Germanoreale

Disinformazione scientifica

126 risposte in questa discussione

manifestazione-vaccini-1.jpg

 

Un'idea che parte da dei laureati in Biotecnologia, mi sembra di Milano, che è stata accolta di buon grado da tutti, tanto che si è deciso di muoversi al livello nazionale. Diciamoci la verità, l'ignoranza e la disinformazione dilaga e su internet, dove puoi trovare qualsiasi cosa per soddisfare la tua sete di sapere, ma si cade nei soliti siti di disinformazione e di infiniti complotti. Argomentazione più dilaniata dalla disinformazione è proprio quella scientifica, quindi è una vera e propria piaga. Non si parlerà solamente dei vaccini, come si potrebbe pensare da quella locandina, ma di diversi argomenti, ma soprattutto è una iniziativa organizzata da studenti e neolaureati e quindi quei diavoli delle case farmaceutiche non c'entrano una beata mazza, così eliminiamo da subito i complottisti. Ci si augura che parteciperanno in molti e si cercherà di parlare obbiettivamente ( quindi i pro e i contro) di tutti gli argomenti prefissati. Nello spoiler metterò il sito che potrete liberamente consultare. Da quello che so, non tutte le città si sono ancora organizzate, quindi i luoghi non si conoscono ancora di preciso, ma ci saranno in tutte le città principali. Questo post potete usarlo anche per discutere in generale della disinformazione scientifica. Personalmente spero che ci siano molto più spesso iniziative del genere, si ha davvero bisogno di educare culturalmente le persone a non soffermarsi al primo sito che trovano su google per "conoscere meglio" un qualsiasi argomento, che sia scientifico o meno.

 

P.s. Manifestazione consigliata agli scettici, complottisti e ai "so di sapere" :siciao:

 

Sito

http://www.italiaxlascienza.it/ita/home.html#slide-9

 

EDIT: Ci sarà pure Piero Angela da qualche parte u_u 

http://fisiciaroundtheworld.wordpress.com/2013/05/15/italia-unita-contro-la-disinformazione-scientifica/

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Qualcuno ha visto il mio avatar ed ha avuto una brillante idea? :trollface:

 

è una iniziativa organizzata da studenti e neolaureati e quindi quei diavoli delle case farmaceutiche non c'entrano una beata mazza, così eliminiamo da subito i complottisti

 

Cmq qui parlerà un mio prof di fisiologia (chimica farmaceutica), quindi complottisti avete ragione a pensare male... :trollface:

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In realtà no :mhm: Lo volevo fare già mercoledì quando la rappresentante degli studenti della mia facoltà ha invitato la mia Prof di Microbiologia a parlare dei vaccini a quella manifestazione XD 

 

Però quando ti ho visto l'avatar pensavo l'avessi preso da qui, ma non avevi commentato e c'erano 0 visualizzazioni, quindi credo che abbiamo avuto la stessa brillante idea quasi contemporaneamente XD  

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:pawa:

 

è un mese che ce lo dicono da tutte le parti, fakebook compreso ;)

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siete disgustosamente uguali :ihih: comunque grazie @Germanoreale non lo sapevo nemmeno di questa iniziativa :pea:

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So quante cazzate girano in rete, anche che aids non esiste che i malati in Africa hanno solo la polmonite. Cmq so che ci sono casi di bambini morti per colpa dei vaccini, non so se è una cazzata....

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Oddio come è facebookiano sto forum :fumopeo:

 

Non è un caso se lo chiamo FAKEbook. :siciao:

Cmq so che ci sono casi di bambini morti per colpa dei vaccini, non so se è una cazzata....

 

Può essere tranquillamente, il fatto è che è molto più rischioso vivere senza vaccini...

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Ok, non parliamo di quelli obbligatori ma quelli usati prima dell'influenza. Io per esempio quelle vaccinazioni non le ho mai fatte ed è difficile che mi ammali. Sono cosi utili???

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Contro ogni mio interesse economico futuro ( :fua: ) : quelle per l'influenza non servono quasi a niente, se non per vecchi o per chi ha una difesa immunitaria "ciofeca"...

 

Certo, i rischi di prendere l'influenza si abbassano, ma è difficilissimo avere gravi problemi da una influenza standard in un paese industrializzato.

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Il problema è che tutti i farmaci hanno delle controindicazioni, ma sono commercializzati perchè i benefici sono di gran lunga superiori ai rischi. Però questo è un terreno fertile per i complottisti e le persone, che non hanno una minima conoscenza di base di quali siano i meccanismi che fanno girare il mondo scientifico, possono anche abboccare.

