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121 risposte in questa discussione

Il 2013 sarà l'anno dei tablet da 7 pollici di diagonale

Nel corso del 2013 assisteremo ad una crescente diffusione di tablet con display da 7 pollici, stando alle stime sviluppate dall'istituto di ricerca NPD DisplaySearch. In particolare Apple vedrà un consistente spostamento delle proprie vendite di tablet passare dai tradizionali iPad con display da 9,7 pollici di diagonale verso i modelli iPad Mini, con display da 7,9 pollici.

Stando alle stime fornite le vendite di iPad tradizionali sarebbero crollate nel corso del mese di Gennaio 2013, passando dai precedenti 7,4 milioni di pezzi di Dicembre 2012 a 1,3 milioni di vendite.

Le stime per il 2013 prevedono, secondo NPD DisplaySearch, vendite per circa 55 milioni di tablet della famiglia iPad Mini affiancati da circa 33 milioni di tablet iPad tradizionali, con display da 9,7 pollici. Le stime iniziali prevedevano vendite di 60 milioni di iPad, affiancate da circa 40 milioni di iPad Mini: è evidente come la direzione del mercato sia profondamente cambiata nel corso degli ultimi mesi.

Quali le cause di questo spostamento verso tablet della famiglia Mini e più in generale verso soluzioni con display attorno ai 7 pollici di diagonale? Una prima spiegazione plausibile è la componente economica: questi tablet vantano prezzi di listino inferiori a quelli dei modelli da 9,7 pollici, risultando quindi più interessanti e accessibili ora che il fenomeno dei tablet si sta diffondendo sempre tra il vasto pubblico.

Nel corso dell'anno vedremo al debutto tablet con display da 7 pollici caratterizzati da pannelli capaci di risoluzioni video molto più elevate di quelle attuali, andando in questo modo ad avvicinare quanto offerto dai modelli dalla diagonale superiore. Proposte di questo tipo potrebbero venir venute a listini più elevati rispetto agli attuali, portando ad una ulteriore segmentazione di questo segmento del mercato delle proposte tablet, ma molto dipenderà dall'evoluzione nella produzione dei pannelli ad alta risoluzione di ridotta diagonale attesa nel corso dell'anno.

fonte: hwupgrade

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Browser web e HTML 5: una falla e l'hard disk si riempie

Di Andrea Bai, pubblicata il 05 Marzo 2013, alle 08:11 nel canale Sicurezza

“Una falla, se opportunamente sfruttata, permette di riempire l'hard disk dell'utente scaricando gigabyte di dati spazzatura semplicemente visitando un sito web”

Una falla di sicurezza recentemente individuata nel linguaggio HTML 5 potrebbe consentire ad un sito web opportunamente costruito di riempire l'hard disk dell'utente con gigabyte di dati-spazzatura. E' uno sviluppatore, Feross Aboukhadijeh, ad aver scoperto il problema che interessa quasi tutti i principali browser diffusi sul mercato.

Il problema è legato al modo in cui HTML5 gestisce lo storage locale. La maggior parte dei browser fissa un limite sullo spazio che può essere messo a disposizione per un sito. Google Chrome, ad esempio, stabilisce 2,5MB, Firefox pone il limite a 5MB, Internet Explorer a 10MB e via discorrendo. Gli standard HTML5, inoltre, determinano che una singola allocazione debba essere applicata a tutti i siti affiliati: il sito w1.esempio.it dovrebbe quindi condividere lo spazio con w2.esempio.it.

Ciò, tuttavia, non accade in tutti i browser, come scoperto da Aboukhadijeh. Tra i browser, solamente FireFox pare essere esente dal problema. In Chrome, Safari ed Internet Explorer tutti i siti o sottodomini legati ad un sito hanno la loro propria allocazione di storage: un sito web opportunamente realizzato per sfruttare la falla potrebbe, ad esempio, generare una moltitudine di siti web collegati portando a scaricare un enorme quantitativo di dati sul PC dell'utente.

Nel testare la falla lo sviluppatore è stato capace di scaricare 1GB di dati ogni 16 secondi sul suo sistema. Aboukhadijeh ha rilasciato il codice per sfruttare il bug e ha creato un sito web che mostra il problema in azione, scaricando un grosso quantitativo di immagini sul sistema dell'utente. La falla, che ancora non è stata riscontrata, come si suol dire, "in the wild" è già stata segnalata ai principali sviluppatori di browser.

Fonte: "http://www.hwfiles.it"

Beh, direi di stare attenti ed usare firefox per ora!

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Da Aptina due sensori per smartphone e tablet in grado di registrare video in 4K

L’evolversi del comparto fotografico dei moderni smartphone è in continua crescita; Aptina, uno dei maggiori produttori al mondo di sensori di piccolo taglio, ha colto l’occasione del Mobile World Congress per annunciare i due nuovi sensori della casa pensati per i futuri device portatili.

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Dopo aver annunciato già da qualche mese di aver sviluppato nuovi sensori da 1” in grado di registrare video in 4K, ora Aptina ha presentato i nuovi sensori delle dimensioni di 1/3”, denominati AR1330 ed AR1230. Il produttore dichiara di aver sviluppato due sensori che promettono di offrire risoluzioni elevate unite ad una buona tenuta alle alte sensibilità ISO.

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Capaci di catturare fotografie da 13 e 12 megapixel, i due sensori implementano le nuove tecnologie della casa, A-PixHS e MobileHDR, sviluppate per offrire una migliore qualità in condizioni di luce precaria ed una più ampia gamma dinamica. La caratteristica che però salta maggiormente all’occhio è la possibilità per entrambi di registrare video in risoluzione 4K a 30 fps; tutti e due potranno naturalmente registrare anche in FullHD ma solamente il modello superiore, AR1330, consentirà di farlo alla cadenza di 98fps. L’azienda dichiara di aver già fatto partire la produzione di AR1230 e di essere al lavoro per produrre AR1330 entro l’estate.

fonte: fotografidigitali

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Seagate non produrrà più hard disk da 2,5 pollici da 7200 giri al minuto

La notizia, riportata da Xbitlabs, è di quelle che sulle prime lasciano perplessi, ma che assumono un significato alla luce di alcune considerazioni. Entro la fine di quest'anno Seagate non produrrà più hard disk da 2,5 pollici con regime di rotazione di 7200 giri al minuto, dedicandosi allo sviluppo di altre tipologie di dischi.

Partiamo però dalla motivazione di non tenere in listino questa tipologia di dischi: chi va alla ricerca di maggiori prestazioni rispetto a quanto offerto dai dischi 5400 giri mainstream rivolge le proprie attenzioni agli SSD e non certo alle unità con un regime di rotazione superiore. Inoltre le prestazioni di un 7200 giri sono solo leggermente superiori a quelle dei 5400 giri, vanificando di fatto quel fattore velocità che ne aveva legittimato l'esistenza nel periodo pre SSD di massa.

Ad-break

Seagate lavorerà con sempre maggiore convinzione sugli hard disk ibridi, che integreranno cioé un quantitativo di NAND Flash affiancato ai tradizionali piatti, al fine di offrire ottime prestazioni senza rinunciare alle capienze tipiche dei dischi con piatti rotanti.

