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Trovato 64 risultati

  1. La mafia uccide solo d'estate è un film del 2013 scritto, diretto ed interpretato da Pierfrancesco Diliberto, più noto come Pif. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha definito questo film la miglior opera cinematografica sul tema mafia che abbia mai visto. Trailer Trama Il film racconta la vicenda di Arturo, giovane giornalista che racconta in maniera del tutto originale dei fatti di mafia che hanno punteggiato la sua vita fin dall'infanzia ed esplosi nella sanguinosa stagione stragista a partire dagli anni ottanta fino al 1992. Arturo fu concepito il giorno della strage di Viale Lazio: i genitori, appena convolati a nozze, vivevano nello stesso stabile in cui avvenne la strage mafiosa. La prima parola detta dal piccolo Arturo fu mafia, pronunciata in riferimento a fra Giacinto, un prete opportunista con stretti legami nei confronti dei mafiosi. Arturo ha la capacità di riconoscere chi fa parte di Cosa nostra e chi no: si spaventa incontrando il boss Salvatore Riina all'ospedale, pur senza conoscerlo. Fin dalle elementari, si innamora della bella Flora, figlia di un ricco banchiere, che vive nello stesso stabile del magistrato Rocco Chinnici. Arturo non riesce a rivelarle i suoi sentimenti, ma rimane estasiato quando vede in televisione un'intervista di Maurizio Costanzo al presidente del consiglio Giulio Andreotti, che rivela di essersi dichiarato alla moglie al cimitero. Andreotti diventa un eroe e un modello da seguire per Arturo, che lo imita e ritaglia le sue fotografie dai giornali per attaccarle ad un quaderno. Inoltre, nella sua stanza è presente un enorme poster dell'onorevole, che si porta dietro anche durante le vacanze. Nello stesso palazzo dove abita il ragazzo vive anche Francesco, un giornalista che per il suo impegno contro la mafia viene obbligato dal direttore del giornale a curare le rubriche sportive. Francesco intuisce le capacità di Arturo e lo sprona nel suo sogno di diventare giornalista. Alle vicende personali del ragazzo si alternano le stragi mafiose di quegli anni: muoiono Boris Giuliano, incontrato tutti i giorni dal ragazzo al bar, Pio La Torre, Carlo Alberto Dalla Chiesa, il quale aveva concesso un'intervista ad Arturo, vincitore di un concorso per giovani giornalisti, e Rocco Chinnici, ucciso in un attentato il giorno stesso della partenza di Flora e della famiglia per la Svizzera. Anni dopo, Arturo è assunto come pianista ed assistente presso TV Palermo, nella trasmissione Bonsuar, il cui presentatore è Jean Pierre. Durante il primo giorno di lavoro, è ospite nella trasmissione di Jean Pierre Salvo Lima, onorevole della DC, la cui assistente è proprio Flora. Arturo, stupito, dimentica le note della sigla e viene allontanato dal programma. Viene allora assunto come inviato speciale per la campagna elettorale dei democristiani. A causa di un discorso da scrivere per Lima, litiga con Flora e viene cacciato, ma viene di nuovo assunto da Jean Pierre. Nel frattempo, assiste insieme al presentatore all'assassinio di Lima, accusato di non aver collaborato a scarcerare alcuni mafiosi, ed è uno dei primi a prestare soccorso. Nel frattempo, grazie al maxi-processo condotto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vengono arrestati numerosi membri di Cosa nostra. Poco tempo dopo, i due magistrati vengono uccisi nelle stragi di Capaci e di via d'Amelio. Dopo questi attentati, il popolo palermitano, inizialmente omertoso, capisce le reali intenzioni della mafia e scende in piazza a protestare. Arturo e Flora, superati i rancori, si fidanzano e dalla loro unione nasce un bambino, che verrà educato dal padre a riconoscere il male e a combatterlo. Interpreti e personaggi Pif: Arturo Cristiana Capotondi: Flora Claudio Gioè: Francesco Ninni Bruschetta: Fra Giacinto Alex Bisconti: Arturo bambino Ginevra Antona: Flora bambina Maurizio Marchetti: Jean Pierre Rosario Lisma: Padre di Arturo Barbara Tabita: Madre di Arturo Antonio Alveario: Totò Riina
  2. film La famiglia Bélier

