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Trovato 13 risultati

  1. Kuraito (anime & games)

    Kuraito (anime & games) Ciao a tutti! Sono kuraito e questo è il mio canale , certo aperto da poco , oggi il 4/09/2017 sono appena 2 settimane in qui il mio canale carica video (di solito 3 alla settimana) e ha già raggiunto quasi 90 iscritti ringrazio chiunque mi supporterà e rimanete sintonizzati per nuovi video. Link :
  2. Writing tutorial - Tempi e Luoghi

    Bentornati in questa sede per il nostro nuovo Writing Tutorial. Oggi parleremo dei Tempi e Dei Luoghi per la narrazione. Un procedimento che si usa spesso nell'analisi di un testo letterario ma che ha un importanza grandissima anche nella stesura di un racconto o un romanzo. Per spiegare useremo il solito e ormai si spera collaudato metodo di domanda e risposta. Partiamo! Cosa Significano i termini Tempi e Luoghi di Narrazione? In genere con tempi di narrazione si intende l'epoca storica in cui si svolge "la storia" e la sua fedeltà nel rievocare oggetti di uso comune,mode e luoghi ma non solo. La parte appena citata vale per un analisi letteraria del testo, in scrittura però il fattore tempo non si limita all'epoca in cui viene narrata la sotria ma anche Al Momento in cui accade quel determinato evento. Facciamo un esempio semplice semplice... Avete presente Newton? Lui ha scoperto La gravità percfhè una mela gli è caduta in testa mentre se ne stava beatamente sotto all'albero.. Mettiamo che VOI state scrivendo una storia e che Newton sia un vostro personaggio, la scelta se farlo sedere o non sedere sotto quell'albero è solo vostra. Se la vostra scelta fosse stata di farlo sedere sotto all'albero con un minuto di ritardo e lui quindi fosse arrivato un minuto dopo che la mela era caduta a terra non si sarebbe accorto di nulla a parte la vista di un frutto per terra, se Invece, la vostra scelta era di farlo sedere subito sotto all'albero lui avrebbe visto la caduta della mela e questo avrebbe portato alle determinate conseguenze che tutti conosciamo. Vedete Ogni evento anche il più minimo nella nostra vita porta a determinate conseguenze e a scelte che noi facciamo. In narrativa il TEMPO con cui facciamo avvenire un determinato evento, anche se fosse solo la caduta di una mela dall'albero, porterà ad una determinata sequenza di eventi che si ripercuoteranno per tutto il testo scritto. Ogni cosa che succede nel testo DEVE accadere nel tempo giusto e al MOMENTO giusto senza sembrare CADUTA DAL CIELO! E un concetto importantissimo quindi tenetelo bene a mente perchè sarà ciò che garantirà la percentuale di qualità ed efficacia del vostro racconto. Venuamo ora ai Luoghi di Narrazione; cosa vuol dire direte voi? I Luoghi di narrazione riguardano appunto IL LUOGO IN CUI AVVIENE L'EVENTO e più importante di tutto LA SUA DESCRIZIONE. Fissatevi bene in testa la parola DESCRIZIONE, ma andiamo per gradi perchè qui ci sono diverse cose da chiarire che poi si ricollegheranno anche alla questione dei Tempi. Quando scrivete una storia il luogo in cui questa avviene deve essere percepito dal lettore che quindi deve figurarselo diventando in tal modo un "Lettore Attento"; In pratica e senza troppi giri di parole deve riuscire ad immaginarlo. Per far si che sia reale e tangibile al lettore un luogo quindi deve essere descritto. La natura del "luogo" in cui avviene la vicenda, gli oggetti che ci sono, il panorama che il personaggio vede, tutto fornisce REALISMO, tutto quindi permette al lettore di immaginarlo, se un lettore non ci riesce il libro gli rixulterà quindi irrealistico e questo indicherà che il vostro racconto NON HA BASI STRUTTURALI ADEGUATE ALLE SUE NECESSITA. Capite ora perchè insisto tanto sulla necessità di costruire e descrivere adeguatamente il mondo? Tutto dipende dai LUOGHI in cui la storia avviene e dai suoi TEMPI DI NARRAZIONE e Ogni piccolo particolare si ricollega ad un altro. Se nel vostro mondo esistono 4 alberi fatati dotati di potere e il vostro personaggio ne trova 1 nel luogo A il secondo può trovarlo in D o N ma comunque il personaggio ricorderà come era fatto l'albero visto nel luogo A e lo confronterà con quello del luogo N o del luogo D notandone le caratteristiche differenti o l'identica somilianza. Questo rende importante nararre il luogo e soprattutto rende vivo il vostro testo, Mhhhh non mi è ben chaira sta cosa, in passati tutorial ci hai detto più volte del luogo e tempo soffermandoti a dire che le vicende devono avvenire al momento giusto e nel luogo giusto ma qui sopra non spieghi questa faccenda e io vorrei capire.. Va bene l'immmaginare che ormai ci fai la testa come un pallone con sta immaginazione ma quel che mi domando è come cavolo si fa a scegliere il luogo in cui far avvenrie qualcosa e il tempo in cui avviene? Matematicamente mica si può scegliere Il procedimento avviene tutto mentalmente riguardo al far avvenire una cosa nel determinato tempo giusto e nel luogo giusto. Basta solo usare la testa e riflettere Sono i vostri personaggi a condurvi nei vari luoghi ma è il vostro pensiero riflessivo a crearlo. Vi faccio un esempio. Il vostro personaggio vive in una città di mare e la sua vita si svolge in una ristretta cerchia di quartieri cittadini, infatti lui Fa il postino in queli quartieri, quindi gira continuamente quelle vie per consegnare la posta. Ora la domanda è: Come cavolo è fatta questa città? Che razza di vita e avventure vive il postino? Il lettore che prende in mano il libro si fa queste domande e sta all'autore Rispondergli! Quindi se vi immedesimate in quel che state scrivendo capirete che il postino girando quelle vie vede palazzi, case, una varietà infinita di piccole minuzie che possono modificarsi, un sacco di comportamenti strani da parte delle persone.Questo fa la realtà cittadina, fa "il mondo" in cui avviene il vostro racconto. Questa è la sua realtà e se lui si ferma ad esempio alla pizzeria bella napoli per consegnare l'ennesima bolletta che fa girare le palle al gestore, in quel luogo AVVERRA UN EVENTO, questo evento bene o male avrà delle sue conseguenze, Quindi come Autori è vostro compito FAR VEDERE quel luogo al Lettore e soprattutto FAR ACCADERE le cose AL GIUSTO MOMENTO! Il gestore non assalirà mai il postino solo perchè ha visto la sua faccia, prima ci sarà uno scambio di battute poi scatterà una molla (in questo caso la consegna della bolletta) che farà cominciare a dare di matto al gestore che magari imprecherà , urlerà Politici ladri ecc. ecc. Naturalmente anche il postino avrà le sue reazioni e quelle reazioni avvengono dentro la Pizzeria Bella Napoli. in deterinati momenti e conseguentemente alle azioni del gestore. Non potete tralasciare nulla se volete che la vostra storia appassioni il lettore e sia giudicata realistica. Ok sta cosa ora mi è più chiara ma come si collega il tutto? Il collegamento c'è ma non si può mai visualizzare chiaramente. Quando scriviamo e iniziamo a capire il meccanismo narrativo, i Momenti Giusti ci saltano all'occhio e chi diciamo "è il momento per svelare questo mistero" Oppure; "E il momento di dare un evoluzione alla storia! lo sentiamo a pelle perchè è il nostro stesso personaggio che storice il naso se qualcosa non torna. Il personaggio che storce il naso se qualcosa non torna...O_o Sei impazzita? Nono nessuno squilibro mentale! Vedete quando nasce un personaggio e lo si sengue attraverso la sua avventura tra noi e lui si crea un feeeling; è qualcosa che non si riesce a spiegare a parole, lo si sente e basta. Quando non si riesce a sentire questo feeling si inzia un raconto parlando di una ragazzina che ricama e si finsice il racconto che la ragazzina è wonderwoman.. In pratica SI DERAGLIA DI BRUTTO DAL BINARIO PREFISSATO PER IL NOSTRO RACCONTO (Ovvero La Scaletta Eventi! La famosa tabellina di progettazione che rappresenta lo scheletro base del testo)! E credetemi il Deraglio oltre che la cosa più brutta che possa esistere in un racconto o romanzo è pure Na Gran ROGNA e di quelle più ostiche, sttronze e bastarde che si possano incontrare sulla propria strada! A volte devi riscrivere un intera storia solo per esserti lasciando andare al deraglio per 5 pagine. Ho detto A volte? O_o .. Non è .. A Volte.. è al 98% delle volte senza margine di errore! Quindi.... SE SENTITE CHE IL TESTO NON FUNZIA COME VORRESTE VOI O COME LA SCALETTA ORIGINARIA IMPONE , Rileggete, ricontrollate, Riscrivete!! Non soprassedete MAI! Per essere bello un testo deve essere Armonico e soprattutto Deve funzionare il suo Meccanismo Narrativo. E importante! Lo sentite se non funzia la storia magari a distanza di tempo ma è così. Vi scatat un campanello di alalrme e sentite che il personaggio vi sfugge dalla penna, omincia a svicolare fino a che non lo sentite distante. Aiuto..... Capisco la confusione che avete ma provate a ragionarci su e magari quando leggete il romanzo che avete attualmente sottomano ominciate a chiedervi: Se non andasse così? Se avesse fatto sta cretinata il personaggio.. come sarebbe evoluta la storia? Sarebbe filata uguale? Che fine avrebbe avuto? E l'unico modo per capire.. Mi spiace di non poter aggiungere altro, ma davvero l'unico modo per capire perchè si avverte una stonatura nella storia è quella del creare un feeling con il personaggio Ok con questo per oggi chiudo. Se avete domande ricordate che sonoa vostra disposizione cercherò di spiegarvi meglio i punti che non vi tornano. Postatele pure qui.
