Germanoreale

Disinformazione scientifica

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Il video di quella donna è stato messo apposta per fare pubblicità a buon mercato. Si può ragionare anche in un altro modo, se si facesse subito la sperimentazione sull'uomo i tempi della ricerca si dimezzerebbero magari quella ragazza adesso starebbe bene ma sarebbe criminale.

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io credo sia purtroppo necessario sperimentare ancora sugli animali.

che poi la sperimentazione debba essere fatta nel modo meno invasivo e doloroso possibile non è neanche in discussione.

testare non vuol dire torturare e penso che nessun ricercatore si diverta nel far ammalare un animale. se lo fanno è per aiutarci a stare meglio.

e nel frattempo che continui la ricerca di metodi alternativi, certo!

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Sti trucchetti non li sapevo...sti  vegani ne sanno una più del diavolo :mhm: Ma a sto punto posso dire:

 

 

GOMBLOTTOOOOO!!!111!!! VEGAN!!!!!!!!111!111

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GOMBLOTTOOOOO!!!111!!! VEGAN!!!!!!!!111!111

Stai finalmente entrando nella giusta ottica :zizi:

 

Sono dei geni 'sti vegan-animalari :zizi:

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Ricordo di aver letto che i musulmani non mangiano carne perchè nei paesi arabi non riusciva a conservarsi bene a causa del clima, questo video porta un'altra versione, un dottore porta una sua versione scientifica, che ne pensate delle sue dichiarazioni?

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Certo che ne ha di fantasia :notbad:

 

già c'erano gli animalari, i complottisti, gli staminari ed i grillini (che poi di solito sono 3 aggettivi che vanno a braccetto) a sparare puttanate sulla scienza, mi pareva impossibile che qualche fedele non inventasse una serie di fandonie per giustificare le sciocchezze del suo credo... :rotfl:

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Immaginate qualcuno che uccide 2,7 milioni di bambini, quest’uomo esiste, ed è il terzo uomo più ricco del mondo…

 L’uomo che ha eliminato oltre 2 milioni di bambini
Tratto da http://voxnews.info/2014/05/14/luomo-che-ha-eliminato-oltre-2-milioni-di-bambini/

arnold_buffet_rothschild.jpgE’ il miliardario speculatore progressista Warren BuffetT (nella foto è quello a sinistra di fianco ad Arnold Schwarzenegger e lord Jacob de Rothschild)
Il cosiddetto “Oracolo di Omaha”, che ha donato più di 1,2 miliardi di dollari nell’arco di un decennio, tra il 2001 e il 2012 alle organizzazioni abortiste americane. I grandi criminali assoldano killers, non fanno il lavoro sporco.

I suoi soldi sono serviti ad eliminare dalla faccia della terra 2,7 milioni di vite, che sono tutti gli aborti che si verificano in due anni negli Stati Uniti. Ovviamente è tutto legale. Ma non era noto fino a che la notizia è stata pubblicata dalla Fox.

Non c’è da stupirsi. I media non vogliono danneggiare il profilo benemerito di Warren Buffett raccontando ad oltre il 50% degli americani che è contrario all’aborto, come un vecchio bilionario utilizza la sua vastissima fortuna. Perché quella vastissima fortuna compra giornalisti, quella vastissima fortuna può creare e distruggere carriere di giornalisti.

Pensate che poche settimane fa, il CEO di Mozilla venne perseguitato dai media perché aveva ‘osato’ finanziare con 1.000 dollari il referendum – vinto alla grande – contro i matrimoni gay in California, ma se invece investi 1,25 miliardi dollari per promuovere l’aborto, i giornalisti, che sono selvaggiamente pro-aborto, non dicono nulla, e nascondono tutto.

warren.jpgBuffett finanzia gli aborti con la Fondazione Susan Thompson Buffett , che prende il nome dalla sua prima moglie che era un sostenitrice dell’aborto . Il suo funzionamento interno è guidato dall’attivista pro-aborto Tracy Weitz. Weitz ha lavorato presso Planned Parenthood, Il Centro Bixby e una volta ha definito l’aborto come “un’azione morale intrapresa da agenti morali.”
Niente di tutto questo è evidente dal sito della fondazione però. Che contiene informazioni sulle borse di studio e l’Alice Buffett Outstanding Teacher Award.

Il sito stesso sembra volutamente insulare: “La Fondazione Buffett risponde a domande su borse di studio e l’Alice Buffett Outstanding Teacher. Non risponderemo a tutte le altre richieste.”
Dal 2001, c’è stato un solo accenno al sostegno di Buffett all’aborto. Non era nemmeno veramente Buffett. E ‘stato il necrologio di NBC “Nightly News” per la moglie e comprendeva il suo sostegno per Planned Parenthood. Questo, su circa almeno 545 presenze o menzioni del presidente e amministratore delegato di Berkshire Hathaway in tv.

Da nessuna parte, i mezzi di comunicazione hanno spiegato che Buffett ha donato 289.811.421 milioni di dollari a Planned Parenthood (aborti) dal 2001. Buffett non è stato menzionato come donatore, quando Live Action ha imbarazzato Planned Parenthood con due video del suo staff che assisteva un ‘attore in incognito’ di Live Action per un possibile aborto con la selezione del sesso.

Neanche quando PP venne beccata nel praticare, senza consenso dei genitori, un aborto ad una minorenne.
Qualcuno ha detto che se uccidi un uomo sei un assassino, uccidine un milione e sei un conquistatore. Se ne uccidi più di due milioni, allora, sei Warren Buffet.

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Non ho capito cosa c'entra con la disinformazione scientifica. In ogni caso abortire è un diritto legittimo di ogni donna ed è vietato in tutto il mondo dal momento in cui nel feto si sviluppa il sistema nervoso. Poi se qualcuno vuol credere nell'anima e condannare l'aborto si preoccupi di non abortire e lasci fare agli altri ciò che vogliono. Ma senza dubbio siamo OT, al massimo fai un altro topic sull'aborto in baretto ;)

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Ok :fumopeo:

 

Guarda se ti sembra opportuno uno di questi..

 





Pagina malasanità

Dichiarazioni shock del pentito di Big Pharma: “ho ucciso con i farmaci e pagato tangenti. Per il Prozac.”
Visto su www.stampalibera.com - fonte: http://www.infiltrato.it/inchieste/dichiarazioni-shock-del-pentito-di-big-pharma-ho-ucciso-con-i-farmaci-e-pagato-tangenti-per-il-prozac



In un’intervista esclusiva rilasciata al giornale francese Le Nouvel Observateur, e ripresa da Articolotre, John Virapen, ex dirigente della filiale svedese della Eli Lilly, importantissima multinazionale del farmaco che commercializza anche il Prozac, fa delle dichiarazioni shock sui meccanismi che regolano Big Pharma.