    La famiglia Bélier è un film francese del 2014, diretto da Éric Lartigau. Ha vinto il premio Salamandre d'or (Premio del pubblico) al Sarlat Film Festival nel novembre 2014. Trama: Titolo originale La Famille Bélier Paese di produzione Francia Anno 2014 Durata 105 minuti Colore colore Audio sonoro Genere commedia, drammatico, musicale Regia Éric Lartigau Produttore Philippe Rousselet, Éric Jehelmann, Stéphanie Bermann Casa di produzione France 2 Cinéma, Nexus Factory, Jerico, Mars Films, Quarante 12 Films, Vendôme Production, uMedia Musiche Evgueni Galperine, Sacha Galperine Interpreti e personaggi Karin Viard: Gigi Bélier François Damiens: Rodolphe Bélier Eric Elmosnino: Fabien Thomasson Louane Emera: Paula Bélier Roxane Duran: Mathilde Ilian Bergala: Gabriel Luca Gelberg: Quentin Bélier Mar Sodupe: Mlle Dos Santos Stéphan Wojtowicz: Lapidus Jérôme Kircher: Dr. Pugeot Bruno Gomila: Rossigneux Clémence Lassalas: Karène Céline Jorrion: Giornalista France 3 Fonte Opinione personale: Potrebbe sembrare un film come un altro, con la solita adolescente alla prese col primo amore e alla ricerca del suo posto nel mondo, ma il rapporto con una famiglia fuori dall'ordinario, fra i propri desideri e la dura realtà, mettono la protagonista difronte a problematiche più adulte di quanto si pensi. L'idea è interessante, il film è carino e mi è piaciuto, avrei personalmente gradito un pizzico di profondità in più, ma in fin dei conti si mantiene coerente col genere commedia e col target giovanile.
  3. La bottega dei suicidi è un film d'animazione del 2012 scritto e diretto da Patrice Leconte, adattato dal romanzo Le Magasin des Suicides di Jean Teulé e realizzato con la tecnica del disegno animato tradizionale in due dimensioni. Titolo originale Le Magasin des suicides Paese di produzione Francia, Canada, Belgio Anno 2012 Durata 85 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1.66:1 Genere animazione, commedia, noir Regia Patrice Leconte Soggetto Jean Teulé (romanzo) Sceneggiatura Patrice Leconte Produttore Gilles Podesta, Thomas Langmann, Michèle Pétin, Laurent Pétin, André Rouleau, Sébastien Delloye Produttori associati Emmanuel Montamat, Eric Mistler, Diana Elbaum, Arlette Zylberberg, Ilona Marouani Casa di produzione Diabolo Films, La Petite Reine, ARP, France 3 Cinéma, Caramel Films, Entre Chien et Loup, RTBF Art director Régis Vidal, Florian Thouret Animatori Caroline Piochon, David Pelkey Montaggio Rodolphe Ploquin Musiche Étienne Perruchon Trama di Coming Soon Attenzione SPOILER trama intera Fonte Opinione personale: Visto, mi ha deluso un po', la storia e la realizzazione sono davvero originali, non ho letto il romanzo purtroppo, quindi non posso parlarvi delle differenze, ma secondo me ci sono troppe canzoni, tanto da poterlo definire musical, il finale un po' scontato ma ci sta, ci sono delle scene che mi sono sembrate fuori luogo, non consiglierei di farlo vedere a bambini troppo piccoli. Peccato, i disegni hanno un tratto particolare e i colori a tema con il tipo di ambientazione / argomento trattato. Magari sono io che mi aspettavo di più .. Vi segnalo direttamente da Wikipedia le diatribe sul divieto a minori di 18 anni: E la risposta di Parenzo e Leconte Fonte Dopo il ricorso presentato il divieto dei minori di 18 anni è stato prontamente ritirato.
  4. film L'estate di Kikujiro

    L'estate di Kikujiro (菊次郎の夏 Kikujirô no natsu?) è un film del 1999, scritto e diretto da Takeshi Kitano. Presentato in concorso al 52º Festival di Cannes il 20 maggio 1999, è uscito in patria il 5 giugno e in Italia il 3 dicembre dello stesso anno. Trama Il piccolo Masao è un bambino che vive a Tokyo con la nonna. Quando arrivano le vacanze estive, Masao rimane solo in città e decide di andare alla ricerca della madre, che non vede da molto tempo e di cui non ha più notizie certe. Viene accompagnato nel suo viaggio da un amico di famiglia, che però decide di andare prima a giocare alle corse ciclistiche, portando sempre il bambino con sé. Comincia così un viaggio insolito che li porterà ad affrontare diverse circostanze... Titolo originale 菊次郎の夏 - Kikujirô no natsu Paese di produzione Giappone Anno 1999 Durata 121 min Colore colore Audio sonoro Genere commedia Regia Takeshi Kitano Soggetto Takeshi Kitano Sceneggiatura Takeshi Kitano Fotografia Katsumi Yanagishima Montaggio Takeshi Kitano, Yoshinori Oota Musiche Joe Hisaishi Scenografia Tatsuo Ozeki Interpreti e personaggi Takeshi Kitano: Kikujiro Yusuke Sekiguchi: Masao Kayoko Kishimoto: Moglie di Kikujiro Great Gidayu: motociclista grasso Rakkyo Ide: motociclista calvo Beat Kiyoshi: uomo alla fermata del bus Kazuko Yoshiyuki: Nonna di Masao Trailer inglese Summer (Kikujiro Soundtrack) Opinione personale: avevo già visto questo film anni fa ma non me lo ricordavo per niente e rivederlo è stato piacevole il film è leggero e molto godibile anche se in certi punti è poco chiaro e quasi eccessivamente caricaturale, ma la storia è molto carina ed i personaggi son quasi tutti piuttosto particolari e folli xD
  5. film Il grande Lebowski

    Il grande Lebowski (The Big Lebowski) è un film del 1998 diretto dai fratelli Coen, caratterizzato dalla loro singolare regia e da un cast molto ricco che comprende Jeff Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore e John Turturro. Trama Titolo originale The Big Lebowski Paese di produzione Stati Uniti d'America, Regno Unito Anno 1998 Durata 117 min Colore colore Audio sonoro Genere commedia Regia Joel Coen Soggetto Joel Coen, Ethan Coen Sceneggiatura Joel Coen, Ethan Coen Produttore Ethan Coen Fotografia Roger Deakins Montaggio Roderick Jaynes, Tricia Cooke Musiche Carter Burwell Scenografia Rick Heinrichs Interpreti e personaggi Fonte Collegamenti: Creedence Clearwater Revival
  6. film Quo vado?