  3. Rieccoci qui in questo nuovo Writing Tutorial. Il quarto della saga. Oggi tenterò di concludere la questione sulla costruzione del mondo e sulla sua importanza di cui vi ho parlato nel precedente tutorial. Come già vi dicevo precedentemente, il mondo è un fattore importantissimo per la creazione di una storia. E una questione di pensiero, osservazione, ragionamento e trasposizione. Come promesso cercherò ora di spiegarvi meglio. Iniziamo con Il Porci Le Giuste Domande Vi ho già accennato alcune delle giuste domande da porsi quando si costruisce un mondo e una realtà, questo vale sia che si costruisca un mondo per un testo fantasy sia che si costruisca un testo basato sulla realtà tangibile. Dovete capire come funziona il meccanismo di quel mondo e riuscire a sbirciare nei suoi ingranaggi, vedere se è il caso di mettere olio su alcuni di loro o no. In pratica dovete visualizzarlo nella sua interezza, immergervici dentro e farci un giro. Non tutto viene alla mente subito, per alcuni dettagli ci vuole tempo e ragionamento ma ogni sfida vi porterà a risultati che decisamente vi stupiranno. Ora vi domanderete: Come faccio di preciso a visualizzare gli ingranaggi di questo mondo ma soprattutto come faccio a capire quali vanno oliati? Non è facile rispondere a questa domanda. Penso che si possano visualizzare solo ragionando attentamente sulla realtà che state creando. Proviamo a pensare... Stiamo ragionando su una storia ambientata nel 700 Inglese, questa realtà ci proporrà quindi differenti aspetti. ragioniamo sull'economia, le grandi imprese commerciali, la politica, la vita della gente comune, la vita della nobiltà; eppure, ci rendiamo conto che manca qualcosa... Ma cosa manca? I dettagli che collegano le varie situazioni è la risposta. Un Mostro di azienda come La compagnia delle Indie che fece conquistare alla Gran Bretagna i tre quarti del mondo, non si limita a 4 gatti che la gestiscono. Ha strutture, sottostrutture, dirigenti e impiegati e per riuscire a rendere mettiamo l'avventura della nave di un avventuriero Inglese che fa indice a loro voi dovete sapere chi gli da gli ordini e i collegamenti tra questi dirigenti e la nobiltà e tra dirigenti e impiegati e anche come tra impiegati e marinai vengono passate le informazioni.. Ma facciamo un esempio più semplice. Se voi scrivete un giallo ambientato nella londra del periodo è importante che oltre a sapere che i poliziotti giravano per le ronde notturne sappiate anche come era illuminata la città, chi bazzicava in quelle strade e le sue abitudini. Se in strada tal dei tali ci stava una prostituta, dovrete capire l'ambiente in cui vive e il comportamento che viene appunto dalla situazione sociale in cui vive. Questi sono gli ingranaggi che vanno oliati nel racconto! Quei dettagli che collegano le peculiarità importanti e che danno consistenza al mondo. Ve lo rinnovo Scrivere è prima di tutto Cuore e Ragionamento. Ci vogliono entrambi in maniera equilibrata per fare un buon testo. Prendere una penna e buttarsi a palla nello scritto può essere divertente ma non porta a nulla di buono, se invece ragionate mentre scrivete o prima, come fa Terry Brooks e fanno anche altri scrittori; allora vi renderete conto di quanto alla prima botta di scrittura si tende a dimenticare dettagli di vitale importanza per il nostro racconto. Ma scusa se io scrivo una storia e lo faccio bene non basta quello? Non si scrive mai "Bene" una storia al primo colpo! Un testo, soprattutto se Romanzo richiede decine e decine di riletture, decine di riscritture al fine di dare appunto consistenza e realismo. Pensare prima di scrivere diminuisce della metà la mole del lavoro che dovete fare. Perchè? E poi non è più comodo pensare durante la seconda o la terza stesura? Permettetemi di ridere Anche riscrivendo un testo 10 mila volte a tutti i dettagli non si pensa mai! Questa cosa si tende sempre a sottovalutarla! Su mia personale esperienza ho capito che un mondo ha bisogno di essere ragionato in veste matematica e teorica. Avete presente quei documentari in cui gli astrofisici immaginano con la computer Graphic la vita in un mondo alieno? Ecco, il discorso è uguale! Se io scrivo un racconto su Pinco e il suo mondo in cui i carciofi sono il bisness devo sapere in maniera matematica i perchè e i per come è la vita in quel mondo, come mi valutano i carciofi al mercato e come va il carciofo in borsa! Quel mondo ruota attorno ai carciofi! quindi più aspetti ne so più la mia vita nel mondo dei carciofi risulterà concreta e reale e al contempo risulterà reale al mio potenziale lettore! Rendere Il Mondo.. Eh lo so starete pensando Madonna la fa complicata! Purtroppo è davvero complicato ma rendere il mondo è tutto! Una storia può essere fatta di Personaggi che vivono una vita ma dietro di loro vive un mondo fatto delle sue infinite sfumature! Come vi dicevo raccontarne vita morte e miracoli non è particolarmente importante, quel che è davvero importante è riuscirne a renderne la complessità e la bellezza utilizzando poche parole. In un duello il campo di battaglia con i suoi alberi o le case che lo circondano sono solo uno sfondo ma al contempo fanno capire al lettore che quel duello avviene in un luogo preciso. Se c'è neve o ci sono fiori in questo luogo fa capire al lettore la stagione in cui avviene questo duello. Anche le sensazioni dei protagonisti aiutano a capire il tempo in cui avviene lo scontro. Il Mondo va mostrato con descrizioni brevi ma ricche o con sotterfugi, sensazioni o giochi di parole. Più è complesso il vostro mondo più la storia ne risulterà ricca e piena. Dovete trovare le parole giuste e sapere quando lasciare al lettore la capacità di immaginare. Aspetta! Fermati! Immaginare? Sotterfugi e Giochi di Parole? Ma che è questa novità? Io leggo una storia se ci sono paradossi me ne accorgo ma se fanno discorsi strani senza capo ne coda mi innervosisco e basta! Una realtà scomoda questa che indica quanto un usufruitore di un libro sia Disattento. Un buon libro usa ogni mezzo disponibile per riuscire a rendere un lettore attento! Quindi fargli seguire la storia da inizio a fine. Ci riesce tramite l'avventura vissuta dai suoi protagonisti. Questi protagonisti sono persone però, hanno un loro carattere e vivono determinate situazioni. Se queste situazioni venissero citate in ogni loro millimetro il lettore si annoierebbe e basta, quindi come si fa a intrattenere il lettore? La Risposta è: Mettendolo nella situazione di dover immaginare e capire gli arcani della storia! Un evento che accade in una scena A lascia la curiosità al lettore; se la sveli nella scena B la curiosità finisce subito ma se invece la sveli nella scena K dando nelle scene da B a I piccoli dettagli o continuando a rigirare attorno alla questione il lettore rimarrà incollato alla storia fino a lì. In pratica il lettore non deve avere "la pappa pronta" come tanti modernisti vogliono far credere, il lettore deve pensare mentre legge, porsi domande capire i sotterfugi. Tutto questo dipende dal libro e soprattutto dall'autore che lo scrive. Questo è il vero piacere della lettura , svelare tutti gli arcani che nasconde una storia. Sentirla e viverla. Questo è anche il grande piacere della scrittura, riuscire a creare queste vite e questa realtà alternativa. O_________O.......... Capisco il rimanere senza parole dopo quanto vi ho detto qui sopra ma il vero piacere della lettura è appunto questo. Entrare in una realtà alternativa e capirne segreti e misteri. Certo non è possibile raccontare tutto, si possono narrare solo piccoli frangenti e realtà momentanee e il lettore non riuscirà mai a vedere tutta la complessità di quel mondo appieno ma più riuscirà a percepirne le sfumature più si sentirà appagatao dalla lettura. Quindi tu dici di descrivere il mondo nonostante il 99,9% del lettori sostenga che la descrizione è noiosa? Esattamente! Perchè la descrizione non è noiosa è solo idiozia definire una descrizione noiosa! La descrizione mi permette di apprezzare la realtà di quel libro se non ci fosse abbiamo Black Lagon! Ovvero la signora storia non so di un bel niente! Non dovete esagerare nel descrivere, dovete riuscire a mostrare il mondo attraverso gli occhi del protagonista o anche dandone accenni vaghi senza imporvi come voce narrante, quel che conta è che non ci si dimentichi mai che questa realtà esiste. Mostrarla al lettore è un dovere oltre che un piacere e francamente Mi domando come si possa definire una descrizione di luogo Noiosa! La trovo una cosa Matematicamente illogica Sta a noi rendere la descrizione interessante! E ricordo che le liste della spesa è meglio evitarle a priori. E complicato! Nessuno ha mai detto che non lo fosse! Ma oltre che complicato è un operazione che ci arricchisce in maniera esponenziale e ci fa anche percepire determinate sfumature della nostra realtà. Osservate il mondo reale, osservate fotografie e provateci a percepire le sfumature di questo mondo vi renderete conto a primo occhio di quanto spesso si tenda a non notare cose che invece vanno notate; a quanto sia ricco il nostro mondo! L'osservazione e la percezione della realtà è la base dello scrivere ed è anche la base da cui nascono mondi e realtà alternative. Mi auguro di essere stata più esaustiva sulla questione e se avete domande sono come sempre a disposizione. Postatele pure qui.
  4. Già vi sento dopo aver letto il titolo... Mamma mia che noiaaa! Perchè devo curarmi del mondo quando l'avventura è più importante!!! ALT!!! FERMATE IL VOSTRO CERVELLINO.... Innanzitutto benvenuti al Terzo Writing tutorial del foro e partiamo a parlare di questa cosa chiamata Costruzione del Mondo.. Allora.... INNANZITUTTO Sappiate che il Mondo è Importantissimo in un racconto! Chi sostiene che il mondo e la sua descrizione non sono importanti non è un autore serio. Ve ne spiego ora anche il motivo. E innanzitutto vi chiedo scusa se capiterà l'attimo di polemismo (cercherò di evitarlo) ma mi è capitato diverse volte di leggere minkiate in proposito. Partiamo dunque dal farvi capire la questione e lo farò con il metodo DOMANDA - RISPOSTA Perchè "Perdere" Tempo a Costruire il Mondo? Questa è la domanda più prepotente sulla questione, e anche la domanda più Importante dell'attuale discussione. Come vi dicevo anche nello step uno; ogni personaggio vive in un mondo con caratteristiche e peculiarità precise. Torniamo all'Idea Dell'Elfo e del Demone di cui ho parlato nel 2° writing tutorial. L'elfo vive in un mondo assieme ad altri elfi e fino a qui non c'è nulla da ribadire; tuttavia ci sono alcune questioni da inquadrare, e in genere quando uno pensa ad un elfo che vive in un mondo di elfi si pone le seguenti domande di circostanza che saltano subito all'occhio alla minima riflessione Ma il personaggio vive in un mondo tecnologico oppure in un mondo naturale? Che tecnologia e armi possiedono? E un popolo pacifico il suo oppure guerriero? In che razza di ambiente si svolge la storia? Come è e cosa contiene questo bosco dove l'elfo si trova? Queste domande sono estremamente importanti e indicano anche che ragionate sul vostro testo. Senza le caratteristiche di un mondo ovvero le RISPOSTE alle domande che vi vengono in Mente sulla realtà nella quale vive il personaggio e sul mondo nel quale vive, NON AVETE LE BASI STRUTTURALI per costruire una storia! Quel racconto quindi sarà come una Torre con da una parte 20 mattoni e dall'altra 15 ( ricordate l'esempio vero? XD) ovvero sbilenca che non si regge su se stessa e soprattutto che non è equilibrata. Il Mondo con i suoi paesaggi, la sua cultura, le sue città, la sua organizzazione ecc. rappresenta la BASE da cui iniziare a narrare L'AVVENTURA. Per questo è importante crearlo. Poi, non è obbligatorio narrarne vita morte e miracoli nel vostro racconto o romanzo, potete anche solo fare intuire la realtà di questo mondo MA PER VOI è importantissimo sapere COME E FATTO QUESTO MONDO. Perchè bisogna parlare del mondo in un racconto? La narrativa Moderna trova NOIOSO descrivere il mondo.. Sarò breve e papale sulla questione: La Descrizione serve e i Modernisti sono Dei Dementi! Cerco di farvi capire con brevi parole Un mondo è qualcosa di MERAVIGLIOSO sotto ogni aspetto sia che questo sia buono sia che sia cattivo. Mostrare un paesaggio ambientale con gli occhi e le emozioni del personaggio è qualcosa che arricchisce il racconto. Senza si ottiene solo Black lagoon una storia dove 4 tizi chiappano un mitragliatore e giocano ad ammazzarsi punto. Non c'è altro da dire... E questa è una storia? No! Non sa di niente! Un mondo conferisce Ricchezza alla narrazione, Non è superfluo o noioso e i modernisti che lo pensano Non hanno capito un cazzo di Narrativa. Scusate il tono rude ma sta cosa mi manda letteralmente in bestia sono secoli che ci combatto e scrivo articoli al vetriolo in merito. Ricordate sempre, un mondo è complesso e ricco, dovete riuscire a capirne lo splendore appieno e poi mostrarlo anche ricorrendo all'astuzia al vostro potenziale lettore.. Mhhhh tu dici cose strane.. Tizio Caio e Sempronio che ho letto in internet e sono professionisti dicono che è solo importante l'azione di turno e che descrivere è errore e che anche s e fai 2 righe è uno spiegone. Premettendo che fra gli stessi professionisti ci sono una fracassa di discussioni infervorate sul metodo di fare narrativa, il vero spiegone è il seguente: Pinco andò al mercato, comprò il carciofo, incontra pallino alto 135 cm e vecchio quanto una mummia; certo pinco non era alto arrivava a 150 cm ma di sicuro comprava carciofi migliori di pallino e li sapeva pure cucinare meglio perchè ci metteva l'aglio, il peperoncino e tanto pangratatto. Li pagava 2 euro lì'uno ma pesavano 50 grammi l'uno. Ecco questo sopra è spiegone ma se dite ad esempio ad inzio storia Pinco viveva in una città in cui il carciofo era un bisness e a lui piaceva andare al mercato a comprarli tutti dello stesso peso, perchè adorava cucinarli con pangrattato e aglio.. QUESTA E SOLO UN INTRO!!! Vi aiuta solo a penetrare nel mondo! Dove cacchio sta lo spiegone? Su fra le alte sfere del paradiso forse? Ogni beneamata guida narrativa che ho letto ( E ne ho lette 50 gente!) Sostiene che un intro ci vuole sempre per aiutare il lettore a penetrare nel racconto. Ricordate le differenze e gli internettiani che sparano (scusate la parola) Ste stronzate mandateli a pescar merluzzi nel mar artico! Ricordate che quando scrivete dovete riuscire a descrivere senza fare liste della spesa. O_O Ma che cavolo centra sta sclerata con la domanda sopra fatta e con la costruzione del mondo? Centra purtroppo.... Il mondo è parte integrante e funzionale del racconto, senza di lui Il racconto non esiste. Descriverlo, farci viaggiare il lettore dentro, introdurlo a determinati luoghi e situazioni crea solo la meraviglia e completa il testo arricchendolo in maniera esponenziale. Per capire meglio, vi consiglio la lettura del libro La Signora delle Camelie Di Alexandrè Dumas Figlio Questo libro ha la miracolosa capacità nella sua narrazione piena di mostrare con sotterfugi e situazioni del momento, La realtà effettiva di una società e lo stile di vita di un tempo. Quel libro dimostra quanto la costruzione di un mondo sia importante e quanto più è curato quel mondo più si riesce a rendere il testo meraviglioso, ricco, intricato e completo. Per ora mi fermo qui ma vi prometto di ritornare sulla questione vorrei riuscire a spiegarvela meglio. Se avete domande postate pure sono a vostra disposizione.
