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Trovato 16 risultati

  1. animazione Studio Ghibli

    Lo Studio Ghibli, Inc. (株式会社スタジオジブリ Kabushiki-gaisha Sutajio Jiburi) è uno studio cinematografico di film d'animazione giapponese. I suoi anime sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, e hanno contribuito alla diffusione e rivalutazione di questo genere al di fuori della madre patria e della cerchia di appassionati. Fonte Fu fondato nel 1985 dal celebre regista Hayao Miyazaki insieme al suo collega Isao Takahata. Le sue origini, però, risalgono a due anni prima, quando nel 1983 iniziò la lavorazione di Nausicaä della valle del vento (1984), precedentemente serializzato nel 1982 come manga dalla Tokuma Shoten, la compagnia da cui nacque lo Studio Ghibli. Fonte Fondazione:15 giugno 1985 a Tokyo Sede principale: Mitaka (Tokyo) Persone chiave: Hayao Miyazaki Isao Takahata Settore: Intrattenimento Prodotti: Film d'animazione Cortometraggi Dipendenti: 300 Sito web italiano: http://www.studioghibli.it/ Pagina Facebook italiana: https://www.facebook.com/studioghibli.italia/ Opere dello Studio Ghibli Da Studio Ghibli Italia: Siti esterni: Collegamenti:
  2. I sospiri del mio cuore (耳をすませば Mimi o sumaseba, lett. "Drizzando le orecchie"), conosciuto anche con il titolo internazionale Whisper of the Heart, è un film d'animazione giapponese del 1995 diretto da Yoshifumi Kondō e scritto da Hayao Miyazaki, che si è ispirato al manga Sussurri del Cuore di Aoi Hiiragi. Titolo originale Mimi o sumaseba (耳をすませば?) Paese di produzione Giappone Anno 1995 Durata 111 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 16:9 Genere animazione, sentimentale Regia Yoshifumi Kondō Soggetto Aoi Hiragi Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki, Hayao Miyazaki Produttore esecutivo Seiichiro Ujiie, Takashi Shouji Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Lucky Red Storyboard Hayao Miyazaki Art director Satoshi Kuroda Character design Kitaro Kousaka Animatori Kitaro Kousaka Musiche Yuuji Nomi Doppiatori italiani: Trama: Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli @Brezza dell'est Lo hai visto questo? Davvero bella
  3. Laputa - Castello nel cielo (天空の城ラピュタ Tenkū no shiro Rapyuta, lett. "Laputa, il castello dei cieli"), è il terzo lungometraggio d'animazione diretto da Hayao Miyazaki. Il titolo del film è un esplicito riferimento all'isola immaginaria Laputa, descritta nel romanzo I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift. Titolo originale 天空の城ラピュタ-Tenkū no shiro Rapyuta Lingua originale giapponese Paese di produzione Giappone Anno 1986 Durata 124 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione Regia Hayao Miyazaki Soggetto Hayao Miyazaki Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Isao Takahata Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Buena Vista Home Entertainment (edizione DVD 2004) Lucky Red (edizione 2012) Art director Toshio Nozaki, Nizou Yamamoto Animatori Tsukasa Tannai, Yasuko Tachiki, Yoshinori Kanada Montaggio Yoshihiro Kasahara, Hayao Miyazaki, Takeshi Seyama Musiche Joe Hisaishi Scenografia Toshio Nozaki, Nizou Yamamoto Sfondi Katsu Hisamura, Kazuhiro Kinoshita, Iijima Kumiko, Noriko Takaya, Masaki Yoshizaki Trama: Doppiatori italiani: Fonte: Wikipedia Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  4. animazione Pom Poko

    Pom Poko[1] (平成狸合戰ぽんぽこ Heisei tanuki gassen Ponpoko?, lett. "Pom Poko, battaglie tanuki dell'era Heisei") è un film giapponese di animazione diretto da Isao Takahata, tratto dal racconto Futago no hoshi di Kenji Miyazawa. La versione originale dura 119 minuti. Il film è uscito per l'home video in Italia il 13 febbraio 2011 distribuito dalla Lucky Red, con il doppiaggio curato da Gualtiero Cannarsi. Dal racconto Futago no hoshi di Kenji Miyazawa Sceneggiatura Isao Takahata Produttore Ned Lott, Toshio Suzuki, Yasuyoshi Tokuma Produttore Esecutivo Hayao Miyazaki Regia Isao Takahata Montaggio Takeshi Seyama Scenografia Kazuo Oga Produzione STUDIO GHIBLI Distribuzione (in Italia): Lucky Red Trama Fonti: http://www.studioghibli.it/film/pom-poko/ https://it.wikipedia.org/wiki/Pom_Poko http://www.studioghibli.org/anime-studio-ghibli/heisei-tanuki-gassen-ponpoko-pom-poko/ Collegamenti: Studio Ghibli
  5. Il regno dei sogni e della follia , titolo internazionale: The Kingdom of Dreams and Madness, è un documentario di Mami Sunada dedicato allo studio di animazione giapponese Studio Ghibli e ai suoi animatori. Il film, uscito nelle sale giapponesi il 16 novembre 2013 è stato presentato in anteprima mondiale in Francia nel giugno 2014 al Festival International du Film d'Animation d'Annecy e in seguito in numerosi altri festival cinematografici di tutto il mondo. Dal 27 gennaio 2015 è disponibile in dvd o video-on-demand in lingua originale con sottotitoli inglesi. In Italia il film è stato distribuito da Lucky Red il 25 e 26 maggio 2015 con i dialoghi in italiano inseriti in oversound• sull'audio originale. Trama Il film si concentra sulle ultime fasi di lavorazione di Si alza il vento, il più recente e probabilmente il film definitivo di Hayao Miyazaki, mostrando la tecnica di animazione accurata e artigianale del regista e del suo team di animatori. Contemporaneamente anche Isao Takahata, il cofondatore assieme a Miyazaki dello Studio Ghibli, sta terminando il suo ultimo film, La storia della principessa splendente e tutta la macchina produttiva dello studio deve coordinare la creatività e anche le piccole rivalità dei due grandi registi Fonte INFO Ottenuto il permesso di accedere quasi illimitatamente all’interno dello Studio Ghibli, Mami Sunada segue nel corso di un anno i maestri Hayao Miyazaki e Isao Takahata e il produttore