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Trovato 3 risultati

  1. CITAZIONE Nato a Gange nel ‘67, Christophe Gibelin dopo il liceo classico si iscrive alla scuola di Belle Arti di Nîmes e inizia a collaborare con altri studenti della scuola di fumetto; tra questi Claire Wendling con la quale crea il primo volume della serie: Theo. Il successo è immediato e riceve il premio della stampa al salone di Angoulême. Originaria di Montpellier Claire Wendling scopre a 17 anni una vocazione naturale al disegno ed entra alla scuola di Belle Arti. Dopo soli tre anni viene premiata al salone di Angoulême con l’Alph-Art nel 1989. Ha lavorato anche in America collaborando al cartone animato Excalibur (Warner). . La serie dei fumetti è: Théo. Sulle sponde dell'Amalou, una vecchia casa ospita i Furetti e i Trasparenti. A credere alla leggenda, le due comunità nemiche sono condannate a vivere un esilio permanente in questa contrada inospitale. Ma da poco tempo i Furetti tramano strani progetti. Qual è la minaccia di cui parlano? Cosa succede alle barche che passano e spariscono nell'Amalou al calar della notte? Il fantoccio. Secondo di cinque titoli della serie "Le luci dell'Amalou" è una serie di racconti fantastici dove rivalità e unioni tra i diversi personaggi portano all'intrigo... I Furetti e i Trasparenti vengono da lontano...I due gruppi rivali hanno riunito le forze per fuggire dalla loro isola e istallarsi nel borgo di Frouzéville dove i vecchi odii riaffiorano immediatamente. Si renderanno conto però, che le loro dispute avranno ripercussioni ben più grandi. Da un loro accordo dipende in effetti l'equilibrio di un universo invisibile, il mondo degli alberi. Soltanto Theo e Orane possono sperare di salvarli, intraprendendo un cammino che porterà al Mondo della Leggenda.. Il paese della leggenda Nel mondo della leggenda Furetti e Trasparenti cercano la Grande Quercia agonizzante, la cui morte porrebbe fine anche alla loro stessa esistenza. Strano universo quello uscito da questo albero divino, popolato dalle creature più insolite e dalle costruzioni più irrazionali. A quale logica obbedisce dunque questo mondo fantastico? Forse la risposta si trova in alcune frasi prese da un testo misterioso: "la Grande Quercia, malgrado la sua onnipotenza, soffre di una tara sorprendente in un dio: non ha alcuna immaginazione! Ecco il perché della sua alleanza con un mago. Quest'ultimo crea gli esseri che popoleranno il reame, e l'albero, grazie al suo potere, da loro la vita..." Gouals Il libro E’ il quarto dei cinque titoli della serie “Le luci dell’Amalou”: una serie di racconti fantastici dove rivalità e unioni tra i diversi personaggi portano all’intrigo. Sentendo le proprie forze abbandonarla, la Grande Quercia cattura Ubu e minaccia di uccidere i piccoli Furetti se Orane, Elwood e Andrea non accetteranno di aiutarla. Per salvarli, devono impedire a Theo, lo zio di Orane, di portare a termine i suoi piani malefici. Il tempo stringe perchè i demoni Yz e Meth stanno seminano il terrore tra uomini e Furetti e sono sulle tracce di Theo...per ucciderlo! Per i nostri tre avventurieri la strada sarà lunga e pericolosa fino ad arrivare al passaggio che li porterà verso il mondo degli uomini. Cenere l Mondo della Leggenda agonizza. I Furetti hanno trovato i Trasparenti e hanno attaccato il loro accampamento.La guerra scoppia tra i due clan. I demoni Yz e Meth hanno scoperto il nascondiglio di Theo. Sono più che mai decisi a uccidere quel padre malefico… La Grande Quercia, straziata da questi