  5. Tutorial di disegno in rete

    Raga sapevate che esistono dei video tutorial per imparare a disegnare? Io ne ho scovato uno per caso mentre cercavo video tutorial di concept art e l'ho trovato interessante. Ho quindi pensato che sarebbe carino aprire una gallery di questi video solo inerenti al disegno a mano e alla pittura. Vi lascio quello che ho trovato sperando che vogliate postarne altri e magari provare a disegnare. Io se ne becco qualcun altro di interessante lo posto di certo
  6. Allora eccoci qui riuniti per il secondo tutorial di scrittura in cui mi cingo ad entrare in un vero "Campo Minato" della narrativa.. Ovvero Il Meccanismo Narrativo. Cos'è Il Meccanismo Narrativo? Partiamo con questa domanda che è la più complessa a cui rispondere in questa sede. Il Meccanismo Narrativo si compone di Diversi fattori, ma per darvene una rappresentazione globale posso dirvi che è la serie di ingranaggi che fa muovere una storia. Immaginate i meccanismi di un orologio, Il meccanismo narrativo è uguale. Non è facile spiegarvelo con chiarezza ma tenterò di fare del mio meglio. Questo conglomerato di ingranaggi chiamato Meccanismo Narrativo rappresenta il funzionamento della storia. In un racconto ogni evento che accade ha conseguenze e momenti precisi in cui deve accadere, se le vicende non accadono al momento e tempo giusto la storia risulta irreale e insensata. Vi faccio un esempio per capire meglio. Partiamo dall'idea che io stia scrivendo la seguente storia: Un elfo è in un bosco a raccogliere frutti e incontra un demone proveniente dalla dimensione oscura. I due si incontrano, si osservano, si scontrano e alla fine si comprendono e si aiutano a vicenda. State visualizzando l'ipotesi di questa storia? BENE! Perchè ora continuiamo... La domanda che tutti vi state ponendo ora è: Come si svolge questa storia? Che eventi accadono? Vi siete posti le giuste domande per partire a capire IL MECCANISMO NARRATIVO. La storia in questione è composta di diversi fattori. La fabula : che sarebbe La Cronologia con cui si svolgono gli eventi L'Intreccio : Che sarebbero l'insieme di eventi che accado nella storia I Punti di rottura: che sarebbero le situazioni in cui un determinato ritmo narrativo(con questo temine voglio indicare un clima creatosi in una storia, i suoi tempi narrativi) si spezza ed evolve in una situazione differente. Questo tecnicamente parlando è il Meccanismo Narrativo... ma..... Converrete con me che uno alle prime armi, non ci capirebbe un Beneamato Accidente Ve lo spiegherò quindi in maniera diversa tornando al nostro spunto sull'elfo. Allora.. Il nostro elfo se ne sta beatamente a raccogliere le sue more e i suoi lamponi; di sicuro ha un umore allegro, oppure si sta scocciando perchè gli tocca sto lavoro.. Di colpo si trova davanti questo demone... La prima domanda da porsi è? Che reazione ha? Che emozioni prova? Da queste domande qui sopra noi creiamo il primo abbozzo di quello che è chiamato intreccio Narrativo e diamo inizio anche alla fabula. Qui insomma comincia la nostra storia che sarà composta di DETERMINATE SITUAZIONI; DI DETERMINATI SENTIMENTI PROVATI DAI PERSONAGGI (In questo caso: L'Elfo e il Demone); DI LUOGHI VISTI O DI CUI SI PARLA; ma soprattutto e Importantissimo DI TEMPI. Si ho detto Tempi. Avete capito bene. Il Tempo nella narrazione è un fattore di estrema importanza. L'elfo che non ha mai visto un demone in vita sua ci metterà un po' di tempo per accettare la figura che ha di fronte, stessa cosa accade al demone, non è che si incontrano e si fanno : oh ciao bello cosa sei tu? Sarebbe Irrealistico. E in un testo l'irrealismo e in cui il meccanismo Narrativo è fatto male, sono quanto di più orrendo ci possa essere. Quindi dovrete scrivendo, Valutare bene QUANDO fare accadere ogni determinato evento, quando scatenare un determinato sentimento. Il personaggio vi aiuterà a capirlo ma ci vuole anche una sana dose di riflessione, quindi Quando scrivete ricordatevi sempre che CALMA e CURA sono le vostre migliori alleate. Il meccanismo narrativo però è fatto anche di sfumature,quanto detto sopra non basta a fare una storia. Non sottovalutate mai le sfumature. Per capire Cosa fare, dovete anche capire La persona di cui state Narrando le avventure. Il suo ruolo nella vicenda che state narrando. Anche capire il personaggio fa parte del meccanismo narrativo anche se non sembra, ma non è solo questo. il meccanismo narrativo è molto di più. Ma non voglio darvi un eccesso di informazioni ora; Il meccanismo Narrativo credo sia qualcosa che va capito per Gradi quindi per il momento cerco di darvi un infarinatura generale, per poi addentrarmi nel dettaglio. Torniamo quindi ai nostri amici elfo e demone, il loro primo incontro li lascerà sbigottiti, sorpresi e di sicuro con una certa incertezza e paura; descrivere queste emozioni e lo shock provocato dall'incontro inaspettato rappresenterà UN PUNTO DI ROTTURA; da qui in poi la storia potrà prendere differenti pieghe a seconda della vostra fantasia. Quindi succederanno differenti eventi e situazioni, ci saranno nuovi punti di rottura fino ad arrivare alla conclusione del racconto con il suo finale. In breve vi ho citato il complesso del meccanismo narrativo e sono certa che dopo aver letto tutto questo vi state domandando: Ma che cazzo di roba complicata è? Permettetemi di dirvi che il complicato è solo la spiegazione. Tutti i procedimenti sopra descritti avvengono per lo più mentalmente e al 80% PER FATTORE INCONSCIO! Quindi Non dovete Farvi Spaventare dalle parole! Capire però che il racconto è composto di tutto questo e di un milione di sfumature e minimizie percepibili soltanto una volta che Si conosce e ci si fa caso vi aiuta a Conoscere Come Funziona e questo è un qualcosa che Aiuta a Scrivere meglio una storia. Quindi vi ripeto non spaventatevi di fronte ad un concetto che è SI da tener presente ma solo reconditamente, per capire come da A si raggiunge B e cosa collega l'evento A alla minimizia dell'Evento F. Cioè??? Bella domanda XD Vedete come dicevo anche sopra ogni evento si collega ad un altro anche a distanza nel tempo. Idem un concetto appreso, un emozione provata, un dolore subito. A distanza nel tempo le persone ripensano e giungono a conclusioni; maturano e crescono, fanno esperienza di vita, quindi ogni evento passato si ripercuote sul futuro in determinate maniere e questo non solo per il personaggio ma anche per la realtà che sta vivendo ma di questo aspetto vene parlerò più avanti e con la dovuta cura perchè è decisamente importante. Il conoscere come funziona Il MECCANISMO NARRATIVO quindi, vi aiuta a vedere I particolari e gli aspetti che compongono determinate situazioni. Quindi più sapete come funziona meglio riuscite a capire e fare attenzione agli aspetti della storia che leggete o che scrivete. Il succo è questo, prossimamente prometto di addentrarmi meglio nel discorso che è lungo e gli aspetti da vagliare sono veramente tanti. Vorrei però riuscire a farvi capire la meraviglia di questo mondo chiamato scrittura e la magia stessa del meccanismo Narrativo anche se Francamente non mi sento ne all'altezza ne di avere le conoscenze adeguate, ma voglio provarci ugualmente , augurandomi di sortire qualche risultato.^^ Se avete domante postate pure qui, sono a vostra disposizione.
  7. NandoHacker27

    Spero che mi possiate aiutare a crescere. ho 700 iscritti che non definirei pochi ma ci devo lavorare sù per far diventare il mio canale: NandoHacker27 più popolare! Link: https://www.youtube.com/user/nandohacker27 spero che sia stata una buona idea postare il canale YouTube qui! Ciao e alla prossima!