Entro quest'anno sarà infatti la volta della terza generazione di hard disk ibridi in casa Seagate, e in questa famiglia l'azienda crede molto. L'ottimismo di Seagate nasce anche dalla sempre maggiore diffusione di PC portatili Ultrabook o simili, che nella loro declinazione in fascia bassa integrano proprio un sottosistema di storage ibrido.

fonte: hwupgrade

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HGST, passi avanti nella nanotecnologia per lo storage

HGST (precedentemente Hitachi Glboal Storage Technologies ed ora di proprietà di Western Digital) ha annunciato l'ingresso della nanotecnologia nel mondo dello storage grazie a due tecniche che, combinate insieme, permettono di incrementare la densità di stoccaggio dell'informazione negli hard disk di prossima generazione.

Si tratta delle tecniche di self-assembling molecules e nanoimprinting che consentono di realizzare pattern ad alta densità di isole magnetiche, dell'ampiezza di appena 10 nanometri, ovvero dell'ampiezza di una cinquantina di atomi e pari ad 1/100000 dello spessore di un capello umano.

Currie Munce, vicepresidente HGST Research, ha commentato: "In qualità di creatori dell'hard disk, siamo orgogliosi di continuare la tradizione dell'innovazione con gli attuali passi avanti nelle nanotecnologie. Le tecniche emergenti di self-assembling molecule e di nanoimprinting impiegati nei laboratori HGST avranno un impatto enorme sulla produzione in nanoscala, consentendo ai media bit-patterned di diventare un mezzo conveniente per incrementare la densità di informazione negli hard disk magnetici prima della fine del decennio".

Tom Albrecht, HGST Fellow, intervenuto occasione dello SPIE Advanced Lithography 2013 di San Joseper illustrare le nuove scoperte di HGST nel campo della nanolitografia, spiega che le molecole autoassemblanti usano polimeri che, opportunamente trattati, sono in grado di ricreare pattern nanoscopici che vengono poi convertiti in un template da usare per il processo di nanoimprinting. Si tratta di un processo di stampa di precisione che trasferisce il pattern nanoscopico su un substrato.

HGST è stata la prima realtà a combinare le tecniche per realizzare caratteristiche rettangolari delle dimensioni di 10 nanometri disposte circolarmente, come richiesto dai dischi magentici a piatti rotanti. "Siamo riusciti a realizzare elementi di piccolissime dimensioni senza usare alcuna tecnica di fotolitografia convenzionale. Con un'adeguata preparazione delle superfici, questo lavoro può essere esteso anche a dimensioni più piccole" ha spiegato Albrecht.

Quanto realizzato da HGST è una risposta in chiave nanolitografica alle sempre maggiori sfide che si presentano nel campo della fotolitografia. Quest'ultima, a lungo preferita nel settore dei semiconduttori per la realizzazione di elementi di piccole dimensioni, ha rallentato il proprio passo con l'avvicinamento alle fonti di luce ultraviolette che sono complesse e costose da gestire.

fonte: businessmagazine

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Attacco hacker ad Evernote


Evernote, popolare applicazione/servizio per raccogliere e ritrovare informazioni e contenuti digitali, ha comunicato sul proprio blog di essere stata vittima di un attacco hacker. Si tratta dell'ultimo di una serie di eventi che hanno colpito varie realtà del settore, tra cui Facebook, Twitter e Apple.

Il gruppo Operations & Security di Evernote ha individuato una serie di attività che indicano un tentativo coordinato per l'accesso ad alcune aree sicure del servizio. Il gruppo ha avviato un'indagine che non ha trovato elementi che facciano credere che l'attacco abbia permesso di accedere, modificare o cancellare i contenuti degli utenti.

Gli hacker sono stati ingrado di recuperare però nomi utenti, indirizzi email assocati con gli account e password crittografate. Evernote utilizza una crittografia "hashed&salted" dove una stringa di bit casuale viene aggiunta alla password prima prima che venga applicata la funzione di hash. L'indagine non ha inoltre reiscontrato alcun accesso alle informazioni di pagamento.

La compagnia ha inviato nei giorni scorsi una mail a tutti i propri utenti imponento un reset ed una sostituzione delle password tramite il proprio sito web. Una volta effettuata l'operazione sarà necessario ovviamente effettuare il log-in con la nuova password da ogni altro client Evernote in uso.

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Modern.ie : un nuovo strumento di testing da Microsoft


All’inizio di questo febbraio, Microsoft ha annunciato l’introduzione di Modern.ie, un servizio di testing per lo sviluppo di frontend HTML5 compatibili con Internet Explorer 10. Tra gli strumenti a disposizione si segnala uno strumento di verifica e la validazione del markup HTML, macchine virtuali per testare i propri siti su Windows 8 con Internet Explorer 10 ed un periodo di prova di 3 mesi per BrowserStack.

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BrowserStack è un servizio di terze parti, sviluppato in partnership con Microsoft, che consente, tramite un’estensione per Chrome o Firefox, di collegarsi ad una macchina virtuale remota con tutta una serie di browser installati per effettuare dei test sul funzionamento di un sito. Sono molte le piattaforme supportate, e si va da Windows XP a Windows 8, da MacOS X Snow Leopard 10.6 a Moutnain Lion 10.8, Apple iOS, i principali smartphone e tablet Samsung, HTC, Sony, LG, Motorola, il Kindle Fire e Opera Mobile.

I browser supportati sono il già citato Internet Explorer 10 sia in versione Desktop che Modern, Firefox, Chrome, Safari e Opera, ciascuno con numerose versioni incluse le ultime beta. Gli stessi test possono essere eseguiti anche in locale scaricando le immagini virtuali dei vari sistemi che vengono messe a disposizione per l’utente. In questo caso Microsoft mette a disposizione immagini per per le sue tecnologie VirtualPC ed Hyper-V ma anche per VMWare, Xen e VirtualBox, per cui anche gli utenti OS X e Linux possono usarle senza problemi.

Per quanto riguarda lo strumento di verifica del markup, questo ricorda per molti versi l’HTML Validator sviluppato dal consorzio W3C, ma fornisce in seguito all’analisi dei consigli mirati su come eliminare dal sito eventuali vecchi trick che si usavano con le vecchie versioni di Internet Explorer precedenti alla 9. Inoltre fornisce informazioni e consigli per l’integrazione di funzioni specifiche di Windows 8, come le gesture e le Live Tiles.

Accanto a questi strumenti di sviluppo sono presenti anche diversi articoli di approfondimento per migliorare le performance del JavaScript e tips generali per lo sviluppo secondo gli “standard” HTML5 (in verità non possiamo ancora parlare di standard ad oggi). Queste informazioni vanno naturalmente a completare quelle rese disponibili dal consorzio W3C. La maggiore partecipazione agli standard internazionali, unita allo sviluppo di sistemi di testing multipiattaforma tramite VMs è a mio avviso una mossa azzeccata da parte del colosso di Redmond, che in passato tendeva invece a crearsi degli standard proprietari rendendo difficile l’interoperazione con altre tecnologie.
fonte: hwfiles

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Archos annuncia Family Pad 2, 13,3 pollici a 299 euro

Se ne era già parlato lo scorso novembre in occasione del lancio della prima versione del Family Pad e torniamo sul pezzo proprio in queste ore perché proprio in queste ore, tramite i propri canali Facebook in tutto il mondo, Archos ha annunciato la nuova versione del proprio tablet dedicato alle famiglie che prende il nome, ovviamente di Family Pad 2.

A differenza del primo Family Pad, però, Archos ha deciso in questo caso di porre il proprio brand sul nuovo prodotto e non farlo quindi più entrare sotto il gruppo di prodotti Arnova, ovvero il marchio destinato ai prodotti Archos di fascia bassa e più economici.