assalti, muore e trasmette i suoi poteri e il suo trono a Ubu, sempre prigioniero dell'albero. E' un compito pesante per il piccolo Furetto perché dovrà radunare i suoi sudditi e placare le discordie per salvare il regno. Ma se fosse già troppo tardi? “La Grande Quercia soffre di una tara anomala per una divinità. Non ha immaginazione! Da qui la sua alleanza con un mago, il quale dovrebbe creare gli esseri che popolerebbero il reame, e l'albero, grazie al suo potere, donerebbe loro la vita… Parere personale: Un capolavoro del fumetto francese, mi sta piacendo davvero molto. Sto prendendo la versione edita dalla cosmo al prezzo di 5 euro più o meno a volume (mi pare di aver letto che in giro si trovi una versione cartonata a 16 euro al volume)
  2. bd Lancelot

    Comincia tutto nella regione dell’Armorica, nei secoli più bui. L’Armorica, la terra tra la Senna e la Loira, che oggi conosciamo come Bretagna, terra di leggende, di quelle più famose. Le storie di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda, il ciclo bretone viene chiamato, eLancelot, la nuova avventura nel fumetto fantasy made in Francia targato Editoriale Cosmo, viene proprio da quelle coste, da quelle pagine. Ma le storie della tradizione non sono impresse nella pietra, è tradizione stessa che la tradizione cambi, e Lancelot, la storia del prode Lancillotto del Lago dalle origini nell’Armorica appunto fino alle sale di Camelot, cambia oggi com’è cambiata negli anni con ogni tratto di penna che ne ha voluto arricchire la leggenda. Gli ultimi in ordine di tempo a compiere l’impresa vengono dalla Francia, dalla scuola delle bande dessinée. Sono gli sceneggiatori Jean-Luc Istin eOlivier Peru, due vite dedicate al fantasy. Il primo in Italia lo conosciamo per le serie Drudi ed Elfi, edite da Panini, e per il Crepuscolo degli Dei, proposto qualche mese fa dalla stessa Cosmo. Il secondo è già stato collaboratore di Istin e lo abbiamo visto all’opera proprio su Elfi. Ad accompagnarli, a dare forma ai loro sogni, c’è la disegnatrice Alexe, nata come colorista, poi passata alle matite. E in questa serie composta da quattro tomi (che in Italia usciranno in due albi) pubblicata in patria da Soleil tra 2008 e 2014, sono tante dicevamo le novità, a cominciare da un’inattesa inversione di genere, erché l’eroe Lancelot non è quello che sembra. È la cultura del what if, spiegano gli autori. o Quesito curioso e divertente, nella piena tradizione dei what if americani. Quesito che non cambia però le aspirazioni epiche tipiche del fantasy di scuola francese, che non ne altera le atmosfere e l’aspetto grafico, con quelle tavole dove oltre alle matite spicca soprattutto il colore. E qua sta anche l’altra grande novità del fumetto, perché la Cosmo ci abituato ad adattare i fumetti d’oltralpe al più rassicurante formato bonelliano, ma è la prima volta che in questa operazione usa il colore, inserendosi dichiaratamente nella scia dell’esperimento (riuscito a leggere i dati di vendita) della serie Orfani. Volevo scrivere la storia di Lancillotto ma i personaggi mi annoiavano – raccontava Istin – E allora mi sono detto “e se…”, un po’ come succede nei fumetti americani: “E se Spider-Man non fosse stato morso da un ragno…” e così via. E per me è stato: e se Lancillotto fosse stato femmina…”. Parere personale: Ottimo il primo volume, mi ha appassionato fino alla fine sebbene nell'ultima parte velocizzi un po' troppo, si conclude purtroppo con un secondo numero eccessivamente frettoloso che guasta tutta l'opera portandola alla sufficienza.