 

Poi le case farmaceutiche con la loro avidità non aiutano per niente....

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È nata una piccola diatriba a tema “sperimentazione animale” che ha coinvolto da un lato Beppe Grillo e il suo blog e dall’altro la testata online Giornalettismo. Vogliamo parlarne un momento, anche perché questo ci fa da spunto per esprimerci in maniera chiara e speriamo definitiva sull’uso terminologico della parola “vivisezione”.


In breve, sul blog di Beppe Grillo, il quale purtroppo si è espresso sempre in termini aggressivi nei confronti della sperimentazione animale e della ricerca biomedica in genere, è comparso un appello a sostegno di una petizione popolare che chiede l’abolizione della direttiva europea 2010/63/UE sulla tutela degli animali da laboratorio.


L’appello è stato pubblicizzato sulla sua pagina Facebook; il post ovviamente usava il termine “vivisezione” come sinonimo di “sperimentazione animale”, e altrettanto ovviamente era allegata una foto visivamente ed emotivamente impressionante.


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La pagina facebook A Favore della Sperimentazione Animale ha prontamente fatto notare quanto la foto fosse decontestualizzata. Gli stessi dubbi rimbalzano su alcuni blog e infine anche su Giornalettismo. Nasce un botta e risposta con il blog di ispirazione grillina La Fucina, e si discute di autenticità e appropriatezza della foto.


Riguardo all’autenticità, la fonte originaria della foto sembra essere il sito di un concorso fotografico, che riporta la foto come proveniente da un centro di ricerca sui primati in Cina. È confermato dalla didascalia che si tratta di un semplice prelievo di sangue.


Dunque una cosa è certa: si è fatto passare come “vivisezione in Europa” (questo l’ipotetico nemico contro cui si scaglia la petizione di Grillo) un prelievo di sangue in Cina.


È una novità questo tipo di uso delle immagini? No, non lo è: ad esempio la LIMAV faceva passare per sperimentazione animale (“vivisezione”) l’estrazione della bile dagli orsi vivi sempre in Cina, una pratica collegata con la medicina tradizionale cinese, del tutto inesistente in Europa e Usa e di sicuro non classificabile come ricerca scientifica.


È corretto questo uso delle immagini? Ovviamente no, si tratta di un tentativo di suggestionare il lettore senza risvegliarne le capacità critiche. Tutti abbiamo subito dei prelievi di sangue nella vita, chi soffre di particolari patologie si trova a doverli ripetere anche di frequente, e non sono niente di scandalosamente doloroso. Tuttavia nella foto c’è la scimmietta, è tenuta legata (un metodo un po’ obsoleto per fare i prelievi, si può infatti addestrare scimmie a dare il braccio per il prelievo in cambio di una ricompensa, come si vede ad esempio in questo video) ed ha la faccia che sembra triste. Certo, le espressioni facciali delle scimmie somigliano pochissimo alle nostre ed è ben difficile che un profano sappia direche espressione ha la scimmia; ma questo non è importante perché per impressionare il lettore basta che l’animale sembri sofferente, che lo sia davvero o meno è un dettaglio insignificante.


Sicuramente si tratta di un uso delle immagini quanto meno fuorviante. Inoltre, che la foto sia vera o meno, la cosa grave qui non è certo la foto, semmai che un partito che si proclama a favore della ricerca scientifica dichiari la propria volontà di opporsi alla ricerca biomedica in tutta Europa.


Tuttavia le cose veramente importanti passano frequentemente inosservate, quindi nel botta e risposta tutta la questione ha finito col ridursi a “Ma la foto è autentica? E rappresenta vivisezione?


Per dirimere la questione bisogna dunque capire che cosa significhi “vivisezione” e quando sia corretto usare la parola. Ci esprimeremo brevemente su questo.


Cominciamo col dire che un termine prende il suo significato principalmente da due elementi:l’uso e l’etimo. Dei due sicuramente l’uso è il più potente, ma è anche quello più vago e su cui è più difficile trovare consenso, mentre l’etimologia può essere definita “scientificamente”. L’etimologia del termine “vivisezione” fa riferimento specificamente al taglio di tessuti vivi; è sottointeso che ciò accada a scopi sperimentali e di ricerca scientifica. Questo è anche il primo significato riportato da tutti i dizionari nonché da Wikipedia italiana e da quella inglese alla voce “vivisection”. Molti dizionari (ma non tutti: si veda ad esempio qui) riportano che per estensione il termine è talora utilizzato per riferirsi all’intera ricerca in vivo.