A 64 anni, l’uomo ha deciso di pubblicare le sue memorie, in un libro dal titolo “I rammarichi di Big Pharma”. In questo volume, Virapen ha trovato il modo perfetto per denunciare apertamente gli effetti nocivi e collaterali del Prozac, farmaco antidepressivo usato per curare la depressione, disturbi ossessivo-compulsivi e via dicendo.

“So di aver contribuito indirettamente, in tutti questi anni, alla morte di persone, le cui ombre, oggi, mi ossessionano”, ha confessato il manager al settimanale francese Le Nouvel Observateur.

Il settimanale ha contattato direttamente John Virapen, chiedendogli in cosa consistesse direttamente la minaccia del Prozac e l’uomo ha risposto: “Nei primi anni di lancio, il farmaco ha portato a una spirale preoccupante di suicidi: su 10 persone alle quali erano stati somministrati i principi attivi del Prozac, 5 hanno riportato allucinazioni e disturbi della personalità. Tra questi soggetti, 4 si sono tolti la vita”.

Nonostante i dati preoccupanti raccolti, i dirigenti della Eli, non hanno mai pensato, nemmeno per un attimo di non introdurre l’antidepressivo in tutto il mondo.
Introdurre e commercializzare il farmaco sul mercato non è stato per nulla difficile, grazie alla corruzione, denunciata da Virapen, dei supervisori preposti al controllo e alla sperimentazione del Prozac (sono bastati 20.000 dollari per ricevere senza problemi l’autorizzazione necessaria alla vendita), e soprattutto grazie alla collaborazione ben retribuita, con doni e un salario fisso mensile, di professori compiacenti che recensivano positivamente e promuovevano l’utilizzo dell’antidepressivo nelle maggiori riviste internazionali di medicina.

Fonte: http://www.infiltrato.it/inchieste/dichiarazioni-shock-del-pentito-di-big-pharma-ho-ucciso-con-i-farmaci-e-pagato-tangenti-per-il-prozac

 

La ricerca scientifica
Per gentile concessione del dottor Giuseppe Di Bella - 27 aprile 2014

Nel 2014 sono stati pubblicati da Neuroendocrinology Letters, rivista scientifica recensita dalla massima banca dati scientifica mondiale www.pubmed.gov due studi clinici sull’impiego del Metodo Di Bella (MDB) nei tumori della prostata e della mammella. Con questi, i casi di varie neoplasie, complessivamente e favorevolmente trattate col Metodo di Bella salgono a 774. Il progresso rilevante e il dato innovativo, senza precedenti nella ricerca oncologica e nella terapia del cancro, è costituito dal fatto di aver ottenuto in tumori solidi, la completa e stabile remissione senza ricovero ospedaliero, senza intervento chirurgico, né radioterapia, né chemioterapia, ma unicamente mediante il Metodo Di Bella

Evaluation of the safety and efficacy of the first-line treatment with somatostatin combined with melatonin, retinoids, vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of breast cancer: a preliminary report.
Di Bella G, Mascia F, Ricchi A, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(7):660-8.

The Di Bella Method (DBM) in the treatment of prostate cancer: a preliminary retrospective study of 16 patients and a review of the literature.
Di Bella G, Mascia F, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(6):523-8. Review.

Mentre l’informazione in Italia (anche se portata a conoscenza con documentazione dettagliata esauriente e completa) si è affrettata a censurare accuratamente ed ermeticamente quest’unico reale e documentato progresso nella terapia dei tumori solidi, (ottenuto senza chiedere e ottenere nulla per la ricerca scientifica, senza questue,sceneggiate televisive“giornate della vita” vendite di arance verdure e ortaggi vari), le istituzioni sanitarie, e la cosiddetta autodefinita“ comunità scientifica nazionale“ non si sono interessate alle pubblicazioni per prendere atto di un risultato rilevante, né per esaminare il razionale, i meccanismi biochimici e molecolari, le ampie conferme bibliografiche, che hanno consentito questo risultato. C’è stata al contrario una mobilitazione generale,hanno scagliato anatemi e lanciato scomuniche contro il MDB, si sono scomodate società scientifiche, istituzioni sanitarie, comitati etici per cercare ogni cavillo, ogni appiglio, ogni pretesto, ogni espediente, ogni scusa, per delegittimare, non il risultato, non le guarigioni, non l’essenza del problema, non le verità documentate e verificabili, (per cui non hanno assolutamente manifestato il benché minimo interesse, e che non potrebbero contestare), non la sostanza.

