AnnaTakumi

3° Contest di Scrittura Creativa – Votazioni

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4° Contest mensile NoDzf – Miglior racconto dell’estate [VOTAZIONI]

Tema: Racconto breve


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Regolamento:

- Potete votare solo un lavoro.
- E’ richiesto un commento nella discussione per il motivo di questa scelta.
- Chi ha partecipato al contest può votare.
- Verranno presi in considerazione solo i voti del sondaggio NON quelli lasciati nel topic.
- A parità di merito lo Staff valuterà e decreterà il vincitore, che avrà la possibilità di indossare la targhetta winner.

Le votazioni chiudono alle ore 24.00 del 23 luglio 2014. I voti successivi non verranno contati.

Lavori dei partecipanti:

1. AnnaTakumi


Eravamo in viaggio da secoli. Almeno così mi sembrava. Il mio amico, Daniel, guidava come una lumaca. Ero
seduta sul lato del passeggero , con i piedi rigorosamente sul cruscotto, che si muovevano a tempo di
musica house. Nel frattempo, la mia amica Ella, era crollata sul sedile posteriore. Aveva un cotta per Dani
da sempre, ma non si era fatta avanti, perché teme di perdere la sua amicizia.
<<Dai schiaccia un po’ sull'acceleratore>> dissi a Dani, dandogli una leggere pacca sul braccio. <<Sorpassa
quel ragazzina in bici.>>
Dani mi lancia un occhiataccia. <<Mai infastidire il guidatore>> mi disse << E giù le zampe dal mio
cruscotto.>>
Mossi le dita laccate di viola. <<Si chiamano piedi e non zampe. Gli animali, sono loro che hanno le zampe,
non hanno una pedicure perfetta, lo sai.>>
<< Ma se hai i piedi più brutti del mondo >> scherzo lui << Le persone come te non dovrebbero andare in
giro a piedi nudi.>>
<<Guarda, Dani >> dissi, indicando un punto davanti a noi <<Quel tizio con la carrozzina ci ha appena
sorpassato!>>
Dani mi fa la linguaccia e si concentra sulla guida, così iniziai a cazzeggiare con ipod per trovare quale nuova
traccia. I R3hab iniziarono a suonare Samurai go hard, original mix. Iniziai a ballare per quando
fosse possibile con la cintura di sicurezza. Dani allungò la mano per abbassare e io gliela respinsi con uno schiaffo.
<<Sere,>> disse << la tua musica mi fa venire voglia di schiantarmi contro un cartello stradale. >> Finse di
sbandare a destra.
<<Stupido. >> dissi scherzosamente.
Attraversammo la città lentamente, e nonostante avessi più volte preso in giro Dani per questo, in quel
momento mi piacque la sua guida. Rivedere la città dopo un anno, fu come tornare a vivere. Avevo davanti
tre mesi di mare surf e di puro divertimento. Man mano che ci avvicinavamo a casa il cuore inizio a
battermi forte nel petto e un formicolino mi scosse da testa a piedi. Abbassai i piedi e tirai fuori la testa dal
finestrino. Aspirai forte. L’aria aveva lo stesso sapore salmastro. La brezza marina mi accarezzava i capelli,
era tutto immutato, quasi aspettasse il mio ritorno. Ella infilò la testa tra i due sedili.
<<Ho fame>> disse stiracchiandosi <<e devo fare urgentemente la pipì.>> Dani le lanciò un occhiata.
<<Allora Ella, >> iniziò Dani in tono bonario << anche quest’anno uscirai con il bagnino?>>
<<No.>> disse Ella bruscamente <<Per favore, non tirare più in ballo questo discorso.>> L’anno scorso
iniziò ad uscire con il bagnino, solo perché Dani usciva con una bionda tutta gambe.
<<D’accordo>> disse Dani, però nella sua voce c’era una nota di nervosismo.
Andavamo alla casa al mare del padre di Dani. I suoi genitori erano separati da quando Dani aveva 4 anni,
quindi suo padre, Andrea, si presentava con una nuova compagna ogni anno. Era un tipo divertente e non
ci diceva mai di no. Era una buona cosa per tre festaioli come noi.
Quando finalmente ci fermammo con l’auto davanti casa, Andrea e la sua compagna di turno erano seduti
sotto al portico. Io mi sporsi verso Dani e suonai il clacson. Dani saltò giù e salutò con mano. In quel
momento dalla porta di casa usci un ragazzo. Alto, biondo e già super abbronzato. In una parola, bellissimo.
Saltò i gradini e ci raggiunse, << Serve una mano con le borse?>> Mi ero resa conto che lo avevo fissato per
tutto il tempo. Si erano resi conto tutti, perché Dani tossicchiò ed Ella ridacchiò sotto il baffi. Senti il rossore
salirmi dal petto. Desiderai essere già abbronzata, per poterlo nascondere.
<<Sì, grazie>> disse Dani, avanzando per presentarsi alla maniera dei maschi <<Io sono Daniel, però mi
chiamano tutti Dani >> si girò verso me e mi indicò, <<Lei è Serena >> lanciò un occhiata a Ella, <<E lei è
Ella. Sono le mie migliori amiche.>>
<<Io sono Max>> disse il biondo, sorridendo <<finalmente gente giovane>> fecce una risatina << Sono qui
da due giorni ed ero sul punto di scappare da quei due>> indicò Andrea e presunsi che la donna fosse sua madre.
Tutti annuimmo con la testa. Ella mi si avvicinò, sussurrandomi nell'orecchio << Sere, ti do la mia
benedizione. Non sopporterei che fosse un’altra a portarlo via. E’ uno schianto! >> disse con aria complice.
<<Ella!>> gridai, portandomi le mani alla bocca. I due ragazzi si voltarono. Max mi sorrise, e il suo sorriso
fu...semplicemente penetrante.