Le dimensioni restano le stesse del suo predecessore, con un display da 13,3 pollici che permette una visione ottimale a più persone contemporaneamente, situazione tipica in un nucleo familiare. Viste le dimensioni del display la risoluzione di 1280x800 pixel non è certo entusiasmante ma resta comunque a suo modo accettabile.

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Archos Family Pad 2 offre poi un processore dual-core ARM Cortex A9 con chip grafico integrato quad-core, 1 GB di memoria RAM, 8 GB di memoria interna dedicata allo storage e espandibile tramite schede di memoria microSD, due fotocamere da 2 megapixel (frontale e posteriore) e connettività WiFi. Il peso non è certo dei più contenuti, parliamo infatti di 1,3 kg, motivo per cui è venduto con lo stand visibile nell'immagine in bundle.

Family Pad 2 dovrebbe essere rilasciato molto presto nei mercati europei ad un prezzo di 299 euro tasse incluse.

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Toshiba: ecco il primo modulo fotocamera per cellulari simile a Lytro


Qualche tempo fa Toshiba aveva annunciato di essere al lavoro su una tecnologia simile a quella utilizzata da Lytro, la fotocamera Light-Field che permette di decidere quale punto mettera a fuoco dopo lo scatto (e non prima come avviene normalmente). Ora Toshiba ha messo in mostra il primo modulo fotocamera uscito dal progetto. Si tratta di un modulo dedicato ai cellulari, che mira quindi a contenere al massimo le dimensioni.

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Come in Lytro il sistema funziona tramite un complesso sistema di microlenti che diffonde su diversi pixel i raggi luminosi in modo differente in relazione all'angolo di incidenza della luce. Il processore della fotocamera è in grado poi di utilizzare le informazioni per ricostruire oltre all'immagine anche le distanze degli oggetti ritratti, permettendo così poi di applicare un filtro di sfocatura selettivo, risultando nella possibilità di mettere a fuoco durante la fase di visualizzazione in modo dinamico.

Il sensore utilizzato è da 8 megapixel, ma la risoluzione delle immagini con messa a fuoco dinamica dopo lo scatto si ferma a 2 megapixel. Alcuni avanzano qualche dubbio sulla reale efficacia di un sistema contenuto in dimensioni così piccole: a causa delle ridotte dimensioni del sensore il controllo sulla profondità di campo è limitato. Inoltre con questo tipo di tecnologia è fondamentale l'equilibrio tra risoluzione dell'immagine e quantità di informazioni sulle distanze tra i soggetti e la profondità della scena.

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Toshiba, pur usando molte delle informazioni per determinare le distanze dei soggetti, ha scelto di usare una risoluzione leggermente più alta di Lytro Camera, sarà interessante vedere i risultati finali. La prossima versione utilizzerà un sensore da 13 megapixel, per immagini a 5/6 megapixel. La versione attuale integra già, comunque, la capacità di registrare video a 30 frame al secondo.

fonte: fotografidigitali

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Lo scorso mese di Gennaio la diffusione del sistema operativo Windows 8, stando ai dati resi disponibili da Net Applications, aveva raggiunto il 2,36% del totale dei PC presenti sul mercato. A titolo di confronto ricordiamo come a Dicembre tale quota fosse dell'1,78%.

L'aggiornamento di Febbraio per questa particolare classifica evidenzia un risultato migliore per Windows 8, che ha raggiunto il 2,67% del totale dei sistemi presenti sul mercato. E' positivo che la diffusione di Windows 8 continui mese dopo mese, ma è evidente come questo avvenga quantomeno al momento attuale con un tasso molto contenuto.

A Febbraio 2013 il sistema operativo più diffuso rimane Windows 7 con il 44,55% del totale, seguito da Windows P con il 38,99%. Windows Vista è adottato dal 5,17% dei sistemi, seguito da Windows 8 con il 2,67%. Meno di quest'ultimo fanno 3 versioni di Mac OS X: quella 10.8 con il 2,61%, seguita dalla release 10.6 con l'1,97% e da quella 10.7 con l'1,93%.

Nel confronto con il mese di Gennaio Windows XP e Windows Vista hanno registrato una contrazione della propria quota di mercato di alcuni decimi di punto percentuale, mentre i sistemi Windows 7 hanno visto un lieve incremento dal precedente 44,48% registrato nel corso dei primi 30 giorni del 2013.

E voi quale preferite? :D

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Browser web e HTML 5: una falla e l'hard disk si riempie

Una falla di sicurezza recentemente individuata nel linguaggio HTML 5 potrebbe consentire ad un sito web opportunamente costruito di riempire l'hard disk dell'utente con gigabyte di dati-spazzatura. E' uno sviluppatore, Feross Aboukhadijeh, ad aver scoperto il problema che interessa quasi tutti i principali browser diffusi sul mercato.

Il problema è legato al modo in cui HTML5 gestisce lo storage locale. La maggior parte dei browser fissa un limite sullo spazio che può essere messo a disposizione per un sito. Google Chrome, ad esempio, stabilisce 2,5MB, Firefox pone il limite a 5MB, Internet Explorer a 10MB e via discorrendo. Gli standard HTML5, inoltre, determinano che una singola allocazione debba essere applicata a tutti i siti affiliati: il sito w1.esempio.it dovrebbe quindi condividere lo spazio con w2.esempio.it.

Ciò, tuttavia, non accade in tutti i browser, come scoperto da Aboukhadijeh. Tra i browser, solamente FireFox pare essere esente dal problema. In Chrome, Safari ed Internet Explorer tutti i siti o sottodomini legati ad un sito hanno la loro propria allocazione di storage: un sito web opportunamente realizzato per sfruttare la falla potrebbe, ad esempio, generare una moltitudine di siti web collegati portando a scaricare un enorme quantitativo di dati sul PC dell'utente.

Nel testare la falla lo sviluppatore è stato capace di scaricare 1GB di dati ogni 16 secondi sul suo sistema. Aboukhadijeh ha rilasciato il codice per sfruttare il bug e ha creato un sito web che mostra il problema in azione, scaricando un grosso quantitativo di immagini sul sistema dell'utente. La falla, che ancora non è stata riscontrata, come si suol dire, "in the wild" è già stata segnalata ai principali sviluppatori di browser.

fonte: hwfiles

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La versione OS X di Xcom Enemy Unknown si intitolerà Elite Edition e conterrà al suo interno tutti i DLC rilasciati per la controparte PC. 2K Games ha finora confermato solamente l'esistenza della versione Mac, senza specificarne la data di rilascio. Il porting è stato affidato a Feral Interactive.

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Quanto ai tre DLC in questione, sono Elite Soldier Pack, Slingshot Content Pack e Second Wave, di cui abbiamo già parlato nelle news riportate.

Xcom Enemy Unknown è uno dei giochi più acclamati in assoluto dalla critica di settore tra quelli rilasciati nel 2012. Condivide con il prodotto originale del 1994 le caratteristiche di gameplay legate a tattica e strategia, oltre che la struttura a turni, ma introduce una nuova storia, nuove armi e nuove tecnologie.

I giocatori controllano il destino della razza umana attraverso la ricerca di tecnologie aliene, la creazione e la gestione di una base pienamente operativa e la pianificazione di missioni di combattimento.

Altri elementi del gioco originale, come la visuale strategica in tempo reale, la struttura a turni e gli ambienti distruttibili dinamicamente tornano anche nel remake.