Dalle irraggiungibili altezze siderali della loro onniscienza hanno sprezzantemente criticato la forma, la procedura, la metodologia delle pubblicazioni, il livello di valutazione della rivista che ha pubblicato gli studi (Impact factor). Probabilmente a questi eccelsi luminari è sfuggito l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui vengono manipolati dalle multinazionali l’impact factor e l’intera cosiddetta “Comunità scientifica”, basta leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Randy Scheckman, che si ribella alle riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact factor, come Science, Nature e Cell e ammette che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una “cerchia ristretta”. (comunità scientifica). Dunque la ricerca scientifica per il premio Nobel, “sarebbe tutt’altro che indipendente” questa l’accusa di Randy Sheckman che incalza sostenendo che “ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite”.(Per questo riviste indipendenti come Neuroendocrinology Letters, che hanno il coraggio di pubblicare le scomodissime verità scientifiche del Metodo Di Bella pagano la loro grande onestà morale con una grave penalizzazione dell’Impact factor). “In questo modo si crea un circolo vizioso perché anche i ricercatori sono spinti a modificare i risultati ottenuti e il loro lavoro per vedere pubblicate le loro ricerche”. Per questo Scheckman è convinto che questa sorta di “supervisore” (l’Impact factor) debba essere eliminato soprattutto per il bene della ricerca scientifica. La Prof.ssa Angell per 20 anni direttrice scientifica ,editoriale di una delle massime testate medico - scientifiche mondiali, New England Journal: Marcia Angell: nel suo volume " The truth about Drug Companies" (La verità sulle case farmaceutiche), conferma e condivide in pieno la denuncia di Sheckman e fa riferimento ad ulteriori gravi denunce di altri autori (tra i quali Melody Petersen,), lodandone l'impegno civile e l’approfondita indagine. Segnaliamo tre libri-inchiesta: - Melody Petersen: "Dacci oggi le nostre medicine quotidiane: venditori senza scrupoli, medici corrotti e malati immaginari" - Ray Moynihan e Alan Cassels: "Farmaci che ammalano: ...le case farmaceutiche che ci trasformano in pazienti" - Sauveur Boukris: "Quelle medicine che ci fanno ammalare". Ben Goldacre, medico ricercatore inglese nel suo libro:”La cattiva scienza”( Bad science) denuncia il sistema della “comunità scientifica” dalle dinamiche perverse e poco trasparenti in cui sono coinvolti … soggetti dalla dubbia integrità morale, …assecondano e diffondono il giudizio positivo su un determinato farmaco, basandosi su dati falsati dalle aziende farmaceutiche. Molto spesso, infatti, l'efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all'azienda di tenerli nascosti”. Ormai le denuncie documentate sono sempre più autorevoli, e numerose, es: Uno studio sul British medical journal rivela che l’87% dei ricercatori che diede parere favorevole al farmaco per il diabete Avandia prodotto dalla GlaxoSmithKline, sospettato di provocare infarti, avevano ricevuto denaro dai produttori del farmaco. Nel caso dell’Avandia la corruzione emerse anche fra i membri della commissione della Food and Drug Administration chiamata a valutare. Se consideriamo la manipolazione e l’asservimento della ricerca al profitto denunciate da autorevoli personalità, comprendiamo pienamente la desolante impotenza e la grave tossicità nei tumori solidi delle attuali terapie del cancro. I dati scientifici oncologici, quelli veri, non quelli degli imbonitori dell’informazione di regime, smentiscono i trionfali successi dei ”farmaci antineoplastici di provata efficacia” magnificati dalle istituzioni sanitarie ,documentandone un’inaccettabile percentuale di mortalità denunciata da un’agenzia della Reuters Healt [Wesport,CT]: “Unexspected high mortality rated associated with chemoterapy regimen...” (“Non ci si aspettava un tasso di mortalità così elevato associato ai protocolli chemioterapici...”). Il dato è confermato dalla pubblicazione di Gerrard [br.J. Cancer 1998 Jun 77(12) 281-5] con l’undici per cento di decessi, non causati dal tumore ma unicamente da chemioterapia.Viene documentata una mortalità del 17% nella pubblicazione di Ghesquières H, Ferlay C e AA sulla rivista Ann Oncol. 2010 Apr;21(4):842-50. Epub 2009 Nov 13.dal titolo : Long-term follow-up of an age-adapted C5R protocol followed by radiotherapy in 99 newly diagnosed primary CNS lymphomas: a prospective multicentric phase II study of the Groupe d'Etude des Lymphomes de l'Adulte .La sopravvivenza dei malati di tumore, quella vera, delle verifiche scientifiche, non giornalistico-televisive, è essenzialmente dovuta alla chirurgia, molto meno alla radioterapia, e per il 2,5% con chemio e si riduce, nei pazienti operati , ad un 29% di sopravvivenza a 5 anni (Richards,BMJ2000;320:895–898). Del 29% pertanto solo il 2,5% era dovuto alla chemio, come pubblicato da Morgan G. e AA “The contribution of cytotoxic chemotherapy to 5- year survival in adult malignancies”, sulla prestigiosa rivista oncologica Clin. Oncol [2004 Dec.16(8):549-60]. Questa fondamentale pubblicazione si basa su 14 anni di osservazione, 225000 pazienti, 22 varietà tumorali, per accertare il reale contributo della chemio al raggiungimento dei 5 anni di sopravvivenza. L’avvilente risultato: su cento ammalati la chemioterapia consente solo al 2,5% di raggiungere i 5 anni, dopo i quali, Lopez nello studio clinico “Long–term results…Experience at the 20 th…” GacMed Mex [1998 mar. Apr,134(2):145-5] ha accertato che metà dei pazienti sopravvissuti a cinque anni, nel lungo termine muore per tumore.

Il dato di fatto che, senza alcuna delle note, gravi, non raramente mortali, complicazioni tossiche della chemio, il MDB abbia documentato nella massima banca dati mondiale www.pubmed.gov risposte obiettive rilevanti e complete, anche in stadi avanzati di carcinomi mammella in cui l’oncologia ammette notoriamente e chiaramente di essere impotente a ottenere simili risultati, per “La comunità scientifica”, è irrilevante, motivo? la rivista che ha pubblicato i risultati del MDB ha un basso impact, il Dr Di Bella fa parte del comitato editoriale e il lavoro non segue (secondo loro), la prassi metodologica. Pertanto un risultato scientifico e clinico di questa portata non conta niente. La logica del ragionamento è ovviamente perfetta e ineccepibile, degna delle più eccelse e codificate procedure metodologiche, di impeccabili raccolte dati, di un’ortodossia sancita in quintali di inutili pubblicazioni metodologicamente perfette che hanno portato al nulla, al fallimento noto , conclamato e tragico precedentemente riportato, della cura del cancro che porta a uccidere con chemio dall’undici al diciassette per cento di pazienti in alcune neoplasie, e a 5 anni, a ottenere col la chemio (in assenza di chirurgia) il 97,5 % di ammalati neoplastici morti.

A fronte di questi noti e certificati risultati delle attuali terapie oncologiche istituzionali “Di provata efficacia“ è etico, razionale scientifico, morale, disprezzare e interdire terapie come il MDB che non provocano mortalità e neppure la rilevante tossicità della chemio, conseguono percentuali nettamente più elevate di miglioramenti in tutti gli stadi, fino alla documentata e stabile remissione (sconosciuta all’oncologia) in carcinomi prostatici e della mammella, senza intervento chemio e radio, con abbattimento evidente ed elevatissimo delle spese sanitarie e conseguente crollo del fatturato delle multinazionali?

Sollevare col MDB da drammatiche sofferenze, prolungare esistenze più dignitose e accettabili, salvare vite, documentare il tutto sulla banca dati scientifica mondiale ufficiale www.pubmed.gov, non serve assolutamente a nulla, non viene degnato della minima attenzione, non merita alcuna considerazione ma la sprezzante scomunica di questa “comunità scientifica ”

 

Scandalo del collirio: “Multarella da 180 milioni alle case farmaceutiche che hanno spennato le nostre ASL ASL per una cifra esageratamente superiore
Tratto da http://bastacasta.altervista.org/p10849/

Concluso il processo, il verdetto del Garante: le due società (ROCHE E NOVARTIS) si sono divise i proventi miliardari della vendita di due medicinali identici con nomi e prezzi diversi. Danneggiati i pazienti, il Servizio Sanitario e le assicurazioni private.