2. *Gioco*


This is the end

Io adoro la montagna, adoro fare lunghe passeggiate nei boschi su sentieri solitari nel silenzio più assoluto. Amo quell’atmosfera particolare, quella solitudine che poi solitudine non è. D’inverno non posso uscire, anche perché il freddo mi comprime non solo i muscoli ma anche la voglia di camminare, ma in estate tutto cambia. Il corpo si risveglia e quello che prima mi sembrava impossibile diventa ora elettrizzante e divertente. In una delle nostre prime conversazioni, quando ancora non ci conoscevamo bene, ti ho accennato di questa mia preferenza e tu hai concordato in parte con me sulla bellezza intrinseca della cosa. Poi non so neanche come e perché il tutto ci è scivolato di mano, ancora mi sto chiedendo come sia successo. Oggi sono uscita vestita esattamente come mi hai ordinato di fare, veramente non era proprio un ordine ma io l’ho interpretato come tale per cui ho eseguito senza pensarci su due volte. Sono uscita con pantaloni sportivi da arrampicata, con maglietta aderente, con rampini e corde, e mi sono diretta verso una piccola radura sotto una parete di roccia nera e bianca. C’è un gioco tra noi, un gioco in cui tu ordini ed io eseguo. Dopo una breve camminata eccomi ai piedi della parete non particolarmente aspra ne particolarmente alta. Volendo potrei scalarla anche a mani nude senza l’ausilio di corde, usando solo la polvere di gesso sulle mani per farmi aderire meglio alla parete, ma non sarebbe lo stesso perché devo fare una cosa particolare. So che tu sei in cima e potresti vedermi sporgendoti. Prendo con calma l’occorrente: mi avvolgo parte della corda alla vita facendola girare anche attorno alla gamba sinistra. Mi assicuro che tutto sia a posto e inizio a salire. Le mie mani piccole toccano la roccia liscia in alcuni punti e ruvida in altri. Devo stare attenta o potrei tagliarmi molti spigoli sono affilati come piccole lame. Più salgo più avverto il peso del mio corpo. Arrampicarsi a mani libere, con corde o meno, presuppone comunque una notevole forza nelle braccia che all’occorrenza devono sostenere l’intero mio corpo sospeso nel vuoto. Sostenerlo anche attraverso il baratro dell’anima. Sono schiacciata contro la roccia, il mio viso è a pochi millimetri da essa che è infuocata dal sole aspro di questo pomeriggio estivo. Ne sento l’odore inconfondibile: l’odore dell’ardesia mista a terra. Senza pensarci lecco la parete assaggiandola, faccio scorrere la punta della lingua dal basso verso l’alto lasciando una scia di saliva. Ha un sapore strano ma gradevole. In fondo arrampicarsi e come fare l’amore con un uomo: il tuo spazio vitale è annullato. Sei completamente avvolta e strusci ogni parte di te stessa contro l’altro, che ora per me è questo elemento. Lo devo fare o potrei morire di li a poco cadendo nel vuoto. Con perizia e lentezza arrivo in un punto in cui la roccia rientra di un metro, mi giro e mi siedo su quello sperone. Contemplo il panorama che è di una bellezza da spezzarmi il fiato. Lontano, a più di sessanta chilometri di distanza, il mare è ridotto ad una piccola striscia di colore azzurro scuro. Respiro cercando di far calmare i battiti del cuore. Sopra la mia testa a pochi millimetri c’è un gancio fissato al muro. Lego una parte della corda a quel gancio, poi inizio a fare lo stesso su di me: faccio passare la corda intorno al busto ingabbiandolo e annodandolo, stringo ogni singolo nodo di modo che alla fine risulti come un intricato ricamo sul mio corpo. Senza indugiare oltre mi lascio scivolare giù. Tanto la corda che mi circonda è saldamente fissata al gancio. Scivolo per alcuni metri sotto, sento la roccia che mi graffia la schiena dolorosamente. Poi mi fermo e punto i piedi contro la parete: ora sono perpendicolare al terreno sotto di me, a circa quindici metri dal suolo. Sospesa e legata in quella posizione strana i capelli mi ricoprono quasi il volto. Con uno sforzo mi giro su me stessa, sono sempre parallela al terreno ma ora è la schiena che da verso il terreno. Il mio viso è rivolto al cielo ed alla cima della parete dove finalmente ti vedo. Sei seduto con le gambe che sporgono e mi stai guardando. I nostri occhi si incontrano, si studiano per un lungo interminabile momento. Nessuna parola deve essere pronunciata non c’è ne bisogno perché sia tu che io sappiamo esattamente cosa sta pensando e provando l’altro: senso di dominio.