Toshio Suzuki intenti nel completare i loro ultimi capolavori: “Si alza il vento” e “La storia della principessa splendente”. Con un ritratto intimo ed emozionante, il documentario ci offre per la prima volta l’opportunità di compiere un viaggio affascinante ed indimenticabile all’interno di uno dei laboratorio di animazione più amati al mondo. Un luogo unico dove il sogno e la passione rasentano la follia. “Il Regno dei Sogni e della Follia” sarà al cinema per un evento speciale solo il 25 e il 26 maggio. Fonte Recensione di BadTaste •oversound: voce del doppiatore che si sovrappone a quella del personaggio che appare in video, la cui voce in lingua originale rimane udibile in sottofondo. Questa tecnica in Italia è limitata di norma alle interviste e ai documentari. Sito ufficiale - Studio Ghibli Pagina facebook - Pagina Facebook italiana dello Studio Ghibli Scheda, Bluray e Dvd su LuckyRed Gallery su LuckyRed Topic collegati: Hayao Miyazaki Si alza il vento Studio Ghibli
  6. animazione Si alza il vento

    Si alza il vento (風立ちぬ Kaze tachinu?) è un film d'animazione del 2013 scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. È una sorta di film biografico sull'ingegnere aeronautico Jirō Horikoshi (1903-1982), inventore del Mitsubishi A5M e del suo successore Mitsubishi A6M Zero, utilizzati dall'Impero giapponese durante la seconda guerra mondiale ed è tratto dal manga Kaze tachinu, sceneggiato e disegnato dallo stesso Miyazaki nel 2009, a sua volta ispirato al romanzo Si alza il vento di Tatsuo Hori. Rappresenta l'ultimo film del regista prima del suo definitivo ritiro dalle scene. Uscito nelle sale giapponesi il 20 luglio 2013 e presentato in concorso alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, fu il più grande successo del 2013 al botteghino giapponese e venne acclamato dalla critica cinematografica mondiale. Inoltre venne candidato a numerosi e prestigiosi riconoscimenti, come l'Oscar al miglior film d'animazione, il Golden Globe per il miglior film straniero e il premio della Japanese Academy nella categoria animazione dell'anno. Fonte Trama Jiro Horikoshi, si presenta al pubblico in sogno, a bordo di un aereo di fantasia in un idillio minacciato da un bombardiere, è un ragazzo con la passione degli aeroplani che nelle sue proiezioni oniriche incontra il proprio idolo, il conte Caproni, grande progettista italiano, a cui confida di voler diventare anch'egli progettista. Durante l'università assisterà al terribile terremoto del '22 e poi troverà lavoro alla Mitsubishi. Studiando la più avanzata tecnologia tedesca cercherà di mettere a punto qualcosa di ancora più innovativo, in grado non solo di colmare il gap che separa il Giappone dagli altri paesi ma anche di superarli. In questi viaggi incontrerà l'amore della sua vita, la donna che lo accompagnerà nel processo creativo. Nonostante siano evidenti i temi che da sempre dominano il suo cinema è una trama insolita, impegnativa e coraggiosissima quella che Hayao Miyazaki imbastisce nel suo decimo lungometraggio, un biopic sul grande progettista di aerei che diede vita ai rivoluzionari modelli Mitsubishi A6M Zero, tristemente noti per essere stati utilizzati dai kamikaze durante la seconda guerra mondiale. Un film il cui linguaggio e la cui grammatica audiovisiva ricordano più la messa in scena dal vivo che quella animata. Le contraddizioni non sono certo una novità nel cinema del regista che ha superato il concetto di buono e cattivo, che ama i motori ma è un fervente ecologista e che adora gli aerei da guerra pur inneggiando alla pace, ma stavolta le affronta di petto. The Wind Rises mostra che le contraddizioni non sono barriere ed è possibile al tempo stesso amare e odiare. La sua forza è farlo senza usare le parole ma con la forma di uno straordinario cartone di due ore, un film-fiume che racconta attraverso un uomo l'epica di una nazione e del suo spirito, la sua dignità, la sua etica del lavoro, in un tour de force che segna il ritorno del maestro a una produzione per nulla pigra o ripiegata sui soliti topoi, lontana dai grandi capolavori del passato e audace. C'è un'evidente identificazione tra il progettista di aerei e il disegnatore, il creatore di macchine e il creatore di sogni, un binomio che in Miyazaki, figlio di un ingegnere aereo, è particolarmente forte (spesso nei suoi cartoni vediamo meccanismi o veicoli volanti da lui inventati) e che trova momenti di rara bellezza nel sogno di Jiro e del conte Caproni (avendo le stesse aspirazioni i due si incontrano sempre nei medesimi sogni) ma forse anche dell'autore, di poter camminare liberamente sugli aerei mentre sono in volo. Jiro Horikoshi, è probabilmente il miglior personaggio maschile mai scritto dal regista, e non a caso appare come un alter ego di Miyazaki (a doppiarlo in originale è Hideaki Anno, l'autore di Neon Genesis Evangelion), amante del volo ma schifato dalla guerra, sostenitore del fatto che gli aerei non debbano avere mitragliatrici ma autore dei modelli poi affidati ai kamikaze, un uomo che sogna un bombardiere caricato con famiglie invece che armi. Eppure è quando nella seconda parte The Wind Rises scivola dolcemente nel melò che il maestro dà il meglio, con una storia d'amore lieve e commovente come suo solito ma anche più matura che in passato (per la prima volta si vede un bacio francese e addirittura si suggerisce un atto sessuale). Quando la linea sentimentale accelera, tutto il film sembra volare ancora più in alto, specie nella maniera in cui la realtà è trasfigurata dalle visioni di Jiro, l'espediente con il quale Miyazaki sceglie di raccontare il processo creativo attraverso il sogno, il crescere di un'idea alimentata dalla passione, un misto di abnegazione e