Per le altre informazioni consultate la recensione di Xcom Enemy Unknown

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Displair è una delle tecnologie per display più interessanti presentate al recente CES di Las Vegas: acqua, luce e aria per visualizzare e interagire con le immagini.

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Displair è uno schermo innovativo che sfrutta un umidificatore per trasformare l’acqua in un pannello di nebbia fredda in grado di proiettare immagini in tre dimensioni. E che, grazie a una serie di sensori a infrarosso, permette anche di toccarle e di interagire con loro tramite gesti simili a quelli usati per comandare a distanza la console Xbox tramite Kinect.
Non aspettatevi la stessa qualità visiva di un modello LCD (cristalli liquidi) o al plasma attualmente in commercio, né la stessa velocità di reazione del controller di Microsoft, ma l’idea è affascinante per la sua indubbia originalità.

Vi ricordate gli schermi di Minority Report?

Displair, frutto dell’ingegnosità di una start-up russa, è ancora in una fase embrionale, ma la proiezione del popolare gioco Fruit Ninja alla fiera di Las Vegas - quello in cui tagli la frutta con le dita - ha fatto toccare “con mano” le potenzialità del progetto. È una tecnologia che usa gli stessi elementi - acqua, luce e aria - alla base degli arcobaleni in cielo, delle aurore boreali e australi, e dei miraggi nel deserto. Ed è anche il progetto che più assomiglia agli schermi fantascientifici del film Minority Report (2002) con Tom Cruise come dimostra il video qui sotto.

Futuro tutt’altro che nebuloso

La tecnologia sviluppata da Displair non è ancora in commercio, ma Maxim Kamanin - fondatore e CEO di Displair - ritiene, però, che la sua creatura “acquatica” abbia grandi potenzialità nel settore della pubblicità e dell'intrattenimento. Ma anche in ambito medico: Russian Alma Group, per esempio, userà display di questo tipo nei trattamenti psicoterapeutici.
L’azienda è quindi alla ricerca di investitori per avviare la produzione su larga scala. I vari modelli di Displair - con schermi che vanno dai 40 a un massimo di 140 pollici - potrebbero costare dai 4.000 ai 30.000 dollari. Insomma, non una tecnologia alla portata di tutte le tasche, ma una novità in grado di stupire chi avrà la possibilità di usarla.

Presentazione di Displair



Articolo preso da Jack

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Il Samsung Galaxy S4 non presenta grandi novità dal punto di vista hardware e design, ma il colosso coreano punta tutto sulle innovazioni software per trasformarlo nel vostro "compagno di vita" ideale.

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Il Samsung Galaxy S4 è stato presentato ieri sera in pompa magna dal palco del Radio City di New York. E, dopo tutti rumors che circolavano da mesi sul successore del campione di incassi Galaxy S3, la curiosità per le novità che il colosso coreano avrebbe tirato fuori dal suo cilindro magico era palpabile. Quale caratteristica, funzione o dettaglio di design avrebbe fatto gridare al sorpasso dell’iPhone 5?

Hardware contro software

Ebbene, Samsung ha colto tutti di sorpresa perché ha puntato tutto sul software senza, però, tralasciare l’hardware che è comunque il massimo attualmente disponibile su uno smartphone di fascia alta: processore Qualcomm Snapdragon Quad-Core a 1.9 GHz o Exynos Octa-Core a 1.6 GHz ( a seconda del mercato), 2GB RAM, memoria interna espandibile fino a 64GB (tramite scheda microSD), versione 3G e 4G/LTE e il pacchetto connettività al completo (WiFi + Bluetooth 4.0 e IR LED per trasformarlo in un telecomando).
A cui si aggiunge uno schermo da 5 pollici Full HD di tipo Super AMOLED con risoluzione 1.920x1.080 che straripa letteralmente di pixel con una densità pari a 441 ppi (punti per pollice). Il retina display dell’iPhone 5, per farti un esempio, offre una risoluzione di 1.136x640 pixel a 326 ppi. Senza dimenticare la protezione del Corning Gorilla Glass di terza generazione.

Fotocamera d’autore

Le novità hardware non finiscono qui. È vero che il design non è cambiato molto rispetto al predecessore, ma il nuovo Galaxy S4 risulta leggermente più sottile (7,9 mm) e più leggero (130 g) del Galaxy S3. New entry di rilievo è, invece, la doppia fotocamera - posteriore da 13 Mpixel e frontale da 2 Mpixel - che porta in dote una serie di innovazioni da far rabbrividire una fotocamera professionale.
È possibile, innanzitutto, realizzare foto e video contemporaneamente su entrambe le fotocamere e poi, grazie alla funzione Dual Shot, integrare le due istantanee per ottenere fotografia che unisce l’immagine di chi scatta all’ambientazione o al soggetto fotografato. Dual Video, invece, permette di mostrare quello che visualizza la nostra fotocamera alla persona con cui stiamo video chattando.
Il Galaxy S4 offre, inoltre, ben 12 modalità di scatto, tra cui Drama Shot - per riprodurre azioni in movimento in un’unica foto panoramica - Sound & Shot - per registrare un suono o una voce al momento dello scatto - e lo Story Album per raccogliere i momenti più significativi in un unico album fotografico corredato da news, appunti, informazioni sulla posizione e le previsioni meteo.


Ti capisce dallo sguardo

Le novità a livello software del nuovo Samsung Galaxy S4 sono tantissime, ma forse quella che ha sorpreso più di altre è la possibilità di usarlo anche senza toccarlo. È il caso della funzione Smart Pause per controllare lo schermo tramite lo sguardo. Un esempio? Il display va automaticamente in stand-by, quando guardi un video, nel momento in cui allontani gli occhi dallo schermo per poi riattivarsi quando torni a fissarlo. Stessa tecnologia adottata dallo Smart Scroll per scorrere la pagina del browser o le e-mail senza bisogno di toccare lo schermo.
Anche i tradizionali tocchi diventano gesti. Grazie a Air View è sufficiente avvicinare il dito al display per visualizzare in anteprima e-mail, immagini, video e appuntamenti, mentre Air Gesture ti consente invece di cambiare brano musicale, scorrere una pagina Web o accettare una chiamata con un semplice gesto della mano.

E ancora tante e tante funzioni interessanti...

Siri, l’assistente vocale di Apple, arrivato sull’onda di iOS 6.0, è sicuramente una delle novità più interessanti dello scorso anno, almeno per noi Italiani. Ma anche il Samsung Galaxy S4 non scherza affatto su questo versante migliorando le funzioni di riconoscimento vocale già introdotte nel modello precedente generazione.
S Voice Drive offre, per esempio, potenti funzioni per gestire lo smartphone solo con la voce mentre si guida, mentre il lettore ottico riconosce testi, biglietti da visita e QR code e risponde con funzioni utili come la traduzione immediata del testo, chiamate vocali dirette, messaggi di testo, link diretti a siti web e modalità di ricerca. Chiude il “trio” S Translator che offre una traduzione istantanea di testi o messaggi vocali. Insomma, se sei all’estero e non conosci la lingua, fai parlare direttamente lo smartphone.

E come, se ancora non bastasse, il Samsung Galaxy S4 contribuisce anche a tenerti in forma. La funzione S Health, infatti, tramite una serie di sensori, tiene costantemente sotto controllo il tuo stato di salute: registra la tua attività fisica, le ore di sonno e anche, quello che mangi… se tieni aggiornato il registro alimentare. Una caratteristica che piacerà a chi vuole, o vorrebbe, essere sempre sano e in forma. Lo smartphone diventa un vero personal trainer con accessori ad hoc da acquistare a parte, come S Band.