    Quo vado? è un film del 2016 diretto da Gennaro Nunziante, interpretato da Checco Zalone, uscito nelle sale italiane a partire dal 1º gennaio 2016. Si tratta del quarto film con protagonista Zalone dopo Cado dalle nubi, Che bella giornata e Sole a catinelle. Nei primi quattro giorni di proiezione, il film ha incassato più di 26 milioni di euro Fonte DATA USCITA: 01 gennaio 2016 GENERE: Commedia ANNO: 2016 REGIA: Gennaro Nunziante ATTORI: Checco Zalone, Eleonora Giovanardi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli, Ludovica Modugno, Ninni Bruschetta, Paolo Pierobon, Azzurra Martino, Lino Banfi SCENEGGIATURA: Checco Zalone, Gennaro Nunziante FOTOGRAFIA: Vittorio Omodei Zorini MONTAGGIO: Pietro Morana MUSICHE: Checco Zalone PRODUZIONE: Taodue Film DISTRIBUZIONE: Medusa Film PAESE: Italia DURATA: 85 Min Fonte Ho come l'impressione di aver dimenticato qualcosa Ah sì, non l'ho ancora visto tranne un pezzettino che mi ha fatto venire voglia di vederlo, sappiate che non amo particolarmente Checco Zalone e che lo reggo per mezz'oretta e non di più
  7. film Fargo

    Fargo è un film del 1996 scritto e diretto dai fratelli Coen. Presentato al 49º Festival di Cannes dove ha vinto il premio per la miglior regia, ha anche vinto due Premi Oscar, per la Miglior sceneggiatura originale e per la Miglior attrice protagonista, Frances McDormand. Gli altri protagonisti del film sono William H. Macy, Steve Buscemi e Peter Stormare. Nel 2006 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, archivio di pellicole ritenute culturalmente, storicamente o esteticamente rappresentative. Nel 2014 ha ispirato la produzione dell'omonima serie televisiva Fargo, per la quale i fratelli Coen figurano come co-produttori esecutivi. Trama Jerry Lundegaard gestisce una concessionaria d'auto e ha un impellente bisogno di denaro liquido. Escogita il rapimento della moglie per ottenere un cospicuo riscatto dal suocero ostile. Ingaggia due crudeli quanto incapaci malviventi che riescono a tramutare il dramma in tragedia. Sarà l'intervento di Marge Gunderson, capo della polizia locale, in avanzato stato di gravidanza, a risolvere la situazione. I Coen, come tutti i registi di razza, si divertono a spiazzare. Se Mr. Hula-hoop aveva marcato un netto stacco dalle ricerche linguistiche di un Barton Fink pur conservando un elevato tasso di cinefilia, con Fargo, presentato a Cannes 1996 senza suscitare particolari reazioni, sembrano cambiare registro. Anzi c'è chi, in cerca di sicurezze, è andato citando il loro film d'esordio, quel Blood Simple che in realtà non ha con questo film nient'altro che una superficiale affinità. Entrambi sono dei thriller, ma se il primo si rifaceva alle atmosfere alla James M. Cain, quest'ultimo è un'analisi spietata della profonda stupidità di gran parte della violenza contemporanea. I due criminali, interpretati da Steve Buscemi e Peter Stormare, sono al contempo troppo cinematografici per essere "veri" (fanno spesso venire in mente i due ladri rapitori dei dalmata de La carica dei 101) e troppo tragicamente reali per essere solo frutto della finzione. Su quella distesa di neve senza fine, destinata a macchiarsi di sangue versato senza un briciolo di quella strategia del delitto che faceva grandi gli omicidi hitchockiani, si va a rappresentare la storia di una Twin Peaks in sedicesimo in cui i fatti sono accaduti nella realtà e che è luogo di origine dei due fratelli. Fargo è un film "congelato" come gli spazi e i personaggi che mette in scena. Le loro origini scandinave costituiscono quasi un certificato di garanzia della loro capacità di controllarsi (si veda in proposito la sequenza in cui Marge incontra nel bar il compagno di scuola di origine giapponese) e questa discendenza viene sottolineata, nell'edizione originale, dall'accento richiesto agli interpreti. È quasi come se i Coen, a dispetto del loro cognome, ci volessero parlare della loro infanzia, delle origini, della loro idea di un cinema che, per quanto onnivoro sia, ha in Kubrick e in Hitchcock dei punti di riferimento che paiono ineludibili. È il personaggio di Marge (moglie nella realtà di Joel Coen) che sfida le leggi dell'equilibrio e della gravità, che segna il film. Non è particolarmente intelligente né si avvale di grandi strategie investigative, eppure riesce a risolvere un caso che, proprio per l'ottusità che sembra connaturata all'ambiente, ha già raggiunto e superato il limite della tragedia. Ma tutto si svolge in una routine in cui, alla fine, il detective ne sa meno di noi. Eccoci allora collocati in una prospettiva hitchockiana in cui le reali dimensioni dell'accadimento sono note al nostro sguardo da voyeurs consapevoli che il bambino che si trova in quella pancia sta per entrare in un mondo ancora più tragicamente assurdo di quel che sembra. Fonte Titolo originale Fargo Lingua originale inglese Paese di produzione Stati Uniti Anno 1996 Durata 98 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 1,85:1 Genere commedia nera, drammatico, noir, thriller, poliziesco Regia Joel Coen Soggetto Joel Coen, Ethan Coen Sceneggiatura Joel Coen, Ethan Coen Produttore Ethan Coen Produttore esecutivo Tim Bevan, Eric Fellner Casa di produzione Gramercy Pictures Fotografia Roger Deakins Montaggio Joel Coen, Ethan Coen Effetti speciali Bruce R. Anderson, Joe Carroll, Michael Kranz Musiche Carter Burwell Scenografia Rick Heinrichs Costumi Mary Zophres Trucco John Blake, Daniel Curet Interpreti e personaggi Frances McDormand: Marge Gunderson William H. Macy: Jerry Lundegaard Steve Buscemi: Carl Showalter Peter Stormare: Gaear Grimsrud Kristin Rudrüd : Jean Lundegaard Harve Presnell: Wade Gustafson Tony Denman: Scotty Lundegaard Gary Houston: cliente arrabbiato Sally Wingert: moglie del cliente arrabbiato Kurt Schweickhardt: venditore d'auto Larissa Kokernot: prostituta Melissa Peterman: prostituta Steve Reevis: Shep Proudfoot Warren Keith: Reilly Diefenbach (voce) Bain Boehlke: Mr. Mohra Larry Brandenburg: Stan Grossman James Gaulke: poliziotto Cliff Rakerd: ufficiale Olson J. Todd Anderson: vittima nel campo Michelle Suzanne LeDoux: vittima in auto John Carroll Lynch: Norm Gunderson Bruce Bohne: Lou Steve Park: Mike Yanagita Fonte Opinione personale: un film che vale la pena di essere visto è assurdo e grottesco, si capisce sin da subito che la situazione è destinata a degenerare ed è qui che spicca la figura della poliziotta: è la calma fatta persona serena, ingenua, addirittura trascendente si potrebbe dire è l'elemento che più spicca in tutto il film, nonostante sia quello messo meno in rilievo un bella trovata, mi è piaciuto particolarmente. Collegamenti: Fargo serie tv
  8. film Pulp Fiction