3. Big Cesa


Ci sono momenti che vale la pena di dimenticare, altri invece si desidera ricordarli per sempre.
Credevo di aver incamerato l'oro estratto dal tempo speso in compagnia, ma mi sono ricreduto dopo aver rivissuto una scena di quella giornata in mille conclusioni differenti...
Tutto è iniziato con un afoso pomeriggio d'estate, un sole vigoroso ci chiamava con insistenza per attirarci verso il luogo più consono per affrontare la giornata: la piscina del paese.
Con due amiche mi sono ritrovato a condividere il mio tempo alla ricerca della tintarella adeguata e a godermi la generosa temperatura dell'acqua ; sdraiato al sole con due fanciulle al fianco e un winner taco tra le mani? lo ammetto, faceva un bell'effetto!
Disteso nel prato appena tagliato, con il profumo dell'erba a riconciliarmi con la natura, rivolsi il mio sguardo verso una di loro.
Non riuscivo a non osservarla mentre scriveva qualche messaggio con il cellulare riflettendo sul come riempire lo spazio bianco dedicato al testo da inoltrare; l'espressione nel suo viso si fece crucciata ma mantenne una tenerezza che mi scaldò il cuore.
I suoi occhi si fissarono verso l'orizzonte cercando un qualcosa di indefinito, solo l'azzurro del mare più splendido si poteva scorgere dal suo sguardo.
Poco potevo fare quando sorrise verso di me, non potrò mai resistere alla luminosità che sprigiona ogni volta, riuscii solamente a contraccambiare e a voltarmi dall'altra parte per poi osservare il cielo.
Vedere i bambini correre verso la piscina mi stampò un sorriso in volto; sorrisi al pensiero che nella loro età un amicizia sincera non viene complicata da un qualcosa di più, in fin dei conti da piccolo esiste solo l'amicizia con le persone e l'amore verso la tua console di videogames.
Spesso e volentieri mi ritrovo a pensare a quelle piccole cose di lei che risvegliano il fuoco dalle ceneri, un fuoco che arde e si sopisce ormai da troppo tempo ma che mai riesce a soffocare e spegnersi, che divampò tutto ad un tratto quando nel mio mondo non riuscivo a trovare la giusta luce per illuminare i miei passi; ma non volevo farlo in quel preciso momento!
Volevo solo divertirmi con persone a me care e godermi ciò che solo questa stagione riesce ad offrire.
Le ore le abbiamo passate a parlare, ridere e scherzare; quindi il tempo non poteva non passare veloce ma in questo caso è proprio volato via in un lampo!
Alla sera però mi ritrovai a pensare a quando le lasciai tra donne per andare a tuffarmi in piscina da solo restando li ad osservarle da lontano; non potevo pensare ad altro: "Alzati, raggiungimi anche tu"
Lei restò a prendersi il sole, ma la mente ha un modo tutto suo nel metterti di fronte ai tuoi desideri.
Nei miei sogni lei si alzava da terra per poi entrare in acqua; si tuffava di testa riemergendo proprio di fronte a me, entrava "a chiodo" per poi riemergere subito a bordo piscina infreddolita dal primo impatto con la temperatura dell'acqua, prendeva l'acqua con calma per poi entrare poco alla volta, rimaneva fuori in piedi ad osservarmi , si accovacciava verso di me...solo qui le opzioni cominciarono ad essere consistenti.
La mia mente vagava ricercando la felicità senza preoccuparsi di eventuali ripercussioni nel mio umore; avrei dovuto fermarla? In fin dei conti mi sembrava un peccato non lasciarla fare.
Fuori dalla piscina non andava oltre alle semplici parole, ma dentro l'acqua sembrava poter dar vita a tante altre ramificazioni ad una magia a dir poco entusiasmante: semplici parole, un abbraccio, una sfida a chi riusciva a tenere di più il pallone da pallavolo, una nuotata insieme, un semplice sorriso.
Solo al bacio non ho potuto andare oltre, non ho voluto continuare un viaggio così rischioso.
Comunque alla fine di tutto non ho potuto far altro che sorridere! Avrei pagato per la mia curiosità in un secondo momento ma non mi importava... in quel momento avevo solo la consapevolezza che avrei dormito sonni tranquilli, e questo perché il mio ultimo pensiero andò a lei .



