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121 risposte in questa discussione

Kickass_Torrents.jpg





La strategia della MPAA, l'associazione dei discografici americana, è molto più efficace del bombardamento della RIAA cinematografica: venongo occultati i domini dei peggiori pirati, depositi di torrent come Kickass Torrents



Mentre la RIAA manda mail a tappeto a Google per chiedergli il takedown di materiali piratati oppure di rendere invisibili i siti che danneggiano il loro business, l’MPAA, di fatto il cartello dell Major discografiche, agisce in modo chirurgico.
 

Kickass Torrent quasi “tango down”


L’MPAA attacca direttamente le home dei siti dei pirati. Prendiamo l’esempio riportato da TorrentFreak: KickassTorrents. Il sito era stato spostato ad un nuovo dominio, precedentemente posizionato nelle Filippine. Nella nuova casa da soli quattro giorni, ora già non compaiono più nei risultati di Google, oscurati agli occhi dei consumatori meno sofisticati.

Secondo il sito di informazioni sui torrent, questa strategia non ha sempre il tipo di successo sperato dalle Major. Molte volte, infatti, bersagliare la home di un sito non è benvisto da Google, che richiede specificamente nelle proprie politiche di linkare a contenuti che violano le leggi sul copyright.

Se un particolare link compare sulla home, magari perché messo in rilievo dalla sua importanza, allora Google blocca la pagina, facendola sparire dalle ricerche. Ma se viceversa l’MPAA segnala una home in cui dovrebbe esserci un link a qualche album specifico, ma esso è stato già spostato, allora sarà opposto un rifiuto ed il sito resterà sul motore di ricerca.

In definitiva, la strategia è quella di impedire agli utenti nuovi di trovare il sito che distribuisce torrent, pur lasciando online decine di materiali che infrangono i diritti d’autore. Se l’MPAA e Google sono tempestivi, non c’è che dire: il piano funziona alla grande.

Via | TorrentFreak

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tre_strike_legge_abolita_in_francia_586x

Non ci sarà più la disconnessione obbligatoria da Internet in Francia. Il paese d'oltralpe era stato pioniere di questa pena che faceva discutere per la sua assurdità - e che in definitiva è stata un fallimento.


Avete scaricato un film illegalmente? Male. Ne avete scaricato un altro? Peggio. Ne volete scaricare un terzo e sapete pure di avere la polizia col fiato sul collo? Fino ad oggi, se foste stati francesi, sarebbe stata una pessima idea: la terribile agenzia di controllo Hadopi vi avrebbe condannato ad essere tagliati fuori da Internet per sempre. “Tre strike, e sei fuori!”, come nel baseball.

Come dovrebbe spingere la gente a comprare più dischi o film?



Quello che più sfuggiva era la logica punitiva, che allontanava da Internet chi perpetrava il reato di scaricare contenuti illegali, come se stesse guidando un’auto e fosse un pilota pericoloso. Le industrie di musica e cinema erano entrambe decisamente a favore di tale approccio, e lo era anche Nicholas Sarkozy - Ma alla prova dei fatti non c’è stata nessuna flessione della pirateria in Francia, nonostante i rapporti contrastanti diffusi tempo fa.

La legge era anche difficile da applicare. Serviva monitorare il traffico della rete, un’attività che come testimonia la faccenda PRISM porta facilmente ad abusi di ogni tipo. Un’operazione continua, costosa, sostenuta dalle tasse dei contribuenti e per la quale era stata costituita un’agenzia, Hadopi, ormai già destinata al ceppo da qualche mese.

Milioni di file scaricati ogni giorno, un solo colpevole?