fantasia, intuizione e fatica. Miyazaki torna a descrivere le emozioni più elevate, a raccontare lo splendore di essere vivi in questo pianeta, unito all'esigenza di continuare a vivere nonostante tutto (alla fine in un trionfo di linguaggio filmico non ci sarà nemmeno bisogno di dirlo basterà l'alzarsi del vento a scatenare l'emozione nel pubblico), utilizzando uno stile che rifiuta il tratto grosso e si ostina a dimostrare come si possano toccare le corde più profonde e stimolare gli stordimenti emotivi più vertiginosi attraverso lo stile più delicato e sottile possibile. Fonte Titolo originale 風立ちぬ-Kaze tachinu Paese di produzione Giappone Anno 2013 Durata 126 min Colore colore Audio sonoro Genere animazione, storico, drammatico, sentimentale, biografico Regia Hayao Miyazaki Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Produttore esecutivo Koji Hoshino Casa di produzione Studio Ghibli, Toho Distribuzione (Italia) Lucky Red Character design Katsuya Kondo Animatori Kitarō Kosaka Fotografia Atsushi Okui Montaggio Takeshi Seyama Musiche Joe Hisaishi Tema musicale Hikōki Gumo (ひこうき雲?) di Yumi Matsutoya Sfondi Yōji Takeshige http://youtu.be/zgnVCFjhQTg Opinione personale: ed eccoci al film d'addio di Miyazaki, l'ho visto di recente e son rimasta un tantino delusa. La storia è bella, colma di sogni e delicatamente toccante. Gli scenari e le architetture son spettacolari. La scena della scossa di terremoto lascia col fiato sospeso anche solo per la realizzazione. Mi manca la magia, l'assurdo, l'essere deliziata dai personaggi fantastici di Miyazaki. E' una storia matura e seria che rispecchia probabilmente lo stato attuale del regista che da anziano e dopo tutta una vita di mondi meravigliosi e fantastici ci riporta (in parte) coi piedi per terra narrandoci una storia biografica di un ingegnere aeronautico ai tempi della seconda guerra mondiale. Sono un tantino dispiaciuta. Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli Il regno dei sogni e della follia
  7. Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento (借りぐらしのアリエッティ Karigurashi no Arrietty?, lett. "Arrietty la prendimprestito") è un film animato giapponese prodotto nel 2010 dallo Studio Ghibli, tratto dalla serie di racconti fantasy per ragazzi Gli Sgraffignoli (The Borrowers) dell'autrice inglese Mary Norton. Gli stessi racconti nel 1997 avevano già ispirato il film I rubacchiotti per la regia di Peter Hewitt. Il film, proiettato per la prima volta il 1º luglio 2010 in occasione del Tokyo International Forum Hall, ha segnato l'esordio alla regia del trentaseienne Hiromasa Yonebayashi che già si era messo in luce come animatore nei film La città incantata e Ponyo sulla scogliera. Alla sceneggiatura c'è Hayao Miyazaki, che aveva letto la storia in gioventù e che l'ha trasposta dall'originale ambientazione dell'Inghilterra degli anni 50, ad una Tokyo del 2010. Titolo originale 借りぐらしのアリエッティ Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 2010 Durata 94 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1,85:1 Genere commedia, drammatico, animazione, fantastico Regia Hiromasa Yonebayashi Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Produttore esecutivo Hayao Miyazaki Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Lucky Red Storyboard Hiromasa Yonebayashi Art director: Noboru Yoshida Youji Takeshige Animatori: Akihiko Yamashita Megumi Kagawa Musiche Cécile Corbel Trama Fonte Collegamenti: Hayao Miyazaki Mary Norton Studio Ghibli
  8. Kiki - Consegne a domicilio (魔女の宅急便 Majo no takkyūbin?, lett. "Le consegne espresse della strega") è un film d'animazione giapponese del 1989 diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. È tratto dall'omonimo romanzo di Eiko Kadono del 1985, pubblicato in Italia nel 2002 da Kappa Edizioni. In Italia è stato distribuito dalla Buena Vista Pictures il 13 novembre 2002, esclusivamente per il mercato home video. Nel 2010 il film è stato presentato in versione sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi all'interno del Festival Internazionale del Film di Roma 2010 col titolo Il servizio consegne della strega per rendere con maggiore fedeltà l'originale. Lo stesso Cannarsi ha curato l'edizione 2013 del film che è stato appositamente ridoppiato in italiano per essere distribuito dalla Lucky Red nelle sale cinematografiche e nel mercato home video. Titolo originale 魔女の宅急便 Majo no takkyūbin Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 1989 Durata 102 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione Regia Hayao Miyazaki Soggetto Eiko Kadono (romanzo) Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Hayao Miyazaki Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma, Mikihiko Tsuzuki, Morihisa Takagi Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Buena Vista Home Entertainment (edizione DVD 2002) Lucky Red (edizione 2013) Art director Hiroshi Ōno Character design Katsuya Kondō Animatori Katsuya Kondō, Yoshifumi Kondō, Shinji Otsuka Fotografia Shigeo Sugimura Montaggio Takeshi Seyama Effetti speciali Kaoru Tanifuji Musiche Joe Hisaishi, Yumi Arai Scenografia Hinoshi Ono Trama: Fonte Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  9. animazione Nausicaä della Valle del vento