È chiaro che nel rispetto dell’etimologia l’utilizzo più corretto e a luogo del termine è quello che i dizionari riportano come primo o unico significato: dissezione in vivo a scopi sperimentali.


Se l’etimologia è spietata nel ricordarci che la vivisezione è il taglio in vivo, e solo quello, è vero che l’uso giornaliero del termine, altrettanto importante, conosce più variabilità.


In ambito scientifico il termine è obsoleto e praticamente non esiste; su pubmed una ricerca degli articoli col termine “vivisezione” nel titolo trova in tutto venti risultati, di cui uno in cui è usato in senso metaforico (“vivisezione delle proteine”) e diciannove sono di carattere storico o filosofico. Quando viene usato, il termine si riferisce comunque alla vivisezione come taglio in vivo, così com’era praticato in epoche passate, prevalentemente nel ‘700 e nell’800 (talora su animali svegli e coscienti, oggi vietatissimo), e non al totale della sperimentazione animale. È insomma del tutto evidente che dal punto di vista scientifico il termine, banalmente, non ha valore; è obsoleto, e riferito a pratiche obsolete. Poiché si tratta di un termine scientifico, il fatto che non sia in uso fra gli scienziati è un tantino importante.


 


Se invece andiamo nell’ambito legale e burocratico, nella legislazione italiana ad esempio il termine era utilizzato all’interno della legge n° 924 del 12 giugno 1931, in cui si parlava di “vivisezione ed altri esperimenti”, da cui a rigor di logica si evince, com’è ovvio, che non tutti gli esperimenti su animali sono vivisezione .

Al momento la legge in questione è interamente abrogata e sostituita dal D.L 116 del 1992; ne sono conservati soltanto i commi I e III dell’articolo 1, che usano il termine “vivisezione” nel modo che ho appena spiegato. La parola non è più utilizzata in nessuna parte della legislazione aggiornata al 1992 né nella direttiva europea del 2010, il che significa che se non fosse per quei due stralci della legge del 1931 sopravvissuti all’abrogazione, la parola “vivisezione” sarebbe addirittura assente dal lessico giuridico in Italia.

 


Ciò che resta da verificare è l’uso giornaliero della parola “vivisezione” presso gli animalisti e la gente comune. Qui è la festa dell’ambiguità, chiaramente. Gli animalisti contro la sperimentazione animale useranno sempre il termine vivisezione perché fa più impressione, e la loro causa campa quasi interamente di impressioni e “orrore”. Quanto alla gente comune, penso che molti saranno pronti ad affermare di sapere cos’è la vivisezione e di usare quel termine consapevolmente, ma quanti di loro la userebbero per riferirsi ad un semplice esperimento comportamentale in una gabbia di Skinner, o al semplice prelievo di sangue qui sopra? Se ammettessimo questo uso del termine, dovremmo ammettere che portare Fido dal veterinario per un prelievo è uguale a vivisezionarlo, e io stesso dovrei riconoscere di essere stato vivisezionato a mia volta, avendo partecipato ad un paio di esperimenti comportamentali come cavia.


Ora, com’è chiaro, tutti i termini possono essere usati come lo si desidera, a patto di mantenere una convenzione onesta con chi ci sta ascoltando o leggendo riguardo a cosa si intenda. Se gli animalisti vogliono sostenere che io ho subito la vivisezione perché ho subito un esperimento, molto bene, possiamo anche farli contenti: Alberto è stato vivisezionato, e non è stato niente di tremendo, anzi si è piuttosto divertito.


In realtà possiamo anche chiamarla “carote al sugo” la sperimentazione animale, basta che si abbia presente cos’è ciò di cui si sta parlando, e questo vale sia per chi parla che per chi legge o ascolta. Se parlando di vivisezione vuoi dare l’idea di un’orrenda tortura a cui porre fine, be’, scegliere una foto di una scimmia a cui fanno un prelievo di sangue, solo perché ha la faccia che sembra triste, forse non è esattamente onesto, o stiamo dicendo qualcosa di assurdo?


A Beppe Grillo e a chiunque scriva sul suo blog o su quelli amici io chiedo di riflettere e domandarsi se l’uso che hanno fatto loro del termine e della foto rispetta questa onesta convenzione linguistica, se davvero stanno trasmettendo l’informazione giusta ai loro lettori.