Il sistema HADOPI è tanto inefficace da aver puntato il dito contro un unico, povero sfortunato pirata, un individuo che si è visto recapitare una multa di 600 euro a casa. Non solo: il suo collegamento ad Internet è stato bloccato per la bellezza di due settimane. Così impara!
Ironia a parte, è abbastanza ovvio che non si può creare una legge sul vuoto, senza le infrastrutture e che i mezzi necessari a dare vigore a questi decreti sarebbero gli stessi che stanno mettendo la NSA sul graticolo mediatico internazionale.
Non che i pirati ora vadano liberi in Francia: ci sono pene graduate che arrivano fino a 1500 euro. Sempre che non ci siano ricorsi e che si riesca a provare che una persona sia effettivamente colpevole di tale reato.
Via | TorrentFreak

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019526_470_adobe_pirateria_creative_clou

Combattere i pirati è inutile: sono anni che ci si prova senza risultato. Serve una strategia nuova, qualcosa che li trasformi da malfattori in clienti paganti.

È questa, in estrema sintesi, la rivoluzione annunciata dal responsabile delle politiche antipirateria di ADOBE Richard Atkinson in occasione dell'Anti-Piracy and Content Protection Summit.


«Tutti sono stanchi dell'intero concetto di "Antipirateria", non ne possono più del termine stesso... e anche del termine "Protezione dei Contenuti"» ha spiegato Atkinson. «Sembra una guerra infinita che va avanti da più di vent'anni, con le stesse battaglie di buoni contro cattivi»



Il problema, secondo ADOBE, è in parte creato dal business, e lo stesso business possiede la chiave per risolverlo, a partire dalla necessità di capire le vere esigenze degli utenti.



«L'aspetto fondamentale non è necessariamente la tecnologia... è capire che costa sta davvero succedendo. Nei miei anni di lavoro qui ho constatato più e più volte che pochissime persone davvero conoscono i fatti» ha continuato Atkinson. «Ma una volta che si conoscono i fatti, allora cambia ciò che credi e cambiano le azioni che intraprendi»


È questa la motivazione alla base della decisione di passare dalle vendite di software boxed a un modello basato sulla fornitura di software via Internet (ma comunque da scaricare e installare in locale) e in abbonamento, con il famoso cambio di licenze annunciato a maggio che tanto ha preoccupato molti utenti, al punto da spingerli a riconsiderare le alternative.

Adobe spiega di aver cercato un modo per rendere più abbordabili i propri prodotti dal punto di vista economico, dilazionando i pagamenti grazie alla formula dell'abbonamento: in questo modo, chi non poteva spendere alcune migliaia di euro tutte insieme e perciò si dava alla pirateria forse ora prenderà in considerazione un esborso dilazionato nel tempo.
 

«Non credo» - aveva già illustrato David Wadhwani, dirigente di Adobe, al tempo del lancio di Cloud - «che la gente che pirata il nostro software lo faccia perché è cattiva, o perché le piace rubare. Credo semplicemente che decida di non poterselo permettere».[/c


Via z/eus

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finlandia_legge_copyright_crowdsourcing_

In Finlandia è possibile spingere il parlamento a prendere in considerazione una legge con un sistema di petizione online: avendo ottenuto 50.000 voti una rivoluzionaria riforma sul copyright seguirà l'iter per l'approvazione nel 2014.

Forse Casaleggio (e non Casalegglo, fate attenzione) dovrebbe prendere in considerazione il sistema legale finlandese, che ammette il crowdsourcing come metodo per legiferare. Per noi è doppiamente interessante perché in questo caso il meccanismo porterà in Parlamento una riforma rivoluzionaria sulle leggi del copyright.

Piccolo paese, grande riforma
Secondo il sistema recentemente inaugurato in Finlandia, è possibile petizionare per una legge ed obbligare il Parlamento a votare per essa se si ottengono 50.000 voti.

Il numero potrebbe sembrare molto basso, ma la Finlandia non è certo sovrappopolata, dato che è leggermente più grande dell’Italia ma alberga solo 5 milioni e mezzo di persone, e neppure 4 milioni di esse sono in grado di votare.

Eppure 50.000 persone hanno scelto di promuovere una nuova legge, del tutto rivoluzionaria, che invertirà la tendenza sulla faccenda copyright. Dove di solito si tende alla severità, anche per l’influenza delle lobby internazionali, la voce dei cittadini invece richiede ragionevolezza.