    Nausicaä della Valle del vento (風の谷のナウシカ Kaze no tani no Naushika?) è un film d'animazione del 1984 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, tratto dal suo manga omonimo. È una storia post apocalittica con accenti ambientalisti e fu presentata dal WWF alla sua uscita nel 1984. Sebbene sia stato concepito prima della fondazione dello Studio Ghibli, il film è spesso considerato l'opera iniziale dello studio. Tra i riconoscimenti ottenuti, ha vinto l'Anime Grand Prix promosso dalla rivista Animage nel 1984. Il film narra la storia di Nausicaä, giovane principessa della Valle del vento, che rimane coinvolta in uno scontro contro Tolmechia, un regno che cerca di riportare in funzione un'antica arma per spazzare via una giungla tossica popolata da insetti giganti. Nausicaä dovrà cercare di fermare i tolmechiani dall'irritare queste creature. In Italia il film è stato trasmesso in televisione il 6 gennaio 1987 su Rai 1 in una versione doppiata e divisa in quattro parti. Il 31 ottobre 2010 il film è stato presentato in versione originale sottotitolata con un nuovo adattamento a cura di Gualtiero Cannarsi, all'interno del Festival del film di Roma e nel 2015 verrà riproposto da Lucky Red con un nuovo doppiaggio italiano prima al cinema e poi nel mercato home video. Fonte Trama Titolo originale 風の谷のナウシカ - Kaze no tani no Naushika Lingua originale giapponese Paese di produzione Giappone Anno 1984 Durata 116 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione, fantascienza, avventura Regia Hayao Miyazaki Soggetto Hayao Miyazaki Sceneggiatura Hayao Miyazaki, Kazunori Ito Produttore Isao Takahata Produttore esecutivo Michio Kondou, Toru Hara, Yasuyoshi Tokuma Art director Mitsuki Nakamura Animatori Kazuo Komatsubara Fotografia Hideshi Kyonen Montaggio Naoki Kaneko, Tomoko Kida, Shōji Saka Musiche Joe Hisaishi Scenografia Mitsuyoshi Nakamura Opinione personale: questo film d'animazione credo di averlo visto solo un paio di volte, ormai diversi anni fa. Ricordo che mi piacque ma che ebbi un senso di incompletezza quando lo vidi: mi pareva chiaro che fosse estrapolato da un contesto molto più ampio (il manga) e che non dicesse tutto xD mi riservo un parere più approfondito dopo che l'avrò rivisto una terza volta. Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli Nausicaä della Valle del vento in Anime, Cartoni, Manga, Fumetti & Comics
  10. animazione Porco Rosso

    Porco Rosso (紅の豚 Kurenai no buta?, lett. "Il maiale cremisi"), è un film d'animazione giapponese del 1992, scritto e diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. È liberamente basato sul manga Hikōtei Jidai, creato dallo stesso regista. Titolo originale 紅の豚 Kurenai no buta Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 1992 Durata 93 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere fantastico, storico Regia Hayao Miyazaki Soggetto Hayao Miyazaki, Hikōtei Jidai (manga) Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Trama: Fonte Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  11. animazione La città incantata

    La città incantata (千と千尋の神隠し Sen to Chihiro no kamikakushi?, lett. "La sparizione causata dai kami di Sen e Chihiro") è un film d'animazione giapponese del 2001 scritto e diretto da Hayao Miyazaki, prodotto dallo Studio Ghibli e distribuito dalla Buena Vista. Il film, liberamente ispirato al romanzo fantastico Il meraviglioso paese oltre la nebbia della scrittrice Kashiwaba Sachiko, narra le avventure di Chihiro, una bambina di dieci anni che si introduce senza rendersene conto, insieme ai genitori, in una città incantata abitata da spiriti. Qui i genitori della bambina vengono trasformati in maiali dalla potente maga Yubaba e la piccola protagonista decide di rimanere nel regno fatato per tentare di liberarli. Il film presenta l'altissima qualità tecnica consueta dello Studio Ghibli ed è considerato il capolavoro del cineasta giapponese Miyazaki. Rilasciato il 20 luglio 2001, diventò il più grande film di successo della storia del Giappone, guadagnano circa 330 milioni di dollari in tutto il mondo. Superò Titanic (allora in cima alle classifiche di vendita) ai box-office giapponesi e fu il lungometraggio che più ha guadagnato nella storia, con un totale di 30,4 miliardi di ¥. Acclamato all'unanimità dai critici, è considerato uno dei migliori film della storia. Vinse l'Orso d'oro al Festival di Berlino nel 2002 e (caso finora unico nella storia degli anime) l'Oscar per il miglior film d'animazione nel 2003. Fonte Trama La piccola Chihiro non sopporta l'idea di traslocare e di perdere i propri amici, ma non può far niente per impedirlo. Proprio quando la famiglia è in viaggio verso la nuova casa, il padre imbocca una strada sterrata che termina davanti a un tunnel misterioso. I genitori sceglieranno di attraversarlo nonostante le rimostranze di Chihiro, per giungere a un parco dei divertimenti abbandonato, almeno apparentemente. Il titolo più celebrato - un Orso d'Oro e un Oscar - e forse amato del corpus miyazakiano, quello destinato a mettere d'accordo tutti, dai fan agli amanti occasionali del lavoro del regista giapponese. Giunto dopo le fatiche de La principessa Mononoke e dopo uno dei molti annunci di ritiro infine non concretizzatisi, La città incantata sintetizza con un linguaggio sempre più ricco i temi cari sin dagli inizi di carriera al regista, calandoli in un contesto totalmente fiabesco e allegorico. Il lato visionario si scatena grazie alla molteplicità di forme assunte dai diversi spiriti che abitano le terme di Yu-baba, le musiche di Hisaishi Joe sono tra le più struggenti mai ascoltate e la narrazione coniuga in maniera esemplare le esigenze di entertainment - travolgente il dinamismo delle sequenze di azione, come quella di Haku inseguito dagli omini di carta animati - e i momenti più intimisti, in cui Chihiro trova il tempo di riflettere sulla sua condizione e di comunicare empaticamente con il pubblico, aiutandolo a comprendere l'universalità del messaggio del film. Ogni dettaglio dello sfondo o personaggio apparentemente minore assume vita e senso propri, nel décadrage meticoloso di uno scenario corale che si ramifica per poi ricongiungersi, ritrovando il filo proprio quando sembrava prevalere un