  8. Tutorial - Prospettiva e Ombre

    TUTORIAL LUCI E OMBRE In questa velocissima guida vi spiegherò, passo passo, come disegnare elementi semplici e complessi con una prospettiva esatta. (o comunque che dia una sensazione di profondità) Innanzitutto dobbiamo scegliere la prospettiva più adatta al nostro disegno. Ci sono diverse opzioni di base, come potete vedere nel seguente spoiler: La scelta sulla posizione dell’orizzonte determinerà un diverso peso su ciò che vuol essere fatto vedere. Un orizzonte alto sposterà lo sguardo verso il suolo mentre un orizzonte basso darà l’impressione di guardare il cielo, il che può essere utile quando vogliamo dare il senso di altezza di una torre oppure focalizzarci su qualcosa che “sta sopra” l’osservatore. La scelta sul numero di punti di fuga aumenterà il realismo della nostra immagine. Se ne scegliamo solo uno, faremo risaltare le facciate principali del nostro elemento (il cubo in questo caso) dando poca profondità. Se invece ne scegliamo due, l’elemento sarà molto più complesso e con le forme decisamente più marcate. I tre punti di fuga (il terzo in alto o in basso, indifferentemente) sono raramente utilizzati data la maggior difficoltà geometrica per la loro applicazione, ma possono dare un senso di “profondità” o di “altezza” molto più marcato rispetto i due punti di fuga. Se ad esempio vogliamo dare l’impressione che un pozzo sia molto profondo, allora sceglieremo un orizzonte molto alto (magari neanche presente nel foglio) e tre punti di fuga. Un paesaggio vero può avere migliaia di punti di fuga, in quanto il punto di fuga in se va a disegnare solo una direzione. Se guardiamo una strada dritta, allora abbiamo solo un punto dove essa converge, mentre se vediamo una serie di cubetti orientati differentemente l’uno dall’altro, allora ci saranno uno o due punti per ogni singolo cubetto. In se, la prospettiva è costruita in base a come sono orientati gli oggetti. Ma questo esula dalla nostra guida di base! Vediamo allora come possiamo applicare queste cose ad un disegno vero e proprio! Andremo a disegnare la seguente casa: Analizziamo passo passo come è stata “costruita”, partendo proprio dalla base. Primo Capitolo – costruzione geometrica Disegniamo poi una linea verticale che sarà la nostra “altezza di partenza” su cui poi costruiremo tutto il solido. Uniamo i due vertici con i punti di fuga Disegniamo ancora due linee verticali, che delimiteranno il parallelepipedo principale da cui partire. Ora facciamo un triangolo sul lato più corto. L’altezza determinerà quanto spiovente è il tetto. Se volete dare un bell’effetto senza andare “ad occhio” potete misurare la distanza tra le due righe verticali che delimitano il muro considerato, la dividete a metà e tracciate una riga verticale sulla quale sarà posizionato il vertice del triangolo. Poi uniamo il vertice con il punto di fuga appropriato. La fine del tetto viene disegnata tramite una parallela al lato del triangolo che delimita “l’inizio” del tetto. Ora disegniamo un cubo per complicare un po’ le cose. Usiamo le stesse tecniche appena viste. Dato che vorrei che fosse una tettoia, disegno un triangolo retto a ridosso del muro, sempre rispettando le regole che abbiamo sfruttato per il tetto principale. Aggiungiamo inoltre delle linee che ci aiuteranno per disegnare le finestre e la porta. La loro posizione è a vostra discrezione, in base alle dimensioni delle finestre o al numero di piani. Se alziamo delle righe verticali, potremmo delimitare la grandezza delle finestre e quindi quanto queste sono prospetticamente lontane. Ora invece dobbiamo farle “sprofondare” dentro il muro. Per farlo agiamo come per costruire un qualsiasi cubo, tracciando piccole linee che partono dai vertici ed arrivano ai punti di fuga. Poi, prendendo le parallele al contorno esterno della finestra, costruiamo il contorno interno. Nel seguente modo: procediamo con tutte le finestre e con la porta. Volendo far risaltare di più il tetto, lo allunghiamo e lo facciamo sporgere appena, sia davanti che dietro. Cancelliamo le linee guida e ripassiamo dove serve. Aggiungiamo qualche particolare, sempre seguendo le regole viste. Aggiungiamo altre due finestre per riempire un po' la facciata principale. Accendiamo lo scanner che così non vengono fuori i fogli gialli...... Procediamo ancora. Voglio dargli un’aria medioevale-ottocentesca quindi disegno delle travi a vista. Definisco la tettoia sulla destra ed aggiungo travi ed assi, sempre rispettando la prospettiva. La prospettiva deve essere rispettata per qualsiasi oggetto geometrico che è allineato nella giusta posizione! In questo caso allineerò tutto quanto con i due punti di fuga usati! Procedo continuando ad aggiungere particolari. E così via…. Direi che ora c’è poco da continuare con questo tutorial per la prospettiva! Ormai rimangono solo da aggiungere particolari ed ombre! Secondo capitolo - Luci e ombre Nel piano verticale facciamo delle linee parallele al vettore e le uniamo con il terreno. L’intersezione di una di queste linee con il terreno, trova un punto (detto ombra del punto), e delimiterà l’estremità dell’ombra dell’oggetto. Poi ci spostiamo sul piano orizzontale, dove vediamo i nostri oggetti dall’alto. Qui avremo il vettore luce orientato differentemente. Infatti, dato che la luce arriva da una posizione tridimensionale, se vediamo il vettore “dall’alto” allora avrà una certa orientazione sul piano orizzontale. Qui procediamo allo stesso modo e tracciamo le parallele al vettore orizzontale. Queste linee non sappiamo dove andranno ad incontrare il terreno perché le stiamo vedendo dall’alto e quindi non troviamo subito il punto che ci interessa! Possiamo però prendere il punto d’intersezione trovato prima e proiettarlo sul piano orizzontale tramite una linea verticale. Questa linea incontrerà la nostra ombra orizzontale andando a trovare la posizione esatta dell’ombra (o del punto cercato)! Quindi riportiamo tutti i vertici dell’ombra e ne uniamo i contorni. Riempiamo dove serve ed il gioco è fatto! Ora dobbiamo capire come riportare quest’ombra sul piano tridimensionale. Disegniamo una griglia orientata: prendiamo l’orizzonte ed uno o più punti di fuga. Vi ricordo che ogni punto di fuga indica una direzione quindi le linee parallele di una griglia finiscono tutte dentro questi due punti. Per disegnarla al meglio prendete le due linee più esterne (la 8 e la alpha) e poi segnatevi la posizione delle altre intersezioni via via più vicine, Ci sarebbe un metodo più accurato per fare questo lavoro ma per ciò che dobbiamo fare ora possiamo andare ad occhio. Io ad esempio ho preso i seguenti spazi: 2cm; 1,5cm; 1.5cm; 1cm; 0,9cm; 0,8cm; 0,7cm. Disegniamo il solido tridimensionale. Segniamo tutti i punti dell’ombra. Tracciamo i contorni dell’ombra e coloriamo. Terzo capitolo - completamento Procediamo con un velocissimo “studio” di come dovrebbe venire l’ombra nel nostro disegno della casa. Quindi cominciamo scurendo le parti che sicuramente saranno le più buie. Per questo obiettivo possiamo usare una matita 2B o superiore oppure un carboncino (come ho fatto io). Fate attenzione a non appoggiare più la mano sopra alle zone già ombreggiate o rovinerete il disegno. Ora procediamo con le prime ombre. Io Sono destrimano quindi incomincerò con il lato in alto a sinistra per poi procedere fino all’angolo in basso a destra. Così posso evitare di appoggiare la mano sopra a delle zone già colorate. Procediamo aggiungendo delle linee ondulate sulle assi di legno, cercando di dare l’impressione di legno tagliato. Per le ombre delle assi possiamo semplicemente ripassare i lati che possiedono l’ombra (in questo caso quello basso e quello destro). Questo trucco lo si usa moltissimo per definire un oggetto senza neanche disegnarlo. (Nella mia gallery, nel disegno del drago, ho usato questo sistema per i sassi per terra) Ora scuriamo il tetto e disegniamo delle tegole procedendo come prima. Il tetto in questione ha le tegole in stile americano quindi sono piatte e non necessitano di ombre aggiuntive. Completiamo il tetto e disegniamo l’ombra sul camino seguendo le istruzioni ricavate dal disegno con lo “studio” delle ombre. Ricordate che le ombre hanno pesi diversi. Possono essere ombre proiettate (ad esempio quelle sul pavimento) e saranno chiare, oppure ombre d’oggetto (come un lato in ombra) e saranno più scure, ed infine ombre da luogo chiuso, come le finestre o come il sottotetto e sono le più buie, nere o quasi. Ora vado a colorare il lato in ombra. Uso due ombre diverse, quella più scura e la seconda delle tre spiegate prima. La transazione da ombra ad ombra scura deve essere sfumata dato che ci troviamo in una zona completamente in ombra. Continuiamo andando a ripassare solo i lati delle assi dato che le linee del legno sarebbero comunque nascoste. Continuiamo ancora e procediamo con la parte intonacata sottostante. La immaginavo bianca quindi sarà più chiara. Completiamo rispettando le ombre. La finestra vicino alla porta ha dei vetri e quindi possiamo semplicemente lasciarli bianchi per darne l’effetto giusto. Potremmo anche disegnare il riflesso ma in questo caso avremmo solo il muro della finestra, quindi è inutile. Procediamo e completiamo le ombre. Segniamo le ombre per terra, ricordandoci che seguono la prospettiva. L’erba è sempre ostica e purtroppo và disegnata filo per filo. Ovviamente faccio un lavoro veloce oppure rischio il suicidio a fare tutto il campo! Aggiungo anche un albero (senza foglie) per movimentare un po’ la scena ed aggiungere particolari. L’albero segue sempre le ombre scelte e possiamo andare a scurire solo la parte in ombra lasciando l’altra bianca. Procediamo completando (finalmente) il campo. Aggiungo un velocissimo scenario tanto per non farlo sembrare un tutorial ed il gioco è fatto! Di solito si va a scurire il cielo ed aggiungere altri particolari per accentuare ombre, luci ed atmosfera. (vedete la mia gallery). Purtroppo è un lavoro abbastanza lungo ed ora come ora non voglio perderci troppo tempo dietro o questo tutorial non lo finisco più! Ad ogni modo, più si scurisce il cielo più si nota la luce degli oggetti rappresentati. Se invece lasciate tutto bianco, come in questo caso, l’attenzione viene spostata sulle ombre ed il disegno perde luminosità. Ricordatevi la firma e la data!!! Io l'ho dimenticata si, ma se la scrivete potrete notare, disegno dopo disegno, quanto migliorate nel tempo! è sempre bello vedere come si era e come si sia migliorati, fidatevi! Scrivete pure per chiarimenti!