    Pulp Fiction è un film del 1994 diretto da Quentin Tarantino, con John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson, Bruce Willis e Tim Roth. La pellicola rilanciò John Travolta, ormai in ombra da anni, e consacrò la giovane e già quotata Uma Thurman. Le interpretazioni di entrambi meritarono una candidatura all'Oscar rispettivamente per miglior attore protagonista e miglior attrice non protagonista. Anche Samuel L. Jackson ricevette la candidatura come miglior attore non protagonista. Il film si aggiudicò inoltre la Palma d'oro al festival di Cannes del 1994 e permise a Quentin Tarantino e Roger Avary di ottenere il premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995, su ben 7 nomination, tra cui oltre a quelle già citate, quelle a miglior film, miglior regista e miglior montaggio. Uscito il 14 ottobre 1994 negli Stati Uniti, arrivò nelle sale italiane il 16 dicembre dello stesso anno. In Italia il film venne inizialmente vietato ai minori di 18 anni, ma dal 1997 il divieto è stato abbassato ai minori di 14 anni, consentendo così la trasmissione tv in seconda serata. Il film è l'ultimo capitolo della cosiddetta "trilogia pulp" di Quentin Tarantino, preceduto da Le iene (1992) e Una vita al massimo (1993). L'American Film Institute lo ha posizionato al novantaquattresimo posto nella lista dei cento migliori film americani di tutti i tempi e settimo nella categoria gangster. Trama Los Angeles. Due rapinatori, Zucchino e Coniglietta, decidono di mettere in atto il prossimo colpo nella caffetteria in cui stanno facendo colazione. I killer Vincent Vega e Jules Winnfield recuperano una valigetta dal contenuto segreto, puliscono la loro macchina insozzata del sangue di uno spacciatore con l'aiuto di Mr. Wolf e finiscono nel locale della prima storia. Vincent Vega deve portare a ballare Mia, la moglie del boss Marsellus Wallace, dalla quale è subito attratto. Il pugile Butch dovrebbe cadere al tappeto in un incontro truccato, ma l'orgoglio glielo impedisce. Opera spartiacque nel cinema degli anni Novanta, Pulp Fiction ha rivelato al mondo il talento di Quentin Tarantino, già regista del pregevole Le iene e sceneggiatore per Tony Scott (Una vita al massimo) o, in quello stesso memorabile anno, per Oliver Stone (Assassini nati). Tanto la consacrazione a Cannes, dove fu premiato con una meritata Palma d'oro, quanto l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale, da dividere con l'ex amico Roger Avary, poco rendono l'idea dell'influenza avuta da un film-fenomeno che è stato in grado di attuare una vera "tarantinizzazione" del modo di raccontare su grande schermo. Con una capacità incomparabile di mescolare alto e basso, generi e loro riscrittura, il regista poco più che trentenne orchestra un capolavoro pop fatto di citazioni e rimandi interni con il fine primo di traghettare lo sguardo in un gioco, di godibilissima fattura, in cui la forma della "digressione" la fa da padrone, dando nuova vita a situazioni cinematografiche ultra-classiche. Il divertimento si mescola alla violenza efferata, moltissime all'epoca le polemiche che seguirono a ruota il successo, il dialogo brillante alla drammaticità delle situazioni messe in scena (su tutte una folle sequenza ambientata nel retro di un negozio di pegni), mentre il tempo e lo spazio subiscono giravolte, facendo chiedere di continuo allo spettatore a che punto e in quale luogo ci si trova nella complessità della storia. A partire dal titolo riferibile a quelle riviste popolari ("Pulp Magazines") sulla cui carta scadente erano raccontate novelle dei generi più disparati, dal poliziesco allo sportivo fino al western, Pulp Fiction frulla insieme stimoli della cultura popolare e del cinema di tutte le latitudini: dagli incastri di Robert Altman agli umori neri di Martin Scorsese, Sam Peckinpah e Arthur Penn, dalla violenza coreografata di Sergio Leone e John Woo fino a quel "poliziottesco" italiano, con Fernando Di Leo e Enzo G. Castellari in testa, di cui Tarantino è da sempre fanatico. Tra le sequenze entrate nella storia citiamo il ballo tra Vincent Vega e Mia Wallace al "Jack Rabbit Slim's" sulle note di You Never Can Tell di Chuck Berry. Colonna sonora epocale e attori, quasi tutti, in stato di grazia. Ottima la fotografia di Andrzej Sekula. Un cult. Fonte Titolo originale Pulp Fiction Lingua originale inglese Paese di produzione USA Anno 1994 Durata 154 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 2,35 : 1 Genere gangster, commedia nera, thriller, noir, drammatico Regia Quentin Tarantino Soggetto Quentin Tarantino, Roger Avary Sceneggiatura Quentin Tarantino, Roger Avary Produttore Lawrence Bender Produttore esecutivo Danny DeVito,Michael Shamberg, Stacey Sher Casa di produzione A Band Apart, Jersey Films, Miramax Films Distribuzione (Italia) Cecchi Gori Group Fotografia Andrzej Sekuła Montaggio Sally Menke Musiche AA. VV. Tema musicale Misirlou (Dick Dale & His Del-Tones) Scenografia David Wasco Costumi Betsy Heimann Trucco Greg Nicotero Interpreti e personaggi John Travolta: Vincent Vega Uma Thurman: Mia Wallace Samuel L. Jackson: Jules Winnfield Tim Roth: Ringo "Zucchino" Amanda Plummer: Yolanda "Coniglietta" Bruce Willis: Butch Coolidge Ving Rhames: Marsellus Wallace Harvey Keitel: Winston Wolf Christopher Walken: cap. Koons Eric Stoltz: Lance Rosanna Arquette: Jody Quentin Tarantino: Jimmie Dimmick Maria de Medeiros: Fabienne Peter Greene: Zed Duane Whitaker: Maynard Angela Jones: Esmeralda Villalobos Phil LaMarr: Marvin Steve Buscemi: Buddy Holly, il cameriere Paul Calderon: Paul Frank Whaley: Brett Burr Steers: "Frangettone" Stephen Hibbert: lo "storpio" Julia Sweeney: Raquel Robert Arquette: quarto uomo Michael Gilden: Phillip Morris Page Collegamenti: Django Unchained Bastardi senza gloria The Hateful Eight
  9. film Colazione da Tiffany