Sotto il cofano del nuovo Samsung Galaxy S4 batte il cuore di Android 4.2.2 Jelly Bean, ossia l’ultima versione del sistema operativo Google, personalizzato dall’interfaccia grafica TouchWiz sviluppata dall’azienda coreana. In attesa di Key Lime che dovrebbe arrivare, stando ai rumors, tra maggio e giugno di quest’anno.

Ma quanto costerà?

Samsung non ha ancora fornito né prezzi né date ufficiali. Il prezzo, secondo le ipotesi che circolano in rete in queste ore, dovrebbe aggirarsi tra i 500 e i 600 euro, a seconda del modello.
Quando? Sembra alla fine di aprile, con la possibilità di preordinarlo dal 28 marzo prossimo. Sono però tutte informazioni ufficiose in cerca di conferma..

Video del nuovo Samsung Galaxy S4

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=2LHv1FPd1Ec



Articolo preso da Jack

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Dovrà corrispondere 6,4 milioni di euro: è la più mastodontica sanzione italiana irrogata sulla base della legge che tutela il diritto d'autore

Roma - A darne conto è una nota diramata dalla Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI): il Prefetto di Salerno ha irrogato sanzioni amministrative pari a 6,4 milioni di euro nei confronti di Tex Willer, principale gestore del network multipiattaforma ************.net.

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Alla fine del 2011, ************.net veniva identificato come "un vero e proprio supermercato della pirateria", a partire da una rete di cinque siti web per l'indicizzazione di materiale audiovisivo coperto da diritto d'autore. Stando ai numeri snocciolati dai finanzieri campani, il network vantava un totale di 300mila utenti iscritti, con oltre 500mila accessi mensili e quasi 32mila opere condivise in barba alle leggi vigenti sul diritto d'autore.

In una successiva lettera alla redazione di Punto Informatico, il misterioso Tex Willer aveva difeso l'operato dei suoi siti, pressoché identico a quello dei principali motori di ricerca sul web. Tra i reati contestati dal GIP campano, P.G. avrebbe venduto le informazioni personali dei suoi utenti a varie società terze, incassando quasi 40mila euro dall'invio di comunicazioni pubblicitarie agli utenti stessi.

Continua qui

http://punto-informatico.it/3720432/PI/News/italianshare-multa-milionaria-tex-willer.aspx

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La diffusione dei servizi rivolti allo streaming di contenuti musicali online, ha avuto una conseguenza molto importante all’interno del settore in questione, quello di aver notevolmente ridotto la pirateria ed il download illegale di brani attraverso servizi peer-to-peer. Secondo quanto emerso da uno studio, sarebbe notevolmente diminuito il numero di utenti che si servono dei servizi P2P per ottenere la propria musica preferita, si parla infatti di un calo del 17% dal 2011 al 2012.

Lo studio in questione è stato realizzato da NPD, agenzia che ha mostrato come la tendenza sia quella di abbandonare i servizi di download illegale, con il conseguente miglioramento delle economie delle industrie che girano intorno alla musica. NPD ha mostrato come siano in netta diminuzione anche le persone che si servono di un CD originale, prestato da un conoscente per masterizzarlo, anche in questo caso si parla di una deflessione del 44%, così come lo scambio di file musicali di hard disk sceso del 25%.

NPD ammette come il merito di questi ultimi risultati sia dovuto alla diffusione positiva di servizi di streaming gratuiti come ad esempio il celeberrimo Spotify, così come spiega anche Russ Crupnick, vice presidente senior del settore analisi di NPD: “Per l’industria della musica, che sta lottando contro la pirateria digitale da oltre un decennio, l’anno scorso è stato un anno di progressi. Negli ultimi anni abbiamo visto una minore attività P2P, perché l’industria della musica ha usato i contenziosi per spegnere Limewire e altri servizi; molti tra coloro che hanno continuato a usare i servizi P2P hanno riportato un’esperienza d’uso povera, a causa dei dilaganti spyware e virus sui siti P2P illegali.”


Via |Dow
Via |Fantasy

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Kim Dotcom si è materializzato al SXSW di Austin, via Skype ovviamente, per prendere parte a una sessione di domande e risposte della durata di un’ora. Durante l’intervista, il pezzo da novanta di Megaupload prima, e Mega dopo, ha spiegato di voler fare di tutto per non finire in prigione, dimostrando quanto le misure adottate dal governo statunitense siano state ingiuste (tempo fa, in realtà, parlò di un vero e proprio complotto). “Non finirò mai in una prigione americana – ha dichiarato – questo posso garantirvelo”.

Dotcom non ha perso l’occasione di scagliarsi contro Hollywood:

“Hollywood ha un modello di business superato, che nell’epoca di Internet non funziona più. Internet riguarda l’attualità, giusto? Se vai su Wikipedia e vuoi cercare un articolo di giornale, lo trovi subito. Non ti dicono di tornare fra tre mesi senza mettertelo subito a disposizione. Sono gli studios a incoraggiare la pirateria, quando distribuiscono un film negli Stati Uniti e in nessuna altra parte del mondo per i tre o sei mesi successivi”.

Ricordiamo che l’accusa lanciata a Kim Dotcom è proprio quella di aver favorito la pirateria con Megaupload, permettendo agli utenti di conservare moltissimo materiale, così tanto da danneggiare le major di milioni e milioni di dollari. La sua risposta a queste accuse è stata chiara: non è stato lui a favorire la pirateria, ma gli utenti a usare male la piattaforma.

Non sappiamo come andranno i fatti, ma siamo certi che Kim non si metterà da parte molto facilmente; ha già in serbo, infatti, un servizio digitale musicale in HTML 5 – ha raccontato durante la sessione di domande e risposte – che farà impallidire persino iTunes:

“Mi immagino che renderemo pubblico il sito nell’arco dei prossimi sei mesi; è molto simile ad iTunes, ma è molto più veloce di iTunes o di qualsiasi altra cosa ci sia oggi in giro”.

Troppo convinto, forse?

Via |
mytech.panorama

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La chiusura di Megaupload, con il lancio di Mega, non ha di certo fermato Kim Dotcom, che continua a promettere molta sicurezza e il massimo dell’affidabilità per il futuro, non senza appoggiarsi anche a istituzioni importanti come il mondo universitario: qui, infatti, Mega sarà distribuito gratuitamente, proprio per spingere gli utenti all’abbonamento. Tutto, purtroppo, potrebbe essere interrotto dalle vicende legali che vedono protagonista proprio il fondatore di Megaupload.

Come ben sapete, Dotcom è accusato di violazione di copyright, accusa che lui ha respinto sostenendo di non poter essere giudicato colpevole della diffusione di materiali protetti, perché sono stati gli utenti a sfruttare male i suoi servizi e non lui; venerdì scorso, i suoi avvocati avevano avanzato dinanzi al giudice una richiesta: che l’accusa raccogliesse tutte le prove di violazione dei diritti, e cioè una miriade di file che avrebbe sicuramente reso la loro vita impossibile.

Tutto sembrava destinato ad andare per il meglio per Kim, ma così non sarà: la Corte della Nuova Zelanda ha stabilito che non bisognerà presentare tutte le prove, ma soltanto un sommario di ciò che è successo, perché non è in questa sede che si giudicano gli imputati.