  9. Writing Tutorial - L'immaginazione

    Ed eccoci quì all'innaugurazione dei Tutorial di Scrittura. In questo 1° Articolo ho intenzione di proporvi un tema che non si trova sui libri di testo e sulle guide, ovvero L'immaginazione. Immaginare come sappiamo tutti è un processo nato dalla nostra mente sveglia e dal nostro subconscio quanto siamo in fase di sonno Rem nel primo tempo in cui dormiamo. E un atto spontaneo che spesso sa offrirci incredibili emozioni; però se ci pensiamo è anche un atto complesso e di estrema importanza. Perchè? Vi domanderete. La rispsota che posso fornirvi è la seguente: Dalla nostra immaginazione, nasce l'acume intellettivo, la capacità di saper affrontare le questioni della vita impreviste e al contempo il perdersi nell'immaginario ci da serie possibilità di riflessione su noi stessi. L'immaginazione ci consente di percepire emozioni diverse e risveglia anche il nostro interesse per tantissimi argomenti e la capacità di osservare il mondo che ci circonda; non va sottovalutata. In scrittura sopratutto L'immaginazione è importantissima poichè da essa nasce L'IDEA PER UN RACCONTO. So già le domande che vi state ponendo e vi risponderò ad ognuna di esse riportandovi qui a seguito domanda e risposta. Cos'è di preciso L'Idea per un Racconto? L'idea o Spunto narrativo è La Base di Partenza per creare una storia. Un abbozzo molto striminzito di un racconto che deve ancora nascere. Per farvi capire meglio cosa vuol dire questo concetto vi riporterò una serie di congetture che spero facilitino la vostra cmprensione. Immaginate di essere sulla soglia di un mondo alternativo ma la porta è chiusa e voi avete in mano un mazzo con numerose chiavi. Ecco; se avete visualizzato nella mente questa immagine del portone e di voi con il mazzo di chiavi in mano allora dovete sapere che il racconto è l'universo dietro quella porta chiusa e l'idea o Spunto che dir si voglia è il mazzo di chiavi. Questo di preciso è l'idea; un piccolo concetto che vi dischiude le porte di un viaggio meraviglioso ma a volte anche difficoltoso. Cosa collega L'immaginazione, al racconto e all'idea? Chi si è posto questa domanda è una persona davvero intelligente. La Fantasticheria o immaginazione mentale si collega moltissimo sia all'idea che al testo scritto. Quando in noi nasce un Idea per un racconto molti autori consigliano di immaginarla questa storia, prima di scriverla. Perchè consigliano questo? Appunto per via del collegamento tra idea, immaginazione e scrittura. Quando noi immaginiamo una storia mentalmente spesso deragliamo perchè non ci fissiamo una regola. Questa regola rappresenta i cardini che reggeranno la nostra storia e il suo realismo nel contesto storico in cui è ambientata Usando l'immaginazione possiamo fissare quegli eventi che faranno da cardine alla nostra storia e tutti i dettagli che la circondano, se non pratichiamo l'immaginazione perdiamo quasi totalmente quei dettagli caratteristici che fanno il racconto. Perchè devo perdere "Tempo" ad immaginare? Innanzitutto usare l'immaginazione non è mai una perdita di tempo. Come già ho detto immaginare Acuisce La mante; la rende più sveglia e interessata. In narrativa immaginare un racconto prima di scriverlo ci rende capaci di vederne lo svolgimento e il meccanismo narrativo " che sarebbe il conglomerato delle particolarità che permette il funzionamento del romanzo" ( Di cui vi parlerò in un tutorial specifico, non in questa sede, spero che l'accenno vi abbia almeno dato un indirizzo sul significato di Meccanismo Narrativo) in maniera migliore. Dovete in primis capire che un racconto è composto di "Persone" il vedere con la propria mente queste persone vivere La Propria Vita" vi saprà redere anche consci del fatto che queste persone vivono una determinata realtà. Partendo subito "A Scrivere" non ci si rende conto di trascurare molti particolari, invece se IMMAGINATE la storia prima ancora di inziare a progettarla e scriverla saprete con maggior sicurezza quello che serve davvero ai personaggi per vivere appieno nel loro mondo e per rendere CREDIBILE agli occhi di un potenziale lettore quello stesso mondo. Un aiuto a capire meglio queste determinate circostanze può darvelo un semplice esercizio: Cioè il prendere un immagine, osservarla e immaginare e creare una storia da quella. In sezione c'è un topic attualmente chiuso per mancaza di partecipazione con questo tipo di esercitazione, qual'ora vi interessasse provarla fatemi sapere che vi riapro il topic. Non ci sto capendo un Cazzo.... Cioè io immagino questa storia mentale ma poi devo scriverla? Non funziona propriamente così e con il tempo lo capirete meglio. Vedete, quello che voglio farvi capire in questo tutorial è che l'imaginazione è qalcosa alla portata di tutti. Se avete immaginato un racconto mentale e vorrete scriverlo dovrete farvi una scaletta degli eventi, pensare a come sono i personaggi e ragionare sulla storia valutandone pro e contro, progettandola un pochino. Sia chiaro questo è il Metodo dii Terry Brooks che sostiene con una frase Importantissima un concetto che racchiude in se tutti i possibili difetti di un racconto o di un romanzo. Lui dice: RICORDATEVI SEMPRE DI PENSARE AL RUOLO DEI PERSONAGGI NELLA STORIA. Questa frase vi invita a ragionare e progettare il vostro racconto, a pensare ai personaggi; loro sono vivi e narrano da se la loro storia presentandovi le loro necessità e quindi hanno bisogno che voi autori create per loro una realtà stabile che gli aiuti a vivere. Solo dopo questo procedimento lui invita a scrivere. Dall'altro lato della medaglia ci sono però professionisti che invece dicono io non progetto nulla, prendo carta e penna e mi scrivo 300 volte il mio racconto fino a che non è perfetto. Sta a voi la scelta se partire in quarta a scrivere o meno ma è sempre utile che Annotiate ogni evento saliente che accade ai personaggi e ad ogni cosa che da spunti per proseguire. Personalmente trovo il metodo di Brooks estremamente efficente sebbene sia molto oneroso. Permette davvero di ragionare su ogni aspetto del mondo in cui i personaggi vivono. Mhhhh Immaginare = Progettare? Non proprio. Immaginare mentalmente una storia lo si può anche considerare una sorte di progetto ma è utile solo marginalmente. Il Progettare una storia è un lavoro abbastanza oneroso, molto dipende anche dalla cura maniacale con cui lo svolgi. Parlerò della progettazione di un testo prossimamente quindi non mi dilungherò troppo, sicuro è che L'immaginare mentalmente una storia è un metodo molto blando di figurarsi una vita o più vite di dati personaggi perchè questa essendo ancora allo stato grezzo non ha svelato tutte le sue potenzialità. Al contempo però Immaginare è un piacere proprio nostro di svagarsi e farsi una sana visione obbiettiva di alcuni dettagli non fa male. Io non riesco ad immaginare.. non posso quindi scrivere Imaginare può farlo chiunque, basta solo scovare la giusta chiave; ovvero lo stimolo che attiva la nostra mente alla riflessione e al desiderio di comporre una storia nuova, Non è difficile è un piacere. Basta solo riuscire ad orizzontare la fantasia in maniera da riuscire a far sbocciare in noi il seme dell'ispirazione.. Mi auguro che i concetti sopra riportati vi abbiano aiutato a capire meglio l'importanza dell'immaginazione sia nella vita reale che in un contesto narrativo. Non mi permetto di fare il professore ma da quando studio scrittura creativa da autodidatta ho scoperto che se sai usare in maniera corretta l'immaginario acquisisci una ricchezza non trascurabile. Se mi è concesso permettere di consigliarvi, annotate le vostre fantasie del momento e valutate se valgono tanto da svilupparle o meno. Alla prossima! ^^ PS: Se avete domande sono a vostra disposizione postate pure qui in topic.
  10. Salve a tutti! Ho deciso di mettermi all'opera con i Tutorial di Scrittura anche se so che li leggeranno 1 su 10 all'ìnterno del forum. Tuttavia spero possano attirare l'interesse e anche risvegliare un po' di amore per questa materia. Purtroppo però causa una serie di Offese ingiustificate e senza una base concreta che mi hanno causato una brutta crisi Narrativa per poi scoprire dopo attenta analisi che non hanno una base CONCRETA, mi premetto di rilasciare alcuni preliminari sulla questione Scrittura prima di cominciare a creare tutorial. Dovete Sapere che la Scrittura spazia su una marea di argomenti diversi, molti collegati tra loro. Alcuni argomenti appaiono sconclusionati, irritanti e insensati ma ognuno ha una sua funzione precisa nel meccanismo narrativo. Io tenterò di affrontare tutti quelli di cui ho conoscenza di riportarvi argomenti e informazioni su ciò che le guide dicono. Sarà un lungo lavoro ma mi prefiggo di farlo con serietà e pertinenza. Però a causa degli avvenimenti sopra riportati e che vi spiegherò poi Lascio questo AVVERTIMENTO che vi prego di Tenere a Mente! Questo è un avviso e scusatemi ma userò un tono molto feroce per comunicarvelo. LE MODINE DELLA MINKIA, LE CAVOLATE BY FORUM DI SCRITTURA IN INTERNET, LE SACCENTONERIE O IDIOZIE TIPO: "AH E ERRORE DESCRIVERE PERCHE LA DESCRIZIONE E NOIOSSA ECC. ECC." EVITATELE A PRIORI!! I Forum di internet di scrittura in cui BAZZIGANO questi presunti Espereti non sanno manco che vuol dire Scrivere! Personalmente Tratterò la scrittura e i tutorial che essa riguarda con Estrema Severità, Per farli mi baserò su guide (Tratte da libri scritti da esperti ACCADEMICI e professionisti del calibro di Dacia Maraini e Terry Brooks non da minkioni di internet e i loro Infodump inventati da qualche cerebroleso.) Come sempre userò un tono che SPIEGA TUTTO nei minimi particolari ma avviso che se ci sono contestazioni alle mie parole PRETENDERO che mi venga ricopiato 1) IL PASSO DEL LIBRO Dove l'argomento è riportato; 2)Titolo, Autore e Nome del libro in modo che possa leggerlo anche io e così aggiornarmi in merito. 3) Una corretta spiegazione di quanto affermate e perchè lo affermate, non accetterò ne scuse ne incertezze. Vi domanderete il perchè di questo tono duro e a me non costa NULLA Spiegarvelo. Recentemente dopo una prova di scrittura su un certo forum in cui mi trattavano come una pezzente mi hanno detto che: 1) I 10 ANNI Passati a Studiare Scrittura creativa da Autodidatta leggendo più di 50 GUIDE per aspiranti narratori Era stato tutto tempo buttato nel cesso.... 2) Che visto che io di scrittura non sapevo un Cazzo avendo solo perso tempo a leggere LIBRI dovevo riniziare da capo e dimenticarmi tutto seguendo le loro "Dotte" istruzioni che seguivano tutte le mode Editoriali del momento..... Prima ho cercato spiegazione di quelle parole non ricevendo risposta, poi... Un po' offesa e incuriosita ho mandato una mail a quello che credevo un amico di Internet (e con cui ho bruscamente rotto visto il disprezzo e le menzogne che ha scritto in quella mail) che si vanta di essere un grande scrittore.. e lui che fà? Invece di Darmi consiglio si mette a Dire che IO non ho Le Basi per Scrivere, Che ho gravi problemi di Cultura Generale .. LUI Che in vita sua Non ha mai letto una guida per narratori, ne pubblicato nulla in internet per paura dei Commenti Negativi. Infine alquanto arrabbiata e intristita ho mandato un mp ad Harumi che MI Ha DATO l'unico consiglio Decente e di aiuto della spiacevole situazione.. Purtroppo però applicando il suo consiglio ed esercitandomi ( secondo il suo parere il problema del mio testo era che i Dialoghi dei miei personaggi risultavano irrealistici ) ho scoperto che il comportamento della gente dal vero è molto più bizzarro di QUEL CHE CREAVO IO PER I MIE PERSONAGGI.... Dunque che ho fatto dopo sta scoperta? 