4. Fefe_Chan


Brezza d'estate

D'estate il clima è sempre più caldo. In particolare se ci si trova in Giappone, a Tokyo. Bè, non proprio a Tokyo. Ma comunque considerevolmente vicino a quella meravigliosa città, sempre piena di movimento e luci accese. Mi chiamo Makoto Rui, ho 24 anni e sono una ragazza socievole, solare e tranquilla. Vivo in una cittadina di nome Edo, come detto, che non si trova molto lontano dalla grande metropoli e capitale del Giappone. Ci troviamo in un periodo particolare. Infatti domani ricorre una nota festività giapponese : il Tanabata. Si tratta di una festa tradizionale giapponese che celebra il ricongiungimento delle divinità Orihime e Hikoboshi, rappresentanti le stelle Vega e Altair. Io lo trovo sempre molto romantico, adoro questa festa! Non ho ancora un fidanzato, per cui spero sempre di poter trovare la mia anima gemella. Ho passato praticamente tutta la giornata a fantasticare su questa fantastica giornata. Dopo una bella dormita, riesco ad alzarmi abbastanza presto, raggiante, con un sorriso che pare un raggio di sole. La mamma, non appena s'arriva a tavola, mi dice che è tornato in paese, dopo tanto tempo, Shin. Shin è un caro amico che non vedo da tanto tempo, ma la notizia non mi allieta particolarmente. Dopo una giornata di normale routine, si arriva finalmente a sera e io posso finalmente cominciare a prepararmi per la serata. Il mio abbigliamento è chiaramente quello tradizionale. Il mio è un kimono rosso con tonalità a fiori, il mio preferito. Comincio ad uscire, accompagnata dalla mia dolce mamma, anche lei con un kimono, ma che ha tonalità blu. Ci dirigiamo verso la piazza più grande, dove ci sono anche numerose attrazioni, sembra di essere al luna park. Dopo qualche minuto, mi divido dalla mamma per andare a dare una sbirciatina un pò dovunque. Non passa neanche un minuto e incrocio Shin, il mio vecchio amico. Lui mi nota praticamente subito, mi sorride e mi saluta. Io ricambio il saluto e sorrido. Devo essere sincera: Shin mi piace, è un bel ragazzo. Quando andavo alle medie ho avuto una cotta per lui. Ma l'amore....non so come spiegarlo, diciamo che non abbiamo preso il volo. Tuttavia non mi dispiace parlare un pò con lui. Ci raccontiamo un pò di tutto, parlando del più e del meno, del tempo che passa, dei vecchi tempi e di tutto quello che ci è successo. I suoi modi gentili e la sua voce calda e soave, per un attimo mi fanno arrossire. Mi sorride spesso, mentre parliamo. Ad un certo punto, però, mi chiede di seguirlo in un certo posto. Non capisco che abbia in mente. Credo di conoscere perfettamente Edo, ma davvero non capisco dove voglia portarmi. Camminiamo per diverso tempo, parlando del più e del meno. Cerco di farmi dare qualche indizio sul luogo in questione, ma è tutto inutile, Shin resta vago e misterioso. Ed io divento sempre più curiosa. Finalmente arriviamo al punto designato. E.... mi trovo davanti ad uno spettacolo mozzafiato. Si tratta semplicemente di una piccola zona nel verde, in collina, da cui si domina tutta la cittadina. Le nuvole e le stelle sembrano quasi unirsi, viste da lassù. Mentre una dolce brezza mi accarezza il viso, ed io resto quasi stordita da quella visione, Shin mi poggia le mani sulle spalle. Divento rossa come un peperone. Quasi non riesco a muovermi. Aspetto che faccia lui qualcosa. Si, ma cosa? Cosa mi aspetto da lui? Mi si para subito dopo nuovamente davanti, sorridendomi, per poi baciarmi la guancia. Il cuore mi batte forte all' impazzata. Ho quasi la tentazione, la voglia di baciarlo. Si, devo farlo. In un istante che sembra non finire mai, Shin mi racconta di cosa ha provato per me,per tutti questi anni. Mi ha amato, in silenzio. Mi confessa che aveva paura di dirmelo perché pensava che lui non mi piacesse., che non ha voluto mai forzarmi le mani. Le lacrime mi cadono gli occhi e quasi mi riempiono le guance. Sento freddo sul mio viso. Shin dice che ha voluto usare quest'ultima occasione per confidarsi con me. Improvvisamente mi bacia sulle labbra. E' un bacio caldo, appassionato, dolce. Cos'altro avrei potuto sognare? Mi sussurra ti amo. Io quasi mi sciolgo. Ma ho anche la tentazione di prendermi a calci da sola. Come ho potuto essere così cieca? Ma ora finalmente mi sono strappata la benda che mi impediva di vedere. L'amore che ho tanto desiderato è sempre stato a portata di mano. Ma non l'ho mai potuto raccogliere. Non commetterò ancora questo errore. Di impeto, lo abbraccio e lo bacio. Un'ondata di emozioni scorre nella mia testa. Parlo velocissima , dicendogli tutto quello che provo, che non voglio più separarmi da lui. E quando lui finalmente mi abbraccia e mi dice che vuole restare con me per sempre....io mi sento in paradiso. E' questo. E' questo quello che volevo. Finalmente ho trovato la tanto agognata felicità. E non me la lascerò scappare. Mai più.