Big Pharma pensa a incassare miliardi, non a guarire i malati. Due colossi mondiali del farmaco, Roche e Novartis, si sono messi d’accordo per spartirsi i miliardi dalla vendita di due farmaci identici ma con nomi diversi (Avastin e Lucentis) e soprattutto a prezzi diversi. A danno dei malati, del servizio sanitario pubblico, delle assicurazioni private.
A danno di tutti gli altri, insomma.
Uno scandalo che ora l’Antitrust italiano ha sanzionato con una multa esemplare: 180 milioni di euro.

All’inizio c’è la scoperta di uno scienziato italiano, Napoleone Ferrara, che nei laboratori della California della Genentech (prima che questa venisse rilevata al 100% dalla Roche) individua un principio che blocca il fattore della crescita dei vasi sanguigni. Un principio attivo che con Avastin serve, senza però portare risultati, per la cura di alcuni tumori molti gravi, mentre con Lucentis serve per guarire dalla degenerazione maculare senile, malattia che conduce alla cecità e che nei Paesi industrializzati minaccia un over 60 su tre. Il farmaco è lo stesso ma mentre una dose di Avastin ha un prezzo tra i 15 e gli 80 euro, Lucentis costa più di 900 euro a dose.
Cosa fanno Roche e Novartis? Si mettono d’accordo per spartirsi il mercato. La Roche (che controlla Genentech) non registra il farmaco per la cura della malattia agli occhi e incassa alte royalties dalla Novartis per la commercializzazione del Lucentis.
E siccome Novartis controlla oltre il 33% del capitale di Roche incassa, oltre ai proventi dalle vendite, la propria quota di utili.

Uno scandalo senza esclusione di colpi: le due multinazionali (ci sono incontri, scambi di mail, telefonate collusive che lo documentano) si sono spartite i compiti per creare l’allarme presso i pazienti sull’uso di Avastin nelle cure oftalmiche, e per sabotare il valore di ricerche indipendenti che dimostrano invece l’assoluta equivalenza terapeutica dei due farmaci. Poi c’è il lavoro di lobby sulla stampa specializzata, sulle commissioni parlamentari, sugli organismi del ministero. Per il servizio sanitario nazionale tutto questo si è tradotto, per il solo 2012, in una maggiore spesa di 45 milioni di euro. La Regione Emilia Romagna ha calcolato che con il costo sostenuto per acquistare dosi di Lucentis avrebbe potuto assumere 69 medici, oppure 155 infermieri, oppure 193 ausiliari, oppure, infine, effettuare 243.183 visite specialistiche. E ancora: secondo la Società oftalmologica italiana (Soi) ci sono circa 100 mila pazienti che, a causa dei costi elevatissimi di Lucentis spesso non compatibili con i budget dei singoli ospedali, non riescono ad avere accesso alla cura.

Se Avastin dovesse essere del tutto sostituito da Lucentis il costo potenziale per il servizio sanitario pubblico sarebbe, per il 2014, di 678,6 milioni contro i 63,5 stimati in mancanza di sostituzione. La Francia, Paese simile all’Italia, ha adottato esclusivamente il Lucentis e il costo per le casse pubbliche è stato non inferiore ai 700 milioni di euro. Queste sono le regole di Big Pharma. Che però, per una volta, potrebbe non farla franca

 

Il dio Scienza e i suoi comandamenti
Intervista al biologo di fama mondiale Rupert Sheldrake

A cura di Elsa Masetti, tratto dall'ultimo numero di “Scienza & Conoscenza” n. 47, www.scienzaeconoscenza.it/riviste/rivista-47.php
Per gentile concessione a www.disinformazione.it

Il credo materialista, professato da scienziati che hanno assunto l’autorità di un nuovo sacerdozio, ha trasformato la scienza da un metodo d’indagine aperto e flessibile a un massiccio sistema di convinzioni. Rupert Sheldrake, uno degli scienziati più innovativi a livello mondiale, ci spiega – dopo averli elencati e indagati nel suo ultimo libro – perché i dogmi della scienza sono limitanti, un potenziale pericolo per il futuro dell’umanità. Sheldrake ci invita a porci con coraggio nuove domande, offrendoci al contempo possibilità di scoperta inimmaginabili e una nuova visione del reale e di ciò che è possibile.

E primo fu il Verbo… quello della Scienza
E in seguito Esso creò i sui comandamenti: dieci. Ovvio.
Essi sono scolpiti nella materia meccanica, da corpi inerti e menti limitate alla massa cerebrale. Imponenti nella loro autorevolezza sono tali da influenzare alla base la visione dell’universo, della vita sulla terra, della mente, della coscienza, della medicina… Megafonati dai media, infiltrati in Wikipedia, pubblicati in ogni bibbia scientifica scolastica, rappresentano a tutt’oggi il sapere della scienza e, a seguire, della visione-cultura materialista al nocciolo dormiente della nostra civiltà. Nessuno nega che abbiano fornito ingenti miracoli al progresso tecnologico e tuttavia è altrettanto evidente che stanno franando. Della scienza hanno perduto il passo facendosi fissi, occhi vitrei di chi, negando la coscienza, rischia di negare la vita e il suo movimento. La scienza, ci mostra Rupert Sheldrake – uno degli scienziati più innovativi a livello mondiale – è diventata più dogmatica che scientifica. Il suo libro, intitolato nella versione italiana Le illusioni della scienza (Urra Editore), dovrebbe circolare in tutte le scuole superiori e le università, per stimolare di nuovo l’indagine, la ricerca in aree inesplorate, lo spirito vitale del metodo scientifico. La Scienza crede che il più sia stato scoperto, spiegato e, da tempo, si è seduta sulle parole di un suo esimio rappresentante, di cui non ricordo il nome, che ne dichiarano il capolinea. Infatti, a un capolinea siamo arrivati, quello della scienza meccanicistica stessa, della moribonda ideologia materialista, dell’autorità di una medicina solo chimico-chirurgica. Può sembrare una disamina eccessiva, eppure – ci credereste? – il video dell’intervento di Rupert Sheldrake a TED è stato censurato e rimosso, sotto una pioggia di articolate critiche. Vedi su youtube: The Science Delusion BANNED TED TALK, sottotitoli in italiano
Come dicevamo, dogma ci cova!