    Colazione da Tiffany (Breakfast at Tiffany’s) è un film del 1961 diretto da Blake Edwards, con Audrey He pburn e George Peppard, tratto dall’omonimo romanzo di Truman Capote. Titolo originale Breakfast at Tiffany's Paese di produzione USA Anno 1961 Durata 115 min Colore colore Audio sonoro Genere commedia romantica Regia Blake Edwards Soggetto Truman Capote (romanzo) Sceneggiatura George Axelrod Fotografia Franz F. Planer Montaggio Howard A. Smith Musiche Henry Mancini Scenografia Roland Anderson, Hal Pereira Costumi Edith Head, Hubert de Givenchy, Pauline Trigere Trama: Interpreti e personaggi: Fonte: Wikipedia
  10. Regia Glenn Ficarra e John Requa Musiche Nick Urata Cast Will Smith: Nicky Spurgeon Margot Robbie: Jess Barrett Rodrigo Santoro: Garriga Gerald McRaney: Ownes BD Wong: Liyuan Robert Taylor: McEwen Adrian Martinez: Farhad Trama: In Focus, Will Smith interpreta Nicky, un truffatore esperto maestro nel depistaggio, che si ritrova coinvolto sentimentalmente con un'aspirante criminale, Jess (Margot Robbie). Mentre Nicky cerca di insegnarle i trucchi del mestiere, il rapporto tra i due diventa molto intimo, col risultato che Jess viene allontanata brutalmente. Tre anni dopo, l'ex fiamma, ormai compiuta femme fatale, si presenta a Buenos Aires in occasione di una corsa automobilistica molto rischiosa. Nel bel mezzo dell'ultima pericolosissima missione di Nicky, lei rischierà di mandare all'aria i suoi piani ed il consumato truffatore potrebbe trovarsi in seria difficoltà. Trailer: Opinione personale: Bel film, tutto basato sull'inganno e il doppio gioco. Will Smith impeccabile come sempre, sarà che come attore è uno dei miei preferiti E poi c'è Margot Robbie, che è una grocca stratosferica, a mio avviso, che tra l'altro ha interpretato il ruolo di Naomi Lapaglia, moglie di Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio), nel film The Wolf of Wall Street. Collegamenti: Will Smith Leonardo DiCaprio
  11. Ghostbusters (in italiano Gli Acchiappafantasmi) è una serie cinematografica statunitense, nella quale quattro newyorkesi diventano popolari cacciatori di fantasmi. Nato dall'omonimo film nel 1984, la saga è proseguita con un sequel nel 1989, Ghostbusters II, e diverse serie animate fino al 1997. Nel 2008 il franchise è stato rilanciato con il videogioco Ghostbusters: The Video Game. Ghostbusters II - Acchiappafantasmi Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II (Ghostbusters II) è un film del 1989 diretto da Ivan Reitman, seguito di Ghostbusters - Acchiappafantasmi, campione d'incassi del 1984. Informazioni: Trama: Trailer: FONTE Collegamenti: Ghostbusters - Acchiappafantasmi Ghostbusters III - Acchiappafantasmi Ghostbusters The Videogames in Microsoft Xbox © CriticalError Clicca per il post!
  12. film Gremlins