  3. bd Lucky Luke

    Lucky Luke è un personaggio dei fumetti, di una serie di cartoni animati omonimi, di una serie televisiva e di un film. È un cowboy solitario e taciturno, capace di sparare più veloce addirittura della propria ombra. È un paladino della giustizia, sempre alle prese con i banditi del Far West, ma grazie alla propria integrità morale cerca di non uccidere mai nessuno. È ritratto sempre con una sigaretta tra le labbra (accuratamente preparata ogni volta con tabacco e cartine) o, dopo che ha smesso di fumare, con un filo d'erba. Nella rosa di personaggi figurano antagonisti come i Fratelli Dalton, Joe, William, Jack, Averell, la mamma dei Dalton, e svariati personaggi di contorno che contribuiscono a creare l'atmosfera western come i bari, i becchini, i gestori dei saloon, gli indiani, i fuorilegge e gli sceriffi, che rappresentano, ironizzano, sbeffeggiano e, talvolta, demoliscono il mito del leggendario vecchio west. Merita un cenno il fidato destriero, chiamato nei primi episodi Saltapicchio e poi Jolly Jumper: un cavallo intelligente e un po' filosofo che è in grado di parlare, ma lo fa solo col padrone o con i suoi simili. Lucky Luke nasce dalla penna di Maurice de Bevere, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Morris (1º dicembre 1923 - 16 luglio 2001), e appare per la prima volta nel 1946 in una storia intitolata "Arizona 1880". La serie nasce come un western umoristico, in cui il fumettista belga si cimenta come autore completo. Dopo pochi episodi, ai testi comparve però René Goscinny che, come sceneggiatore, diede una spinta decisiva alla serie a partire dal 1955. L'umorismo slapstick, derivato dai cartoni animati, lasciò il posto a una comicità più brillante; il disegno divenne più realistico e meno parodistico; infine, vennero banditi la violenza, il sangue, la morte, ma da queste rinunce scaturirono soluzioni originali e riuscitissime gag. Goscinny sviluppò in maniera brillante anche i comprimari dell'universo di Lucky Luke: il suo cavallo Jolly Jumper, cui diede la parola; i fratelli Dalton, quattro banditi tanto determinati quanto inconcludenti; Ran-tan-plan, il "cane più stupido del mondo". La qualità della serie migliorò nettamente e si mantenne molto alta fino alla morte del grande autore francese, avvenuta nel 1977. Dopo Goscinny, molti altri autori portarono avanti il personaggio, alternandosi ai testi sempre per i disegni di Morris, ma nessuno di loro seppe veramente imporsi in questo ruolo. Nel 2001 venne poi a mancare Morris, il creatore di Lucky Luke nonché suo unico disegnatore. Prima di morire, Morris espresse la volontà che la serie proseguisse anche dopo la sua scomparsa. Fu così che nacquero Le avventure di Lucky Luke dopo Morris. Ai testi si sono cimentati Laurent Gerra, Daniel Pennac e Tonino Benacquista, mentre ai pennelli, l'erede dell'autore belga è stato individuato in Achdé. Grazie ai loro sforzi, a quasi settant'anni dalla sua prima apparizione, il cowboy solitario continua a cavalcare ancora oggi. Per il nome Lucky Luke, Morris si ispirò a quello di Luciano Locarno, sceriffo di origine italiana che visse tra il 1860 e il 1940. "Il paà di Lucky Luke nasce nel 1923 in Belgio, a Courtai. Dopo aver mosso qualche primo passo nel mondo dell'animazione, crea Lucky Luke, con tutto il suo universo e contorno di protagonisti, le cui prime avventure saranno pubblicate su L'almanach de Spirou, nel 1947. Batterà poi per diversi anni gli Stati Uniti con gli amici Andrè Franquin e Joseph Gillain, frequentando i futuri eroi della rivista satirica Mad, quali Kurtzman, Davis e Wood. In patria, nel frattempo, Lucky Luke diviene una colonna della bande dessinèe grazie al tratto sintetico, espressivo ed efficacissimo del suo creatore. La sua predilezione per le definizioni gli ispirerà altresì le espressioni "l'uomo che spara più veloce della sua ombra" e "nona arte". Dieci volumi più tardi, incontra Renè Goscinny, che diverrà il suo sceneggiatore. Molti altri gli succederanno. La saga del cowboy solitario ideata da Morris conta oggi quasi 90 volumi. Divorato sin da giovanissimo da un'immensa passione per il cinema e l'animazione, seguirà sempre da molto vicino la lavorazione dei numerosi adattamenti della sua opera. Ed è in piena produzione degli ultimi 52 episodi a cartoni animati de "Les Nouvelles Aventures de Lcuky Luke" che Morris si spegne, il 16 luglio del 2001. Resterà per sempre uno dei mostri sacri del fumetto francofono. I suoi personaggi e il suo universo, invece, sono consegnati all'eternità" Tratto da "Gli zietti Dalton", pubblicato da Nona arte.