Sembra essere un condizionamento quasi universale: “Se la scienza dice che è vero deve essere così”. Da dove deriva questa fede nella scienza?
La scienza possiede un’autorità enorme perché i suoi risultati tecnologici sono impressionanti. I computers, internet, i telefoni cellulari, i jet, impressionano tutti, e a ragione.
Sono nuovi nella storia dell’umanità e la scienza li ha resi possibili. Allo stesso modo, tutti sono giustamente impressionati dai trionfi della medicina moderna, come gli antibiotici e la chirurgia mininvasiva. Questo rende la scienza estremamente importante nel mondo contemporaneo. E da quando la scienza moderna è iniziata – nel XVII secolo – si è sempre basata sullo slogan di Francesco Bacone, il principale profeta della scienza: “la conoscenza è potere”.
Nel XIX secolo essa è diventata il principale interesse dei movimenti sociali che volevano stabilire una nuova agenda politica, come il comunismo, che si dichiarò scientifico. Questi movimenti sociali impostarono la scienza come fonte di autorità che rivaleggiasse con la religione. Erano spesso antireligiosi e vedevano gli scienziati come una nuova forma di sacerdozio. Ed è andata avanti così. Con ogni nuovo trionfo della scienza e della tecnologia il prestigio è aumentato, almeno fino ai tempi recenti. Tuttavia ora la scienza è diventata per molte persone un sistema di credenze dogmatico e c’è una crescente messa in discussione dei suoi presupposti. E, giacché, gli effetti nocivi, suoi e della tecnologia globalizzate, diventano più evidenti, attraverso il fenomeno del cambiamento climatico, ancor più diventa importante porsi domande su ciò che accade.

La realtà è materiale? Se non lo è, le dispiacerebbe spiegare a nostri lettori la sua conoscenza diretta di ciò?
Naturalmente parte della realtà è materiale, fatta di materia. Nessuno sarebbe in disaccordo su questo. La filosofia del materialismo, però, afferma che tutto è, in ultima analisi, materiale, anche la coscienza. Le nostre menti non sono altro che il prodotto del cervello. L'attività mentale è attività cerebrale e niente più.
Non è questo il presupposto con cui la scienza moderna ha avuto inizio. Nel XVII secolo si basava su una netta dualità tra mente e materia. Cartesio pensava che tutta la materia fosse incosciente e meccanica, i corpi umani erano inconsci e meccanici a parte l’interazione con la mente conscia in una piccola regione del cervello. Le uniche menti coscienti nell'universo erano quelle degli esseri umani, degli angeli e di Dio. Questo estremo dualismo permetteva alla scienza meccanicistica di coesistere con la religione, e concedeva agli scienziati di rimanere religiosi pur trattando la natura come meccanica. C'è stato, però, un cambiamento nel XIX secolo, quando coloro che si opponevano al dualismo cartesiano hanno provato a sostituirlo con un monismo di un tipo o dell’altro. Gli idealisti hanno cercato di sostenere che tutto era mente, e i materialisti che tutto era materia. I materialisti hanno trionfato e nel tardo XIX secolo il materialismo diventa la visione del mondo di default – predefinita – delle scienze.
Ci sono però due problemi fondamentali con quest’atteggiamento.
Il primo è che la fisica stessa ha trasceso il materialismo perché la materia non è più il suo ultimo principio esplicativo. La materia stessa è spiegata in termini di campi e di energia. Un elettrone è una vibrazione all'interno di un campo di elettroni, un atomo è un modello vibratorio di attività all'interno dei campi quantistici di nuclei ed elettroni. La materia è diventata un processo piuttosto che una cosa.
In secondo luogo il materialismo non fornisce alcuna spiegazione per la coscienza e, in effetti, da un rigoroso punto di vista materialistico, la coscienza non dovrebbe esistere. Tuttavia esiste, almeno negli esseri umani. Nel campo degli studi sulla coscienza, vi è ora un vivace dibattito sulla filosofia materialista, e un numero crescente di ex materialisti stanno adottando una diversa filosofia della natura, il panpsichismo, secondo il quale vi è un qualche aspetto della mente a tutti i livelli della natura nei sistemi di auto organizzazione, anche negli elettroni e negli atomi.

Nella sua esperienza scientifica esiste la coscienza? Se sì, come lo sa?
La scienza stessa è basata sulla coscienza. Nella teoria quantistica è generalmente riconosciuto che tutte le osservazioni richiedono degli osservatori e quindi le menti dei fisici. Ma questo è vero per qualsiasi tipo di osservazione. Osservare richiede degli osservatori e quindi delle menti. La Scienza nasce dall’esperienza umana e questa non può essere spiegata semplicemente in termini di scienza materialista. Questo è un punto logico semplice ed evidente. La scienza presuppone la coscienza e quindi non è in grado di spiegare ciò che essa stessa presuppone.

Potrebbe sembrare, dalle sue parole, che mente e coscienza siano la stessa cosa, è così?
Non penso che la mente sia uguale alla coscienza, perché, naturalmente, molta della nostra mente è inconscia. Credo che gli aspetti abituali della mente siano ampiamente inconsci, come le abitudini in generale. La nostra coscienza riguarda in gran parte azioni potenziali, il futuro e le scelte tra più possibilità.

Qual è secondo lei il taboo della scienza più duro a morire?
Come mostro nel mio libro, Le illusioni della scienza, ci sono dieci dogmi fondamentali e ognuno di essi è protetto da tabù. Mettere in discussione uno di questi dogmi provoca in automatico attacchi dai difensori dell’ortodossia. Molti, del resto, non sono consapevoli della maggior parte di tali tabù. Per esempio l’idea che la memoria sia immagazzinata nel cervello è data per scontata da molti tra i non scienziati così come tra gli scienziati stessi, solo perché non possono pensare dove altrimenti potrebbe trovarsi. Il tabù di cui molti sono coscienti, e anche il più fortemente combattuto, è quello contro i fenomeni psichici. I materialisti credono che la mente sia nient’altro che il cervello e perciò si trovi dentro la testa. Per questa ragione i fenomeni come la telepatia dovrebbero essere inesistenti, perché la mente non può avere effetti a distanza. Le organizzazioni dei cosiddetti scettici cercano di difendere un materialismo ortodosso negando l’evidenza di qualsiasi fenomeno psichico e respingendone le prove scientifiche come imperfette o fraudolente. Ho avuto molte discussioni con i cosiddetti scettici e la cosa che è diventata più chiara è che la maggior parte non sa nulla di ricerca sui fenomeni psichici. Essi credono di sapere in anticipo che questi fenomeni sono impossibili, quindi non c'è bisogno alcuno di cercarne le prove. Questo è un perfetto esempio di pregiudizio, che, a mio parere, è anti-scientifico, non scientifico: inibisce l’indagine e l’esplorazione chiudendo la scienza dentro limiti dogmatici ristretti.