1) Mi sono arrabbiata con me stessa come è logico e 2) Sono andata a rispulciare libri e appunti presi in questi 10 anni di studio da Autodidatta... Risultato? La Parola INFODUMP In 50 guide non è mai riportata... Di Spiegone si parla e anche bene ma delle modine del cacchio sull'infodump NO! Solo i 2 scarsi corsi DA EDICOLA parlano di "Copiare libri altrui e lo legittimano". Non esistono e ripeto non Esistono informazioni su 50 Guide da me Lette che dicano che La descrizione E UN ERRORE! Quindi che SOMME TRAIAMO ORA? Le seguenti.... Il racconto necessita di Un intro e di descrizione perchè IL LETTORE deve immergersi nella storia e sapersi INTEGRARE CON ESSA I personaggi hanno ognuno un indole e un carattere loro E QUI e le GUIDE SONO CATEGORICHE sostengono che per rendere interessanti i personaggi, i dialoghi e le situazioni, l'interazione tra PG va studiata e ragionata compresi i dialoghi che devono tener fede al contesto della situazione mantenendo un realismo adatto alle esigenze del testo stesso. Inoltre bisogna usare sotterfugi, doppi sensi e una sana dose di ambiguità o onestà per fornire interesse al Dialogo stesso. In ultimo bisogna sempre informarsi sull'argomento di cui si sta scrivendo ESEMPIO: Se il mio personaggio è un carabiniere che si ritrova a narrare una barzelletta su carabinieri che tratta un argomento un po' osè, per COMUNICARLA userà toni e sotterfugi, parole ambigue dette in una certa maniera. Sono sottigliezze ma fanno la STORIA, il lettore non sempre lo percepisce ma è importante. Chiudo qui la parentesi su questo fatto personale e sull'avviso che vi Prego di Ricordare e ora VENIAMO AL FATTO CENTRALE CHE RIGUARDA IL TOPIC. I Preliminari per scrivere. Innanzitutto una corretta Disposizione mentale.. I vostri commenti non riceveranno solo i " che bellinooooo!!!" ANZI molto spesso saranno analizzati a millimetro e critciati abbondantemente. In caso succedesse, 1 ascoltate, 2 chiedete spiegazioni fino a che non capite e 3 informatevi su come funziona il meccanismo narrativo. PURTROPPO In narrativa ognuno la vede a modo proprio e spesso del Meccanismo ce se ne SBATTE Altamente. La Narrativa è UNA COSA MOLTO DUTTILE ma se ci viene detto un errore è Nostro compito INFORMARCI su quel dato Errore CAPIRE e cercarne info sui libri se possibile poi corregerlo. Gli Argomenti Vanno capiti in modo da poter migliorare. Quindi nonostante i commenti Facciano Incazzare a Volte, prendeteli e analizzateli andando a fondo come ho fatto io, anche se vi confesso che Avrei preferito Ottenere risultati più positivi in merito al discorso...... Carta e Penna e l'idea SONO SOLO il preambolo del nostro Lavoro di Scrittura, quindi preparatevi a Ragionare sulle vostre idee e a Trarre piacere dalla riflessione e rileggere il vostro racconto molte volte. RICORDATE! IL TUTORIAL Vi da solo un METODO BASE di Metodologia di Lavoro; quella metodologia può essere modificata se le esigenze del vostro testo lo richiedono. Trovate il vostro stile e il vostro metodo di Lavoro personale ma non dimenticate mai che PIU sapete del meccanismo narrativo meglio potrete far funzionare il vostro racconto. INFORMARSI Non è UNA PERDITA DI TEMPO Aiuterà voi a creare un racconto migliore. Rileggere IL VOSTRO Testo con serietà e critica di valutazione vi aiuterà a farlo funzionare meglio. Progettate attentamente il mondo che circonda la storia dei vostri personaggi, se il mondo non è Adeguato alle esigenze dei vostri personaggi la storia risulterà brutta. Ponetevi dei Limiti e ricordatevi che il vostro personaggio è umano... non Dio. Prendete appunti sulle questioni in corso e sui dettagli che avvengono durante il racconto (tipo es: un personaggio trova un medaglione) in modo da non perdere mai il filo della narrazione. Fissate degli eventi cardine nel vostro racconto. Questi preliminari sopradetti vi forniranno una disposizione mentale per inquadrare il vostro spirito quando scrivete ma non dovete mai dimenticarvi di un concetto improtantissimo SCRIVERE E UN ATTO DI CUORE OLTRE CHE DELLA MENTE! Imparate i meccanismi, Non stufatevi mai di conoscere e migliorare e Soprattutto Siate sempre coerenti con quel che scrivete senza deragliare. Alla Prossima!
  11. Come tutti sappiamo la Scrittura ha tre definiamoli dogmi di esistenza. 1 E Duttile e Malleabile 2 Può mostrare una moltitudine di aspetti differenti 3 Deve Saper comunicare. La domanda di molti sarà: Come posso riuscire a tener fede a questi dogmi in un testo? La risposta è: Grazie ad una saggia ed equa costruzione del testo narrativo. La narrazione come sapete bene grazie ai libri che avete letto presenta "Storie di Vita". Si esattamente questo. Il personaggio di cui narrate le vicende le vive in prima persona. Scrittori famosi dicono che la prima regola da seguire quando si scrive è questa: Non siete voi a raccontare una storia è il personaggio che vive la propria vita. Tenete bene a mente questa frase quando iniziate a scrivere. Prima di scrivere però Occorre dare una forma All'idea.. Per far questo bisogna quindi creare UNO SCHELETRO STRUTTURALE DEL RACCONTO. Che vuol dire? Vuol dire analizzare la propria idea e vedere quali sono i suoi fabisogni. Vi faccio un semplice esempio: IDEA: Un alieno sbarca in questo mondo dalla galassia xy27xn10; è l'anno 2177, il suo ufo è guasto e lui non conosce ne lingua, ne usi , ne costumi di questo pianeta. Incontra una donna che l'aiuta ad ambientarsi. Come potete notare questa trama assomiglia tanto a vecchi film anni 80, quindi è solfa già conosciuta ma appunto perchè conosciuta può aiutarvi a capire come strutturare la storia. Voi che leggete però continuate a porvi la domanda ma come faccio a creare Uno scheletro per la storia? Ora ve lo spiego in maniera semplice. Prendete l'esempio sopra riportato. La prima cosa da fare in assoluto è porsi le seguenti domande: Qual'è il passato del mio personaggio? Qual'è il suo carattere? Cosa l'ha spinto a quel viaggio? Com'è la cultura nel suo mondo? Detto in 2 parole DELINEATE IL PERSONAGGIO NEI PIU MINIMI DETTAGLI. Servirà a voi per sapere chi è il vostro personaggio e vi sarà utile anche se dovrete mostrare aspetti del suo carattere. Comunque non pensate che il personaggio debba rimanere lì rigido a comportarsi come ideato da voi. Ripeto il personaggio è vivo e quindi in grado di evolversi, durante la narrazione le sue azioni sapranno sorprendervi, i suoi pensieri irritarvi o commuovervi e tanto altro. Questo vale sia per il protagonista che per i personaggi principali; potete farlo in maniera scritta oppure mentale, l'importante è che ricordiate tutto quello che avete ideato su di loro. La seconda cosa da fare è IDEARE IL MONDO O LA REALTA IN CUI LA STORIA SI SVOLGE. Non prendete sottogamba questa parte del lavoro di costruzione! Vi ho già detto che la narrativa è Duttile e Malleabile ma la vostra storia ha bisogno di un appoggio solido su cui basarsi e questi si ottengono fissando dei CARDINI (Eventi Principali del Racconto) e creando UN MONDO che supporti i fabisogni di realtà e naturalezza dei propri personaggi. Si può creare un mondo o una realtà con differenti metodi. Il primo impone che tutto si organizzi al millimetro. Ovvero prendete un block notes o un foglio world e buttate giù l'intera descrizione del mondo. Animali che ci vivono, ambienti, città, moda, tecnologia, guerre che ci sono state e che ancora ci sono, cultura ecc. ecc. ecc. Io l'ho provato ed è un metodo utile e interessante sebbene un po' oneroso nella sua lavorazione. Il secondo metodo invece è costruire il mondo passo a passo con i fabisogni della narrazione. Questo secondo metodo è più semplice da un punto di vista e anche più divertente ma necessita di molta razionalità. Se intendete utilizzare questo metodo prendete un block notes e ricordatevi ogni volta che create un dettaglio del mondo di annotarlo. In modo da non ritrovarvi ad aver descritto due volte la stessa cosa o peggio ad aver cambiato completamente paesaggio dopo solo 2 pagine di scritto. La terza cosa da fare quando si crea un progetto di racconto è fissare gli eventi principali che devono accadere, Dove li trovo? Vi domanderete. Ebbene li trovate nell'idea stessa che state sviluppando. Tipo nell'esempio sopra; gli eventi principali sono 4. 1 l'atterraggio nel mondo, 2 l'incontro con la donna 3 l'ambientarsi del personaggio in questo mondo (scoperte, usi costumi , ecc.) e infine 4 la sorte del mezzo con cui l'alieno è atterrato. A questi vanno aggiunti a mano a mano dei sottopunti; Ovvero tutti quei vari importanti che sanciscono il cambiamento del personaggio. Questa è la fase strutturativa del racconto, quella base minima e indispensabile per poter sviluppare qualsiasi tipo di narrazione; dalla storia breve al romanzo vero e proprio. Non spaventatevi, molto si fa a mente dei processi sopra elencati e lo scriverli è un opzione; l'importante è farli ma soprattutto rileggere e rileggere ancora il vostro testo fino a che non sentite che quel che avete creato sia armonioso e senza sbavature. Un consiglio utile è Osservare la realtà e poi trasporla diversamente all'interno del vostro racconto. Ora tocchiamo la seconda argomentazione sempre inerente alla struttura del racconto. Tenete bene a mente che questa è una fase postuma della strutturazione e quindi si effettua a lavoro già iniziato e solo se si ritiene che la struttura narrativa precedente non sia più propriamente adeguata alle esigenze del testo corrente. Si chiama Interazione e Logica di Narrazione. Ci tengo a precisare che il nome l'ho ideato io poichè sta cosa non ha un vero e proprio nome fra gli esperti del settore. In pratica e per farla breve si tratta di questo: Durante la narrazione il personaggio evolve e vi ritrovate a dover fare i conti con una narrazione che inizia a sembrare una cosa assurda e senza logica. Come mi comporto? La domanda vien naturale, e in questo caso è necessaria una nuova strutturazione del racconto. Si procede in questo maniera: Si rilegge il testo e si fissano le nuove esigenze. Poi si va a rivedere lo scheletro strutturale già esistente e si ragiona su come migliorarlo e modificarlo per le nuove esigenze del vostro racconto; prendente come sempre appunti al fine di dare una logica armoniosa alla narrazione. Questo serve soprattutto in caso di deragli minimi dai punti prefissati. La cosa non è rara quando si scrive ma grazie a questo metodo si riesce a far nuovamente quadrare il testo. Per deragli maggiori invece la cosa migliore è stracciare la parte "errata" e riscrivere tutto.