    La serie Gremlins si divide in 2 film usciti rispettivamente nel 1984 e 1990. Un inventore trova uno strano animaletto in un negozio di cianfrusaglie e decide che sarebbe un perfetto regalo di Natale per il figlio. Viene avvisato della necessità di seguire delle piccole regole: mai bagnarlo e mai dargli da mangiare dopo mezzanotte. Il figlio trasgredisce le regole inavvertitamente, dando vita ad un numero elevatissimo di piccoli mostri che mettono a soqquadro tutta la città. Il film ricevette 5 Saturn Award nel 1985: miglior film horror, miglior regista, miglior attrice non protagonista (Polly Holliday), miglior colonna sonora e migliori effetti speciali. Gremlins Gremlins è un film del 1984, diretto da Joe Dante, su sceneggiatura di Chris Columbus. Steven Spielberg è il produttore esecutivo. Il film oltre ad essere stato un grande successo ha anche ottenuto positivi riscontri da parte della critica, in particolare per il suo perfetto bilanciamento tra commedia e horror. Informazioni: Trama: Trailer: Fonte Collegamenti : Gremlins 2 - La nuova stirpe Steven Allan Spielberg
  13. Gremlins 2 - La nuova stirpe Gremlins 2 - La nuova stirpe (Gremlins 2: The New Batch) è un film del 1990 di Joe Dante, seguito di Gremlins, di cui non è riuscito però a replicare il successo. Rispetto al predecessore, l'umorismo del film è molto meno nero e al contrario più ricco di gag demenziali, citazioni, parodie cinematografiche e non, situazioni meta-referenziali. Dante in effetti voleva realizzare una sorta di parodia del primo film. Informazioni: Trama: Trailer: Fonte Collegamenti: Gremlins Steven Allan Spielberg
  14. film Grand Budapest Hotel

    Grand Budapest Hotel (The Grand Budapest Hotel) è un film del 2014 scritto, diretto e co-prodotto da Wes Anderson, ispirato alle opere di Stefan Zweig. Il film è stato scelto come Film d'apertura della 64ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino e aggiudicandosi il Gran premio della giuria. Genere commedia nera Regia Wes Anderson Soggetto Wes Anderson, Hugo Guinness Musiche Alexandre Desplat Trailer Trama Interpreti e personaggi Opinione: Film abbastanza strano come struttura ma divertente e ironico. La trama scorre veloce e non annoia. Per me merita di essere visto Collegamenti: Tentazioni d'amore Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) Fight Club Il dittatore
  15. Chi ha incastrato Roger Rabbit (Who Framed Roger Rabbit) è un film a tecnica mista del 1988 diretto da Robert Zemeckis e prodotto dalla Amblin Entertainment di proprietà di Steven Spielberg insieme alla Touchstone Pictures, che combina attori in carne ed ossa e personaggi di animazione (animati da Richard Williams), ed offre un'opportunità unica di vedere insieme in un solo film personaggi di cartoni animati di vari studi (Disney, Warner Bros e diversi cartoni americani). Il film è ispirato da un romanzo di Gary Wolf, che ha in effetti ideato i protagonisti, anche se il film presenta molte differenze e la storia è molto più cupa. Dopo il successo del film, Gary Wolf ha scritto un secondo romanzo, dove i protagonisti sono più simili alle loro controparti cinematografiche che non al primo libro. Comunque, i libri ed il film raccontano tre storie indipendenti, di cui condividono i personaggi principali. Il New York Times ha inserito il film nella sua lista dei 1000 migliori film di sempre. INFO Trama: Fonte Collegamenti: Steven Allan Spielberg
  16. film Mary Poppins

    Mary Poppins è un film del 1964 diretto da Robert Stevenson, basato sulla serie di romanzi scritti da Pamela Lyndon Travers. Titolo originale Mary Poppins Paese di produzione Stati Uniti Anno 1964 Durata 134 minuti Colore colore Audio sonoro Genere commedia, musicale, fantastico Regia Robert Stevenson Soggetto Pamela Lyndon Travers (romanzi) Sceneggiatura Bill Walsh, Don Da Gradi Produttore Walt Disney e Bill Walsh Fotografia Edward Colman Montaggio Cotton Warburton Effetti speciali Peter Ellenshaw, Eustace Lycett, Robert A. Mattey Musiche Richard M. Sherman, Robert B. Sherman, Irwin Kostal Scenografia Carroll Clark, William H. Tuntke Trama: Fonti Collegamenti: Saving Mr. Banks
  17. film I Goonies

    I Goonies è un film d'avventura del 1985 di Richard Donner. La sceneggiatura di Chris Columbus fu ricavata dal soggetto di Steven Spielberg, che fu anche il produttore del film. Il nome del film deriva da un gruppo di quattro ragazzi, cresciuti in un quartiere di Astoria (Oregon) chiamato "Goon Docks"; proprio dal nome del loro quartiere, i ragazzi si fanno chiamare col nome di 'Goonies'. Il film è diventato un vero cult per le generazioni degli anni ottanta, che ricordano la pellicola come una di quelle essenziali del periodo Titolo originale The Goonies Paese di produzione USA Anno 1985 Durata 114 min Colore colore Audio sonoro Genere avventura, commedia Regia Richard Donner Soggetto Steven Spielberg Sceneggiatura Chris Columbus Produttore Harvey Bernhard, Richard Donner Produttore esecutivo Steven Spielberg, Frank Wilson Marshall Fotografia Nick McLean Montaggio Michael Kahn, Steven Spielberg Effetti speciali Calvin Joe Acord Musiche Dave Grusin Scenografia J. Michael Riva Trama Fonte Collegamenti: Cyndi Lauper Steven Allan Spielberg
  18. Paura e delirio a Las Vegas (Fear and Loathing in Las Vegas) è un film del 1998 diretto da Terry Gilliam, con protagonisti Johnny Depp e Benicio Del Toro. È tratto dal libro parzialmente autobiografico Paura e disgusto a Las Vegas di Hunter S. Thompson, in cui lo scrittore usa lo pseudonimo di Raoul Duke, mentre l'avvocato Oscar Zeta Acosta viene chiamato Dr. Gonzo. Gli stessi personaggi erano già stati portati sul grande schermo nel 1980 rispettivamente da Bill Murray e Peter Boyle nella pellicola mai distribuita in Italia Where the Buffalo Roam, basata anch'essa sui testi dello stesso Thompson. È stato presentato in concorso al 51º Festival di Cannes. Info Trama Collegamenti: Johnny Depp, sex simbol Cameron Diaz
  19. serie tv Descendants