Se il potere non è nella conoscenza – come ha affermato Bacone – dove, a suo avviso, dovrebbe risiedere?
Non c’è dubbio che il potere sia confermato da un certo tipo di conoscenza. La conoscenza dalla quale dipendono le tecnologie conferisce un potere enorme sugli umani. Ci sono, però, ovviamente molti atri generi di potere. I leader carismatici non derivano il loro potere dal fatto di conoscere più di altri, ma da una qualità che convince e attrae. Il potere di grandi leader spirituali può dipendere da una certa conoscenza, ma è evidente che sia possibile essere un santo senza essere un filosofo o un teologo.

Possono degli scienziati che vivono nel quotidiano credendo di essere il loro corpo (materia) – come quasi ognuno di noi crede – lasciare davvero andare una visione meccanicistica della scienza?
Così il punto sembra sia a monte della scienza ovvero in un’identità fuorviante…
Molti scienziati sono materialisti e quindi negano il libero arbitrio. Credono anche che la loro mente sia confinata al cervello. In pratica, però, questo non è il loro modo di vivere. Il sistema di convinzioni dei materialisti dovrebbe significare che la loro stessa credenza nel materialismo è solo una conseguenza dell’attività fisica del cervello. A loro piace credere, però, di aver scelto la loro fede sulla base della scienza, della ragione e della prova. Essi non si limitano a crederci perché il cervello impone loro di farlo. Questa è di per sé una contraddizione. Così i materialisti fanno un'eccezione per loro stessi e per quelli che conoscono bene. Questa filosofia è, di fatto, estremamente fuorviante, perché non riceve vero credito da coloro che affermano di crederci. E se in modo consistente continuano a crederci, le loro stesse convinzioni sono solo causalmente determinate dal cervello e potrebbero non avere nulla a che fare con la verità, ma semplicemente con il condizionamento.

La risonanza morfica che cosa ha da insegnare a un paradigma scientifico obsoleto? E al regno della spiritualità?
La risonanza morfica è un principio generale di memoria in natura. È rilevante per molti dei dogmi della scienza. Il dogma che le leggi della natura siano fisse e siano le stesse dal Big Bang è una sbornia derivante dal vecchio presupposto che la natura sia governata da una specie di ordine matematico platonico, un assunto che fu più teologico che filosofico. Alla luce della risonanza morfica, però, nel nostro universo evolutivo le leggi non hanno bisogno di essere fisse dagli albori, ma si evolvono. E, in effetti, è meglio pensare a esse come abitudini più che come leggi, così tutta la natura può avere una sorta di memoria.
La risonanza morfica getta anche nuova luce sul presupposto standard nella biologia che l'ereditarietà è interamente materiale e portata dai geni, da modificazioni epigenetiche dei geni e dall'eredità citoplasmatica. Essa suggerisce che molto di quello che abbiamo ereditato è attraverso di essa non attraverso i geni. Come discusso nel mio libro, c'è, oggi, una crisi al cuore della biologia a causa del cosiddetto problema dell’ereditabilità mancante, in cui i geni si prestano a spiegare molto meno di ereditarietà di ciò che si è abituati ad assumere. Penso che sia perché gran parte del patrimonio della forma e del comportamento dipenda dalla risonanza morfica. Sappiamo cosa i geni fanno: essi codificano la struttura primaria delle proteine. Non codificano per le forme dei volti o gli istinti degli animali. Così i geni spiegano una parte dell’ereditarietà, ma solo una relativamente piccola.
La risonanza morfica getta anche una nuova luce sulla natura della memoria. Il dogma che i ricordi siano immagazzinati all'interno del cervello è generalmente dato per scontato, ma le prove a suo favore sono sorprendentemente scarse. Penso che il cervello sia più simile a un ricevitore TV che a un videoregistratore, ed è un sistema di accordatura che consente alle memorie di essere recuperate dalla risonanza morfica. Ricordiamo le nostre stesse memorie perché assomigliamo più a noi stessi nel passato più che ad altre persone, ma la memoria individuale e quella collettiva, da questo punto di vista, sono diverse solo in scala, e sono aspetti differenti dello stesso fenomeno.
Anche nel regno spirituale ci sono campi, o abitudini, o modelli nei rituali e nelle pratiche tradizionali. Penso che questi sintonizzino i praticanti odierni con quelli che hanno praticato gli stessi rituali o pratiche spirituali in passato, portando a collegamenti attraverso il tempo entro le tradizioni spirituali.

In medicina, la scienza spesso mostra il suo punto di vista cieco e a breve termine. Recentemente mi sono trovata a leggere un libro di Michel Odent – un ostetrico francese che ha dedicato la sua pratica e la ricerca alla nascita. Egli è arrivato al punto – attraverso studi e indagini campione – che la capacità di amare, noi stessi e gli altri, si giochi nella prima ora, e include il rilascio naturale del feto dal grembo materno. La scienza medica, forte della tecnologia, sta scoprendo la facilità e la convenienza del parto cesareo programmato. Le statistiche sono positive: meno dolore e soprattutto meno rischio per la madre e il bambino.
Non sembra che si tratti solo della scienza obsoleta, piuttosto dell’abitudine umana a preferire la comodità all’amore. Le va di commentare?
La medicina meccanicistica parte da un punto di vista molto limitato, poiché si basa sulla teoria che il corpo non è altro che una macchina e che la medicina dovrebbe funzionare fisicamente o chimicamente, mediante la chirurgia o i farmaci. Tutti sanno che molto di più vi è coinvolto. Anche la medicina convenzionale ha rilevato il potere dell'effetto placebo, che dipende da credenze, speranze e aspettative, nessuna delle quali è materiale. Non ho studiato le ricerche di Michel Odent, mi sembra tuttavia una questione empirica, non ideologica. Se uno studio su persone nate da parti cesarei programmati mostra che, in media, questi presentano diversità da quelli nati da parto naturale, allora ciò potrebbe dirci qualcosa circa gli effetti a lungo termine del processo di nascita. Se si scopre che i parti cesarei portano a problemi, più tardi nella vita, allora questa sarebbe una buona evidenza scientifica per non farli, solo perché compatibili con la comodità dei medici o i desideri di convenienza delle madri. Naturalmente in alcuni casi i parti cesarei sono necessari ed è importante non peggiorare la situazione raccontando a chi è nato da cesareo che è in qualche modo danneggiato per la vita.
Penso che il modo migliore di procedere nella ricerca medica è attraverso l’indagine comparativa dell'efficacia, scoprire ciò che funziona indipendentemente dalla teoria o dall’ideologia. Quando le persone sono malate e chiedono di essere curate, vogliono sapere che cosa funziona, e non importa molto la teoria che ci sta dietro. Non c'è dubbio che la medicina meccanicistica è un grande successo in alcune aree, ovviamente ne ha di meno in campi che riguardano i pensieri, le idee, le credenze, le abitudini, i problemi spirituali o i modelli familiari ereditati. Altre sono, in questi campi, le forme di terapia, magari molto più efficaci, anche per aiutare le persone a condurre una vita sana, in modo da ammalarsi di meno e avere meno problemi di salute. Si tratta, in altre parole, di quelle pratiche che promuovono la salute piuttosto che limitarsi a curare la malattia.