I guai sono seri, è indiscutibile, ma l’udienza sarà rimandata ancora altre volte: già fu spostata da marzo ad agosto dell’anno scorso; ora, visto che gli appigli degli avvocati sono parecchi, aspettarsi ulteriori rinvii non è assolutamente azzardato. Cosa ne sarà di Kim? Finirà in carcere oppure arriverà ben presto una soluzione?


Via |Dow
Via |Liquid

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“The Pirate Bay ha cambiato provider e si è spostato in Corea Del Nord“. La notizia è rimbalzata in poche ore da una parte all’altra del Mondo: uno dei siti più popolari - e più odiato e perseguitato dai Governi - si sarebbe spostato nel Paese più controverso del Mondo. Ma quanto c’è di vero in tutto ciò? Forse poco, forse molto poco: è vero che The Pirate Bay ha cambiato provider in queste ore ed è vero che la Corea Del Nord ha offerto asilo virtuale al celebre portale, ma al di là di quanto dichiarato da TPB non ci sono prove che questo sia effettivamente accaduto.

Comunicato .....

The Pirate Bay è stato perseguitato in diversi Stati da una parte all’altra del Mondo. Non per le sue attività illegali, ma il suo credo di libertà dell’informazione. Oggi viene scritto un nuovo capitolo nella storia del movimento e nella storia di Internet.Abbiamo combattuto per un mondo libero e i nostri oppositori sono stati soprattutto le corporazioni degli Stati Uniti d’America, un posto in cui la libertà e la libertà di parola sono tenute in grande considerazione.

Ed è qui che entra in gioco la Corea Del Nord:

In nostro aiuto viene un governo famoso nella nostra parte del Mondo per impedire ai cittadini di pensare e proibire loro l’accesso all’informazione. Crediamo che l’offerta di asilo virtuale in Corea sia il primo passo verso un cambio di visione di questo Paese in merito all’accesso alle informazioni. E’ un Paese che si sta aprendo e una cosa è sicura: non si preoccupano delle minacce come fanno gli altri. In questo senso, The Pirate Bay e la Corea del Nord potrebbero avere un legame speciale.

Nel comunicato si uso il condizionale e non ci sono riferimenti al fatto che The Pirate Bay abbia accettato la proposta della Corea. Eppure la stampa di un po’ tutto il Mondo si è affrettata a dare tutto per già fatto. TheNextWeb, invece, ha pensato di indagare un po’ ed ha scoperto che, nonostante facendo un traceroute emerga un indirizzo IP in Corea Del Nord, non si tratta affatto della sua location definitiva.

Lo hanno confermato anche diversi hacker interpellati dal sito, secondo i quali è molto più probabile che il sito sia attualmente ospitato in Asia, forse in Cambogia, o addirittura in Germania. La Corea Del Nord sembra essere fuori questione e forse il comunicato diffuso dal portale è l’ennesima provocazione verso i tanti Paesi che non hanno ancora smesso di perseguitarlo.

Di certo, ora che la notizia si sta diffondendo così rapidamente, ne sapremo di più nel corso dei prossimi giorni, quando forse anche lo stesso The Pirate Bay fornirà qualche dettaglio in più al riguardo.

Via | TNW - http://thenextweb.com/insider/2013/03/04/the-pirate-bay-may-or-may-not-have-been-invited-to-north-korea-but-its-not-being-hosted-there/
Via | Dow

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Continua la corsa verso il successo per Kim Dotcom e la sua piattaforma Mega, e lo fa offrendo garanzie a tutti i consumatori, quindi puntando sulla sicurezza e su funzionalità che rispettano la privacy prima di tutto. Ma non è finita qui: la piattaforma di cloud storage, per quanto il vecchio servizio fosse famosissimo, può diffondersi ulteriormente fra gli utenti ed è per questo che Kim ha pensato bene di farlo arrivare nelle università.


A riferire l’iniziativa è stato The Next Web: Mega sarà reso disponibile in modo del tutto gratuito nella sua versione White Label, che, come sapete, è la più personalizzabile; lo stesso sito, però, ha messo in evidenza che, proprio per evitare che questa azione gli si ritorca contro, Dotcom potrebbe mettere dei paletti all’utilizzo del servizio da parte degli studenti: la scelta di offrire tutto gratuitamente può permettere a tutti di capire com’è fatto il servizio e quali sono le sue potenzialità, questo è vero; lo è altrettanto, però, il fatto che un servizio completamente gratis non porterebbe gli utenti “a volere di più”.

Kim, infatti, intende fare in modo che gli studenti si affezionino al servizio, ne recepiscano a pieno l’utilità e, infine, si abbonino, provocando un aumento considerevole degli introiti. Riuscirà a realizzare i suoi obiettivi? Forse le sue ambizioni sono troppe, ma state certi che questa manovra gli farà non poca pubblicità; in un certo, senso, quindi, ha già raggiunto uno fra i suoi primi traguardi.

Via | The Next Web

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Mega e Firefox diventano finalmente amici. Se nei giorni scorsi tentavate di accedere alla nuova creatura di Kim Dotcom utilizzando un browser diverso da Chrome, un popup vi consigliava vivamente di abbandonare il vostro “browser obsoleto” e di passare a quello di Google. Ora la musica è cambiata e Mega ha addirittura rilasciato un’estensione ufficiale per Firefox, approvando di fatto il browser della Mozilla Foundation.


L’annuncio è arrivato tramite Twitter, il mezzo preferito da Dotcom per le comunicazioni ufficiali. Contrariamente a quanto si possa pensare - e in molti hanno già preso qualche cantonata nel riportare la notizia - l’estensione NON è disponibile tra gli add-ons di Firefox, ma può essere scaricata ed installata direttamente da Mega o cliccando questo link. L’estensione presente sul sito di Firefox NON è ufficiale, quindi fate attenzione a non confondervi.

Tutto quello che dovete fare è collegarvi a Mega utilizzando Firefox, inserire le vostre credenziali ed attendere la comparsa del pop-up che vedete qui sopra, che vi chiederà di installare l’estensione e vi rimanderà all’indirizzo per farlo. Un click e il gioco è fatto, non prima, però, di aver riavviato il browser.
Ma cosa fa effettivamente questa estensione? Oltre ad essere “sicura e invisibile” promette di migliorare notevolmente le performance di download e di scaricare un numero illimitato di file senza limitazioni di dimensione. Il disclaimer resta lo stesso di sempre: “se preferite usare MEGA senza l’estensione, vi raccomandiamo fortemente di utilizzare Chrome“. L’avete già provata? Che ve ne pare?

Via | Dow
Via | Mega

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Utilizzi il sistema BitTorrent per il download? D'ora in poi dovrai fare attenzione perchè finirai in una lista e verrai registrato dalle società che monitorano i dati. I download vengono 'salvati' entro 3 ore e i titolari dei diritti possono utilizzare le informazioni per risalire a chi ha scaricato illegalmente.

La scoperta è stata fatta in seguito ad una ricerca durata ben 3 anni, e il team di esperti ha sviluppato un sistema per controllare in che modo avvengono i collegamenti con il BitTorrent: "Non c'è bisogno di prendere enormi quantità di file, basta un solo film per finire nella lista nera" ha detto Tom Clothia, a capo dell'indagine che ha smascherato il monitoraggio.