nuovo spunto. Miyazaki rilegge Lewis Carroll, ha detto qualcuno, ma di fronte a un nuovo classico ha poco senso enumerare gli antecedenti: la forza de La città incantata è infatti tale da porlo come esempio a pieno titolo di racconto pedagogico contemporaneo, allegoria della crescita e della perdita (così inizia la storia, con un biglietto di addio) sotto forma di fiaba, in cui il piano superficiale di lettura non deve compromettere in alcun modo la godibilità della sua fruizione per poter veicolare i propri simbolismi. In un periodo di tempo, indeterminato come le regole del mondo degli spiriti, Chihiro vive un viaggio interiore ed esteriore che è quasi un trailer, una versione condensata, della vita destinata ad attenderla. Irta di difficoltà e di dispiaceri (la perdita di persone care), di ipocrisia e grettezza (le rane al servizio di Yu-baba), di trasformazioni e maturazioni (il Senza-volto): amore, lavoro e senso di responsabilità si succedono sotto forma di prove, a cui Chihiro viene più o meno consapevolmente sottoposta prima di acquisire una nuova saggezza. Come la Dorothy che torna da Oz, così Chihiro non dimenticherà mai il suo viaggio incantato né la lezione ad esso sottesa, facendone tesoro per affrontarne uno ancor più incerto e pieno di incognite. E salire così su un treno dalle tappe meravigliose che procede, inesorabilmente, in una sola direzione. Fonte Titolo originale 千と千尋の神隠し - Sen to Chihiro no kamikakushi Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 2001 Durata 125 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione, fantastico, sentimentale Regia Hayao Miyazaki Soggetto Kashiwaba Sachiko (romanzo) Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Universal, Lucky Red Art director Yōji Takeshige Animatori Masashi Ando Fotografia Atsushi Okui Montaggio Takeshi Seyama Musiche Joe Hisaishi, Youmi Kimura Sfondi Keiko Itogawa, Ogura Kobo Opinione personale: Questo fu il primo film d'animazione che vidi di Miyazaki. Ricordo che lo andammo a noleggiare in videoteca io e una mia amica ai tempi delle vecchie vhs xD e la visione di questo film d'animazione mi lasciò stupefatta. Era un misto di ammirazione per quel mondo, quei personaggi, per la fluidità oltre che per l'originalità, dei movimenti dei personaggi e di impressione per quel qualcosa che non riesco a focalizzare, che è proprio di Miyazaki, di rappresentare facce e situazioni ambigue, arcane, surreali e oniriche. Restai totalmente affascinata all'epoca e considero questo film il più bello che abbia mai realizzato Miyazaki xD anche se successivamente ne vidi altri di lui veramente molto belli. Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  12. film Ponyo sulla scogliera

    Ponyo sulla scogliera (崖の上のポニョ Gake no ue no Ponyo?), anche conosciuto con il titolo internazionale Ponyo on the Cliff by the Sea ("Ponyo sulla scogliera vicino al mare"), è un film d'animazione giapponese del 2008 prodotto dallo Studio Ghibli, scritto e diretto da Hayao Miyazaki basandosi sul racconto Iya Iya En della scrittrice giapponese Rieko Nakagawa, illustrato da Yuriko Yamawaki. Il film è uscito nelle sale giapponesi il 19 luglio 2008 e ha partecipato in concorso alla 65ª Mostra del cinema di Venezia. In Italia il film è stato distribuito nelle sale il 20 marzo 2009. Il film è stato trasmesso in prima visione il 16 ottobre 2011 alle 01:55 su Rai 1 e in replica il 24 dicembre 2011 alle 21:10 su Rai 4 e il 27 ottobre 2012 alle 19:30 su Rai Gulp. Trama Dalle profondità del mare emerge una pesciolina rossa a bordo di una medusa. Rimasta intrappolata in un barattolo di vetro, viene soccorsa e liberata da Sosuke, un bimbo di cinque anni che vive con la madre in cima alla scogliera. La gratitudine della pesciolina, che Sosuke battezzerà col nome di Ponyo, si trasforma in tenera amicizia. L'idillio viene però interrotto dall'intervento di Fujimoto, padre di Ponyo e padrone-stregone dei fondali marini. Un tempo umano, Fujimoto ha lasciato la terra per l'acqua prendendo in moglie la Madre del Mare. Decisa a tentare la fuga e a scegliere per sé un destino umano, Ponyo rovescia accidentalmente l'elisir magico del padre, trasformandosi in una bambina e alterando la quiete del mare. Le onde furiose e i pesci giganti la condurranno fino alla casa di Sosuke, dove sarà accolta e amata. Perché il mare si ritiri e restituisca a Ponyo la sua libertà e a Sosuke la sua mamma e il suo villaggio, affondati sotto i marosi, il bambino dovrà affrontare una prova e riportare l'equilibrio tra il genere umano e la natura. Contro il riduzionismo che colpisce tutto il cinema di animazione, definito sbrigativamente dai senza anima "cartoni animati", si leva in alto e sopra e sotto la superficie del mare Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki. Mai rassegnato all'impiego della tecnologia digitale, il regista nipponico "sospende" la computer graphic e restituisce la complessità salata del mare con la matita e settanta artisti che hanno disegnato a mano centosettantamila disegni. Sotto i flutti marini nasce l'avventura di Ponyo, pesciolino dal volto umano e poi bambina dai capelli rossi e indisciplinati, che adora il prosciutto e ama Sosuke di un amore infantile e assoluto. Minuta e maldestra, allegra e fiduciosa verso il mondo, Ponyo è uno spirito spensierato e curioso che, muovendosi all'aria aperta e in mancanza di ossigeno, congiunge il mondo del fantastico occidentale ("La Sirenetta" di H. C. Andersen) a quello giapponese del divino. Il suo graduale uscire dalla magia e dalla protezione dell'infanzia coincide con la scoperta di un nuovo mondo in cui diventare grande e di un nuovo affetto con cui diventare grande. Come accade spesso nei film di Miyazaki, i personaggi maschili