Sì, la ricerca di Odent (La nascita al tempo della plastica, Aam Terranuova) è empirica, riporta già studi campione su effetti a medio, lungo termine ed esorta a molte più ricerche sul lungo raggio.
La natura non depriva nessuno del suo supporto, quindi i bambini nati da cesareo possiedono sicuramente risorse che gli altri non hanno… anche queste andrebbero studiate.

Il campo morfogenetico e la risonanza morfica
Il campo morfogenetico o morfico (dal greco morphe, forma, e genesis, messa in essere, che genera), è, nell’ipotesi di Rupert Shaldrake, un vero e proprio campo di memorie. Questo significa che, in ogni sistema, esso esercita la sua influenza sui sistemi successivi, mediante un processo chiamato risonanza morfica, una sorta di telecinesi-trasmissione di memorie. Per fare un esempio, tale campo informato spiega il motivo per cui una cellula di una pianta si differenzia in quella di una foglia piuttosto che in una di radice. Essa si sintonizza, per così dire, attraverso la risonanza morfica, con i campi morfogenetici di tutte le foglie precedenti della stessa specie. Questo processo si determina per tutti i sistemi riscontrabili in natura, compresi i campi che sottendono le relazioni umane. Si tratta di un fenomeno empirico, di cui è riscontrabile l’effetto. Inoltre, tale campo di memoria non è memorizzato nel cervello, ma è un campo d’informazioni al quale si può accedere mediante il cervello.

Chi è Rupert Sheldrake
Rupert Sheldrake è un biologo, autore d’innumerevoli pubblicazioni scientifiche e di ben dieci libri. Ha anche credenziali impeccabili come biochimico, a Cambridge e a Harvard.
Ricercatore molto innovativo e amante di un approccio scientifico autentico – che continua a indagare liberamente – vanta scoperte, studi e ricerche di ineccepibile rigore, nonostante gli ortodossi vogliano tacciarlo come eretico per la sua teoria sulla risonanza morfica e la ricerca sulle capacità psichiche naturali.
www.sheldrake.org

Tratto dall'ultimo numero di “Scienza & Conoscenza” n. 47, www.scienzaeconoscenza.it/riviste/rivista-47.php




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mi sembrano attinenti, appena ho tempo leggo per bene  e rispondo.

 

sulla questione roche-novartis rispondo subito ché ci vuole poco: non è stato un gombloddo, è stata semplicemente una truffa ed infatti hanno pagato. Stop.

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ok Taliten  ma bastava ne sceglievi uno.. :soso:

 

Quello che mi ha colpito di + è quello di di bella :sisi:  di cui.. i punti salienti mi sembrano questi..

 

Dunque la ricerca scientifica per il premio Nobel, “sarebbe tutt’altro che indipendente” questa l’accusa di Randy Sheckman che incalza sostenendo che “ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite”.(Per questo riviste indipendenti come Neuroendocrinology Letters, che hanno il coraggio di pubblicare le scomodissime verità scientifiche del Metodo Di Bella pagano la loro grande onestà morale con una grave penalizzazione dell’Impact factor)

 

Molto spesso, infatti, l'efficacia dei medicinali viene verificata in test clinici malamente progettati, condotti su un numero ridotto di pazienti poco rappresentativi e analizzati con tecniche che ne enfatizzano solo gli effetti positivi. Quando emergono dati negativi, la legge consente all'azienda di tenerli nascosti”

 

A fronte di questi noti e certificati risultati delle attuali terapie oncologiche istituzionali “Di provata efficacia“ è etico, razionale scientifico, morale, disprezzare e interdire terapie come il MDB che non provocano mortalità e neppure la rilevante tossicità della chemio, conseguono percentuali nettamente più elevate di miglioramenti in tutti gli stadi, fino alla documentata e stabile remissione (sconosciuta all’oncologia) in carcinomi prostatici e della mammella, senza intervento chemio e radio, con abbattimento evidente ed elevatissimo delle spese sanitarie e conseguente crollo del fatturato delle multinazionali?

Sollevare col MDB da drammatiche sofferenze, prolungare esistenze più dignitose e accettabili, salvare vite, documentare il tutto sulla banca dati scientifica mondiale ufficiale www.pubmed.gov, non serve assolutamente a nulla, non viene degnato della minima attenzione, non merita alcuna considerazione ma la sprezzante scomunica di questa “comunità scientifica ”

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Rispondendo al Metodo Di bella, non tutti sanno che nel metodo Di Bella era presente un chemioterapico nelle stesse dosi consigliate dalla terapia tradizionale. Sì ripeto, il Dott. Di Bella, che dichiarò che il fallimento del suo metodo era dovuto al fatto che i pazienti prima erano stati sottoposti al trattamento tradizionale, nel suo cocktail terapeutico aveva messo un chemioterapico. Inoltre, paragonando i risultati del MDB con quello tradizionale, quest'ultimo aveva sempre risultati migliori, il tutto dimostrato dalla sopravvivenza a 2 e 5 anni dei pazienti trattati. Dati alla mano, difficilmente reperibili visto che Di Bella non conservava quasi nulla, quelli trattati con il MDB, avevano un iniziale miglioramento ( dichiarati erroneamente in remissione dal Dottore), ma nessuno o quasi nessuno sopravviveva dopo due anni e praticamente nessuno sopravviveva a 5 anni. Mentre i risultati del trattamento tradizionale sono nettamente migliori. 

 

Detto questo è vero che i risultati negativi possono essere tenuti nascosti, ma se pubblichi qualcosa che è vero solamente, esempio, nel 10% dei casi, ovviamente ne pagherai le conseguenze e in modo quasi definitivo. Detto in poche parole: ti stroncano la carriera....