E mentre loro si interrogano sull’argomento, i nostri lettori probabilmente si son già fatti un’idea della risposta.


[Dott. Alberto Ferrari - Comitato Scientifico Pro-Test Italia]


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Proprio oggi si è sollevata questa questione. Un ragazzo ha portato alcuni articoli che parlano di anticorpi monoclonali prodotti da colture cellulari e si è sollevata la questione in generale. Anche se molti auspicano in un futuro senza l'utilizzo delle cavie, è opinione ( diciamo pure un dato di fatto) che la sperimentazione animale al momento è fondamentale per una questione molto semplice: Non sappiamo ancora nulla o comunque sappiamo ancora molto poco. Fino a quando le conoscenze sulle cellule e su organismi pluricellulari sono ancora così relativamente poche ( forse siamo arrivati a un 50% su singola cellula, ma forse con molto ottimismo), non si potrà mai eliminare del tutto la SA. Questa è la realtà, si parlano di metodi alternativi, di simulatori informatici, programmi bioinformatici,ecc...ma se non sappiamo che dati mettere in questi simulatori, non si può fare veramente nulla. 

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Sullo spotted della  mia città è una settimana buona che c'è ressa, ma non rispondo e mi limito a guardare (anche persone che conosco) con questo sguardo: :wonka:

 

Ci sono miei "colleghi" che ci provano a spiegare, ma è tempo perso...

 

Cmq finchè non sono completi gli studi di genomica e proteomica non ci si può fare nulla, a meno che non si inizi a testare direttamente sull'uomo (cosa che farebbe felici le case farmaceutiche e farebbe risparmiare tempo, denaro e sopratutto sarebbe tutto molto più efficace ed efficiente). Qualcuno si offre volontario per salvare dei topini creati ad hoc? Per correttezza bisogna informare che la fine che fanno i topini la fanno anche gli uomini con quei test, eh...

 

Oppure smettiamo di usare i farmaci, che è la via più sicura per evitare i test. Come dite? Senza farmaci si muore? Però così il topino geneticamente modificato potrà scorrazzare nei campi bello e felice di essere cibo di qualche predatore. u.u Magari se ve lo trovate in casa però non usate il veleno per topi, anzi, offritegli un piatto di pasta caldo che fuori inizia a far freddo...

 

P.S. confesso: sono io quel ragazzo che ha portato l'articolo. 

:mino:

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tempo fa avevo visto un bel filmato sullo spellamento o estrazione forzata della pelliccia a un animale vivo (non so come si chiama la procedura).

essendo l'animale stesso produttore di una pelliccia alquanto pregiata (non ricordo se fosse un ermellino ma forse era una nutria da fosso) veniva ripetutamente bastonato in testa fino a renderlo incosciente, poi con un coltellino svizzero venivano praticate delle incisioni in punti specifici e con uno o due strappi la pelliccia veniva via in un lampo e l'animale ancora vivo veniva lasciato ad agonizzare in tranquillità.

certamente la sperimentazione sugli animali andrebbe regolata e non dovrebbero mai accadere episodi di violenza gratuita a loro carico, oppure come dice Crow se qualche volontario umano vuole fare da cavia è bene accetto.

del resto una pelliccia da sfoggiare a un party di ricchi sfondati idioti è quanto di piu inutile e superfluo riesca a fare la mente umana.

usare gli animali per testare farmaci che useranno le persone, va bene, ma gli animali vanno trattati con un briciolo di dignità.

invece torturarli per la pelliccia o perche il loro sangue è come il viagra...beh è solo pura e semplice stupidità.

in natura la crudeltà gratuita non esiste, solo la razza umana ne fa uso...ho giusto bisogno di pelli bianche per rilegare delle bibbie da spedire ai missionari...

comunque l'uso di cavie umane mi ispira assai, siamo in 6 miliardi, cosa volete che siano qualche centinaio di volontari umani?

siamo bravi a sacrificare i pochi per i bisogni dei molti, lo abbiamo sempre fatto, non vedo perche non dovremmo farlo per i farmaci da testare....