  12. Scrivere un racconto è un'arte. Dai personaggi alla trama, all'uso della punteggiatura, ecco alcune regole da seguire per mettere a punto la propria abilità nel narrare in forma breve, con pratici consigli e tutti i tranelli da evitare. “C’è chi dice che il racconto sia una delle forme letterarie più difficili, e io mi sono sempre chiesta il perché di questa convinzione, visto che a me pare uno dei modi più spontanei e fondamentali dell’espressione umana. Dopotutto, uno comincia ad ascoltare e a raccontare storie sin da piccolo, senza trovarci nulla di particolarmente complicato. Ho il sospetto che tanti di voi raccontino storie da una vita, eppure eccovi qui seduti, tutti desiderosi di sapere come si fa.” Flannery O'Connor Intro La sintesi è indizio di genialità. Scrivere storie brevi significa essere in grado di muoversi in uno spazio limitato; saper raccontare una storia nel modo più conciso possibile; riuscire ad attrarre il lettore in un clic - se non in poche righe. Ci sono racconti che rimangono nel cuore dei lettori per sempre, mentre molti romanzi sbiadiscono nel nulla. In un racconto breve l'abilità sta nel vedere relazioni là dove non ne esistono ancora. Un racconto è una storia che viene raccontata in tempi rapidi e precisi; con un numero limitato di parole e di conseguenti immagini; con pochi personaggi ma indimenticabili. La famosa frase di Gustave Flaubert: "Scrivere è un modo di vivere" può essere parafrasata in Scrivere è un modo di leggere. Non esiste altra regola per scrivere un buon racconto se non quella di leggerne tanti (buoni). A voi la scelta. Tra i tanti scrittori di racconti brevi vi consigliamo di leggere quelli che preferite. I nostri sono: Edgar Alan Poe, Flannery O'Connor, Ernest Hemingway, Raymond Carver, Alice Munro, John Cheever, Anton Čechov, Joyce Carol Oates e, per restare in Italia: Goffredo Parise, Tommaso Landolfi, Dino Buzzati, Italo Calvino, Stefano Benni e molti altri... Dettaglio Il cappotto è un racconto dello scrittore russo Nikolaj V. Gogol' che ha come protagonista un impiegato zelante, un alienato, che trova beneficio sociale dall'acquisto di un cappotto. Quando viene derubato del prezioso indumento, depresso e ammalato, muore. Da quel giorno il suo fantasma vaga per le vie di Pietroburgo a derubare i passanti dei loro cappotti. Cosa c'entra Il cappotto di Gogol in questo contesto? C'entra. Siamo tutti venuti fuori da Il cappotto. La sua storia dimostra che in un racconto l'idea è tutto. L'idea intesa come intuizione. Come dettaglio che rende quella storia più interessante di un'altra. Unica. Non descriverete le emozioni, lo stato d'animo, la condizione psicologica dei vostri personaggi attraverso l'uso di espressioni banali come “era povero e triste”, “soffriva atrocemente” eccetera. Materializzatele, condensatele invece in un dettaglio e riempitelo di significato. Cosa state facendo in questo modo? Niente altro che una sorta di metafora che rende il vostro racconto meno scontato: state utilizzando uno degli strumenti narrativi più efficaci, il “correlativo oggettivo”. Attenti però. Non abusate di questo espediente e valutate attentamente quando e come ricorrervi. L'idea in un racconto deve sollevare domande che (non) hanno bisogno sempre di risposte. Deve essere un'idea interrogativa, intessere un dialogo con il lettore. Prima di iniziare a scrivere, osservate quello che vi sta intorno. Oppure scavate nella memoria. Trovate il dettaglio, la vostra ossessione inconfessabile. Visualizzate il racconto prima di dargli una forma scritta. Come la poesia, il racconto richiede disciplina e rigore. Non abbiate fretta. Se di solito è cattiva consigliera, di certo è una pessima scrittrice. Il tempo è lo scrittore migliore al punto che deve diventare il vostro scrittore preferito. In breve: 1) Prima di scrivere un racconto, cercate quel dettaglio che avvia la storia il più vicino possibile al punto di svolta o al suo punto culminante. 2) La prima frase è di fondamentale importanza, deve arrivare con uno slancio di energia. Il lettore non deve essere in grado di smettere di leggere. Personaggio La prima domanda che uno si fa quando comincia a scrivere un racconto è Che cosa voglio raccontare? La risposta magari è difficile da recuperare, ma già c’è perché nasce insieme alla seconda domanda: Come lo voglio fare? I modi di raccontare sono infiniti. Cappuccetto Rosso poteva esser raccontata dalla nonna, dal lupo, dal cacciatore, da Cappuccetto Rosso, da un uccellino che la vede passare. Ha una tradizione popolare, ma poi è stata ripresa da Perrault, dai fratelli Grimm. E ognuno (Perrault, la nonna o il lupo) la racconterebbe o l’ha raccontata in modo diverso. Quindi, quando ho in testa un racconto, devo decidere chi è tra i personaggi quello giusto a cui dare la parola, a seconda di cosa pensa, di che ruolo ha, di cosa deve fare. Altrimenti posso decidere di raccontare la storia da un punto di vista esterno, che veda tutto o solo qualcosa. Devo solo divertirmi a scegliere a chi preferisco dare voce e pensare come sarà. Ma per farlo dovete tener presente che in un racconto vale la regola dell'economia dei mezzi. I personaggi di un racconto sono esseri compiuti a tutto tondo e pensano e hanno vissuto cose che non compariranno nella nostra narrazione, ma che li hanno portati fin nel punto che ci mettiamo a raccontare. Tutte cose che influiscono sul loro modo di parlare, se sono loro a farlo, o che devono condizionare noi nel raccontarli. Uno dei modi per creare un personaggio in poche parole è un efficace utilizzo dei dialoghi. Mai sottovalutare il potere del dialogo nel trasmettere la personalità di un personaggio. Ogni scambio di battute deve contribuire alla messa a fuoco principale della storia, non deve essere solo un riempitivo. Come consiglia Stephen King nel suo manuale di scrittura “On writing” (Sperling & Kupfer, 2001): “Quando un dialogo funziona, lo sappiamo. Anche quando non va bene lo sappiamo: stride all'orecchio come uno strumento mal intonato.” Ogni parola messa in bocca ai vostri personaggi deve contribuire a rivelare il tema del racconto. In caso contrario, il consiglio è essere spietati e tagliare la conversazione come si riattacca la cornetta durante una telefonata inutile o fastidiosa. D'emblée. Per scrivere un dialogo che funziona nello spazio stretto di un racconto bisogna che il discorso porti avanti l'azione. Il personaggio è tutto in un racconto e il personaggio è l'azione. Basta tenere a mente questa semplice regola: l'azione in un racconto è tutto. In breve: 1) Dei miei personaggi non devo dire tutto, ma sapere tutto, come sono e cosa pensano. 2) Ci sono due metodi per introdurre un personaggio in un racconto: Un metodo indiretto: descrivendolo con (pochi) aggettivi e un metodo diretto: attraverso i dialoghi e le azioni. Trama/ Plot Una storia è qualcosa che va da un incipit a un finale. Ma il suo svolgersi non è affatto definito, ci possono essere percorsi diversi che non si escludono a vicenda e ogni strada può avere le proprie diramazioni. La cosa bella è che noi questo percorso l’abbiamo già vissuto o immaginato, prima di metterci a scrivere, e allora possiamo spezzettarlo e ricomporlo: scegliere lo scorcio visto da lì, i passi fatti in quel tratto o le persone incontrate in quell'altro tratto ancora e poi accostarli secondo un intreccio, un senso e una logica che siamo solamente noi a scegliere. Ma perché? Una vecchia regola, che un po’ arriva da Aristotele, un po’ dall'umanesimo, e un po’ dalla cinematografia, dice che una buona storia è divisa in tre atti. Il primo in cui si presentano luoghi e persone mescolandoli insieme e creando le basi di una tensione. Il secondo in cui c’è l’esplosione del conflitto, il terzo cui spetta la risoluzione della crisi. Ovviamente, in quanto norma, può essere sfruttata o disattesa, ma la tensione data dal gioco combinatorio di una storia ne crea il movimento e quindi la capacità di catturare l’attenzione di chi legge. In breve: 1) La trama è la sequenza dei fatti. 2) Il plot è dato dall'insieme delle domande a cui bisogna rispondere per dare tensione drammatica al nostro racconto. Punteggiatura In un racconto la punteggiatura ha la funzione dei segnali stradali. Indica una direzione, obbliga alla sosta, allerta della presenza di strade senza uscita. Fermare un pensiero con un punto non è la stessa cosa che lasciarlo fluire in mezzo a una circonvallazione di virgole. Un punto non solo chiude un discorso, indica il rapporto di tempo e di causa con il punto successivo. Il movimento della punteggiatura fa parte dello stile di molti scrittori. L'uso della virgola seriale così come il punto ubiquitario ha fatto scuola. È un modo per mostrare al lettore il volto delle parole. Carlo Emilio Gadda a proposito di alcuni racconti partecipanti a un concorso letterario disse: “Una vaga disseminazione di virgole e di punti e virgole, buttati a caso, qua e là, dove vanno vanno, come capperi nella salsa tartara”. Un posto pulito, ben illuminato è un bistrot parigino dove gli anziani ringiovaniscono e i giovani invecchiano davanti al bancone. Ed è anche il titolo di un racconto di Ernest Hemingway che, a un certo punto scrive: “Nel caffè i due camerieri sapevano che il vecchio era un poco ubriaco; e sapevano pure che, anche se era un buon cliente, se si fosse ubriacato troppo se ne sarebbe andato senza pagare: per questo lo tenevano d'occhio”. Hemingway abbozza la sfiducia dei camerieri nei confronti del vecchio cliente attraverso una perfetta simmetria interpuntiva. Il punto e virgola è la prima pausa: segnala un presagio che viene ripreso dall'inciso (anche se era un buon cliente) che palleggia con lo stato d'animo controverso dei camerieri. Possiamo fidarci di questo vecchio avventore? I due punti direbbero di no, riprendono gli occhi ingrugniti dei camerieri. Il punto conclusivo riapre i giochi: la storia comincia adesso. In breve: 1) Dirigere le soste narrative è un fatto di allenamento: bisogna leggere e rileggere il proprio racconto. Un trucco è farlo a voce alta per sentire il respiro di una frase. 2) La punteggiatura è una questione di stabilità e di utilità narrative che determinano la chiarezza di un discorso. Riscrivere Avete scritto il vostro racconto. Ora siete pronti per riscriverlo. La riscrittura - o revisione o editing che dir si voglia - è una forma di auto-disciplina. Una ginnastica narrativa. “Limae labor et mora” diceva il poeta latino Orazio alludendo alla pratica di “limare” con pazienza i lavori letterari prima di divulgarli. Se volete, la vostra prima stesura assomiglia a un campo ancora non perfettamente arato. Questa è l'immagine che invece ci dà Petrarca. La vostra revisione è la zappa che lo renderà fertile, facile da percorrere. Dopo aver terminato il vostro racconto, provate a rileggerlo come se stesse leggendo l'autore che meno sopportate. Oppure andate a fare un giro, meglio se con amici. Distraetevi, basta anche solo fare una doccia. Fate passare un po' di tempo in modo che quello che avete scritto possa prendere respiro. Come un buon vino. Solo quando lo avrete riscritto, scoprirete una cosa meravigliosa. Che quello che avete scritto vi piace. O almeno vi appartiene. Che non è poco. Prendendoci gusto, la riscrittura diventa più divertente della scrittura. Colma lo spazio vuoto e discontinuo che c'è tra la pratica (ciò che si è scritto) e la teoria (ciò che si desidera scrivere). Mostra lo spazio dell'invenzione. L'unica cosa che distingue una semplice storia da un buon racconto. In breve: 1) Riscrivete 2) Non abbiate paura di andare avanti Come si scrive... - Un racconto fantastico In un racconto fantastico la rappresentazione è più forte della realtà. Per questo motivo è ancora più importante attenersi a regole rigide di scrittura. Sobrietà ed economia lessicale, ad esempio. Non è tanto in gioco la credibilità della storia, quanto la capacità dell'autore di mostrare al lettore ciò che esiste solo nella sua testa. Le immagini narrative devono essere nitide per avere senso; gli spunti metaforici - la metafora è uno strumento molto usato nel racconto fantastico - devono essere implicitamente carichi di sviluppi. Nelle Lezioni americane Italo Calvino la chiama esattezza.