sono eccellenti compagni d'avventura e ammiratori entusiasti che occupano la scena allo stesso livello dei personaggi femminili. Se il corpulento aviatore di Porco Rosso sceglie di ritirarsi su un'isola dell'Adriatico e di smettere di appartenere al mondo degli uomini, trasformandosi in un maiale, è in quello stesso mondo che si tuffa letteralmente la pesciolina Ponyo, disponibile a credere all'impossibile fino al punto di diventare bambina. L'età di Ponyo permette a Miyazaki di mantenere tratti spensierati e radiosi accanto al senso di minaccia causato dallo tsunami che ha annegato lo scintillare quieto del mare. Meno addolorato e oppresso di Porco Rosso, Ponyo sulla scogliera è una favola sulla potenza della parola data e della promessa mantenuta, sull'amore, sul rapporto tra giovani e anziani, sul confronto e il rispetto degli altri. Combinando la propria identità culturale con le culture altrui, Miyazaki confeziona un film deliziosamente infantile che ha il dono di essere comprensibile senza smettere di parlare la propria lingua. Un film disegnato a matita per entrare in contatto con i personaggi e le loro emozioni, una fiaba incantevole capace di finire bene senza essere ammaestrata. Al di là delle riflessioni e del principio ecologico sotteso, di Ponyo sulla scogliera resta sopra ogni cosa il piacere che produce guardarlo. Fonte Titolo originale 崖の上のポニョ (Gake no ue no Ponyo) Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 2008 Durata 100 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione Regia Hayao Miyazaki Soggetto Hayao Miyazaki Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Lucky Red Art director Noboru Yoshida Animatori Katsuya Kondô (animatore capo) Fotografia Atsushi Okui Montaggio Hayao Miyazaki Musiche Joe Hisaishi Opinione personale: Ponyo l'ho visto una volta sola e devo dire di essere rimasta un tantino delusa ç_ç tra i film di Miyazaki è quello che mi è piaciuto meno forse perchè il mio vicino Totoro mi aveva colpito enormemente per l'abilità di Miyazaki nel rappresentare l'universo infantile, le movenze ed il dinamismo, in Ponyo non son riuscita a ritrovare tutte queste qualità (troppa aspettativa forse..) ma sia la storia che la realizzazione li ho trovati un po' inferiori agli altri film. Riconosco che una sola volta è poco, dovrei rivederlo per dare una valutazione più approfondita Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  13. animazione Il castello errante di Howl

    Il castello errante di Howl (ハウルの動く城 Hauru no ugoku shiro?) è un film d'animazione giapponese del 2004, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. La sceneggiatura è adattata dal romanzo omonimo del 1986 di Diana Wynne Jones, pubblicato in Italia nel 2013 da Kappalab. Il film presenta molte delle caratteristiche tipiche delle opere di Miyazaki: ha come protagonista una ragazza, come Nausicaä della Valle del vento, La città incantata, Laputa - Castello nel cielo e Kiki consegne a domicilio, ed ha un'ambientazione che ricorda nei vestiti e nell'architettura l'Europa degli inizi del Novecento, ma in un mondo in cui è presente la magia. Gli avvenimenti si svolgono in una nazione fantastica che ricorda l'Alsazia degli anni precedenti alla prima guerra mondiale. Molti edifici delle città sono identici a quelli della città alsaziana di Colmar, che Miyazaki ha riconosciuto come fonte di ispirazione per l'ambientazione del film. L'ambientazione che riecheggia la Vienna imperiale dell'800 nonché le automobili e le macchine da guerra volanti che vi si vedono, tutte mosse dalla forza del vapore, caratterizzano l'opera come appartenente al filone steampunk. Il film è stato presentato in concorso alla 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, ed è uscito nelle sale italiane il 9 settembre 2005; fra le altre cose, con questo film il maestro ha ottenuto il Leone d'oro alla carriera, risultando l'unico produttore di film d'animazione a conquistare sia l'Oscar che il Leone d'Oro. Si trova alla posizione numero 230 della classifica dei "500 migliori film della storia" della rivista Empire. Fonte Trama Titolo originale ハウルの動く城 - Hauru no ugoku shiro Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 2004 Durata 119 min Colore Colore Audio Sonoro Rapporto 1,85:1 Genere animazione, fantastico, sentimentale, avventura Regia Hayao Miyazaki Soggetto Diana Wynne Jones Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Produttore esecutivo Hayao Miyazaki Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Lucky Red Art director Yôji Takeshige, Noboru Yoshida Character design Hayao Miyazaki Animatori Katsuya Kondô, Akihiro Yamashita, Takeshi Inamura, Kitaro Kosaka, Mitsunori Kataama Fotografia Atsushi Okui Montaggio Takeshi Seyama Musiche Joe Hisaishi, Youmi Kimura Scenografia Yôji Takeshige, Noboru Yoshida Sfondi Yoshikazu Fukutome, Sayaka Hirahara, Junko Ina, Ryouko Ina, Keiko Itogawa, Masatoshi Kai, Naomi Kasugai, Masahiro Kubota, Osamu Masuyama, Kazuo Nagai, Youichi Nishikawa, Kazuo Oga, Takashi Omori, Masako Osada, Yohei Takamatsu, Naoya Tanaka, Junichi Taniguchi, Youichi Watanabe, Kikuyo Yano, Mitsuo Yoshino Opinione personale: nella mia personale classifica dei film di Miyazaki metto Il castello Errante di Howl in seconda posizione xD dopo La città incantata Oltre ad amare la storia ed i personaggi di questo film di animazione, stravedo per i disegni. la fluidità delle espressioni, l'impercettibile, a volte, ringiovanimento o invecchiamento del volto della protagonista è qualcosa che tutt'oggi mi lascia del tutto affascinata *___* sopratutto se si considera che la realizzazione è del tutto tradizionale.. Tutto scorre in modo armonioso in questo film, accompagnati da una musica favolosa, verso una storia magica e delicatamente sentimentale, col fine di rappresentare quanto l'animo umano possa esser pieno di risorse anche difronte avversità che sembrano insormontabili xD Una splendida fiaba, condita di personaggi stupefacenti e divertenti, ma tutti con un lato debole, tutti imperfetti in un certo senso, primo tra gli altri Howl con la sua vanità Guardatelo Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  14. animazione Il mio vicino Totoro