 

innanzitutto le pellicce non c'entrano nulla con la sperimentazione animale che è già regolata, non servono ulteriori leggi. Probabilmente quello che hanno fatto all'ermellino (e non è stato niente in ambito sanitario) è fuori legge. In ogni caso la sperimentazione sugli animali è solo la fase clinica 1. La pre-clinica si fa su cellule, mentre le fasi 2 e 3 (e 4) sono sull'uomo. In pratica dei 12 anni per progettare un farmaco, 3 sono test sugli animali e 6 sull'uomo. I test sugli animali servono a verificare che il farmaco abbia una certa efficacia, non sia teratogeno e capire quale è la dose mortale (se poi volete uccidere un uomo invece di un topino anestetizzato). Dopo si possono fare i test sull'uomo, solo dopo.

 

Quindi se vi volete schierare contro i produttori di pellicce fate pure (non vedo come la cosa dovrebbe riguardarmi), anzi, però contro la sperimentazione animale per adesso non si può far niente se non si vuole morire di influenza nel 2013.

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Fin una cosa deve essere chiara: gli animali di laboratorio vengono trattati meglio dei ricercatori :asd: Stabulario: Vitto e alloggio abbondante in luoghi sterili e accoglienti. Laboratorio: Uno dei luoghi più a rischio contagio che esista, temperature non certo ideali, senza vitto e/o alloggio e ricercatori sottopagati :asd:

 

 

Io ho molti dubbi sulla utilità dell'uomo come cavia per test di base o per la ricerca in generale ( non si usano solo per testare farmaci, ma anche per studiare malattie o normali processi metabolici). L'uomo è un pessimo animale modello:  troppo lunghi i tempi di gestazione e troppo pochi i figli per parto, troppo tempo il tempo per il completo sviluppo,ecc....questo dal punto di vista prettamente cinico :mhm: 

 

Poi come cavia per testare farmaci allo stadio clinico sono gli unici da dover utilizzare 

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parlavo dell'abuso che se ne fa degli animali, tra pellicce e farmaci è ovvio che sono piu importanti questi ultimi.

il punto è che a volte si fanno degli attacchi contro la sperimentazione sugli animali dimenticando che vengono usati anche per motivi futili come l'industria delle pellicce.

poi io sarei favorevole alla sperimentazione sugli esseri umani, avrei una lista già pronta su chi potrebbe fare da cavia...

morire di influenza nel 2013? non è che stai esagerando? sono sopravvissuto a tante influenze e senza vaccini...

forse intendi diversi tipi di influenze?

 

I vaccini per l'influenza sono quasi completamente inutili, ma se con un'influenza ti sale la temperatura oltre ai 42 gradi e non prendi la tachipirina ciao ciao finvinerro, è stato un piacere :ciao:

 

 

 

 

Perchè tu germano consideri la necessità di utilizzare umani ricombinanti, invece basterebbe prendere umani già portatori di quel gene oppure farli ammalare semplicemente (in caso di malattia non genetica). esempio stupido (premetto che non so se i topi sono di per sè suscettibili ad AIDS): vuoi curare l'AIDS? Prendi un uomo, glielo fai venire e poi studi. :ok:

 

1383282_190882144428986_356182992_n.png scusate, non ce l'ho fatta... :rotfl:

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Non capisco gli scienziati riescono a sapere come è nata la terra ma non se un farmaco funziona su una persona umana senza testarla su un animale. Si dimostra come puoi teorizzare impossibile ma poi alla pratica è tutto un altro discorso.

Non so cosa possa servire testare i farmaci sugli animali visto che non sono uomo, magari si scopre che la cioccolata fa bene come farmaco per curare una malattia ma se si da a un cane il cane si sente male anzi rischia di morire. Quindi la cioccolata è mortale per uomo? No è mortale solo per alcuni gli animali :asd:

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Non capisco gli scienziati riescono a sapere come è nata la terra ma non se un farmaco funziona su una persona umana senza testarla su un animale. Si dimostra come puoi teorizzare impossibile ma poi alla pratica è tutto un altro discorso.

Non so cosa possa servire testare i farmaci sugli animali visto che non sono uomo, magari si scopre che la cioccolata fa bene come farmaco per curare una malattia ma se si da a un cane il cane si sente male anzi rischia di morire. Quindi la cioccolata è mortale per uomo? No è mortale solo per alcuni gli animali :asd:

 