È utile un disegno dell'opera ben definito che evochi immagini visuali nitide e incisive (icastiche) con un linguaggio il più preciso possibile come lessico e come resa delle sfumature del pensiero e dell'immaginazione. - Un racconto rosa Ragazza incontra ragazzo, o viceversa. Non è il tag di una chatline per cuori solitari. E' quello che succede in un racconto rosa. Senza questo accidente non si può scrivere una storia rosa. L'incontro non deve essere necessariamente uno scontro. Si deve costruire una trama intorno a questo che deve condurre a un lieto fine. Passionalità e romanticismo sono poi gli ingredienti che arricchiranno stile e situazioni della storia. Di solito la protagonista è una donna alla ricerca dell'uomo dei sogni. Ma la tendenza attuale è quella anche di raccontare storie d'amore dal punto di vista maschile. Purché ci siano due cuori disposti a mettersi in gioco e a lottare per il raggiungimento del proprio oggetto d'amore. Per scrivere un buon racconto rosa è dunque importante inventare personaggi forti, indimenticabili a cui il lettore possa accostarsi senza troppa difficoltà. Un segreto è attingere materiale narrativo dalle grandi storie d'amore che hanno fatto sognare (e sperare) generazioni anche diverse tra loro. -Una favola La differenza tra una fiaba e una favola è grosso modo questa: la prima racconta di avvenimenti e personaggi fantastici, l'altra di animali antropomorfizzati o esseri inanimati. Se vi piace scrivere storie per ragazzi tenete a mente che la storia di solito si svolge in modo quasi sempre lineare in un luogo indefinito; i fatti narrati sono impossibili; il bene e il male sono nettamente divisi e c'è sempre un lieto fine (o una morale) che evoca situazioni che aiutano il giovane lettore a superare le difficoltà della crescita, dimostrandogli che è possibile affrontare le proprie paure. Usate formule standard di apertura e chiusura per immergere i lettori nel tempo senza tempo della fantasia, dilatate l'idea dello spazio e aumentate l'attesa con l'uso di ripetizioni e triplicazioni di parole come “cammina, cammina, cammina” o di episodi. Improvvisi riferimenti alla vita reale, interiezioni dei tipi più disparati, giochi di parole e vocaboli arcaici vi aiuteranno, inoltre, a intessere con il lettore/ascoltatore un rapporto il più stretto possibile, per catturare la sua attenzione e suscitare la sua meraviglia. In poche parole, per farlo sognare. - Un racconto fantasy, horror, fantascientifico. Sono tre generi che si contaminano tra loro e raccolgono l'eredità moderna della fiaba. Quando scrivete un racconto fantasy o fantasy-horror o di fantascienza, vi rivolgete soprattutto (ma non soltanto ovviamente) al mondo dei giovani adulti che spesso non corrisponde alla visione stereotipata veicolata dai media. Nel fantasy l'ambientazione è quasi sempre il medioevo fantastico. C'è un eroe e un antieroe (divinità o mostri primigeni), personaggi secondari aiutanti e antagonisti (maghi, elfi, guerrieri, troll, orchi, ecc.), e un'impresa da portare a termine. Le vicende raccontate sono credibili, e i personaggi vividi e reali, con una psiche ben definita. Questa è solo una delle numerose strade percorribili del genere fantasy. Una bussola per cercare di non perdervi in questa foresta immensa: andate a dare un'occhiata a “Sanctuary”, un'antologia di racconti made in Italy a tema. Per il racconto di fantascienza non avete a disposizione solo astronavi e battaglie intergalattiche. La fantascienza è un vastissimo continente di storie. Pensate soltanto a quanto materiale vi offre la genetica, la realtà virtuale o soltanto l'immaginarsi una storia alternativa a quella accaduta. Idem per i racconti fantasy-horror o dark-fantasy. Per raccontare una storia che abbia il mistero, in tutte le sue sfaccettature, come filo conduttore basta cercarla nelle paure dell'infanzia e nelle ossessioni che avete intorno. ​- Un racconto d'avventura Il racconto di avventura è nato per narrare viaggi in luoghi non convenzionali o immaginari. L’ingrediente da cui partire è la diversità. L’eroe si trova in un posto che non conosce, magari popolato da gente con usanze e lingua ignote: per cominciare deve appropriarsi delle regole e dei meccanismi di quel mondo, per capirlo e sapersi muovere al suo interno. Poi bisogna dare il via al racconto. E allora il nostro eroe deve avere una missione, un motivo per cui si trova lì: qualcosa da cercare o qualcuno da salvare. Infine dati antagonista (il mondo da interpretare e domare) e obiettivo; il coraggio, l'ingegno e la capacità di cavarsela, diventano l’ultimo ingrediente, quello che farà esplodere la narrazione e permetterà all'eroe di tornare a casa. - Un racconto noir Se c'è una regola da seguire è questa: pianificare prima dove ambientare il noir. Sarà quella la scelta che caratterizzerà tutta la storia, diventando il tessuto connettivo in cui far muovere e interagire personaggi e situazioni. Lo scrittore di noir conosce sempre la destinazione prima di partire. Solo in questa maniera può muovere le fila di una storia in cui i personaggi danzano nel buio. L'aspetto narrativo più affascinante del noir è questo confine liminale tra male/bene/buono/cattivo. Quello che sembra cattivo, è buono: il detective disperato che lavora perché il bene trionfi. Quello che sembra buono è cattivo: la donna opportunista che sfrutta il suo fascino per irretire chiunque. Compreso l'eroe buono che per questo assomiglia più alla figura di un perdente che a quella del supereroe invincibile. Un dettaglio che lo rende umano e che svela il segreto del suo successo. -Un racconto giallo Scrivere un racconto giallo è un po’ come fare una strada all'indietro. Più che in tutti gli altri generi, trama e intreccio devono essere ben chiari nella testa dell’autore. Dobbiamo vedere nel minimo dettaglio la scena del delitto, il delitto, il movente, le vite della futura vittima, del futuro assassino e di tutti i sospetti prima del delitto. Solo andando a ritroso potremo costruire il percorso che vogliamo che il lettore percorra, disseminandolo di piste e trabocchetti per far crescere la suspance. Scrivere un giallo è andare all'indietro per costruire tutte le strade che mi serviranno per condurre in avanti il lettore. - Un racconto umoristico Il comico è un genere letterario meticcio. È una forma di narrazione che restringe la distanza narratore/lettore, rendendoli complici o nemici per sempre. La risata funziona se arriva quando non te l'aspetti. In un racconto l'ironia è una medicina da versare con il contagocce: non deve essere sovradosata. Altrimenti, ci si trova di fronte a effetti collaterali piuttosto fastidiosi, tipo la noia. L'ironia richiede un ritmo narrativo rapido, una stilettata breve e inaspettata, come un fulmine a ciel sereno. Se c'è un mondo dove l'ironia la fa da maestra è la vita.Fate buon uso delle vostre piccole tragedie quotidiane: se saprete ridere di voi stessi un giorno vi torneranno utili e saranno una premessa preziosa e indispensabile per far ridere gli altri. Consigli di scrittura e di lettura A) Le trame di tutti i grandi romanzi non sono altro che scherzi sublimi a cui la gente abbocca senza scampo, ogni volta. "Kurt Vonnegut" B) Scrivere è mostrare, far vedere. "Joseph Conrad" C) Non si scrive perché si vuole dire qualcosa, ma perché si ha qualcosa da dire. "Francis Scott Fitzgerald" D) Da quando, all'inizio degli anni ottanta, attraversai un periodo in cui non riuscivo a progredire nel lavoro, al mattino utilizzo il metodo della libera associazione, che lo stesso Freud scoprì, curiosamente, in un manuale di scrittura di Ludwig Börne, meravigliosamente intitolato L’arte di diventare uno scrittore originale in tre giorni. Capii che ero in grado di creare idee ed evitare l’ansia buttando sul foglio parole a caso, scrivendo qualsiasi cosa mi venisse in mente, un po’ come mi servivo dei sogni per far emergere idee e collegamenti. Il mio inconscio la sapeva più lunga di me, era più svelto, spiritoso e sintetico, ma le sue emanazioni andavano organizzate e ponderate. "Hanif Kureishi" E) Il mestiere dello scrittore è un’arte, o meglio un artigianato, e il metodo dipende un po’ dalle circostanze. A volte prendo un blocco e butto giù il mio testo con una scrittura che sfortunatamente diventa illeggibile in capo a quattro o cinque giorni, che in qualche modo appassisce come i fiori. Ma succede anche che vada dritta alla macchina da scrivere e batta una prima versione. In ambedue i casi, per ogni frase, vado di slancio; successivamente, cancello, scelgo la frase che preferisco. Lavoro anche con forbici e colla, ma non sempre. E se le piacciono le piccole manie tipiche dello scrittore, gliene posso citare una: alla terza o quarta revisione, armata di matita, rileggo il mio testo, già quasi a posto, e tolgo tutto quello che può essere tolto, tutto ciò che mi pare inutile. E qui, esulto. Scrivo a piè di pagina: abolite sette parole, abolite dieci parole… Sono felicissima: ho soppresso l’inutile. "Marguerite Yourcenar" F) Gli scrittori lavorano con le parole e le voci proprio come i pittori lavorano con i colori; e da dove vengono queste parole e voci? Da molte origini, conversazioni ascoltate o semiascoltate, film e trasmissioni della radio, giornali, riviste e anche da altri scrittori..."William Burroughs" G) Non riesco a scrivere cinque parole senza cambiarne sette. "Dorothy Parker" H) Intendo mantenere il controllo stilistico ed emozionale sul materiale. Secondo me un racconto può essere rovinato dal ritmo sbagliato di una frase – soprattutto verso la fine – o da un errore in un capoverso, perfino dalla punteggiatura. "Truman Capote" I) Le narrazioni che mi interessano di più hanno sempre un contatto con il mondo reale. Nessuna delle storie che scrivo è successa davvero. Ma c'è sempre qualcosa, un elemento, una cosa che mi è stata detta o che ho visto, che potrebbe essere il punto da cui partire. "Raymond Carver" L) Bisognerebbe calarsi in fondo al mare, e vivere soli con le proprie parole. Ma non sono del tutto sincera, perché essere messi in discussione, essere lodati e criticati è uno stimolo notevole. "Virginia Woolf" Conclusioni Come con tutte le regole, queste sono fatte per essere infrante. Il racconto si presta alla sperimentazione proprio perché è breve: gli esperimenti strutturali che non potevano essere sostenuti per trecento pagine possono funzionare benissimo per quattro o cinque cartelle. Soprattutto oggi che i confini tra generi si confondono, destando un necessario stupore nei lettori. Tenete a mente che raccontare la vostra storia è la cosa più importante. In Breve: 1) Se infrangere una regola consente di raccontare la vostra storia in modo più efficace, con tutti i mezzi, fatelo. 2) In caso contrario, pensateci due volte o almeno siate onesti con voi stessi.
  13. emanuelebrilli

    : ufficiale media Nome del canale: Emanuele Brilli (perchè associato a Google+) Immagine: Link al canale: http://www.youtube.com/user/emanuelebrilli Note: In questo canale si possono trovare centinaia di tutorial per Photoshop ed Illustrator, il tutto in continuo aggiornamento. Sono in continua costruzione anche dei corsi base, e presto arriveranno anche video recensioni di materiale fotografico.