un sapiente bilanciamento delle situazioni,  descrivere con la dovuta sapienza e  razionalità senza esagerare, luoghi e situazioni. Inoltre è anche necessario riflettere, informarsi e pensare, rileggere e curare e riscrivere il proprio testo.

Una narrativa approssimata come capita "purtroppo" in molti romanzi moderni personalmente mi irrita e innervosisce oltre a deludere profondamente.

Leggendo, ho notato che nei classici per quanto alcuni  siano tediosi e difficili da leggere  come ad esempio i 3 moschettieri, libro ancora in corso e che mi affatica moltissimo leggere; non si prova mai il senso di delusione e mancanza che invece spesso e volentieri capita con la narrativa moderna.

 Ci ho riflettuto a lungo e tutt'ora ci rifletto, la questione mi ha lasciato perplessa e fatto sorgere numerose domande sulla " qualità del testo" e trovo sia interessante affrontare l'argomento anche con l'utenza del forum che ama leggere e ama i libri.

 Quindi voglio proporvi questa  discussiuone; non mi aspetto  pareri professionistici, nessuno di noi è un professore, però vorrei chiedervi una riflessione sull'argomento prima di postare e di avviare questa discussione pensando a quello che davvero vi appaga nel leggere e le differenze  che notate tra la scrittura di un libro e di un altro ben tenendo in rispetto il lavoro di ogni scrittore.

Quando l'avrete fatto parliamone insieme e cerchiamo di capire a fondo le differenze di pensiero tra modenisti e classicisti, di capire perchè e come un romanzo riesca ad affascinare il lettore.

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Io non sono così pessimista riguardo alla letteratura. Sì, c'è tanta m***a in giro, ma sembra tanta solo perché è più visibile. Già Petronio (Antica Roma) si lamentava della valanga di libri spazzatura e fotocopia che giravano al tempo... che dire, la fame è una brutta bestia e fare lo scrittore è figo!

 

Per quanto riguarda la fatica di leggere i classici, diversi studiosi affermano che dipende dalla "velocità" con la quale oggi pretendiamo di leggere. Ci sono ormai diversi studi che affermano che leggere distrattamente da schermo avrebbe disabituato molti a sfacchinare sui classici dalle descrizioni infinite e dalle riflessioni interminabili. La cura? Rimparare a faticare e a tratte piacere da questa fatica. Il che non si ottiene imponendo a poveri studenti delle superiori di leggere I Promessi Sposi: i professori dovrebbero anche imparare ad andare incontro ai gusti dei propri allievi. Il prof inorridisce di fronte all'allieva innamorata degli Harmony? Proponile la Austen. Un altro va matto per Hunger Games? Orwell potrebbe piacergli.

 

Detto questo, ciò che mi appaga in un libro cambia in base a ciò di cui ho bisogno in quel momento. Non sono mai stata una lettrice esclusiva, cioè una di quelle che non leggerebbe mai quello o quell'altro libro in base a pregiudizi più o meno diffusi. Ci sono persone, per esempio, che non leggono libri pubblicati successivamente al 1900, perché ritengono che da allora non sia stato pubblicato niente di meritevole. Se sento il bisogno di riflettere, mi leggo qualcosa di "alta letteratura". Se ho bisogno di rilassarmi, mi leggo qualcosa di "bassa letteratura" o "letteratura di intrattenimento", come preferite. Probabilmente ho letto libri che farebbero inorridire un lettore tradizionalista, ma, in tutta franchezza, chi rifiuta aprioristicamente un genere o una parte della letteratura mi fa storcere il naso. 

 

In generale, però, credo che l'elemento che cerco maggiormente in un libro, che sia alta o bassa letteratura, sia l'originalità, in ogni sua forma. Potrebbe trattarsi di una storia originale, ma anche soltanto di un punto di vista alternativo. Mi è capitato di trovare libri dalla trama banale, praticamente scontata, ma narrati da un punto di vista così originale da essere una vera ventata d'aria fresca. Probabilmente la quantità di libri letti inizia a farsi sentire e l'originalità diventa la benvenuta!

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