Ti spiego in maniera semplicistica: alcuni animali hanno delle "strutture" molto simili all'uomo, quindi bisogna vedere se quel farmaco è mortale o dà tossicità elevate o altro su quelle strutture (esempio il fegato del maiale). Una volta che hanno capito quali danni può dare nell'animale (sempre mammiferi sono), abbassano la dose e provano nell'uomo per vedere se lo possiamo utilizzare o no. Niente assicura che si abbiano gli stessi risultati, ma se non si testasse nell'animale si rischierebbe di uccidere (o creare seri problemi, tipo perdita di vista ed udito) migliaia di persone solo per vedere se quella molecola ha le potenzialità per diventare un farmaco o no. C'è una certa affidabilità, ma non si ha la certezza. Questo è dovuto al fatto che ancora non conosciamo tutto il DNA e soprattutto non sappiamo tutte le modifiche che si possono avere alle proteine dopo che sono state sintetizzate a partire dal DNA. Per fare una metafora: non sappiamo ancora bene come funzionano le fondamenta della casa e sappiamo ancora peggio come funziona la casa che ci sta sopra. E questo è perchè la struttura chimica del DNA è conosciuta solo da 60 anni (1946 se non sbaglio), e la struttura chimica è la cosa più facile. Considera che la sua "organizzazione" cambia da persona a persona e capisci quanto sia difficile ottenere delle regole generali. Il discorso teoria-pratica è dovuto al fatto che ancora non si sa molto.

 

Il paragone con la formazione della terra non si può fare perchè, per quanto i dati siano affidabili e si può parlare quasi di certezze, sempre teorie sono, perchè nessuno c'era. E poi si lavora nell'ambito del macroscopico, quindi "si può vedere con gli occhi". Al contrario il DNA è moooolto più difficile da comprendere, ci si può basare solo su foto istantanee per capire cosa avviene in quel momento, si studia malissimo all'interno di un corpo vivo etc.

 

P.S. La cioccolata fa male per i grassi, il cacao fa benissimo. u.u Cmq sì, una sostanza può essere innocua nell'uomo ed uccidere altri animali, come ad esempio alcuni insetticidi, ma anche da uomo a uomo: pensa agli allergici.

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Non capisco gli scienziati riescono a sapere come è nata la terra ma non se un farmaco funziona su una persona umana senza testarla su un animale. Si dimostra come puoi teorizzare impossibile ma poi alla pratica è tutto un altro discorso.

Non so cosa possa servire testare i farmaci sugli animali visto che non sono uomo, magari si scopre che la cioccolata fa bene come farmaco per curare una malattia ma se si da a un cane il cane si sente male anzi rischia di morire. Quindi la cioccolata è mortale per uomo? No è mortale solo per alcuni gli animali :asd:

Bisogna tirare le somme. Senza animali non hai nulla o quasi nulla da dove iniziare, con gli animai stai a metà dell'opera. Cosa conviene di più?

Poi ripeto gli animali sono usati anche per gli studio di come funziona una cellula e un organismo pluricellulare in generale, e da questo punto di vista siamo veramente molto ma molto simili perfino a un moscerino.

 

Ti riporto questo esempio molto interessante.

 

Non appena furono sequenziati i primi genomi degli animali modello "semplici" come la Drosophila ( il moscerino della frutta) e genomi di animali molto più complessi come il topo, ci si rese conto che la differenza non stava tanto nei geni ma nella loro regolazione ( lo stesso gene del moscerino, in un topo, con una regolazione più complessa, può dare origine a tante varianti della stessa proteina anche con funzioni abbastanza differenti). Addirittura il 50% dei geni del moscerino hanno una corrispondenza nel topo e anche nell'uomo e sono tutti geni coinvolti nello sviluppo ( embrionogenesi). Fu identificato un gene Engrailed-1 nella Drosophila ( metto il nome così se qualcuno vuole fare qualche approfondimento può farlo su google :zuzu:), coinvolto nella formazione dell'area del cervello che si occupava della vista ( se non sbaglio) e fu identificato anche il gene corrispondente nel topo. Cosa fecero? Crearono un ceppo di topo privo di questo gene e introdussero Engrailed-1 del moscerino nella blastula ( lo zigote dopo 5/6 giorni) dei topi mutati. Risultato? Nacquero topo SANI. 

 

 

P.s. Tail un esperimento simile, ad esempio, nell'uomo è troppo dispendioso per questo dico che la sperimentazione sull'uomo, da un punto di vista cinico, è controproducente.

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Ma soprattutto non so se riuscirebbero a farlo così facilmente nell'uomo. Cmq credo che testando farmaci direttamente nell'uomo (senza modificare il dna) per le malattie non genetiche farebbero molto prima. :boh:

 

 

 

"dove c'è ignoranza e populismo, sbam, ecco i grillini"

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