Per trasparenza, va detto che è stato difficile trovare 50.000 firme - ma non mi sarei aspettato nulla di diverso.

Il “buonsenso” nel copyrigt

Le riforme sono sufficienti a far suonare tutti i campanelli d’allarme delle Major discografiche e cinematografiche.

Si propongono pene meno severe per chi viola i diritti d’autore, un ampliamento dei casi contemplati nel Fair Use, l’eliminazione di “clausole ingiuste” (forse un po’ come le nostre “clausole vessatorie”) nelle licenze ed il permesso di duplicare sempre i contenuti acquistati per scopi personali.

Sarà la prima volta che un parlamento vota una legge sul copyright scritta dai cittadini. Questo è il genere di legge che una buona percentuale di un paese europeo e democratico vuole. Va chiaramente temperato con le necessità della produzione di contenuti, ma il messaggio mi pare chiaro.

Via | The Escapist

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Il Malware W32/Deletemusic è il nome di questo virus batezzato dalla Symantec
Il programma, è ancora poco diffuso ed è facile da eliminare

A rischio le collezioni sul computer.
Il suo nome è W32/Deletemusic e il suo fine ultimo è la cancellazione di tutti i file musicali che si trovano sul computer.

Il virus è del tipo "Worm"  una particolare categoria di malware in grado di autoreplicarsi.
A differenza dei "normali virus" non ha bisogno di legarsi ad altri programmi eseguibili per garantirsi una diffusione.
In questo caso la sua duplicazione è portata avanti trasmettendo il file di autorun su drive esterni, il che mette a rischio la gran parte dei player mp3 in commercio.
Il malware, al momento, non ha ampia diffusione, per cui il pericolo è ancora limitato.
Inoltre, si tratta di un worm estremamente semplice da eliminare, e il possesso di un antivirus aggiornato è sufficiente a garantire lunga vita ai propri file. 

Il danno potenziale non è da sottovalutare.
Nel momento in cui si conserva una copia unica della propria discografia sull'hard disk, l'eliminazione dei file cancella la possibilità di accedere al brano, imponendone - se comprato online - un nuovo acquisto.

Symantec ha messo a disposizione una completa scheda tecnica sul worm, con tanto di dati aggiornati sull'espansione dell'infezione, modalità di attacco e dettagli tecnici per la sua eliminazione, direttamente a questo link: http://www.symantec.com/security_response/writeup.jsp?docid=2007-073010-4123-99

Fonte:

Symantec
http://www.symantec.com/security_response/writeup.jsp?docid=2007-073010-4123-99

 

 

Ps. ho appena visto che l'articolo è del 2007 un po vecchiotto  :pioggiapeo:

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bitcoin.png

 

Ciao a tutti

 

conoscete Bitcoin? Ecco una breve descrizione presa da Wiki:

 

"Bitcoin (simbolo BTC/XBT o ฿) è una valuta elettronica creata nel 2009 da un anonimo conosciuto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta.

A differenza della maggior parte delle valute tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale. Bitcoin utilizza un database distribuito tra i nodi della Rete che tengono traccia delle transazioni e sfruttano la crittografia per implementare le caratteristiche più importanti come il fatto di permettere di spendere bitcoin solo al legittimo proprietario, e di poterlo fare una volta sola.

La progettazione di Bitcoin prevede il possesso ed il trasferimento anonimo delle monete. I bitcoin possono essere salvati su di un personal computer sotto forma di portafoglio o mantenuti presso terze parti che svolgono funzioni simili ad una banca. In ogni caso i bitcoin possono venir trasferiti attraverso Internet a chiunque disponga di un indirizzo bitcoin. La struttura peer-to-peer della rete bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di manipolare il valore dei bitcoin o di introdurre inflazione creando nuova moneta.

Bitcoin è una delle prime implementazioni di un concetto definito cryptocurrency, descritto per la prima volta nel 1998 da Wei Dai su una mailing list."