"I contenuti più richiesti (il film o l'album del momento) vengono controllati con maggiore frequenza, i meno popolari con minore frequenza ma l'attenzione resta comunque alta" ha continuato Clothia. La ricerca ha rivelato contemporaneamente 10 attività di controllo sullo stesso file ad opera di agenzie che si occupano di informare i proprietari dei diritti. Poi è emersa un'altra verità: "I dati mostrano anche la popolarità di un contenuto, questo spiega la possibile vendita alle aziende delle info per scopi di marketing. L'ipotesi della presunta raccolta dati avrebbe trovato conferma, secondo la BBC, nella richiesta di aziende europee e americane di indirizzi IP e fisici degli utenti."

King Dotcom, il fondatore del sito web di file-sharing Megaupload, accusato di violazione di copyright e ricercato dagli Stati Uniti, ha preannunciato su Twitter, sia pure in maniera criptica, il ritorno del sito in versione 'indistruttibile' e la creazione di una boutique di musica online. 'So che tutti lo aspettate. Arriva. Quest'anno. Lo giuro. Piu' grande. Piu' capace. Piu' veloce. 100% di sicurezza e indistruttibile', ha twittato il re tedesco del file sharing, che combatte contro l'estradizione dalla Nuova Zelanda, senza nominare il sito Megaupload, chiuso da gennaio.

Le accuse che lo bloccarono:
Il procuratore federale ha accusato l'azienda di aver violato la legge sul copyright, causando alle aziende danni per 500 milioni di dollari. L'azienda ha replicato che è sempre stata diligente nel rispondere ai reclami su materiale pirata, rimuovendo i contenuti. Il Wall Street Journal riferisce che l'azione dell'Fbi, secondo gli agenti, non è in nulla collegata alle proposte di legge sulla pirateria attualmente in discussione. Kim Dotcom, precedentemente noto come Kim Schmitz, e gli altri tre responsabili sono stati arrestati in Nuova Zelanda, su richiesta dei funzionari degli Stati Uniti.

Le piattaforme a mezzo BitTorrent hanno sottolineato che le loro azioni sono perfettamente legali e a norma con il Digital Millennium Copyright Act poiché, su richiesta, è sempre stata eseguita la cancellazione dei link richiesti.

Fonte: Cadoinpiedi.it

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Ciao, oggi volevo portarvi a conoscenza di un sito che unisce la quotidianità al guadagno!

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Da oggi le tue abitudini hanno valore! Non è forse un’abitudine consultare i motori di ricerca e navigare sul web? Ogni volta che segnalerai a Blurum un nuovo interesse, grazie ad una ricerca sui principali motori, Blurum ti accrediterà punti utili per ottenere gratuitamente, e senza alcuna estrazione, tanti splendidi regali. Li riceverai direttamente a casa dopo averli scelti nel nostro catalogo, fra migliaia di prodotti.

Introduzione

Blurum è un sito sul quale si possono accumulare punti tramite alcune funzioni come le comuni ricerche internet e l'uso di un browser!

Per far ciò non vi basta nient'altro che segnale un vostro interesse a Blurum, e questo in cambio vi darà dei punti.

Ovviamente dovrete innanzitutto registravi e vi informo che, se invitati, riceverete 50 punti extra (sempre meglio che iniziar da zero con la normale registrazione direttamente dal loro sito!) sia il nuovo iscritto che l'utente da cui avrete ricevuto il suddetto invito.

Come si guadagnano i punti

I punti si ottengono molto facilmente ed attraverso varie modalità:

1. Il metodo di più facile utilizzo è sicuramente la ricerca tramite l'apposita barra. Questa si può effettuare su molti motori (Google, Yahoo!, Bing, Altervista, Virgilio, Paginegialle.it), basta selezionare il motore di ricerca che si vuole usare e successivamente inserire la parola o frase di interesse. tramite questa opzione generalmente si guadagna 1 punto, ma capita di trovare dei bonus su determinati motori di ricerca che permettono di fare molti più punti con una sola ricerca.

2. Un secondo metodo è la ricerca tramite l'opzione "Vai a" nella quale bisogna scrivere l'indirizzo completo del sito che si sta cercando.

3. Un terzo metodo, già citato, è quello di invitare nuove persone. Così facendo sia l'invitato che l'utente che ha invitato ricevono 50 punti.

4. Un ulteriore metodo è quello dei "Preferiti". Ora qua vorrei spendere due parole in più, siccome lo ritengo il metodo più veloce e meno costoso in tempo rispetto agli altri descritti precedentemente. Potete usare questa opzione come una vera e propria pagina di catalogazione dei vostri siti preferiti, quelli che controllate quotidianamente, anche più di una volta al giorno. Questa modalità permette di guadagnare 1 punto per ogni sito che inserirete. Inoltre si possono classificare i vari siti introdotti tramite un indice di gradimento (da 1 a 5 stelle), permettendovi di avere nelle prime pagine i siti migliori e nelle ultime quelli che usate sporadicamente. Una volta aggiunto un nuovo sito, questo sarà cliccabile e ciò vi permetterà di guadagnare un ulteriore punto. Ogni qualvolta farete click su un sito vi saranno addebitati dei punti, anche più volte sullo stesso (ovviamente va a coscienza personale utilizzarlo in maniera corretta).

Personalmente, con questo metodo, faccio ricerche costanti tutti i giorni, cosa che sarebbe impossibile solo con il metodo di ricerca convenzionale!

5. Un ultimo metodo riguarda la segnalazione browser. Con questa opzione vi verranno dati dei punti in base al tipo di browser che state utilizzando (non dipende da voi) e quindi non richiede nessun vostro intervento. I punti vengono assegnati settimanalmente, non sono molti ma fanno comunque comodo.

Limitazioni

Ovviamente ci sono anche delle limitazioni a riguardo dei metodi con cui potete ottenere i punti.

La più evidente riguarda le doppie ricerche: ogni volta che proverete a fare la ricerca di una parola o frase già ricercata, questa non vi verrà conteggiata. Sarete comunque in grado di fare la ricerca, ma senza una ricompensa.

Inoltre vi consiglio di non fare ricerche troppo banali o senza senso (tipo aa, affhfy, o cambiare una lettera alla frase per farvi assegnare punti) poichè quando andrete a richiedere il vostro premio saranno fatte delle verifiche e vi verranno scalati i punti fatti in malo modo, siano essi volontari che non (ve lo dico per esperienza personale :tsk:). Quindi vi consiglio di cercare realmente ciò che vi interessa, non fare troppe ricerche in un lasso di tempo breve e siate onesti nelle ricerche (non utilizzate vari stratagemmi).

Ci sono anche delle limitazioni sul numero di punti che si posso fare giornalmente: con le comuni ricerchi si possono fare un massimo di 300 punti, con i preferiti 75, con la segnalazione browser si parte da un minimo di 35 punti (ricordo che non dipende da voi).

E' un sito fraudolento?

E' un sito italiano ed è davvero affidabile! Si tratta di una SRL, con partita iva e tutte le carte in regola! Ci sono diverse testimonianze delle effettive avvenute consegne dei premi, molte di queste potrete vederle sulla loro pagina facebook. Inoltre ve lo posso assicurare per esperienza personale! L'anno scorso ho richiesto un paio di cuffie della Bose dal valore di 149 € e mi sono state realmente consegnate!

E' completamente gratuito?

Certamente! E' un sito in cui non vi verranno mai chiesti soldi (se vi arrivasse qualcosa del genere potete star certi che si tratta di una truffa). Anche per quello che riguarda le spedizioni, sono completamente gratuite e a carico della società di Blurum.