 

Per la questione ricerca libera è ovvio che la ricerca va nella direzione dei soldi, ma questo perchè le nazioni non investano adeguatamente nella ricerca e quindi i soldi arrivano quasi solo dai privati che investano solo dove ci vedono un possibile guadagno. Ma questo non significa che si inventano i risultati o che non esistono laboratori indipendenti riconosciuti a livello mondiale

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:grat: Allora questo è falso.. o inutile secondo voi??

 

La ricerca scientifica
Per gentile concessione del dottor Giuseppe Di Bella - 27 aprile 2014

Nel 2014 sono stati pubblicati da Neuroendocrinology Letters, rivista scientifica recensita dalla massima banca dati scientifica mondiale www.pubmed.gov due studi clinici sull’impiego del Metodo Di Bella (MDB) nei tumori della prostata e della mammella. Con questi, i casi di varie neoplasie, complessivamente e favorevolmente trattate col Metodo di Bella salgono a 774. Il progresso rilevante e il dato innovativo, senza precedenti nella ricerca oncologica e nella terapia del cancro, è costituito dal fatto di aver ottenuto in tumori solidi, la completa e stabile remissione senza ricovero ospedaliero, senza intervento chirurgico, né radioterapia, né chemioterapia, ma unicamente mediante il Metodo Di Bella

Evaluation of the safety and efficacy of the first-line treatment with somatostatin combined with melatonin, retinoids, vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of breast cancer: a preliminary report.
Di Bella G, Mascia F, Ricchi A, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(7):660-8.

The Di Bella Method (DBM) in the treatment of prostate cancer: a preliminary retrospective study of 16 patients and a review of the literature.
Di Bella G, Mascia F, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(6):523-8. Review.

Mentre l’informazione in Italia (anche se portata a conoscenza con documentazione dettagliata esauriente e completa) si è affrettata a censurare accuratamente ed ermeticamente quest’unico reale e documentato progresso nella terapia dei tumori solidi, (ottenuto senza chiedere e ottenere nulla per la ricerca scientifica, senza questue,sceneggiate televisive“giornate della vita” vendite di arance verdure e ortaggi vari), le istituzioni sanitarie, e la cosiddetta autodefinita“ comunità scientifica nazionale“ non si sono interessate alle pubblicazioni per prendere atto di un risultato rilevante, né per esaminare il razionale, i meccanismi biochimici e molecolari, le ampie conferme bibliografiche, che hanno consentito questo risultato. C’è stata al contrario una mobilitazione generale,hanno scagliato anatemi e lanciato scomuniche contro il MDB, si sono scomodate società scientifiche, istituzioni sanitarie, comitati etici per cercare ogni cavillo, ogni appiglio, ogni pretesto, ogni espediente, ogni scusa, per delegittimare, non il risultato, non le guarigioni, non l’essenza del problema, non le verità documentate e verificabili, (per cui non hanno assolutamente manifestato il benché minimo interesse, e che non potrebbero contestare), non la sostanza.

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:grat: Allora questo è falso.. o inutile secondo voi??

 

La ricerca scientifica

Per gentile concessione del dottor Giuseppe Di Bella - 27 aprile 2014

Nel 2014 sono stati pubblicati da Neuroendocrinology Letters, rivista scientifica recensita dalla massima banca dati scientifica mondiale www.pubmed.gov due studi clinici sull’impiego del Metodo Di Bella (MDB) nei tumori della prostata e della mammella. Con questi, i casi di varie neoplasie, complessivamente e favorevolmente trattate col Metodo di Bella salgono a 774. Il progresso rilevante e il dato innovativo, senza precedenti nella ricerca oncologica e nella terapia del cancro, è costituito dal fatto di aver ottenuto in tumori solidi, la completa e stabile remissione senza ricovero ospedaliero, senza intervento chirurgico, né radioterapia, né chemioterapia, ma unicamente mediante il Metodo Di Bella

 

 

Il figlio di Di Bella :fumopeo:.....senza pregiudizi, questo che sta scritto qui  sopra non è quello che hanno scritto negli articoli qui sotto

 

 

 

Evaluation of the safety and efficacy of the first-line treatment with somatostatin combined with melatonin, retinoids, vitamin D3, and low doses of cyclophosphamide in 20 cases of breast cancer: a preliminary report.

Di Bella G, Mascia F, Ricchi A, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(7):660-8.

The Di Bella Method (DBM) in the treatment of prostate cancer: a preliminary retrospective study of 16 patients and a review of the literature.

Di Bella G, Mascia F, Colori B. Neuro Endocrinol Lett. 2013;34(6):523-8. Review.

 

 

Cyclophosphamide = chemioterapico

 

 

Ho trovato l'articolo in formato PDF e parla che i pazienti sono stati trattati per 5 anni con tale metodo ( 2006 al 2012) e i risultati potrebbero anche esserci, ma:

Chi mi dice che gli effetti positivi non siano solo il frutto di questo chemioterapico? Il suo ruolo potrebbe in qualche modo essere favorito da altri elementi del MDB, ma come vuoi essere preso seriamente se vai dicendo che i pazienti sono guariti ( completa e stabile remissione) senza nemmeno aspettare il protocollo? ( 5 anni senza la presenza della manifestazione del tumore)

 

In conclusione, quei dati possono anche essere veri, ma se vai dicendo che non usi chemioterapici, mentre è evidente che stai usando un chemioterapico, perchè ti lamenti se nessuno ti prende seriamente? :asd: 

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Non mi intendo di quelle formule cmq l'articolo lo ho preso da qui

 

da ciò che è scritto comunque sembra che oltre alle considerazzioni personali oggettive o meno ci sia anche una grossa e pilotata disinformazione a livello di risultati scentifici + precisi.. :sisi:

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non conoscevo :nunu:  quindi oltre alla disinformazione nei profitti delle istituzioni scentifiche sovvenzionate da privati e non c'è anche la confusione che creano questi siti..

:grat: roba da matti!!

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ok Taliten  ma bastava ne sceglievi uno.. :soso:

 

 

sì, ma io domani ho un esame domani, eh... :siciao: il buon germo può sostituirmi più che degnamente :zizi:

Non mi intendo di quelle formule cmq l'articolo lo ho preso da qui

 

da ciò che è scritto comunque sembra che oltre alle considerazzioni personali oggettive o meno ci sia anche una grossa e pilotata disinformazione a livello di risultati scentifici + precisi.. :sisi:

ma la volete finire di informarvi sui siti complottari? :tsasd: questo topic è nato proprio per sconsigliare di informarsi con quelle porcherie...

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