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A partire da Gennaio 2014 sarà però applicato un protocollo denominato “Monetization Review Program”. Il processo, tenuto da YouTube in automatico, analizzerà i video con appositi algoritmi per verificare che non infrangano i termini di uso e di copyright prima di essere disponibile per la monetizzazione. Questo processo potrà richiedere da alcune ore ad alcuni giorni

 

Qual è lo scopo di queste Review? presto detto: al momento attuale, una società può segnalare un video su YouTube per infrazione dei diritti di Copyright. Se il video è interamente protetto da Copyright - come nel caso di un film, o di un brano musicale - allora viene rimosso dal Tubo; se il video contiene solo spezzoni coperti da copyright, di durata superiore ai 10 secondi ciascuno, può rimanere sul canale, ma la monetizzazione viene bloccata.

 

 

Nel frattempo metto il link alla notizia

http://gamesurf.tiscali.it/articoli/speciale-la-rivoluzioen-di-youtube_c23295.html
Modificato da bomale
inserito un estratto della notizia
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ciao ragazzi penso che non sia la sezione adatta ma ho un problema con i Browser mi funziona solo google chrome invece firefox e internet explorer non funzionano, sapreste dirmi come risolvere ?

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ciao ragazzi penso che non sia la sezione adatta ma ho un problema con i Browser mi funziona solo google chrome invece firefox e internet explorer non funzionano, sapreste dirmi come risolvere ?

 

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Secondo i risultati contenuti  nella seconda edizione dell’Osservatorio delle Competenze Digitali, studio condotto dalle principali associazioni ICT tra cui AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia e promosso dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), la trasformazione digitale in atto in ambito professionale e non solo richiederebbe competenze specifiche che in Italia si dimostrerebbero ancora carenti, un po’ per l’assenza di strategie di lungo periodo e un po’ per la diffusione ancora ampia del digital divide.
 

Cattura-300x154.png
clicca per ingrandire l'immagine

 
Se da una parte si attende che i contesti istituzionali, aziendali e formativi riescano ad adeguarsi ad una realtà profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni, dall’altra sia le attività economiche private che la PA si definirebbero consapevoli della necessità di avvalersi di competenze digitali commisurate alle nuove tendenze del mercato, dall’ecosistema mobile alla digitalizzazione dei processi, dall’analisi del business all’Internet delle Cose, dal Cloud alle piattaforme per il commercio e i pagamenti elettronici.
Attualmente i profili più ricercati dalle aziende dell’ICT, cioè quelli che dovrebbero godere di ... continua a leggere

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Linux sbarca su Windows 10

 

Windows 10 conterrà Ubuntu. Nativamente. E non si tratterà di una macchina virtuale, ma di un ambiente linux in grado di avviare i programmi linux all'interno di Windows 10.

La notizia sta rimbalzando su tutti i webzine: Microsoft ha stretto un accordo con Canonical per integrare all'interno di Windows 10 una user space comprensiva di bash shell richiamabile da prompt dei comandi.


 

Taggo voi 2 visto che utilizzando Linux ho pensato che potesse interessarvi

@Fabi_92

@alex47ka

Piace a Fabi_92 e Kin

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Ho sentito sta cosa qualche giorno fa :mhm: attenzione però Canonical≠Linux, canonical=ubuntu e derivate praticamente, se non solo ubuntu. Bisognerà vedere come si evolve la situazione :sasa:

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Mi interesserebbe sapere se qualcuno riesce a prenderle e le prova, se ne vale la spesa :mmm: soprattutto la 1080

 

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1 ora fa, Kin dice:

Mi interesserebbe sapere se qualcuno riesce a prenderle e le prova, se ne vale la spesa :mmm: soprattutto la 1080

 

 

Sicuramente ne varrà la spesa, il problema è che costeranno più delle sorelline 970 e 980 anche se in proporzione andranno molto di più :sisi:

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13 minuti fa, Kin dice:

Sapevo sui 300€ o poco meno, per quello chiedevo :mmm:

 

 

Eh magari!