    Il mio vicino Totoro (となりのトトロ Tonari no Totoro?) è un film d'animazione giapponese del 1988, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. La storia si incentra sulla vita di due giovani sorelle, Satsuki e Mei, che si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna per andare a vivere più vicini alla madre delle bambine, ricoverata in ospedale. Nella nuova realtà, le sorelle fanno la conoscenza di esseri soprannaturali, tra cui Totoro, e maturano, imparando il rispetto per la natura. In Italia è approdato il 18 settembre 2009, a ventun'anni di distanza dalla prima proiezione giapponese. Il film è stato accolto molto positivamente. Nel 1988 ha vinto l'Animage Anime Grand Prix, mentre l'anno seguente si è aggiudicato il premio nella categoria miglior film al Mainichi Film Concours. Il personaggio di Totoro è stato talmente apprezzato da essere in seguito utilizzato per il logo dello Studio Ghibli. Nel 2008, la rivista inglese Empire lo inserì al numero 275 della lista dei 500 migliori film della storia. Trama Titolo originale となりのトトロ - Tonari no Totoro Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 1988 Durata 86 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione, fantastico Regia Hayao Miyazaki Soggetto Hayao Miyazaki, Kubo Tsugiko Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toru Hara Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Lucky Red Character design Hayao Miyazaki Animatori Yoshiharu Sato Montaggio Takeshi Seyama Effetti speciali Kaoru Tanifuji Musiche Joe Hisaishi Scenografia Kazuo Oga Sfondi Junko Ina, Hidetoshi Kaneko, Shinji Kimura, Tsuyoshi Matsumuro, Hajime Matsuoka, Yuko Matsuura, Toshio Nozaki, Kiyomi Ota, Nobuhiro Otsuka, Makoto Shiraishi, Kiyoko Sugawara, Yôji Takeshige, Keiko Tamura, Sadahiko Tanaka, Akira Yamagawa, Masaki Yoshizaki Opinione personale: qui Miyazaki dà il meglio di se stesso nella rappresentazione dell'universo infantile *____* penso di non aver mai visto altri film d'animazione che sappiano cogliere così magistralmente le movenze, le espressioni, l'entusiasmo dei bambini, il loro dinamismo e la loro curiosità xD La storia è fresca e semplice, la realizzazione è impressionante e i personaggi di fantasia, come per esempio proprio tororo o il gatto-bus, son spettacolari. Consiglio di vederlo in lingua originale perchè anche le voci son formidabili Lo inserisco al 4° posto nella mia classifica personale dei film d'animazione di Miyazaki Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  15. animazione Principessa Mononoke

    Princess Mononoke (もののけ姫 Mononoke-hime?, lett. "principessa degli spiriti vendicativi") è un film d'animazione giapponese del 1997, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. Il film è ambientato nel periodo Muromachi e s'impernia sulla lotta tra i guardiani sovrannaturali che proteggono la foresta e gli umani, bisognosi di risorse, che quella stessa foresta vogliono distruggere. Il film è stato proiettato per la prima volta in Giappone il 12 luglio 1997 e ha riscosso subito un enorme successo, così come in molti altri paesi, nei quali è stato spesso interpretato come un film sull'ambiente, raccontato in forma di mito giapponese. Lo dimostra il fatto che, fino all'uscita di Titanic qualche mese più tardi, era il film che aveva guadagnato di più ai botteghini delle sale giapponesi. In Italia venne distribuito dalla Buena Vista Pictures il 19 maggio 2000 con il titolo Princess Mononoke. L'8 maggio 2014 è stato rieditato nelle sale con il titolo Principessa Mononoke e un nuovo doppiaggio. Trama In seguito allo scontro con un animale posseduto da un demone il principe Ashitaka viene contaminato da una maledizione mortale. Si mette dunque in viaggio per scoprirne l'origine e chiedere una cura al grande Dio Bestia, l'unico in grado di guarirlo. Arrivato nelle regioni da cui proveniva la bestia scopre una guerra tra uomini e una forma primitiva di animali della foresta, giganti, senzienti e aiutati da quella che chiamano la Principessa Spettro, una ragazza cresciuta dai lupi che ha rinnegato gli uomini. Dall'altra parte gli uomini, capitanati da Lady Eboshi che gestisce con amore, giustizia e pietà il suo villaggio di fabbri, vogliono lavorare la montagna e abbattere gli alberi per poter estrarre il ferro (fonte di ricchezza). In mezzo un gruppo di monaci cerca di fomentare gli uomini ad uccidere il Dio Bestia e rubarne la testa perchè, si dice, fornisca l'eterna giovinezza. Il più avventuroso e apparentemente il più canonico film di Hayao Miyazaki è stato quello che l'ha reso definitivamente famoso in Occidente anche presso il grande pubblico, il primo distribuito in America da una grande major. Arrivò in Italia in un'edizione tradotta molto male che ne modificava il senso, la lingua e alcune frasi semplificandolo per renderlo più comprensibile ai bambini. Ora che i diritti li ha acquisiti la Lucky Red ritorna al cinema ritradotto e ridoppiato. Il risultato è oltre ogni immaginazione e si può parlare per molti versi di un altro film, lontano da molte cose che pensiamo appartenere a Miyazaki (certi dialoghi impressionano per efferatezza) e dotato di un'aulicità nel registro parlato che ne modifica l'aria generale. Anche in italiano dunque possiamo finalmente apprezzare questo film d'avventura