    Descendants è un Disney Channel Original Movie del 2015 diretto da Kenny Ortega e distribuito da Walt Disney Pictures. Negli Stati Uniti ha debuttato il 31 luglio 2015, in Italia verrà trasmesso il 3 ottobre 2015. Titolo originale Descendants Paese Stati Uniti Anno 2015 Formato film TV Genere commedia, musical Durata 112 min Lingua originale inglese Aspect ratio 16:9 Risoluzione 1080p Colore colore Audio Dolby Surround Prima TV Stati Uniti Data 31 luglio 2015 Rete televisiva Disney Channel Prima TV in italiano (pay TV) Data 3 ottobre 2015 Rete televisiva Disney Channel Italia Colonna sonora Trama Fonte
  20. film La cena dei cretini

    La cena dei cretini (Le dîner de cons), è un film del 1998 scritto e diretto da Francis Veber, ispirato ad un'opera teatrale di successo dello stesso regista andata in scena a Parigi per tre anni. In Italia è stato distribuito nel 2000. Trama Titolo originale Le dîner de cons Paese di produzione Francia Anno 1998 Durata 80 min Colore colore Audio sonoro Rapporto 2,35:1 Genere commedia Regia Francis Veber Soggetto Francis Veber Sceneggiatura Francis Veber, Andy Borowitz Produttore Alain Poiré Casa di produzione Gaumont Distribuzione (Italia) Filmauro Fotografia Luciano Tovoli Montaggio Georges Klotz Musiche Georges Brassens, Vladimir Cosma Scenografia Hugues Tissandier Costumi Jacqueline Bouchard Interpreti e personaggi Premi Opinione personale:
  21. Titolo: Lost in Translation Lingua originale: Inglese Anno: 2003 Durata: 102 minuti Rapporto: 1,85:1 Genere: commedia, drammatico Regia: Sofia Coppola Lost in Translation - L'amore tradotto è un film statunitense del 2003, scritto, diretto e prodotto da Sofia Coppola con protagonisti Bill Murray e Scarlett Johansson. Il film ruota intorno al particolare rapporto tra l'attore in declino Bob Harris e la neolaureata Charlotte, nato in un grande hotel di Tokyo. Trama (Attenzione: possibili spoilers!) Due americani, il maturo Bob e la giovane Charlotte, si incontrano e fanno amicizia in un lussuoso albergo di Tokyo. Star del cinema in declino, Bob è arrivato per girare uno spot pubblicitario di una marca di whisky; il lavoro non lo entusiasma e ha sempre la sensazione di mancare qualcosa nelle traduzioni degli interpreti. Charlotte accompagna John, il marito, fotografo in ascesa che non rinuncia mai ad un incarico e per questo la trascura; le telefonate ad amici e famigliari lasciano intuire una situazione di grande solitudine interiore. Bob e Charlotte passano molto tempo in albergo; la notte, presi entrambi dall'insonnia, si rifugiano al bar sempre aperto. Quando John parte per un impegno fuori città, i due passano più tempo insieme. Si conoscono sempre meglio, affrontano argomenti come il lavoro, il matrimonio e la famiglia (Bob ha moglie e due figli), escono, frequentano altre persone, vanno in qualche locale. La Tokyo allucinata delle luci e dei videogame non fa per loro: più spesso restano in camera, parlano, si guardano e si capiscono perfettamente. Dopo aver accettato di partecipare ad uno show televisivo nei giorni in cui Charlotte fa una escursione a Kyoto, Bob capisce che è il momento di ripartire. Quella notte, tuttavia, la cantante del nightclub si avvicina a lui e i due passano la notte insieme. La mattina dopo Charlotte, passato a trovarlo per un invito a pranzo, lo capisce e si irrita. I due pranzano insieme e la ragazza è ancora molto fredda. La sera Bob le annuncia che tornerà a casa il giorno dopo e Charlotte si rattrista. I due passano un'ultima serata insieme al bar, dove dai loro sguardi e dalle loro parole è ancora evidente la magica alchimia che si è creata tra loro. Bob le confessa di non voler partire e Charlotte gli suggerisce di restare con lei. La mattina dopo Bob sta per lasciare l'albergo e tra i due avviene un saluto imbarazzato e triste. Ma poi dal taxi verso l'aeroporto Bob rivede Charlotte che cammina per strada. Si ferma, la raggiunge e i due si abbracciano teneramente. Bob le sussurra qualcosa all'orecchio e infine la bacia. Charlotte piange. I due si salutano di nuovo, questa volta felici, e Bob va verso l'aeroporto. Cast Bill Murray: Bob Harris Scarlett Johansson: Charlotte Giovanni Ribisi: John Anna Faris: Kelly Fumihiro Hayashi: Charlie Brown Akiko Takeshita: Ms. Kawasaki François Du Bois: il pianista Takashi Fujii: il presentatore TV Kunichi Nomura: Kun Akira: Hans Hiromix: se stessa Opinione personale Dovrei rivederlo al più presto, mi ricordo mi piacque molto sia la fotografia che il modo in cui viene raccontato.. poi lasciamo stare che ho un debole per la Johansson (e chi non ce l'ha!). Assolutamente consigliato, una storia d'amore raccontata con ironia e giuste dosi di romanticismo. Collegamenti: Scarlett Johansson (attrice) Scarlett Johansson (sexy girl)
  22. film Surf nazis must die!