Buona votazione :cam:

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Alla fine ho deciso di votare il 4.

Il 2 lo trovo il migliore sotto il profilo della scrittura, con descrizioni molto accurate e pieno di dettagli.

Però il 4 mi è piaciuto di più nel lato del racconto e del tema trattato.

Adoro le storie dolci :evviva: puoi leggerle in abbondanza senza ripercussioni sul fisico e senza rischio diabete :asd:

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Sono seriamente indecisa tra il 2 e il 4. Complimenti agli scrittori! Li trovo quelli più formalmente corretti e coinvolgenti! Devo assolutamente rileggerli con calma  :kawaii:

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Dunque sono stata molto indecisa Molto tra l'uno e il quattro!!!

 

Sono tutti bellissimi racconti brevi che mi hanno catturato sotto molteplici aspetti, ma il più coinvolgente alla fine per me è stato il quattro. Io adoro le cose romantiche ci sguazzo, non solo l'ho trovato ben scritto, ma ho notato una certa freschezza nelle descrizioni che mi hanno commosso. Vogliooooo più romanticità :innamorato: :innamorato: :innamorato: :innamorato: :innamorato:

 

Bravo il numero quattro!!! Nooo che dico bravi tuttiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :siii: :siii: :siii: :siii:

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Li ho letti con relativa calma xD. Alla fine ho votato il 4. Ero indeciso tra il 4 e il 2, alla fine ho scelto il 4, che sinceramente mi piace di più, molto più romanticoso u.u

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Complimenti a tutti, anche se non tutti mi hanno colpito  :fumopea:

 

Il racconto che ho votato, mi piace per la sua freschezza e per la sua semplicità.

 

Mi ha trasmesso l’estate in tutte le righe e non potevo non votarlo.   :sasa:

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Omg, sono indecisissima tra l'1 e il 4 >.< 

 

Vada per l'uno, mi sembra un racconto che si potrebbe proseguire molto bene :D

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1- AnnaTakumi 1 voto

2- *Gioco* 2 voti

3- Big Cesa 3 voti

4- Fefe_Chan 6 voti

La vincitrice è Fefe_Chan, complimenti! :occhiolino:

Lascio ancora per qualche giorno il topic aperto, per discutere insieme i lavori senza "l'influenza" del voto :sasa:

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Ospite
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