in cui la morte sembra essere continuamente pronta ad arrivare per colpire con grande violenza e nel quale il concetto di conflitto viene declinato in tutte le sue possibilità (uomini contro uomini, uomini contro natura, animali contro animali). Però là dove La principessa Mononoke impressiona è nella maniera in cui si allontana da tanti luoghi comuni dell'animazione stessa (gli animali parlano ma senza essere antropomorfi, non hanno espressioni umane nè muovono la bocca come farebbero in un film Disney, mantengono la dignità dei loro veri movimenti), travalicando la propria endemica immaterialità e riuscendo a donare pesantezza e concretezza ad ogni persona, come si capisce quando San è colpita da un fucile sulla maschera o vedendo la massa in movimento dei cani selvatici o infine dalla spettrale leggerezza dei guerrieri travestiti da cinghiali. Si tratta a tutti gli effetti dell'equivalente animato del miglior uso possibile dei corpi nel cinema dal vero. Ma ancora più fuori dai canoni in questa storia ci sono due protagonisti uniti da un sentimento strano, intenso ed improvviso eppure diverso e superiore al consueto "amore da film" cui siamo abituati. San e Ashitaka potrebbero unirsi (come suggerisce a lei la madre-lupo) ma non è mai chiaro se accadrà, perchè uno rappresenta la razza umana e l'altra è la natura, il loro rapporto è di inevitabile amore ma di difficile unione. Più in profondità però La principessa Mononoke fonde mitologie differenti tra loro cercando di mettere a frutto ad un livello superiore di scrittura l'importanza che il contesto esotico ha nel cinema d'avventura. In questa grande storia di un conflitto epico nel quale due individui si incontrano e cercano disperatamente di rimanere uniti, la natura di luoghi remoti (fondamentale nei racconti avventurosi) è parte in causa, diventa una fazione con sue volontà e sue idiosincrasie (si veda la follia dei cinghiali che mette in pericolo tutti). Dall'altra parte Ashitaka è un eroe solitario che viene dalla tradizione americana e western (ampiamente imparentata con quella giapponese del cinema di samurai): arriva da un altro luogo e cerca di risolvere tutto senza parteggiare per nessuno. Sono quindi profondamente diversi tra loro i due protagonisti e il film non ne fa mistero, sembra volerli unire rendendosi conto però della loro intima lontananza, risultato che forse è la più profonda e clamorosa conquista della narrazione audiovisiva miyazakiana. È infatti a partire dalle immagini che il film li avvicina (la rivelazione dell'amore da parte di Ashitaka in fin di vita) e li allontana (mostrandoli sempre ad una certa distanza l'uno dall'altro). Capace come suo solito di non parteggiare per nessuno, spiazzando nella maniera in cui nega le consuete contrapposizioni granitiche che conosciamo tra buoni e cattivi, questa volta l'unione di un dinamismo non comune nell'animazione (la vera conquista e lo specifico irripetibile del cinema di Hayao Miyazaki sono i movimenti dei suoi personaggi) e di una narrazione che rifiuta di dare allo spettatore ciò che si aspetta è così travolgente da riuscire nell'ardua impresa di empatizzare con tutte le parti in causa senza peccare mai in coerenza. Fonte Titolo originale もののけ姫 ; Mononoke-hime Lingua originale Giapponese Paese di produzione Giappone Anno 1997 Durata 134 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.85:1 Genere animazione, fantastico, sentimentale Regia Hayao Miyazaki Soggetto Hayao Miyazaki Sceneggiatura Hayao Miyazaki Produttore Toshio Suzuki Produttore esecutivo Yasuyoshi Tokuma Casa di produzione Studio Ghibli Distribuzione (Italia) Buena Vista International (edizione 2000) Lucky Red (edizione 2014) Art director Kazuo Oga, Nizō Yamamoto, Satoshi Kuroda, Naoya Tanaka, Yōzō Takeshige Character design Hayao Miyazaki Animatori Yoshifumi Kondō, Masahi Ando, Kitaro Kisaka Fotografia Atsushi Okui Musiche Joe Hisaishi Sfondi Sadayuki Arai, Masako Osada, Kiyomi Ota, Hisae Saito, Hiroaki Sasaki, Seiki Tamura, Noboru Yoshida Opinione personale: Principessa Mononoke è il terzo film di Miyazaki che preferisco è diverso dagli altri, si discosta dalla "fiaba" e diventa sempre più realistico, pur non mancando la magia e le creature fantastiche, il tema narra del conflitto tra la natura e l'umanità, ognuno con le loro ragioni assolutamente valide e difficilmente riusciremo a trovare un vero cattivo , ti pone un po' il quesito: da che parte sto? Anche la parte che tocca l'aspetto sentimentale del film è atipica: qui non troveremo il classico lieto fine e neanche un non lieto fine xD perfettamente in linea col resto della narrazione...I disegni e i personaggi godono dell'originalità e della fluidità di espressioni o movenze tipiche dello stile di Miyazaki. Scelgo di classificarlo al terzo posto perchè seppur tratti temi più profondi e realistici della città incantata e del castello errante di Howl, secondo me si distacca un po' dall'aspetto meraviglioso e fiabesco degli altri film e ti porta in un mondo fin troppo conflittuale e combattuto, il nostro quotidiano in un certo senso, e a me da Miyazaki piace essere accompagnata al di fuori della realtà xD E' cmq tra i migliori suoi film e va assolutamente visto Collegamenti: Hayao Miyazaki Studio Ghibli
  16. Titolo: Una Tomba Per Le Lucciole Titolo Originale: Hotaru no haka Formato: Film Anno: 1988 Genere: Bambini, Drammatico, Guerra, Storico Trama: Un film tragico che racconta di un ragazzo e la sua sorellina che cercano di sopravvivere in un giappone devastato dalla seconda guerra mondiale. Trailer: Collegamenti: Hayao Miyazaki (voce) Quando c'era Marnie (voce) La storia della principessa splendente Nausicaä della Valle del vento Pioggia di ricordi - Only Yesterday Studio Ghibli