    « I am the Führer of the beach! » « Io sono il Führer della spiaggia! » (Adolf) Incipit di trama Dopo un violento terremoto Los Angeles è caduta preda del caos e le bande giovanili governano indisturbate. La gang più pericolosa è quella dei "Surf Nazis", un gruppo di surfisti nazisti che spadroneggia sulle spiagge, capitanati da Adolf (Barry Brenner), autoproclamatosi il Führer della spiaggia. Dati tecnici Titolo originale Surf Nazis Must Die Lingua originale inglese Paese di produzione Stati Uniti Anno 1987 Durata 83 min Colore colore Audio sonoro Genere commedia, drammatico, azione Regia Peter George Soggetto Peter George, Jon Ayre Sceneggiatura Peter George, Jon Ayre Produttore Robert Tinnell Casa di produzione Troma Fotografia Rolf Kestermann Montaggio Craig A. Colton (Fonte: Wikipedia) Considerazioni personali È un film volutamente trash, bisogna guardarlo con quegli occhi altrimenti le critiche non possono essere che negative. Personalmente l'ho trovato divertente, l'ingenuità dei personaggi, i dialoghi squallidi (ad esempio, ad inizio film, un ragazzo chiede: "avete avuto problemi?", "Nulla di che, i soliti surfisti nazis" come se fosse una cosa normale), rendono questo film di un'ironia fin troppo ben nascosta, al punto da essere stato giudicato come se si imponesse seriamente alla platea. Mai errore fu così grosso da parte del pubblico. Lo consiglio vivamente a chi è stanco della solita cosa fatta fin troppo bene, seria e impegnata. Trailer(in inglese)
  23. film Tentazioni d'amore

    Tentazioni d'amore Trama A New York, tre amici d'infanzia, Jake, Brian e Anna, si sono persi di vista dopo che la famiglia di Anna si è trasferita in California per lavoro. Gli anni passano, e Brian è diventato un prete cattolico molto amato dai suoi fedeli e Jake un rabbino anticonformista e affascinante, che deve accasarsi per poter aspirare al ruolo di rabbino-capo della sua comunità; il ritorno in città di Anna, divenuta nel frattempo una rampante donna d'affari, scombussolerà la loro esistenza facendola uscire da percorsi già tracciati. Brian e Jake, infatti, si scopriranno perdutamente innamorati di lei, mettendo in seria discussione le loro scelte di vita. (Trailer non in Italiano) Info Titolo originale: Keeping the Faith Paese di produzione: USA Anno: 2000 Durata: 128 min Genere: commedia romantica Regia: Edward Norton Sceneggiatura: Stuart Blumberg Fotografia: Anastas N. Michos Montaggio: Malcolm Campbell Musiche: Elmer Bernstein Scenografia: Wynn Thomas Interpreti Ben Stiller: Jake Rabbino Schram Edward Norton: Padre Brian Finn Jenna Elfman: Anna Riley Anne Bancroft: Ruth Schram Eli Wallach: Rabbino Ben Lewis Milos Forman: Padre Havel Lisa Edelstein: Ali Decker Ron Rifkin: Larry Friedman Rena Sofer: Rachel Rose Ken Leung: Don Holland Taylor: Bonnie Rose Opinione A mio parere film molto carino, che scorre piacevolmente anche se dura 2 ore circa. Credo che più o meno tutti potremmo ritrovarci nella stessa situazione dei protagonisti e questo ne fa un punto di forza del film, oltre alla comicità e alla tematica dell'amore e dell'amicizia. Lo consiglio Collegamenti: I sogni segreti di Walter Mitty Tropic thunder Birdman o (L'imprevedibile virtù dell'ignoranza) Fight Club Grand Budapest Hotel Il dittatore
  24. film Don Jon

    Titolo originale Don Jon Lingua originale inglese Paese di produzione Stati Uniti d'America Anno 2013 Durata 90 min Genere commedia, drammatico Regia Joseph Gordon-Levitt Musiche Nathan Johnson Produttore esecutivo Nicolas Chartier Casa di produzione Modern VideoFilm, Ram Bergman Distribuzione (Italia) Good Films Don Jon è un film indipendente del 2013 scritto, diretto ed interpretato da Joseph Gordon-Levitt. Questa pellicola segna il debutto dietro la macchina da presa dell'attore Joseph Gordon-Levitt in un lungometraggio. Trama Trailer Info Premi e riconoscimenti Interpreti e personaggi Joseph Gordon-Levitt: Jon "Don Jon" Martello Jr. Scarlett Johansson: Barbara Sugarman Julianne Moore: Esther Rob Brown: Bobby Tony Danza: Jon Martello Sr. Glenne Headly: Angela Martello Brie Larson: Monica Martello Jeremy Luke: Danny Italia Ricci: Gina Lindsey Broad: Lauren Amanda Perez: Lisa Sarah Dumont: Sequins Loanne Bishop: mamma di Barbara Anne Hathaway: attrice del film romantico Channing Tatum: attore del film romantico Fonte Guardatelo poi mi dite che ne pensate io l'ho trovato molto divertente e spiritoso seppur realistico nel suo eccedere nei confronti dell'argomento trattato Collegamenti: Scarlett Johansson Channing Tatum