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7 minuti fa, Kin dice:

Erano dollari D:

379 mi pare :mmm:

avevo visto un video di Nvidia, magari ricordo anche male :zizi:

 

edit: ecco

http://hardware.hdblog.it/2016/05/07/Nvidia-Geforce-GTX-1080-ecco-le-specifiche-e-prezzo-ufficiali/

dovrebbero essere 337 euro circa :mmm:

 

La Founder Edition che hanno usato nella presentazione (questa) quì in Italia hanno confermato che costerà 799€, mentre le schede personalizzate dai diversi partner di Nvidia avranno prezzi a partire da 599 come hai detto tu.

 

Anche io sono interessato alla 1080 :zizi: 

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A quei prezzi devi aggiungerci anche le tasse 

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8 minuti fa, Kin dice:

Erano dollari D:

379 mi pare :mmm:

avevo visto un video di Nvidia, magari ricordo anche male :zizi:

 

edit: ecco

http://hardware.hdblog.it/2016/05/07/Nvidia-Geforce-GTX-1080-ecco-le-specifiche-e-prezzo-ufficiali/

dovrebbero essere 337 euro circa :mmm:

 

Come già detto, magari Kin!

Il prezzo in dollari non va convertito pari pari in euro, in ogni nazione viene stabilito un prezzo di riferimento che viene più o meno adottato dai grandi distributori, a questo aggiungici l'iva del 22%.

Pertanto a mio avviso si vedrà al lancio la 1070 ALMENO sui 400-450 euro e la 1080 sui 650-700...e credo di essermi tenuto bassino

.

Adesso, XOUJO dice:

La Founder Edition che hanno usato nella presentazione (questa) quì in Italia hanno confermato che costerà 799€, mentre le schede personalizzate dai diversi partner di Nvidia avranno prezzi a partire da 599 come hai detto tu.

 

Anche io sono interessato alla 1080 :zizi: 

 

La founder's è una fregatura, uno specchietto per le allodole che non hanno un minimo di ferratteza in materia e/o mancano della pazienza per aspettare una buona custom-> è una reference in tutto per tutto venduta al prezzo di supercustom.

Per i prezzi vale quanto detto sopra, date un'occhiata a drako il primo rivenditore che ho visto metterle in presell, per farvi un'idea:

 

http://www.drako.it/drako_catalog/advanced_search_result.php?keywords=GeForce+GTX+1080+

 

 

Piace a Kin

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7 minuti fa, pazzorik dice:

La founder's è una fregatura, uno specchietto per le allodole che non hanno un minimo di ferratteza in materia e/o mancano della pazienza per aspettare una buona custom-> è una reference in tutto per tutto venduta al prezzo di supercustom.

Per i prezzi vale quanto detto sopra, date un'occhiata a drako il primo rivenditore che ho visto metterle in presell, per farvi un'idea:

Ma infatti se mai la prenderò di sicuro non sarà una FE  :siciao: Vediamo cosa tirano fuori gli altri produttori e a che prezzi soprattutto.

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Adesso, XOUJO dice:

Ma infatti se mai la prenderò di sicuro non sarà una FE  :siciao: Vediamo cosa tirano fuori gli altri produttori e a che prezzi sopratutto.

 

Hai una 390x strix che è una bestia e tirerà ancora per tanti anni, se posso darti un consiglio non svenderla per la novità. Tanto sarà sempre così ogni due anni uscirà sempre qualcosa di molto meglio ma a mio avviso se non si è dei maniaci e se non si ha la possibilità meglio mettere le mani al portafoglio solo quando necessario :sisi:

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@pazzorik

Infatti concordo con te,alla fine non ha senso spendere tantissimi soldi per la novità,almeno costerà sui 700 euro la 1080,la qualità c'è per carità ma alla fine quella scheda serve principalmente ai professionisti a chi fa parte del settore e lavora con determinate macchine già con una 980 compri ampiamente tutti i giochi alle prestazioni massime,io con una 960 M gioco a tutti gli ultimi giochi a ultra a 1080p,questo per dire che anche se si é dei maniaci la cosa migliore é aspettare...

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