A noi cosa costa?

Come detto precedentemente, non si tratta di denaro. Il vero costo a cui andiamo incontro sta nella privacy in quanto diamo informazioni sui nostri interessi personali che verranno usati da Blurum stesso.

Quali e quanti sono i premi?

Il catalogo dei premi è davvero vasto, potrete trovarci di tutto e di più! Ovviamente più l'oggetto è caro, e aggiungerei di "moda", e più i punti per acquistarlo saranno maggiori. Purtroppo, negli ultimi mesi, i prezzi si sono alzati e non di poco, ma niente di impossibile per chi ci voglia mettere un po di impegno e buona volontà!

Come fare velocemente i punti (consiglio personale)

Come avrete capito anche voi, il metodo più veloce per fare i punti è invitando altre persone! Però fate attenzione: cercate di non aggirare il sistema facendo registrate persone non interessate o, ancor peggio, inesistenti poichè verrete scoperti e il vostro account bannato!

Per tutti coloro che vogliano affacciarsi a questo nuova modalità redditizia di ricerca sul web, mi possono lasciare la loro mail in privato e vi manderò un invito e con esso i 50 punti! :ahsi:

Parere personale

Utilizzo Blurum da quasi 2 anni e mi sto trovando magnificamente! Ormai non riesco a farne a meno, una volta abituato diventerà comodissimo (per aver sotto mano tutti i motori di ricerca) e soprattutto per i preferiti, catalogati e facilmente reperibili in qualsiasi momento!

Inoltre è un sito sicuro e pagante (anche per merce costosa come iphone, ipad, televisori, pc, etc), cosa che al giorno d'oggi è rara!

L'unica pecca è la mancanza della costante reperibilità della merce. I rifornimenti vengono fatti una volta alla settimana, e quando ciò avviene, la merce si esaurisce in poco tempo per l'enorme afflusso di richieste! Ma non demordete, con un pizzico di fortuna e attenzione riuscirete a portarvi a casa il vostro favoloso e "facile" premio!

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Che storia è quella di Federico Faggin, l'inventore del microprocessore e del touchpad... nooo non è vero.
Invece si,

Sapevate che il microprocessore – il “cervello” di tutti i dispositivi digitali – è stato inventato da un italiano, Federico Faggin?
Che la prima comunicazione integrata dati-voce è stata realizzata da una società fondata dallo stesso Faggin?
E che un’altra società, sempre di Faggin, ha prodotto lo “schermo sensibile” dei telefonini e il touch-pad dei notebook?

La storia di successo di un italiano straordinario.
Dal primo computer, costruito alla Olivetti a soli 19 anni, alla National Medal of Technology and Innovation conferitagli dal presidente Obama, dal microprocessore Z80, venduto nell’arco di tre decenni in tre miliardi di esemplari, alle cinque lauree honoris causa conferitegli da prestigiose università.

Faggin ha avuto anche autorevoli candidature al Nobel, ultima delle quali quella di Rita Levi-Montalcini, che del libro ha scritto la prefazione.
"C'è un altro italiano che avrebbe meritato forse più di me, il premio Nobel: è Federico Faggin" (Rita Levi-Montalcini, 26 settembre 2002)

Qui bisogna dire che l’idea del “computer on a chip”, cioè realizzare tutte le parti essenziali di un calcolatore in una lastrina di silicio, era già nell’aria da qualche tempo. Ma l’idea andava concretizzata, cosa per nulla facile tenendo conto del livello della tecnologia che era disponibile all’epoca. E in questo sta appunto l’opera di Faggin, che riesce a centrare l’obiettivo apportando contributi fortemente innovativi sia a livello circuitale sia riguardanti la tecnologia degli integrati: egli progetta sia la logica del sistema che i circuiti, disegna i quattro integrati che li realizzano, costruisce anche gli apparati di prova necessari per i test. Lavorando, come egli racconterà poi in una intervista, fra 12 e 14 ore al giorno per vari mesi consecutivi. La consegna del prodotto al committente avviene nel febbraio 1971. Si noti che il modulo 4004, che sarà poi battezzato come microprocessore, impiega appena 2300 transistori MOS, contro le decine di milioni usati nei microprocessori di oggi, e occupa un’area di 3x4 millimetri quadrati, ma offre una potenza di calcolo comparabile a quella del famoso calcolatore ENIAC costruito nel 1946, che impiegava 18 mila tubi elettronici e occupava lo spazio di un vasto appartamento (una curiosità che vale la pena di menzionare è che il 4004, montato negli apparati di bordo della sonda spaziale Pioneer 10, lanciata nel febbraio 1972, fu il primo microprocessore ad allontanarsi dalla Terra fino a raggiungere, oltre Marte, la fascia degli asteroidi).

Fonti: 1, 2, tecnichenuove

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La classifica Top 500 raccoglie i 500 più potenti supercomputer al mondo, sistemi che vengono utilizzati per ambiti di elaborazione estremamente complessi e che beneficiano di un elevato numero di processori, in alcuni casi anche di GPU, che operano in parallelo.

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Uno dei più noti al mondo è Roadrunner, basato su server IBM con processori AMD Opteron abbinati a processori IBM PowerXCell 8i a 9 cores da 3,2 GHz di clock che operano come acceleratori. Al momento dell'installazione è costato ben 121 milioni di dollari USA. Nella più recente classifica Top 500, pubblicata nel mese di Novembre 2012, Roadrunner figura ancora al 22-esimo posto tra i principali supercomputer mondiali. La fama di Roadrunner è legata all'essere stato il primo, ormai 5 anni fa, a superare la barriera di 1 PetaFLOPs di potenza di elaborazione.

Tra gli elementi caratteristici di questo supercomputer segnaliamo la presenza di 278 rack, all'interno dei quali trovano posto processori per un totale di 122.400 cores di calcolo. I vari rack sono collegati tra di loro attraverso interfaccia Infiniband, sfruttando un totale di oltre 88 km di fibra ottica.

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Trascorso questo periodo di tempo la potenza di elaborazione di Roadrunner è rimasta invariata, ma la sua efficienza energetica complessiva ne mostra in modo chiaro i limiti rispetto a quanto ottenibile con soluzioni di simile o superiore potenza di elaborazione sviluppate con componenti più moderni.

Per questo motivo Roadrunner è stato, nel corso del fine settimana appena trascorso, dismesso dall'uso attivo da parte del Los Alamos National Laboratory, l'istituzione nord americana che l'aveva commissionato per le proprie ricerche interne. Un altro supercomputer, indicato con il nome di Cielo, viene al momento attuale utilizzato dal Los Alamos National Laboratory in parallelo con Roadrunner. Rispetto a quest'ultimo Cielo, installato nel 2011, mette a disposizione una potenza di elaborazione leggermente più elevata con un ingombro inferiore e un prezzo d'acquisto pari a circa 54 milioni di dollari. Cielo, al 18-esimo posto nella più recente classifica Top 500, è basato su un sistema Cray XE6 dotato di CPU AMD Opteron 6136 a 8 cores ciascuna, con frequenza di clock di 2,4 GHz.

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Nel mese di Aprile i ricercatori avranno la possibilità di continuare a utilizzare Roadrunner per eseguire esperimenti su tecniche di compressione della memoria nel sistema operativo, test che dovrebbero rivelarsi utili per lo sviluppo delle future generazioni di cluster di calcolo ad elevata potenza.

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